Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

40

Egoismo

“Hai scoperto qualcosa?” Logan chiuse la porta dietro di sé, anche se la sua frase parve più una dichiarazione certa che una domanda. Conosceva molto bene il suo compare e sapeva che nel momento in cui si faceva vivo, era sempre perché aveva raggiunto il suo obiettivo. Però quella richiesta di un colloquio privato gli puzzava: si sarebbe aspettato che lo urlasse davanti a tutti, non che chiedesse di parlare in privato e solo con lui e Lisette.

La donna gli fece spazio nel letto, cercando di non toglierne al ragazzo anche se sembrava volersi alzare e stare in piedi.

“I genitori di Charlotte sono vivi e vegeti” disse tutto d'un fiato, senza stabilire un contatto visivo. Aveva un comportamento strano, come se stesse cercando di nascondere la parte più importante. Il grande uomo muscoloso aggrottò la fronte: Idaho fece una pausa anche troppo lunga per dover comunicare una bella notizia, di solito la suspance la teneva per le cose un po' più eclatanti.

“Continua…” gli disse abbassando la voce, intuendo che qualcosa non stesse andando per il verso giusto.

Idaho deglutì, distogliendo del tutto lo sguardo e voltandosi verso una cassettiera, come se potesse trovare qualcosa di interessante da ammirare, anche se la superficie era intonsa e priva di qualsiasi soprammobile.

“Idaho, continua” lo richiamò il compare, assumendo un tono un po' più duro del primo.

“Nulla di più. Sono vivi. Tutto qui”.

“Mi prendi in giro?”

“Cosa vorresti sapere in più? Il mio compito è stato eseguito a dovere” la spiegazione del ragazzo aveva un brutto tono di sfida, una strana cortina di ipocrisia aleggiava intorno alla sua figura. Logan capì subito che stava nascondendo qualcosa e che non sarebbe più riuscito a tirarglielo fuori, ma non ebbe bisogno di indagare più di tanto.

“Chi sono i coniugi?” Lisette intervenne con l'intento di distogliere l'attenzione su un'atmosfera pesante, e incuriosita nel sapere, a questo punto, di chi stessero parlando.

“Aaron e Delia Nolan” il giovane dai ricci dorati estrasse il pezzo di giornale che si era portato dietro, porgendolo dalla donna perché lo studiasse. Lisette in effetti notò una vera e propria somiglianza con la ragazza, soprattutto con quella che doveva essere la madre: stessi capelli e stessi occhi, la sua espressione dolce e calma, i lineamenti delicati. Poi qualcosa del padre la richiamava: il naso e il taglio del mento, l'espressione seria e galante. Pareva incredibile come due sconosciuti potessero essere collegati alla loro amica e collega, di come potessero essere l'unica certezza che segnava le origini più nobili che le si potessero raccontare.

“Sono un avvocato richiesto e una scrittrice. La stessa che ha pubblicato il libro a cui Charlotte”.

“Meraviglioso! Non è nemmeno una famiglia da niente” dichiarò Lisette, sorridendo per la notizia, ma spegnendo subito il suo volto notando che tra i due uomini pareva esserci troppo astio.

“Allora diciamoglielo, diamole questa bella notizia. Perché non sembri d'accordo, Idaho?”

Perché non era d'accordo? La condizione di doversi separare a forza dalla sua Wendy era impensabile, non l'avrebbe mai accettata. Aveva promesso a sé stesso che sarebbe rimasto zitto, che quella verità l'avrebbe seppellita come si fa con le capsule del tempo, e sperare che venisse tirata fuori il più tardi possibile. Ma Logan aveva capito immediatamente che non aveva buone intenzioni, e non voleva restare ancora molto nella sua stessa stanza rischiando una discussione che avrebbero sentito tutti. Voleva stare da solo, voleva metabolizzare il da farsi e riflettere se valesse la pena quel gesto ignobile per uno come lui.

“Io…” disse con un filo di voce, “Non voglio farlo”.

“Ma come? Idaho ma stai scherzando?” chiese Lisette con fare incredulo. Una cosa del genere non l'avrebbe mai pensata, soprattutto che potesse venire dalla bocca di un ragazzo che aveva sempre messo in primo piano il bene di altri al suo.

“Hai sentito Lisette. Non voglio” ripeto Idaho, allargando leggermente le braccia, “Vorrebbe dire perderla. Vorrebbe dire riportarla da loro e non rivederla mai più”.

“E quindi la tua soluzione migliore è tenere la bocca chiusa. Direi che fai molto bene” rispose sarcastico Logan. Avrebbe voluto prenderlo a schiaffi, farlo rinsavire in tutti i modi che conosceva, tutto pur di non sentire quelle assurdità che stava davvero pronunciando.

“Non mi farai cambiare idea. Potrei anche averla salvata per quel che mi riguarda. I nobili sanno essere spietati con la prole, ed io ne so qualcosa”.

“Che sai? Che sai che sei scappato via da casa tua solo perché hai fatto i capricci davanti al paparino, che non ha voluto farti le gambe uguali!”

“Non hai il diritto di dirmi queste cose! Era un egoista mio padre, e lo sai benissimo!”

“E vedo che la mela non cade lontano dall'albero!”

“Ragazzi, basta adesso!” Lisette richiamò l'ordine, e subito dopo intimò a Logan di uscire, dato che la sua presenza stava solo rendendo le cose più difficili. Voleva parlare da sola con Idaho, voleva cercare di risolvere la cosa senza doverlo fare arrabbiare e senza doversi arrabbiare. Lo avrebbe lasciato spiegare e avrebbe cercato di rimetterlo nella giusta via, anche se a sentirlo parlare in quel momento, la cosa non sarebbe certo risultata facile.

“Calmati adesso, e ragiona su quello che vuoi fare, seriamente”.

“Lisette, non ho da ragionare. Non voglio farlo. Punto”.

“Che cosa vorresti fare quindi? Le dirai che non ha origini? Le dirai che quello che ha sempre pensato è la realtà dei fatti? Non hai percorso tutta quella strada per non concludere niente!” Idaho doveva essersi preso qualcosa di serio per poter affermare con estrema certezza una cosa tanto brutta, soprattutto nei confronti di Charlotte. Lui che voleva renderla felice al cento per cento, che l'aveva adattata a tutto quello che riguardava il circo, lui che le aveva dato una fetta di mondo così grande da renderla l'unica sovrana indiscussa. Non poteva cadere così in basso, non lui che sapeva perfettamente cosa volesse dire avere dei diritti negativi.

“Se le dico la verità, la perdo. Io non posso perderla! Vorrebbe dire togliere un pezzo di me”.

“E lo chiami amore questo? Confinarla in una realtà fittizia solo perché non sei capace di accettare che abbia un frammento di vita al di fuori del circo e di te?”

Il ragazzo dai ricci dorati abbassò la testa, era vero: non poteva farle del male in quel modo tanto balordo, sarebbe stato al pari di Grave. Ma come poteva? Come poteva lasciare che la sua amata Charlotte se ne andasse per sempre? L'avrebbe persa, i nobili non avrebbero mai voluto un circense ambulante come erede e come marito per la figlia, e lei avrebbe sposato qualche pomposo come da tradizione aristocratica. Ma come poteva fare capire a tutti che quello lo voleva evitare?

“Non importa cosa mi dirai. Io non posso Lisette…”

La donna scosse la testa: “Non posso obbligarti. Questo purtroppo va oltre il mio potere. Ma spera di non doverti pentire delle scelte che farai” aprì la porta e se la chiuse alle spalle, lasciando il ragazzo da solo, con la testa bassa.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro