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S i x t y - s i x

Questo capitolo contiene azioni violente. Per favore, leggere con cautela.

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"Teddy?"

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Fecero un lungo viaggio questa volta. Non era solo la fine di Londra o qualche casa abbandonata nascosta in foreste enormi.

Draco e Theodore si trovavano nel cortile di una vasta villa. Malfoy seppe di venire qui dopo aver cercato le proprietà che appartenevano alla sua famiglia. Capì che suo padre era più legato all'oscurità di quanto sapesse, e questo maniero colpì la mente di Malfoy.

Avevano trascorso molto tempo qui fuori quando era un ragazzino - quando la vita era lontana dalle difficoltà e quando gli piaceva la sua vita.

Tutto quello sembrava essersene andato adesso, e suo padre aveva, nell'anno passato, l'aveva usata come una casa sicura per i mangiamorte, molto lontana dalla sicurezza della loro casa.

Theodore si guardò intorno, nervosamente giocherellando con la bacchetta nel pugno, "Sei sicuro di questo? Sembra un po'...sospetto, no?" la sua voce bassa mentre guardava Draco, "Voglio dire, perché dovrebbero tenere sua madre in un posto dove può essere tuo padre? Lui sa di Amelie e di tua madre e-"

"Sta zitto," avvertì Draco, accigliandosi mentre iniziava a muoversi lentamente verso la casa.

"Forse dovrei aspettare qui? Non voglio incasinare di nuovo le cose." Theodore inciampò dietro di lui. I suoi piedi affondarono leggermente nell'erba umida, e le gocce della natura gli bagnarono le scarpe, "E sarà più sicuro per te, non preoccupandoti di me-"

Draco si fermò, voltandosi fermamente per guardare il ragazzo spaventato, "Se vuoi startene qui fuori al buio, resta qui. Non mi importa, tieniti fuori dai guai." roteò gli occhi da Theodore mentre si avvicinava alla casa.

Theodore rimase nella calma, sentendo come la brezza serale scorreva tra gli alberi intorno a lui, e un gufo cantava nell'oscurità. La sua pelle rabbrividì, e la sua testa scattò avanti e indietro. La paura lo inondò mentre tuonava velocemente dietro Draco.

"Aspetta!" gridò in un sussurro ma venne semplicemente ignorato da Malfoy, "Solo-" ringhiò, affrettandosi dietro il biondo.

"Cosa?" Draco si voltò di nuovo, facendo quasi inciampare Theodore all'indietro per la mossa veloce, "Che c'è adesso? È troppo spaventoso anche stare qui fuori da solo? Fa pace col cervello, Nott."

Theodore annuì rapidamente mentre ansimava un respiro tremante che aveva trattenuto, "Vengo con te."

"Allora vieni, ma basta perdere tempo. Non ho tempo per questo." Draco marciò più avanti, salendo velocemente le scale fino al balcone vuoto. Le luci uscivano da dentro, e si vedevano le ombre dei corpi che si muovevano.

Draco si piegò sotto una finestra, alzando la testa per guardare dal vetro mentre Theodore seguiva l'azione, facendo esattamente la stessa cosa.

"Che posto è questo?" sussurrò, "Voglio dire, a chi appartiene? Sembra molto il Malfoy-"

"A mio padre," sibilò Draco, sentendo mentre il suo sangue bolliva dalla rabbia e sentiva il suo battito nelle orecchie, "Era qualcosa di caro per noi, tanti anni fa ma lui-" Malfoy inghiottì la confessione, e si alzò in piedi, "Non ha importanza, facciamola finita."

Theodore annuì, e notò quanto dolore si accese nelle pupille scure di Draco. Come stringeva le labbra e come scuoteva leggermente la testa per liberarsi dai pensieri tormentati della sua infanzia.

"Se io vado di qua, tu puoi andare di là, e ci rincontreremo nel giardino," mormorò Draco, voltandosi per allontanarsi dal moro, "Loro hanno la loro riunione di sopra, quindi non ci dovrebbe essere nessuno qui sotto."

Theodore deglutì mentre camminava nel suo lato del balcone, aprendo una finestra scricchiolante. Saltò dentro. Squittì mentre veniva intrappolato da una tenda, la sua gamba arrotolata nel tessuto, e quasi cadde.

