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T h i r t y - e i g h t

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"Desidero aver avuto l'occasione di conoscerti prima nella vita, prima che tutto diventasse così complicato."

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I suoi occhi vennero aperti dal cielo luminoso, che brillava attraverso la finestra mentre stiracchiava le braccia. La stanza in cui era sgattaiolata la notte prima era gelida, e il suo mento scivolò ancora di più sotto le coperte.

Guardò di fianco a lei, sperando di ottenere uno sguardo dal biondo a cui aveva dormito vicino ma niente.

Il suo lato del letto era vuoto.

Amelie scattò, mettendosi seduta mentre raddrizzava la schiena, guardandosi intorno nella grande camera, ancora niente  - Draco non era da nessuna parte.

Il dispiacere che l'avesse lasciata, quando l'unica ragione per cui fosse rimasta era lui, l'aveva sconcertata.

La sua testa ricadde sul soffice cuscino mentre la polvere volava intorno a lei, e sbuffò, guardando sul comodino dalla sua parte del letto solo per sobbalzare.

C'era un vassoio su di esso, con un limpido, piccolo vaso e un tulipano rosa - un bicchiere di succo di mela e un bigliettino.

Le sue dita accarezzarono le lenzuola mentre si metteva seduta appoggiandosi contro la testiera del letto, i suoi occhi caddero sulla lettera,

"

Scusa per essere dovuto andare via prima che ti svegliassi. Non sarebbe stato giusto svegliarti.

Ho delle commissioni da fare questa mattina, ma sarò di ritorno nel pomeriggio.

Mia madre sta preparando la colazione di sotto.

Guarda nell'armadio. Ti ho preso una cosa.

E spero che manterrai quello che mi hai detto la scorsa notte.

Non mi piace più dormire da solo.

Ci vediamo più tardi.

- D.M.

"

Il pollice di Amelie accarezzò il suo labbro inferiore mentre sentiva un piccolo sorriso timido nascere su di lei, e non riusciva a credere che anche in sua assenza - la faceva sorridere in un modo in cui non aveva mai fatto nessuno prima.

Il suo sguardo guizzò sull'enorme armadio attaccato alla parete grigia. Era immenso. Non riusciva ad afferrare come poteva avere così tanti pezzi dello stesso completo.

I suoi piedi si raffreddarono sul pavimento mentre camminava verso l'armadio, una mano aprì una delle due porte, e tutto quello che vide appeso erano i suoi completi neri. Le punte delle sue dita accarezzarono il tessuto morbido, e sorrise all'odore.

Tutto in quella camera profumava di lui.

Amelie esitò per un breve momento a se avrebbe aperto anche l'altra porta. Non sapeva cosa intendesse dire nel bigliettino che le aveva lasciato - che le aveva preso una cosa, e la spaventava.

Amelie non era mai stata una a cui importava dei regali e delle cose. Suo padre era un uomo molto benestante, e se voleva - poteva comprare ciò che voleva da sola; ma invece, adorava viziare gli altri con amore e affetto.

Aprì la porta, e indietreggiò - con sua sorpresa, tutti i suoi vestiti erano lì, nel suo armadio, ogni pezzo di lei che indossava era messo in ordine di colore.

Eppure, anche se lui aveva fatto così - portare i suoi vestiti nella sua camera senza chiedere. Si sciolse perché per lei questo significava che lui la voleva qui.

Non si era mai sentita voluta prima, eccetto per Teddy, ma quello era diverso.

Le sue dita viaggiarono sul tessuto delle sue maglie, dei suoi vestiti, e delle sue gonne, prima di abbassare lo sguardo sul ripiano mentre vedeva una piccola scatola nera di velluto.

La prese, accarezzando il materiale scuro per un minuto, e poi la aprì.

Le sue labbra si separarono, e il suo viso cadde - era un braccialetto, un mozzafiato, gioiello d'argento con un ciondolo appeso.

Era una goccia di pioggia, un ciondolo trasformato in una goccia di pioggia, e le labbra separate diventarono di nuovo un sorriso.

Pioggia.

Sarebbe sempre stata pioggia per lei.

La sua mente si annuvolò di quello che Draco le aveva detto la scorsa notte quando credeva che lei stesse dormendo, "Desidero aver avuto l'occasione di conoscerti prima nella vita, prima che tutto diventasse così complicato."

Le pungeva nel petto mentre ci pensava. Quanto tutto potesse essere diverso, e quanto felice sarebbe stata.

Le dita di Amelie toccarono l'argento, e lo studiò prima di posare la scatoletta sulla mensola. Allacciò il braccialetto intorno al suo polso, e anche se non era mai stata una a cui piacevano i gioielli. Questo, non le dispiaceva.

Le stava perfettamente - era elegante, limpido, ed era come se lui sapesse quanto lei fosse connessa con la pioggia.

"Amelie-" le nocche di Theodore colpirono la porta, "Sei lì dentro?"

Lei si voltò, le sue mani strofinarono la camicia da notte, "Sì, entra."

Theodore rimase a fissarla a bocca aperta dalla porta, alzando un sopracciglio, "Così...Voi due condividete il letto adesso?"

Lei si morse il labbro inferiore mentre annuiva gentilmente, "Forse."

Gli occhi di Theo si strinsero, le sue braccia incrociate al petto mentre guardava oltre la sua testa - guardando l'armadio dietro di lei pieno di tutte le sue cose, "Beh...Io sono felice se tu sei felice." perse il suo sguardo fermo,

"Ma Narcissa ha preparato la colazione, quindi vieni?"

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"Ti dispiace se mi siedo qui?" Pansy guardò oltre la spalla di Amelie, osservandola curiosamente mentre si sedeva sul divano nel salone, davanti al camino.

Era qualcosa nello scrivere davanti al camino che alleviava i suoi pensieri tormentati.

"Certo che no." rispose Amelie, dando delle pacche sul posto accanto a lei per far sedere la ragazza, "Stai bene?"

Amelie aveva passato tutto il giorno sul divano mentre aspettava Draco che ritornasse al maniero. Stava trascrivendo di nuovo la sua mente nel libro, e le era mancato terribilmente quel pezzo di carta.

"Speravo di parlarti di una cosa, se posso?" Pansy si appoggiò sullo schienale, le gambe incrociate davanti a lei mentre le sue mani accarezzavano la pancia.

"Qualsiasi cosa." Amelie posò il libro sul tavolo, spostandosi leggermente sul posto per guardare la sua amica.

Pansy aveva uno sguardo agonizzante, inarcò le sopracciglia, "Volevo parlarti di...Adrian."

Ed eccolo, ogni volta che il suo nome veniva menzionato, il suo sangue gelava, e il suo petto su faceva più che pesante, ma da qualche parte - era diventato più gestibile, e sentire il nome del suo più grande incubo non faceva male come prima.

"Cosa mi dici di Adrian?" le dita di Amelie afferrarono l'orlo delle sue maniche come sembrava fare sempre quando era ansiosa.

"Prima di tutto. Voglio scusarmi. Non meritavi niente di tutto ciò che ti ho fatto passare mentre stavo con lui." Pansy continuò ad accarezzare la propria pancia,

"E secondo. Voglio che tu sappia che io non sapevo cosa lui ti stesse...facendo. Mi diceva che eravate felici insieme, e se lo sapevo, Amelie - se avessi saputo cosa ti faceva a porte chiuse. L'avrei ucciso, perché nessuno lo merita."

Amelie deglutì, serrò la mascella mentre le sue ciglia iniziavano a vacillare.

"Anche a me ha fatto qualcosa una volta, quando gli ho detto della gravidanza e beh...sai cosa è successo dopo."

Pansy abbassò lo sguardo, e Amelie poteva vedere quanto lei fosse imbarazzata nel suo silenzio, ma non sapeva cosa dire.

