Capitolo 32
Diana's pov
Dopo aver fatto addormentare la piccola Luna restai lì, seduta sul letto al suo fianco, per lunghi istanti in cui mi beai della tranquillità che regnava sovrana nella stanza ma poi decisi di alzarmi.
Dovevo ancora parlare con Cole. Volevo che mi rivelasse tutto ciò che mi aveva tenuto nascosto su Dalila.
Me lo doveva, soprattutto dopo ciò che aveva fatto quella sera... l'aveva lasciata in quel posto!
Uscii dalla stanza, attenta a non far rumore, e mi richiusi la porta alle spalle con altrettanta accortezza, poi presi a camminare spedita lungo i corridoi. Oramai sapevo la strada a memoria, tante le volte che l'avevo percorsa,quindi non ci misi molto ad arrivare davanti alla porta della sua stanza.
Mi fermai e bussai con forza, nervosa ed impaziente che aprisse.
Dopo qualche istante finalmente venne ad aprirmi e me lo ritrovai davanti in tutta la sua bellezza: era a petto nudo, aveva i capelli spettinati e le pieghe delle lenzuola stampate sulla guancia, si stava stropicciando con una mano gli occhi assonnati ed indossava solamente dei boxer neri.
-Che succede Diana?- chiese sbadigliando.
Impersonava meravigliosamente la perfezione anche in quel modo...
-Voglio sapere tutto! - risposi, guardandolo in modo deciso negli occhi sanguigni.
-Alle 4 del mattino?-
-Si!-
-In questo istante, accidenti?!-
Fu grazie a quella frase che mi arrivò addosso, come un secchio di acqua gelata in pieno viso, la consapevolezza che molto probabilmente fosse occupato.
-Vado a dormire...- mormorai cercando di non far trapelare in nessun modo quanto quella situazione mi stesse facendo del male, non volevo che mi vedesse debole. Lui, tra tutti, era quello che maggiormente non doveva.
Mi voltai nuovamente e percorsi velocemente lo stesso corridoio da cui ero venuta, incurante di tutto, non ascoltai nemmeno la sua risposta. Volevo solamente allontanarmi il più velocemente possibile da quella stanza, da lui.
Sentii la porta venire sbattuta con forza e poi, tutto d'un tratto, fui strattonata all'indietro finché non mi ritrovai dritta tra le sue calde braccia.
-Che ti prende, accidenti?!- lo sentii chiedermi, la sua voce intrisa di un goccio di... preoccupazione? Si preoccupava solamente in quel momento di ciò che provavo?!
-Niente!- risposi bruscamente, tentando di sottrarmi alla sua presa.
Lui di tutta risposta, invece di lasciarmi andare, rafforzò la sua stretta attorno al mio corpo per poi sospirare -Andiamo...-
-Se mi lasci stavo andando...-
-In camera mia.-
-Sono ancora le 4 del mattino, sai?- ribattei un po' inacidita.
-Bé, ormai mi hai svegliato. Non ha più importanza.-
Mi divincolai dalle sue braccia, riuscendo finalmente ad allontanarmi, e lo guardai negli occhi -A me importa, quindi torna a fare quello che stavi facendo!- dissi per poi dargli le spalle e tornare ad avanzare velocemente lungo il corridoio.
-Dormire? Sei seria?- di nuovo prese il mio braccio e mi tirò indietro -Vieni sulle tue gambe o vuoi che ti trascini?-
Lo guardai male - Lasciami andare!-
-Cazzo, no!-
-Perché no?!- chiesi esasperata -Se mi lasci andare puoi tornare tranquillamente a dormire!-
-Ormai mi hai svegliato quindi vieni con me, il sonno non mi torna facilmente e lo sai!-
Sospirai e abbassai il capo, ma che diamine mi era saltato in mente ad andare lì da lui?
-Quindi andiamo?-
-No!- cercai di divincolarmi ancora dalla sua presa ma fu lui a lasciarmi improvvisamente libera, i suoi occhi divennero di quel blu macabro che ormai avevo imparato ad associare alla rabbia -Ah, basta! Non ti reggo quando fai cosi!-
-Nessuno ti ha detto che devi sopportarmi!- sbottai io per poi correre via.
-Fa quello che cazzo vuoi!- urlò lui per poi allontanarsi a passo lento.
Ed io mi trattenni veramente tanto per non piangere dalla frustrazione perché nella mia mente me lo immaginavo a giacere con qualche bella demone nella sua stanza, non lo sopportavo dannazione! Non sopportavo il fatto che lui avrebbe potuto avere qualunque donna volesse anche solo schioccando le dita mentre io... a me cosa restava? Chi avrebbe raccolto i pezzi frantumati del mio cuore? Chi lo avrebbe ricomposto insieme al mio orgoglio e alla mia anima feriti? Non avevo più nessuno...
Si, è vero... non potevo essere sicura del fatto che davvero avesse giaciuto con qualcun'altra, le ragazze erano tutte nelle loro stanze del resto, ma il solo pensiero mi creava una morsa dolorosa e fastidiosa alla bocca dello stomaco. Non volevo immaginarmelo a letto con qualcuna che non fossi io ma... Cole non era mio, non era innamorato di me e, ricordando il modo in cui guardava mia sorella quella sera, seppi per certo che mai lo sarebbe stato.
Il suo cuore apparteneva già a lei...
Sospirai e mi fermai appoggiandomi con la schiena alla parete.
Perché faceva così male? Perché finivo sempre con il cercare di allontanarlo se il mio unico desiderio era quello di averlo sempre e solo mio?
La verità era che avevo paura, una paura tremenda di lasciarmi andare, di fidarmi, per poi scoprire che ciò che c'era stato tra di noi per lui non contava nulla, del resto sarebbe benissimo potuto accadere visto che aveva ritrovato il suo unico amore. Sarebbe stata la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, l'ennesima pugnalata dritta al cuore... non avrei avuto più motivo di vivere...
Avevo bisogno di spiegazioni da parte sua, che mi rassicurasse dicendomi che con il ritorno di mia sorella non saremmo finiti con il perderci, ma sapevo fin troppo bene che molto probabilmente non avrebbe fatto nessuna delle due cose.
Forse quei dubbi esistevano solo nella mia testa, non lo sapevo, sapevo però che quella sera ero stanca. Non volevo più saperne nulla.
Mi staccai dal muro e ricominciai a vagare per il palazzo, trovai un corridoio che non avevo mai visto prima e così decisi di percorrerlo. Giunsi, senza neanche accorgermene, dinnanzi a quella porta verde. Quella dannata porta...
Guardandomi attorno non notai nessuno nel corridoio né sentii alcun rumore, perciò mi convinsi del fatto che Cole era tornato a dormire in camera sua e che nessuno avrebbe notato la mia assenza... almeno non subito.
Sarei potuta entrare in quella stanza per capire e non avrei avuto più il bisogno di chiedere spiegazioni a lui.
In fondo non credetti di stare per fare nulla di male... e poi lui non sarebbe mai venuto a saperlo.
Così, con quei propositi in testa, posai la mano sulla maniglia argentata e la abbassai aprendo la porta di quella stanza proibita per poi entrarvi chiudendomela alle spalle.
Notai subito che sul letto c'era una figura distesa tra le lenzuola verdi.
Come poteva essere possibile?
Lì non veniva mai nessuno e, soprattutto, non dormiva mai nessuno.
Accesi la luce e ciò che vidi mi fece rimanere di sasso, congelata lì sul posto: a dormire comoda su quel letto era Dalila...
Cole's pov
Dopo essere stato di nuovo con Dalila, la terza volta in una sera, lei era stremata e quindi l'ho portata in camera sua per poi tornare a dormire nella mia finché quella cocciuta pennuta non è arrivata.
Sta mettendo a dura prova la mia pazienza.
Cosa vuole da me? Proprio non lo capisco, diamine!
Prima le gelosia, poi l'indifferenza...
È lunatica, cristo se lo è!
Sospiro mentre cammino per i corridoi e poco dopo raggiungo la mia meta, quei corridoi dipinti di verde che per mesi sono stati logoranti per il mio animo distrutto.
Ma ora lei è lì, nella sua stanza, che riposa e mi aspetta.
Aspetta solo me...
Ho un bisogno così disperato di ricevere spiegazioni da parte sua, di sapere che non sono stato io a farla scappare via da me, di conoscere la verità che si cela dietro la sua improvvisa scomparsa dalla mia vita.
Percorro tutto il corridoio fermandomi poi non appena nella mia visuale fa capolino quella porta, fremo d'impazienza.
Busso ma nessuno risponde, starà ancora dormendo, forse sarebbe meglio lasciar perdere... Eppure il fuoco della curiosità brucia in me, mi accende di desiderio, il desiderio di rivedere i suoi occhi verdi fissi su di me, così apro la porta ed entro.
Mi intrufolo nel letto sussurrano - Dali... Dalila...- il letto ancora caldo ora è vuoto, lei non c'è quindi penso che sia in bagno.
Poco dopo però dal bagno non esce solo lei ma anche Diana.
Perché c'è anche lei? Che ci fa qui?
Sono così confuso e stufo di questa situazione...
Appena mi vedono si bloccano entrambe, Dalila con un bellissimo sorriso sulle labbra e Diana con gli occhi appena sgranati.
Perché sono due? Perché, dannazione?!
Le guardo entrambe impietrito per poi cercare di sorridere, so che non sono convincente ma sono completamente spiazzato.
-Cole!- Dalila si avvicina a me con ancora quel bellissimo sorriso stampato in viso e mi dà un delicato bacio sulle labbra con le sue morbide e succose, quando si tira leggermente indietro vedo che Diana ha una strana espressione in volto, sembra senza emozioni... spenta.
Mi alzo e mi avvicino a lei, tirandola poi a me -Diana... che hai?-
-Era lei vero?- mormora soltanto, rimanendo completamente immobile tra le mie braccia.
-Sei sempre stata tu per me!-
A quel punto alza il viso e mi guarda con quei suoi occhioni azzurri - Io?- chiede perplessa.
-Diana, ragiona...- sussurro -Ho sempre cercato di fare di tutto per accontentarti e... si, prima di te c'era Dalila.- dico per poi guardarla con un leggero sorriso sulle labbra.
La vedo mordersi il labbro mentre continua a guardarmi -Quindi...- farfuglia -Tu... provi qualcosa per me?- mi chiede con gli occhi che le scintillano.
-Pensavi di no?- ribatto incantandomi per qualche secondo ad osservare quelle due rare gemme azzurre.
-Non ci speravo ma...- mormora per poi sorridere ed affondare il viso contro il mio petto -Lo volevo così tanto...- mormora.
Le accarezzo i capelli per poi osservare il sorriso triste di Dalila, ora devo dedicare il mio tempo a lei, c'è tanto da dire e da fare.
-Dai... Diana aspettami in camera, arrivo tra poco devo parlare con Dalila.-
La sento annuire contro il mio petto e poi staccarsi, il suo sguardo si posa su Dalila e le si avvicina stringendola in un abbraccio. Capisco perfettamente come si sente,il cuore diviso in due metà perfettamente uguali, i sensi di colpa dilanianti...
Dalila le sorride per rassicurarla -Va tutto bene Di...- mormora e le lascia un bacio tra i capelli, dai suoi occhi però posso scorgere tutta la sua tristezza e il suo risentimento.
Quando Diana esce dalla stanza io mi siedo di nuovo sul letto -Perché ogni secondo che ti guardo mi sembri sempre più bella e irreale?- le chiedo sorridendole.
Dalila accenna un piccolo sorriso e si viene a sedere accanto a me, prendendo poi tra le dita un lembo della sua veste verde pastello - Anche a me sembra ancora tutto così irreale...- sussurra.
-Vieni, sdraiamoci...- le sussurro iniziando poi a riempirla di baci mentre sulle labbra le appare un altro piccolo sorriso.
-Cole.!- si butta tra le mie abbraccia affondando il viso contro il mio petto muscoloso -Mi dispiace tanto...-
-Vorrei delle spiegazioni... cioè... perché sei andata via?-
La sento prendere un respiro profondo e poi staccarsi da me per potermi guardare -Bè... una sera sono entrati degli uomini qua a palazzo, cercavano me e... e mi hanno trovata... ero in giardino quella sera...- sussurra.
-Perché eri in giardino..?-
-Non riuscivo a dormire, comunque... mi hanno rapito e... mi hanno costretto a scrivere quella lettera in modo che tu non sospettassi nulla Cole.- mi guarda con gli occhi lucidi -Ti prego,credimi!- il suo tono di voce quasi disperato mi suggerisce che non sta mentendo.
La stringo tra le mie braccia -Io ti avevo chiesto di sposarmi...-
Lei strinse la mia maglia tra le dita, tremando leggermente mentre cercava di trattenere le lacrime -L-lo so... lo so e io ero così felice!- anche la voce le tremava -Mi dispiace tanto, non... non sarà mai abbastanza dirlo... ma io ti amavo Cole, ti amavo e ti amo tutt'ora! Non avrei avuto motivi di andarmene di mia spontanea volontà, tutto ciò che desideravo lo avevo con te.- conclude scoppiando poi definitivamente in singhiozzi.
-No... non piangere bimba...- sussurro al suo orecchio per poi stringerla, forte, come se avessi voluto spezzarle le ossa ma allo stesso tempo riaggiustarle il cuore.
Lei invece a me lo aveva spezzato.
Me lo aveva spezzato allora e continua a farlo ad ogni parola che pronuncia, tante piccole pugnalate dritte al cuore. Sollievo e poi dolore, solo dolore, anche se ora so che non mi odiava, che non era disgustata da me.
Ogni sguardo mi ricorda tutto il tempo passato insieme e soprattutto quel giorno -Io pensavo te ne fossi andata per ciò che era successo...-
-Cosa?- farfuglia alzando lo sguardo nel mio, il suo pieno di lacrime cristalline che,anche se odio vederla piangere, le impreziosivano quelle verdi gemme.