"Per l'amor del cazzo-" ringhiò Draco, camminando verso di lui, afferrandola rudemente per un braccio mentre gli toglieva la tenda dalla schiena, "Ti ho dato una cosa da fare, una maledetta cosa, Nott, e tu non potevi nemmeno-"

Gli occhi di Theodore tremolarono. Abbassò lo sguardo, imbarazzato di ciò che aveva fatto e che non era capace di eseguire un compito facile come quello che gli aveva dato Draco, "Mi dispiace."

Malfoy sospirò, il suo sguardo freddo si addolcì leggermente mentre lasciava il suo braccio, "Solo non - non fare niente. Sta dietro di me, e fa silenzio."

Marciarono attentamente al primo piano, sulle scale circolari dove Draco credeva che fossero i mangiamorte. Si spinse davanti a Theodore, premendo un dito sulle labbra per indicargli di stare zitto.

Camminò contro le porte di legno. Una tenuta leggermente aperta per fargli vedere dentro. Non esitò, e guardò dentro la stanza enorme.

Gli uomini mascherati erano seduti intorno ad un tavolo, ma non vide né la madre di Amelie né il Signore Oscuro, solo inutili mangiamorte in silenzio prima che una sedia graffiasse il pavimento e un uomo con un bastone e un abito pesante si alzò.

La sua bacchetta puntò contro il suo viso, e nei secondi successivi - Draco perse l'aria nei suoi polmoni. Era come se ne fosse stato privato. Non sapeva dove guardare o dove concentrarsi mentre i capelli biondi dell'uomo cadevano sulle sue spalle.

Non vedeva suo padre da settimane, tantomeno gli parlava da mesi. Non che si pentisse di quella decisione. Lucius aveva giocato un ruolo essenziale nell'allontanamento di Amelie da lui, e aveva giocato con la sua vita - ciò non passava inosservato per Malfoy.

Per Draco - anche se suo padre alla fine l'aveva aiutato, anche se aveva dato loro degli indizi per trovarla - per salvare entrambe le loro vite, lui era ancora insignificante. Qualcuno inaffidabile dato che li aveva tremendamente delusi dall'inizio.

Faceva male, anche se suo padre aveva fatto la sua scelta e si era schierato - vederlo stringeva il petto di Draco, sentire la sua voce, e realizzare che se ci fosse mai stato bisogno - doveva uccidere anche suo padre.

Non era una scelta per lui - niente di cui essere certi. Avrebbe, infatti, ucciso suo padre senza pietà come aveva fatto con gli altri.

Si piegò indietro, ritornando da Theodore, e con un profondo respiro, i due decisero di restare lì, aspettando in caso se ci fosse un modo per seguire Lucius e trovare sua madre attraverso lui.

"Sappiamo davvero se ce l'hanno loro?" mormorò Theodore, le sue ginocchia al petto mentre riposava sul pavimento, "Sai se è stata catturata, o se è solo qualcosa che hanno detto per-"

Ansimò, allungando il braccio mentre l'inchiostro impregnato nella sua pelle cominciava ad avvelenarlo. Theodore fece dei cerchi sulla ferita, facendo quello che poteva per alleviare il dolore.

"Non lo so, no," Draco lo fissò, mascella digrignata per il dolore che stava passando Theodore. Aveva provato la stessa tortura quando era lui ad avere il marchio fresco, e non era qualcosa con cui giocare.

"Ma devo sapere. Non posso solo sedere qui e aspettare che accada qualcosa di magico," continuò, tentando di avere di nuovo l'attenzione di Theodore, per non farlo concentrare sul marchio nero, "Se ce l'hanno, o no, ma in ogni caso, devo trovarla prima che-"

"Sì. Lo so molto bene, ma mio figlio non si è ancora fatto vedere. Non credo che verrà stasera."

Draco sussultò, mantenendo il respiro leggero.

"È veramente un peccato. Il Signore Oscuro vuole ancora che venga catturato. È troppo rischioso per tutti al momento."

"Questa non è un'offerta che accetterò. Può aver fatto delle cose, ma è pur sempre mio figlio, e non lo scambierò per soddisfare il Signore Oscuro. Mia moglie non sarà mai d'accordo per una cosa del genere, e nemmeno io."

Malfoy strizzò gli occhi, e lo ferì sentire suo padre che parlava di lui.

"Lo capisco, Lucius. Non sono certo che il Signore Oscuro farà lo stesso."

"Non è qualcosa di cui ho paura. Gli sono fedele, e questo dovrebbe essere più che abbastanza per il nostro Signore per lasciare stare mio figlio."

"Non puoi negare che abbia fatto delle cose discutibili, Lucius."

"Posso, e lo farò. Mio figlio ha fatto ciò che doveva fare."

"Ha ucciso-"

"Sì. L'ha fatto, ma noi gli abbiamo portato via la ragazza e per non parlare del Signore Oscuro, rendendolo il servo fedele che desiderava che Draco fosse."

"Capisco. Informerò il Signore Oscuro che non è venuto alla riunione, e proverò a dissuaderlo dalla vendetta che cerca, ma Lucius-"

"Sì?"

"Un giorno verrà per tuo figlio, e verrà per la ragazza. Tutto quello che posso darti è tempo."

Ci fu un leggero secondo di esitazione da parte di Lucius.

"È tutto ciò che chiedo."

Calò di nuovo il silenzio mentre Malfoy percorreva una serie di gradini che echeggiavano per le scale mentre tornava all'ingresso. Non pensava lucidamente. La realtà che suo padre proteggesse sia lui che Amelie era troppo per lui da gestire.

"Che significa, Malfoy?" sussurrò Theodore dietro di lui, "Cosa vuole dire con quello? Lui ha sua madre, perché Voldemort non può semplicemente lasciarti stare-"

"Vattene," ringhiò Draco in piedi, "Devo scambiare una parola con mio padre, e tu devi tornare da Amelie."

Il viso di Theodore cambiò in una espressione di agonia. Scosse la testa, "Assolutamente no," si spinse via dal pavimento, "Non ti lascio qui. Hai detto-"

"So come gestirla, Nott. Va a casa, assicurati che Amelie e mia madre stanno bene, e io tornerò subito."

"Malfoy-"

"Fa come ti ho detto, Nott." urlò Draco, le sue braccia lanciate in aria prima di afferrare le sue radici, tirandosi indietro i capelli, "Solo per una volta, fa come ti ho detto. Questa è una cosa che devo fare da solo."

Theo sapeva che non doveva farlo. Non doveva lasciare Draco, non così, ma non aveva scelta.

Sembrava una cosa di cui lui sapesse di più, e non era il suo posto. Malfoy aveva preso una dozzina di mangiamorte in una sola volta e li aveva distrutti.

Con un forte sospiro, annuì, accordando col biondo. Strinse fermamente la bacchetta, "Fa attenzione." mormorò mentre Draco camminava più avanti.

"Prenditi cura di loro per me, e tornerò subito."

Theodore fece come gli aveva chiesto, e atterrò sulla proprietà dei Malfoy. Ora non aveva più paura di viaggiare attraverso la magia. Draco gli aveva insegnato come farlo senza la sensazione intimidatoria e di nausea di essere squarciato.

Draco sentì la brezza di Theodore che se ne andava mentre si voltava, e ritornò nella sala. Aprì la porta col respiro bloccato in gola. Era molto nervoso.

"Ce ne hai messo di tempo," borbottò Lucius, le sue mani sul grande tavolo mentre la sua schiena era rivolta verso suo figlio, "Sapevo che eri qui, che questo posto non ti sarebbe passato inosservato."

Gli occhi di Malfoy guizzarono in tutta la stanza, assicurandosi che non fosse una trappola. Che suo padre non volesse prendersi di nuovo gioco di lui, ma non sembrava così.

Non gli sembrava una trappola.

"Non ero certo di venire," Draco si schiarì la gola, stringendo gli occhi su suo padre. L'incertezza lo inondò, e lo circondò il dubbio su cosa fare, "Ma ho bisogno di una cosa da te."

"Non lo fai sempre?" sospirò Lucius, spingendosi dal legno mentre girava. I biondi e raffinati capelli caddero sulle sue spalle. Si accigliò, e chiuse le labbra, "Cosa vuoi?"

Draco inghiottì l'esitazione e le sue dita si strinsero intorno la sua bacchetta, "Voglio sapere dov'è sua madre," strinse leggermente i denti. Era un pensiero che lo infuriava - suo padre che teneva nascosta la madre di Amelie.