Non sapeva come parlare perché il nodo nella sua gola la stava torturando. Amelie non voleva piangere. Non voleva dare ad Adrian, e all'abuso che aveva inflitto ad entrambe, una sola lacrima.

Le sue dita accarezzarono il braccialetto sul suo polso, e la calmava perché in tutto questo forte clima - Draco era la sua calma, battente pioggia, il tipo di cui non potresti stancarti.

"E poi sei scomparsa prima che potessi parlarti. Theodore mi aveva detto delle cose dopo che eri venuta qui con Malfoy, ma non sarebbe stato giusto parlarne prima che parlassi con te." sembrava triste, quasi devastata mentre si zittiva.

"Com'è la scuola in questi giorni?" Amelie cercò di cambiare argomento per salvarla dal dolore che le aveva causato parlare di Adrian, "É la stessa, o è cambiato qualcosa?"

"É per lo più la stessa." disse Pansy, "Le cose sono cambiate, e molte persone hanno paura di..."

La sua lingua si fermò, "Il signore oscuro, ma il preside, insieme agli altri professori, stanno facendo il meglio che possono."

"Capisco." la mente di Amelie andò dritta da Draco, e tutto ciò che aveva visto nella sua testa l'ultima volta, come Voldemort l'avesse costretto a prendere un'altra vita umana.

"Ma sono felice che tu sia qui ora. É sicuro qui." Amelie forzò un sorriso, "E la piccola Aimee è sana e salva."

Gli occhi di Amelie caddero sulla pancia di Pansy, e sentì inondarsi dal calore. Vedere la ragazza, che sapeva che Adrian avesse trattato quasi nello stesso modo in cui trattava lei, che trasformava il suo dolore in potere - rendeva Amelie più che felice, grata per la vita che aveva oggi.

"Ma c'è dell'altro." Pansy abbassò la voce, la sua testa scattò per guardare attraverso la stanza mentre si avvicinava a Amelie, "Riguarda Malfoy."

Amelie si accigliò, il cuore perse quasi il battito, "Cosa? Cosa c'entra Draco?"

Guardò il viso di Pansy crescere nel dubbio, e diventò nervosa - terrorizzata che il biondo avesse fatto qualcosa per distruggere tutto quello che aveva costruito così duramente con lui.

"Adrian mi ha detto delle cose, e ha detto che ne avrebbe parlato anche a te-" disse, i suoi occhi si inumidirono, "Non che io abbia mai creduto a quello che mi diceva Adrian, ma questo sembrava..."

"Accurato."

Le dita di Amelie si arricciarono in due pugni. I suoi respiri si fecero più che instabili.

"Ha detto qualcosa su Malfoy e tuo padre. Che Draco ha ucciso-"

"Signore," mormorò Draco dietro di loro, e la voce inaspettata fece sussultare sia Pansy che Amelie mentre si voltavano per guardarlo.

Gli occhi di Amelie caddero su di lui, e il suo cuore fece male. Era distrutto - esausto al punto che i cerchi violacei sotto i suoi occhi era sfumata nella sua pelle.

"Malfoy." Pansy sorrise al biondo mentre lui si poggiava contro lo stipite della porta. Annuì verso di lei prima che ritornò a guardare la ragazza su cui i suoi occhi cercavano sempre di posarsi.

"Beh..." Pansy lottò per alzarsi dal divano, "Allora vi lascio."

Mentre cercava di alzarsi in piedi - le sue ginocchia la delusero. Quasi cadde mentre Draco correva da lei, e Amelie si alzò velocemente accanto a loro. Sia Draco che Amelie su ogni lato di Pansy mentre la tenevano ferma,

"C'ero quasi." ansimò nervosamente Pansy, "Grazie." diede ad Amelie un morbido sorriso prima di camminare fuori dalla stanza.

