Capitolo 11
"Smettila di fissare l'ingresso come un rincoglionito!" sbottò la sua voce interiore mentre il suo corpo era completamente paralizzato.
Il Prescelto sospirò per poi coprirsi con il mantello dell'invisibilità, preso prima di uscire dal castello.
Era una fortuna che se lo fosse ricordato prima di scappare, perché altrimenti sarebbe stato un vero problema.
Harry iniziò a camminare fino a raggiungere una cabina telefonica e comporre i numeri giusti.
Sarebbe stata una bella impresa intrufolarsi da solo al Ministero della Magia.
Ma 'mai dire mai', no?
Harry era spacciato. Letteralmente.
Sentiva il sangue scendergli lungo la guancia, e le mani piene di tagli provocati dalla lotta appena avvenuta.
Una volta entrato nel Ministero della Magia, il giovane ragazzo — con indosso ovviamente il mantello dell'invisibilità — era stato in giro e in giro.
Ma niente.
Niente di niente, il suo istinto si era sbagliato.
Pensava di star andando sulla via giusta, che magari stesse per trovare il secondo Horcrux, e invece...
Sospirò e si nascose in un vicolo buio per ripulire, finché poteva, le ferite con la magia.
Gli eventi si erano svolti più o meno così: era entrato al Ministero, aveva vagato senza una meta precisa e, proprio quando stava per arrendersi e uscire senza rimanerne leso, sentì il mantello dell'invisibilità venirgli strappato via di dosso e si ritrovò davanti cinque Mangiamorte che quasi lo presero.
Cosa aveva capito, però, Harry con quella lotta? Da solo non era in grado di far nulla, e Lord Voldemort aveva — almeno una parte — il Ministero nelle sue mani.
Guardò il cielo ormai oscuro per qualche attimo, poi si alzò e si smaterializzò nell'unico posto in cui nessuno avrebbe mai pensato di trovarlo; la foresta in cui Hermione li aveva fatti smaterializzare quando Ron se ne era andato.
Un piccolo sorriso apparve sul suo volto quando ripensò ai suoi due migliori amici che mai, almeno secondo lui, lo avrebbero tradito.
Sentì in gola un senso di rammarico ripensando al fatto che forse Regulus era già diventato un Mangiamorte, i suoi genitori lo avevano dato per morto, e Ron non si trovava.
Nemmeno quella pazza di Bellatrix, chissà come sopravvissuta alla Battaglia di Hogwarts, non aveva dato più sue notizie.
Più il tempo passava, più le cose andavano a peggiorare per grado.
Un'ora più tardi, poté ragionare con più calma e lucidità.
Ripensandoci bene, era improbabile che il diario fosse al Ministero.
Ma i un luogo poteva benissimo essere: nelle mani di Lord Voldemort.
Forse Voldemort aveva voluto tenere per un periodo in diario e poi darlo ai Malfoy, era la cosa più probabile dal punto di vista logico.
Un moto di terrore lo colpì quando una fredda consapevolezza lo colpì in pieno; doveva andare nella tana del lupo, se voleva avere un nuovo pezzo da distruggere.
Doveva andare dritto da Lord Voldemort.
Angolo me
Mi dispiace se me la sono presa tanto comoda e se, molto probabilmente, vi ho fatto credere che fossi morta.
Ma ho dovuto pensare bene allo svolgimento di questa storia e a come realmente volevo farla finire.
Spero possiate perdonarmi. Tanto, meglio tardi che mai, no?
~Annie💫
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