"E come sai che la ho?" Lucius alzò un sopracciglio, il bastone nella sua mano colpì ripetutamente il pavimento, "E se ce l'avesse il Signore Oscuro? O magari-"

"Non mentirmi," Draco lo interruppe, "Non osare mentirmi quando si tratta di lei. Ci hai tolto abbastanza."

"Anche tu, figliolo. Non capisci quello che hai fatto?" Lucius alzò la voce, sbattendo completamente il bastone a terra, "Hai messo tutti in pericolo, tua madre, te stesso, la signorina Avery, Nott-"

La sua pelle arrossì dalla furia, e le vene nel collo di suo padre si gonfiarono, "Le cose che hai fatto ci ha fatto vergognare tutti!"

Scattò nella mente dubbiosa di Draco, e non poteva più trattenere la rabbia.

"Che mi dici di te?" si accigliò, "Perché ho dovuto fare le cose che ho fatto? Ci hai mai pensato? Per colpa tua!" il suo petto cominciò a sollevarsi, "Me l'hai portata via. Hai lasciato andare Adrian e adesso-"

Era diviso. Non era sicuro di avere il coraggio per dire ciò che pensava.

"Lei è viva. Lo so bene."

Il viso di Draco crollò, le sue sopracciglia si unirono, "Non è-"

"Non mentirmi, figliolo. Se vuoi l'onestà, devi darla anche tu." suo padre scosse la testa mentre girava di nuovo il tavolo, "Non ero certo che loro lo sapessero, ma credo di sì."

"Come?" Malfoy ansimò, tremando, "Come possono saperlo? Non abbiamo-"

"Perché non te la smetti, Draco," le parole di suo padre lo fecero sentire più che in colpa, "Perché continui a cercare le persone? Perché hai portato Theodore a quel complesso la settimana scorsa? Perché lei è ancora viva. La stai ancora proteggendo."

La mente di Draco lottò. Non poteva crederci - era stato attento. Era sempre cauta quando si trattava di lei. Si assicurava di non dire mai termini sbagliati o di fornire informazioni, ma non gli era mai passato per la mente che il fatto che cercasse sua madre dopo aver detto che era morta, avrebbe messo tutto a rischio.

Non gli era chiaro, e lo rompeva dentro. L'aveva messa di nuovo in pericolo, ancora una volta, senza nemmeno pensarci.

"Io non-" mormorò, ancora in soggezione nella sua stessa pelle, "Io non intendevo-"

"Lo so, figliolo, ma le cose stanno cambiando e il modo in cui il Signore Oscuro..." Lucius si fermò, chiudendo gli occhi, "Lei non è al sicuro, nemmeno te e tua madre, e non posso fare molto di più che non abbia già fatto per finire tutto questo."

"Non te lo sto chiedendo," affermò Draco, raddrizzando la schiena e ignorando il dolore che provava, "Non ti ho mai chiesto di proteggerci, specialmente dopo che tu l'hai portata via da me. Tutto quello che voglio sapere è dov'è sua madre-"

"Noi non-" gridò Lucius, "Tutto è come non sembra, Draco. Niente è come sembra, ma devi andartene prima che tornano."

"Io non-"

"Ti aiuterò. Hai la mia parola, figliolo, ma non posso averti qui adesso. Il Signore Oscuro tornerà a minuti." Lucius camminò verso suo figlio mentre gli posava una mano sulla schiena, "Ti contatterò presto. Fino ad allora, ferma questa pazzia prima che peggiori."

Sapeva che suo padre avesse ragione alla fine. Non poteva restare lì senza venire beccato. Gli facevano male le vene mentre incontrava gli occhi di suo padre e il grande dolore in essi.

Non sembrava più umano. I suoi capelli arruffati, la sua barba cresciuta, e cerchi violacei sotto i suoi occhi. Il mantello intorno al suo corpo sospeso. La sua mascella magra.

"Ti aiuterò, Draco, ma non c'è tempo-"

Voci urlanti e ottavate provennero da di sotto mentre la paura ricopriva la facciata di suo padre.

