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Capitolo 4

Harry era davvero stanco di quella situazione.

Non riusciva a chiudere occhi la notte, il giorno le lezioni continuavano senza la presenza di Sirius e James e il tempo sembrava andare TROPPO lentamente.

Ora più che mai aveva intenzione di andare alla ricerca degli Horcrux, ma non poteva senza Ron ed Hermione, e il primo dei due non si faceva vedere da giorni interi, cosa che preoccupava moltissimo Harry Potter.

Proprio per questo decise di dire tutto a Silente, che con tranquillità decise di avvisare il Ministero e gli insegnanti.

Ma Harry era comunque ad un punto fisso.

Non poteva fare nulla.

Era impotente.

Forse lo era sempre stato perché, nonostante tutto, più andava avanti più si rendeva conto di avere troppo da perdere.

Si abbandonò ad un sospiro, sprofondando nella morbida poltrona della Sala Comune dei Grifondoro.

Ancora un volta si chiese cosa fare per aggiustare le cose, ma gli veniva in mente solo l'avventurarsi fuori da quelle mura sicure, alla ricerca degli Horcrux.

Poi si ricordò che c'era altro dentro quel castello che doveva aggiustare lui, aveva già la lista pronta della giornata.

Il primo punto della lista di Harry era sicuramente vedere come stava Regulus.

Insomma, lui e Sirius non erano in buoni rapporti ma era pur sempre suo fratello, come poteva non stare un minimo male o essere dispiaciuto?

Se Harry avesse avuto fratelli sarebbe morto nel sapere che uno di essi fosse stato preso, perché era scontato che Sirius e James fossero nelle mani di Voldemort. Il problema era: dove?

<<Il problema, Regulus, è che devi decidere in fretta. Il nostro Signore vuole che tu venga marchiato domani notte stesso. Quindi non fare l'indeciso e muoviti a dire di sì>>.

Harry sentì una voce dietro il muro del corridoio e non poté non appoggiarsi per sentire meglio, a chi apparteneva quella voce?

La risposta gli arrivò subito dopo.

Una chioma biondo platino sbucò, camminando frettolosamente verso la fine del corridoio, ignara di Harry Potter.

Una chioma come quella di Draco Malfoy.

Lucius Malfoy.

Harry si sbatté una mano sulla fronte, per essere stato così stupido dal non ricordarsi che il padre di Malfoy frequentava lo stesso anno dei suoi genitori.

Quello che gli divorava lo stomaco, però, era ben altro.

Se non avesse fatto in fretta Regulus Black si sarebbe pentito troppo tardi della sua scelta.

Harry, allora, uscì dal suo nascondiglio e si ritrovò davanti lo stesso Regulus.

Ora che lo guardava meglio era molto simile a Sirius, quasi lo chiamò con il suo nome.

Aveva gli stessi capello ribelli neri come la pece, ma più corti.
Gli occhi erano cerulei come quelli del fratello, ma più penetranti e scuri.

Il più piccolo dei Black lo guardava neutro, sembrava quasi apatico.

Harry capì di non essere l'unico a sentirsi combattuto e impotente.

Perché, nonostante la grigia e pesante armatura che possedeva, Regulus era comunque un essere umano con sentimenti ed emozioni.

Proprio come lui.
Proprio come Sirius.
Proprio come James.
Proprio come Ron.

Pensando a quest'ultimo, Harry si intristì  al pensiero del suo migliore amico, suo fratello, che era chissà dove.

Magari anche lui nelle mani di Voldemort.

Perché nel mondo dei maghi, come in quello dei babbani, funzionava così.
La vita poteva scivolarti dalle mani come sabbia bollente, come se non fosse mai esistita.

Le tue emozioni potevano cedere sotto il peso dell'ignoranza e dell'insensibilità della gente e le tue ginocchia si afflosciano al terreno duro a causa del peso del mondo.

Perché non sempre è la vita ad essere pesante, ma la società e il mondo, persino, in cui vivi.

<<Cosa ti serve?>>.

La voce di Regulus aveva delle note prive di emozioni.

Come una musica senza le parole della canzone, che ti delude quando non senti le stesse emozioni che senti con esse.

Come quando Harry era venuto a sapere della scomparsa di James ed era rimasto immobile, paralizzato dal dolore e dalla paura di aver rovinato di nuovo tutto.

Aveva rovinato di nuovo tutto.

Perché, nonostante tutti lo rassicurassero, sapeva che era lui la causa dell'accaduto.

Lui era la causa di tutto.

<<Volevo solo sapere come stavi per... ecco la scomparsa di tuo fratello e cosa avessi deciso alla fine>> spiegò, con voce quasi implorante di sapere.

<<Sto benissimo e no, non ho ancora scelto un bel niente. Ora, se vuoi, scusarmi, avrei da fare>>.

Regulus stava per andare via, ma Harry lo impedì parlando.

<<Perché sei così indifferente verso Sirius e James. Il primo è tuo fratello e il secondo è... il migliore amico di tuo fratello!>> esclamò, ormai stanco di quella storia.

<<Perché? Sai cosa a fatto quel maledetto Potter? Quel giorno, quando Sirius se ne andato a casa Potter, l'ho perso per colpa di James. Lui mi ha rubato mio fratello senza nemmeno pensarci e Sirius mi abbandonato come un cane bastonato in quella casa, senza nemmeno ripensarci. È per questo che sono indifferente, e credimi ho tutti i diritti per esserlo>>.

Detto questo si voltò, senza guardarsi indietro.

Harry, rimase di nuovo paralizzato come ghiaccio.

Solo ora si ricordava che Regulus provasse più emozioni di chiunque altro.


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