Seguì Pansy con lo sguardo mentre scompariva dietro il muro - e non riuscì a non preoccuparsi per quello che le stava dicendo su Draco e suo padre perché Adrian le aveva detto qualcosa di simile l'ultima volta che l'ha visto.

"Hai avuto una bella giornata?" mormorò Draco mentre si voltava verso di lui. Si teneva solo un passo lontano da lei,

"Sì." Amelie sentì una sensazione di contorsione dentro per quanto sembrava rattristito, "Tu hai avuto una bella giornata?"

Lui inclinò la testa, i suoi occhi si abbassarono per un breve momento, "No." disse mentre Amelie chiudeva lo spazio desideroso tra loro, "Ma ora va meglio."

Le sue braccia intorno al suo corpo stanco e la sua testa come sempre - seppellita nel suo petto.

Nel momento in cui lo fece, nell'istante in cui gli diede ciò che desiderava da quando se n'era andato quella mattina - Draco cedette in lei, e anche lui avvolse le braccia intorno a lei.

Ricambiò l'abbraccio.

"Mi dispiace che tu abbia avuto una brutta giornata." sussurrò lei mentre lui posava il mento sulla sua testa, "Spero che possa rendere la tua notte migliore."

Draco chiuse gli occhi mentre inspirava profondamente, "Pensi ancora quello che hai detto ieri?"

Aveva paura che non avrebbe voluto - che l'avrebbe abbandonato al tramonto quando tutti i suoi demoni venivano a fare visita.

Non gli era mai piaciuto dormire solo, e quel semplice tocco di dormire accanto a lei gli rendeva impossibile anche chiudere gli occhi se lei non era distesa accanto a lui.

 "Non credo che abbia scelta adesso, vero?" si piegò all'indietro e sorrise, "Dato che hai spostato tutte le mie cose."

Lo sguardo vuoto sul suo volto si addolcì al suo sorriso, e la sua mano si intrecciò nei suoi capelli mentre la tirava più vicino,

"No, non credo tu ce l'abbia," le baciò la fronte, "Ma anche se avessi avuto scelta, posso solo sperare che saresti rimasta con me lo stesso."

"Ovvio che sì."

"Ma perché sei così gentile con me, Draco?" sbuffò Amelie nel suo completo, "Nessuno è così gentile con qualcuno senza motivo."

Lui tenne le labbra sulla sua pelle per secondi prima che la mano nei suoi capelli le piegavano la testa per guardare gli occhi in cui si perdeva sempre,

"Una persona strana una volta mi ha detto che ci viene ridata la gentilezza che diamo." ridacchiò.

"Persona strana?" Amelie alzò un sopracciglio mentre premeva le mani contro il suo petto per creare spazio tra loro, "Beh questa persona, sembra molto intelligente secondo me."

"Ah sì?" sorrise, scuotendo gentilmente la testa.

"Sì." incrociò le braccia, dandogli un'occhiata severa, "O diresti altrimenti?"

Amelie non riuscì a non sciogliersi alla vista del suo sorriso - a malapena le sorrideva, ma ora sì, come lei.

"No...non credo che oserei." Draco la prese in giro mentre lei roteava irritatamente gli occhi, inclinando la testa per mettere il broncio.

"No, Amelie." la sua lingua gli leccò le labbra, "Non quella faccia."

"Quale faccia?" mantenne lo sguardo che lo faceva più che in colpa, "Non sto facendo nessuna faccia."

"Ah no?" continuò a schernirla mentre lei si avvicinava, e il calore la inondò. Anche se lui avrebbe dovuto essere cattivo con lei adesso, ancora lo adorava più di tutto.

Amava tutto questo, lui che giocava con lei, soprattutto perché questa era la sua ultima notte di pace.

Domani la caccia ai suoi ricordi sarebbe tornata a tormentarla e le sue ossa si sgretolavano per questo.

Sapeva di non essere pronta, eppure avrebbe fatto di tutto per aiutare il biondo di cui gli importava così tanto,

Anche distruggere se stessa.

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