"Ti troverò, ora vai." disse velocemente, facendo appesantire il respiro di Draco. Il suo battito accelerò prima di alzare la bacchetta, e sussurro, "Smaterializzarsi." a bassa voce.

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"Narcissa," Theodore la chiamò mentre camminava nella porta d'ingresso dopo aver lasciato Draco, "Narcissa, dove-"

Si zittì mentre catturava dei singhiozzi echeggiare nel primo piano. Il suo cuore cominciò a martellare immediatamente, "Narcissa, cosa stai-"

Theo entrò in cucina. I suoi occhi caddero sulla donna seduta e piegata sul bancone della cucina. Le sua testa seppellita nelle mani. Il suo corpo tremava violentemente mentre piangeva.

Marciò senza di lei senza chiedere nulla, "Narcissa, cosa-"

Lo colpì come un fulmine a ciel sereno. Amelie.

Stava per voltarsi e precipitarsi su per le scale quando la madre di Draco gli afferrò il braccio, e alzò la testa dalla posizione nascosta. La sua pelle grigiastra, le macchie di lacrime colate sotto i suoi occhi.

Era come se il suo cuore fosse stato spremuto da un forte pugno, "Dov'è lei-" soffocò nelle sue stesse parole, nervosamente mentre i suoi occhi la pregavano, "Dimmi che è successo, dove-"

"Non riesco-" sussurrò Narcissa, scuotendo la testa dalla devastazione, "Dov'è mio figlio?" la sua mano volò sulla sua guancia, asciugandosi le lacrime al meglio che poteva, "Perché Draco non è con te?"

"Tuo marito..." disse Theodore a bassa voce, "Lucius era lì, e Draco mi ha chiesto di tornare a casa nel frattempo ma-" un'onda di incertezza gli fece quasi male, "Dov'è Amelie, cosa è successo?"

Gli occhi di Narcissa si allargarono. Le iridi che li circondavano esplodevano nella totale agonia mentre abbassava lo sguardo. Inspirò, aspramente per raccogliere la forza di cui sapeva di avere bisogno, "Devi vederlo tu stesso, ma credo che dovremmo aspettare mio figlio-"

"Che è successo?" disse Theodore, più forte questa volta. Non aveva pazienza per aspettare il ritorno di Malfoy. Era la sua migliore amica ed era suo diritto sapere cosa non andasse, "Dimmi che è successo, o andrò-"

"Seguimi," mormorò Narcissa, strofinando il tessuto del suo vestito nero prima di alzarsi sui tacchi, camminando davanti a Theodore. Lui la seguì fino alla camera di Draco. Non si scambiarono una parola mentre andavano di sopra.

C'era un presentimento, una pesantezza nel petto mentre lei si fermava proprio fuori dalla porta, "Non so cosa fare, Theodore." i suoi occhi catturarono i suoi, e la disperazione crebbe in essi, "Devi aggiustarlo."

Theodore deglutì, annuendo con esitazione prima che la sua mano si chiuse intorno al pomello, e aprì la porta di legno.

Il pugno intorno al suo cuore si alleviò con un respiro, e non riusciva a credere a ciò che stava vedendo.

Era lei. Amelie, la sua migliore amica e la persona che ha sempre aspettato, era seduta contro la testiera del letto di Draco. Lei gli sorrise, e i suoi occhi brillarono.

"È sveglia?" ansimò con sollievo, facendo un passo dentro, "È sveglia-"

"Aspetta..." bisbigliò Narcissa, ancora nella porta d'ingresso mentre Theodore correva verso il letto. Le lacrime gli pizzicavano gli occhi mentre, senza pensarci due volte - si lanciava su di lei.

"Amelie," quasi urlò, "Sei sveglia-"

Non perse un secondo, e per la prima volta, dopo tanto tempo, non piangeva più dalla tristezza. Questa erano lacrime felici - le sue ciglia si riempirono di liquido salato.

"Sei sveglia," disse di nuovo mentre faceva cadere le braccia intorno a lei e le sue mani si mossero prenderle il viso a coppa, "Sei qui,"

"Teddy-" squittì Amelie per la sua vicinanza, sentendo mentre lui premeva la labbra sulla sua fronte, "Teddy, cosa fai qui?"

Il suo sangue gelò.

