capitolo 1
Ultime ore di vacanze dai nonni in Sicilia e dopo sei settimane finalmente sto tornando nella mia amata città Santa Monica in California.
Tra 4 giorni inizierà il secondo anno di liceo, non vedo l'ora di incontrare Nick, è il mio migliore amico da quando in terza elementare è stato bocciato per le troppe assenze ed è finito in classe con me e da allora siamo inseparabili.
Ricordo ancora il primo giorno di scuola di quel terzo anno, la mia compagna di banco e migliore amica si era trasferita a Tokio con i genitori e io mi ritrovavo seduta da sola in ultima fila e aspettavo che iniziasse la lezione.
Arrivò la preside presentando un bambino paffuto con i capelli castano scuro e gli occhi più blu che avessi mai visto era timido e le sue guance si tinsero di rosso quando fu presentato davanti alla classe;
Alzai subito la mano per dirgli che il posto accanto a me era libero, scoprii che aveva perso l'anno per diversi problemi quelli di salute dovuti al peso, per il bullismo e che i suoi genitori avevano divorziato e si era trasferito con la madre da una settimana in questa città.
Gli dissi che non aveva niente da temere perché in quella classe la più tosta ero io;
ero molto vivace a quei tempi e mi comportavo da maschiaccio nonostante la facessi quasi sempre franca.
Al ritorno a casa con lo scuolabus scoprii che abitava nel mio stesso quartiere a circa quattro villette di distanza dalla mia.
Dopo pochi giorni scoprendo che sua mamma facendo i doppi turni in ospedale come infermiera a casa non c'era quasi mai e pagava una babysitter lo invitai sempre più spesso a stare a casa con me.
Mia mamma faceva la casalinga e si occupava di raccolte di beneficenza dopo aver lasciato il lavoro da chef per occuparsi di me e mio fratello Scott 3 anni più grande di me, invece mio padre era uno stimato architetto e ingegnere.
Dopo quasi un mese mia mamma si accordò con la madre di Nick in modo tale che quando lei faceva le notti Nick dormiva da noi e anche per i pomeriggi non c'era bisogno della babysitter.
In poche parole passavamo tutti i giorni insieme.
Inizialmente Nick dormiva nella stanza degli ospiti poi presi dal gioco spesso ci addormentavamo insieme tanto che dopo due settimane mio padre non insistette più per farci dormire in stanze o letti separati.
Durante quelle sei settimane in Sicilia mia zia Ambra sorella di mio padre, con cui mi sbagliavo solo tredicianni, mi ha insegnato a truccarmi e mi ha regalato una piccola trousse ben fornita un correttore,un mascara,due matite per gli occhi una nera e una color burro del blush color pesca, un lucidalabbra e due rossetti uno rosa bruciato e l'altro rosso fuoco opaco. Quest'ultimo regalato in gran segreto e mi aveva spiegato come applicarlo senza sembrare un clown e mi aveva raccomandato di usarlo solo quando avrò voluto fare colpo su un ragazzo durante qualche festa.
Naturalmente mio padre per quanto moderno e all'avanguardia aveva il tipico carattere siciliano/italiano geloso della figlia femmina, perciò magari mi sarei truccata quando lui non c'era.
Dopo la colazione più abbondante di un pranzo con 15 persone invitate tra nonni zii e cugini finalmente andammo all'aeroporto di Catania per poi fare scalo a Madrid e da lì a Los Angeles.
Durante il volo verso Los Angeles io e Scott, eravamo seduti vicini abbastanza lontano dai miei genitori. Né io e né lui riuscivamo a prendere sonno ci guardammo ben 3 film l'ultimo dei quali fu American pie.
<non ci posso credere che dei maschi fanno queste cose!> c'è da dire che ho vissuto sotto una campana di vetro per quanto riguarda il sesso essendo che mio padre e mio fratello mi reputavano una bambina e in quanto tale avevo ancora il parental control impostato a 10anni sulla tv e sul pc il che era davvero assurdo!
<piccola Kimberly non dei maschi tutti i maschi!>
<oddio che schifo! non stringerò mai più una mano ad un maschio>
Scott rise <che esagerata! E non credo che appena rivedrai Nick non gli farai le feste!>
<Nick non fa certe cose! Lui è asessuato!>
<si certo come no! secondo me le fa anche tutti i giorni!>mi guardava divertito e furbo.
Nick era sempre stato il mio migliore amico e prima dell'estate finalmente era iniziata la sua pubertà stava iniziando ad allungare visto che dalla seconda media ero più alta di lui di quasi 15centimetri, ma si sa che le ragazze si sviluppano prima del resto.
<non ci credo!>
<cosa vuoi scommetterci?>
<io..>
<paura di perdere la scommessa? Facciamo così se vinco io mi farai trascorrere un pomeriggio senza la tua insistente presenza con Nick in modo tale che gli sistemo il look da bambino per farlo diventare un ragazzo alla moda! Se vinci tu vi lascerò in pace per 2 settimane!>
mi morsi il labbro titubante
<ci stò!>
<glielo dovrai chiedere entro tre giorni!>
Non mi faceva paura chiedere domande così personali a Nick parlavamo di qualsiasi cosa ma lo sguardo sicuro di Scott mi fece titubare un attimo mi sporse la mano per suggellare il patto
<ok ok!> gli strinsi la mano ripresi a guardare il film, dopo pochi minuti mi addormentai.
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