-Pensavo te ne fossi andata per ciò che ti avevo fatto quella mattina, avevo alzato troppo la posta, ti avevo fatto troppo male e pensavo che te ne fossi andata per questo... perché mi reputavi un mostro.-
Dalila mi guarda e poi scuote la testa con decisione -Non me ne sarei mai andata, volevo solo stare al tuo fianco...-
-Nonostante gli scatti di rabbia e di violenza...?-
Mi accarezza piano il volto con le dita, il suo tocco leggero come una lieve brezza -Ti amo nonostante tutto... ti chiedo solo una cosa, se non sei interessato davvero a mia sorella non la illudere.- aggiunge poi in un mormorio guardandomi seriamente.
-Io... Dalila... ti amo!- dico secco per cercare di evadere la sua domanda -Ora sarebbe meglio che vada a darle delle spiegazioni.- sospiro per poi riempirle le labbra di baci ed alzarmi -E non mi fare domande o chiedere di scegliere, per favore...-
Sorride leggermente e mi guarda per poi annuire piano -E' solo che... non voglio vederla soffrire Cole, soprattutto a causa mia.-
-Una delle due soffrirà comunque, lo sai bene, è come se ogni istante della mia vita sia fatto per punirmi della felicità che trovo.-
Lei si alza e mi abbraccia prendendo poi a passare piano le dita tra i miei capelli scuri -Non dire così...- mormora -Devi solo far pace con i tuoi demoni e con il tuo cuore, so bene che non è facile ma sono altrettanto sicura che ci riuscirai amore mio.-
-Quanto mi piace quando lo dici Dalila... sembra tutto scomparire al tuo fianco!-
La vedo arrossire e poi sorridere, mi prende il viso tra le mani e mi bacia.
Le stringo il sedere e sorrido -Vado da Diana, non mi aspettare alzata non so se torno...-
Dopo aver mugolato ed avermi rifilato una delle sue solite occhiatacce scherzose mi risponde - Okay, buonanotte allora...-
-Notte bimba...- sussurro prima di uscire e camminare con passo lento verso la mia camera.
Continuo a pensare costantemente a Diana e a quanto la desideri nuda nel mio letto...
Cole sei un fottuto porco!
Mi rimprovero mentalmente ma il pensiero non scompare.
Raggiungo la mia stanza ed apro la porta, già sulla soglia mi muovo a togliermi la maglia che prima per decenza mi ero messo.
La guardo sorridendo mentre lei, accoccolata nelle coperte, mi guarda con quegli occhietti vispi.
-Ma ciao piccoletta!- dico avvicinandomi.
-Piccoletta?- domanda lei ridendo.
-Il mio piccolo angelo e il mio piccolo angolo di paradiso...- dico infilandomi sotto le coperte con lei per poi stringerla a me.
La sento sorridere contro il mio petto ed accoccolarsi -Mmh...- mugugna per poi baciarmi piano il petto.
-Dimmi la verità... vuoi spiegazioni..?-
-Bè, si...- mormora per poi alzare il viso, guardandomi -Le vorrei.-
-Fammi tu le domande, allora...-
-Come hai conosciuto Dalila?- chiede subito, senza farselo ripetere due volte.
-L'ho comprata alla torre, come ho fatto con te.-
-Ah...- mormora annuendo piano - E... la amavi?- mi chiede un po' titubante.
-Tanto Diana, tantissimo!-
Annuisce e basta, senza aggiungere altro per qualche tempo che mi pare eterno -Parla... Diana, ti prego!-
-La ami ancora? È così, vero?- sulle sue labbra c'è un piccolo sorriso ma posso immaginare che forse, avendone consapevolezza, si senta combattuta... combattuta tra l'essere felice per sua sorella o distrutta, egoisticamente.
-No, non la amo come la amavo prima.-
-Cosa è successo...? Perché quando sono arrivata io non era ancora con te?-
-Era scappata, o almeno lo credevo fino a qualche ora fa. Mi ha spiegato che è stata rapita...-
-Rapita?!- scatta a sedere strabuzzando gli occhi.
-Rapita. Molti erano gelosi del rapporto che c'era tra me e lei.-
-Chi? Chi è stato?-
-Pensi che se lo avessi saputo avrei ritrovato Dalila solo ora?-
-Scusa, hai ragione...- mormora.
-Ho messo sottosopra gli Inferi per trovarla e per te, Lucifero non voglia, se dovesse accadere una cosa del genere potrei fare anche di peggio!-
-Ti amo...- le sfuggì da quelle belle labbra rosee e carnose, gli occhi azzurri appena lucidi a causa dell'emozione.
-Lo so, piccolo angelo...- dissi prima di prenderla e stringerla a me, rendendola poi mia per tutta la notte. Ero insaziabile, avevo fame della loro bontà e dei loro corpi.
Ma per quanto sarei riuscito a reggere questa situazione, a tenere tutto sotto controllo, a non far crollare tutto?
A non spezzare i loro cuori che, come il mio, erano già stati frantumati troppe volte?
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