Theodore venne colpito da un'onda di scetticismo mentre si piegava indietro da lei. Le sue mani ancora posate sulla sua mascella, e i suoi occhi incontrarono i suoi.

Amelie sbatté velocemente le palpebre, "Perché sei qui anche tu? È successo qualcosa?" disse, ed era incredibile sentire di nuovo la sua voce. Non l'aveva sentita per mesi.

"Dov'è Adrian?"

L'intera esistenza di Theodore sfumò come se la sua anima fosse scappata dal suo corpo e fosse rimasto solo uno spazio vuoto.

"Teddy," sussurrò Amelie, guardando leggermente Narcissa, "Perché siamo qui? Dov'è Adrian? Io non-"

Lui chiuse gli occhi. Le sue mani caddero dalla sua pelle, "Da quanto?" mormorò.

"Si è svegliata due ore fa." Narcissa incrociò le braccia, "Ha provato ad uscire da allora, ma le ho detto di aspettarti."

I suoi occhi guizzarono per incontrare di nuovo i suoi, "Quanto indietro?" domandò, cercando di rimanere calmo.

"Almeno l'anno passato."

Theodore annuì lentamente, e Amelie si accigliò, "Che succede? Cosa sono tutte queste domande? Io non-"

"Qual è l'ultima cosa che ricordi?" non rispose alla sua domanda. Invece, gliene fece una lui.

Lei scosse la testa mentre trascinava su le ginocchia, "Non ricordo-"

"Draco Malfoy." disse Theodore, studiando ogni sua espressione e lo scatto nei suoi occhi mentre il suo nome veniva pronunciato, "Chi è Draco Malfoy per te?"

"Perché me lo-" deglutì nervosamente il sapore asciutto nella sua bocca, portandosi un ricciolo dietro l'orecchio, "Perché me lo chiedi? Malfoy non ha niente a che fare-"

Malfoy.

Perse un battito perché l'aveva chiamato Malfoy.

Amelie lo chiamava solo per cognome prima che si conoscessero. Si riferiva a lui con Malfoy perché lo faceva Adrian.

"Ti dispiace se io-?" prese la bacchetta, tenendola tra di loro mentre uno sguardo agevolato cadeva su di lei, "Voglio solo guardare una cosa."

Amelie annuì, i suoi occhi incappucciati prima di chiuderli, permettendo a Theodore di fare quello che voleva. Lui iniziò a borbottare, di nuovo incantesimi inaudibili, e gli strati azzurri di luce uscirono dalla sua bacchetta.

Mormorò quello che poteva sentire e leggere prima di spegnere gentilmente la luce.

"Beh?" chiese Narcissa dietro di loro, "Cosa-"

"Torno subito, va bene, amore?" Theodore si piegò in avanti, premendo di nuovo le labbra contro la sua testa, "Devo parlare un attimo con la signore Malfoy, e poi sarò subito qui."

"Possiamo andare a casa?" rispose lei, la sua voce ariosa per la mancanza di parola da settimane, "Quando torni, intendo dire. Possiamo andare a casa? Mi manca Adrian e tutto questo-"

"Tornerò tra un minuto, d'accordo?" affermò di nuovo, facendole inclinare la testa prima di posare la schiena di nuovo contro la testiera del letto.

Theodore annuì a Narcissa per uscire dalla stanza, e chiuse la porta dietro di loro. La sua mano si afferrò la bocca, emettendo l'emozione che aveva trattenuto prima con Amelie, ma non ce la faceva più.

Singhiozzò, straziatamente e gli occhi di Narcissa si allargarono. Le sue braccia lo avvolsero mentre stringeva il suo corpo tremante.

"È-" deglutì, cercando di domare i suoi respiri mancanti. Si passò una mano tra i capelli, "Lei è-"

"Cosa hai visto, Theodore?" sussurrò Narcissa, tenendolo, "Cosa hai visto?"

Lui fece un profondo respiro, riempiendo i polmoni di tutto l'ossigeno perso prima di piegarsi indietro, ricomponendosi.

"Non è magico. Non è qualcosa che abbiamo fatto, è lei-" cercò di restare in piedi, "È il suo corpo. Immagina. Lei ha visto Draco morire dopo mesi di abusi, e poi si è uccisa-"

Le sue mani strette dalle sue dita mentre se le portava sul viso, asciugando le lacrime cadute, "La sua mente l'ha tagliato fuori, credo. Non può riuscire a riprendersi da questo e ricordarsi tutto ciò che è successo al tempo stesso, ed è-"

Narcissa annuì, i suoi capelli sulle spalle.

"Si tratta di lei. Io non posso fare niente, ma non credo sia una buona idea per Draco di-"

"Madre!"

Sia Narcissa che Theodore sussultarono, fissandosi senza sbattere le palpebre mentre sentivano i veloci passi dalle scale.

"Narcissa, non riuscirà a-"

"Lo so," tagliò corto, forzando un sorriso mentre Draco girava l'angolo, camminando verso di loro, "Ciao, tesoro-"

"Che fate qui fuori?" le sopracciglia di Draco si inarcarono. La cicatrice sulla sua guancia ancora rossa, "Perché non siete dentro con lei?"

Narcissa e Theodore si guardarono, in un movimento veloce prima che entrambi camminassero verso Draco, "Perché non andiamo di sotto, e parliamo di tuo padre-"

Malfoy alzò la mano in aria, facendo cenno ai due di smettere quello che stavano facendo, "Che è successo?" scattò, i suoi occhi su entrambi. Le sue pupille si scurirono alla mancanza di risposta.

"Ho chiesto, cosa è successo-"

"Niente," sputò Theodore, le sue guance rosse dalla vergogna, "Non è successo niente, dobbiamo solo parlarti di-"

"Teddy?"

Draco strinse la mascella prima che tutto il suo viso crollasse, i suoi respiri si appesantirono subito, "Cos'era quello?" scosse la testa, "Cosa-"

"Cos'era quello, Nott?"

"Malfoy..." Theodore fece un passo più vicino, "Dobbiamo parlare-"

Gli occhi di Draco brillarono dalle lacrime, "No,"

"No,"

"No,"

"No,"

Inghiottì tutto il dolore e la sofferenza che aveva provato negli ultimi mesi, "Lei non è sveglia," sussurrò a se stesso, "Non può esserlo, vero?"

Theodore prese un respiro profondo, facendo tutto il possibile per non far sì che lui entrasse nella stanza. Non era umano. Niente di ciò lo era.

Draco pensava che finalmente la riaveva, che, dopo tutto questo dolore, finalmente alla fine di tutto, dopo tutto quello che avevano passato - riavesse la sua Amelie.

Che avesse lavorato tanto e avesse fatto di tutto per ritornare nella sua vita, solo per essere accolto da lei non avendo un solo ricordo del loro tempo passato insieme.

"Draco-"

"No-" inspirò, scuotendo velocemente la testa prima di sorpassarli e le sue dita strinsero il pomello.

Aveva speranze così alte.

Erano loro adesso, pensava.

Avrebbe finalmente avuto la vita che voleva, al suo fianco.

La sua Amelie.

Non era reale. Niente gli sembrava fidato a questo punto. Il suo cuore martellava nella gabbia toracica. Si sentiva di nuovo completo. Amelie era tutto per lui, la ragione di tutto, e ora poteva finalmente riposare.

Draco aprì la porta, e sentì le lacrime inumidirgli gli occhi. Il suo cuore esplose di calore per lei - era veramente sveglia.

Era viva.

Ce l'avevano fatta.

"Amelie?" sussurrò, nella totale mancanza di parole. Né una lettera, una vocale, niente, poteva essere paragonato a lei, ma quell'onda di paradiso svanì lentamente come fece il sorriso di Amelie.

Lui si accigliò leggermente al modo in cui lo stava guardando prima di riconoscerlo.

Poteva riconoscere quel bagliore di paura nei suoi occhi da miglia. Era il modo in cui lo guardava prima.

Prima che lo conoscesse, prima che la conoscesse, prima che si innamorasse di lui e lo trascinasse con lei, prima che imparasse il suo valore e prima che lo rendesse umano, prima che la baciasse, prima che il suo cuore battesse col suo, prima di tutto, prima di loro, prima che lei diventasse la sua Amelie.

Il suo cuore non crollò - si frantumò.

"Malfoy?" sussurrò Amelie, il suo viso nella totale confusione, "Perché mi chiami Amelie?"

Draco chiuse gli occhi, e tutto il suo mondo si squarciò.

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