N i n e t y - t w o
Questo capitolo contiene azioni violente, abuso, stupro, e menzione di morte. Per favore leggere con cautela.
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"Per tutti loro."
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"Starà bene tesoro, lo prometto," Narcissa le posò una mano sulla schiena, accarezzandola gentilmente, "Lui è a casa adesso, e questo è l'importante."
Amelie annuì lentamente mentre alzava lo sguardo sulla donna dal bordo del letto, ed esitò. Realizzando che sua madre avrebbe molto probabilmente sentito della prigione che aveva raso al suolo, eppure desiderava parlargliene, essere onesta, e veritiera su ciò che era successo.
"Ho fatto una cosa," sbuffò Amelie a bassa voce, "Dopo che l'ho trovato, ho fatto una cosa - ho fatto una cosa orribile, Narcissa e io-"
Le lacrime definirono il bordo delle sue ciglia, "Ho fatto del male a delle persone. Ho ferito-"
"Shhh..." mormorò Narcissa dolcemente e avvolse le braccia intorno alla ragazza, piegandosi per dare un abbraccio ad Amelie, "Ho letto il giornale questa mattina, lo so. So che hai fatto una cosa, ma non era orribile, cara. Hai fatto il necessario per farvi uscire da lì."
Non poteva tenere il suo coraggio ancora a lungo. Non aveva nemmeno un pizzico di coraggio questa volta, e cedette tra le braccia di Narcissa, "Mi dispiace-"
"Non essere dispiaciuta, Amelie..." la donna la confortò, sapeva quanto fosse estranea col comportamento che aveva avuto alla prigione. Amelie era tutto tranne una persona violenta, "Saresti morta lì dentro. Mio figlio sarebbe morto. Se non fosse stato per te, facendo quello che hai fatto, sareste bruciati con essa. Sono così felice lo hai fatto e che ce l'avete fatta."
Lei abbassò lo sguardo, il suo coraggio scomparve, e quel pezzo di oscurità le pungeva il petto e la inondava, "Non tutti noi."
Pensando alle vite che poteva salvare, le sue ossa si sgretolarono, "Ho visto che sono state perse delle vite, ma Amelie-" Narcissa piegò la testa della ragazza all'indietro, strofinando il pollice sulla pelle bagnata di Amelie, "Con gli scontri vengono i sacrifici. Non abbiamo mai voluto questo. Noi siamo quelli che cercano di fermarlo-"
Il suo sguardo incappucciato fuggì per guardare la sola persona che le dava un pizzico di pace mentre giaceva nel loro letto. Il petto di Malfoy si gonfiava pesantemente all'indomani della magia.
"Lo so..." sussurrò, "So che pensi questo, ma io no. Ho perso delle persone, Narcissa. Persone che erano importanti sia per Teddy che per me...e Draco. Io-"
"Hai il cuore di centinaia di persone, lo sai?" mormorò Narcissa, raddrizzando la schiena e guardando il corpo di suo figlio che riposava, "I gesti delle persone non dipendono da te, Amelie. Non puoi essere responsabile per tutti, proprio come lui non può." annuì verso Draco, "Lui porta la coscienza del mondo e proprio come gli hai detto quando aveva bisogno di sentirlo - lo dico a te, che non puoi salvare tutti."
Allungando la mano, le dita di Amelie accarezzarono il braccio di Malfoy, "Credi che mi perdonerà?" pronunciò quasi inaudibilmente e le lacrime nei suoi occhi la lasciarono stare, "Per aver fatto tutto questo? Per aver fatto un casino?"
"Credo che si sentirà in colpa. Era il suo piano, dopo tutto, e penso che capirà che è colpa tua. Non gli piace che ti metti in pericolo da sola, Amelie-"
"Quindi cosa avrei dovuto fare? Sedermi qui e aspettare finché non lo uccidevano? Lui non si scusa mai per proteggermi, non importa come lo fa, allora perché io non dovrei?" la sua voce leggermente spezzata per il nodo che si distendeva nella sua gola, "Non è colpa sua, lo so. So che ha solo cercato di fare la cosa giusta, ma il modo era sbagliato. Non avrebbe dovuto farsi catturare, Narcissa. É un modo troppo pericoloso adesso."
"Lo so, cara," sussurrò sua madre, dando alla sua spalla una leggera stretta, "So che non era la maniera migliore, ma se sentiva di doverlo fare - allora dobbiamo fidarci di lui. Non è uno stupido, Amelie. Ha salvato tutti noi molteplici volte. Non dimentichiamocelo."
Era vero.
Draco li proteggeva sempre.
"Lo so," Amelie inspirò a Narcissa che camminava nell'altra parte della stanza, "É così che stanno le cose, suppongo, prendere del tempo per abituarsi, ecco tutto."
Narcissa mugugnò semplicemente, tirando le tende che ricoprivano le finestre e le aprì, "Con chi sei andata?" chiese nervosamente sistemando i drappeggi.
"Io non ho-"
"So che non potevi trovare Azkaban da sola, cara. Ti serviva un mangiamorte per questo, perciò dimmi, chi ti ha aiutata? So che non era Theodore perché è sceso per la colazione senza ferite questa mattina."
"Io-"
"Era Adrian?"
La prese alla sprovvista, facendola tossire con imbarazzo, e si alzò in piedi, sbattendo velocemente le palpebre mentre Narcissa si voltava, "Vero?"
Amelie annuì, ricordando ciò che Adrian le aveva mostrato nella cella - come Theodore aveva portato lì Narcissa dopo una riunione, come aveva guardato la pozione che lavorava sul suo corpo, "Sì."
"Perciò sei a conoscenza di quello che Theodore ha dovuto fare?" domandò, appoggiandosi alla finestra e incrociando le braccia, "Che è stato costretto a salvare la sua vita?"
"Sì."
Il silenzio le avvolse, e non sapevano nemmeno cosa dire mentre guardavano il ragazzo disteso e privo di sensi sul letto.
"Erano innamorati," le labbra di Amelie si mossero a malapena, le sue dita tremavano, "Teddy e Adrian. Si sono innamorati."
"Avevo anche io quella sensazione," Narcissa permise a un sorriso timido, ma doloroso soverchiarla per un momento, "Se qualcuno si merita l'amore, è Theodore."
"Lo so," Amelie non riusciva a respirare bene, sapendo cosa era successo la notte precedente, "É sempre lui quello che ama gli altri, ma non lo ottiene mai."
"Come ti fa sentire?" la donna inclinò la testa, i suoi occhi neri incontrarono i suoi bronzei, "Adrian ti ha ferita molto, Amelie, e scoprire che il tuo migliore amico-"
"Io-" deglutì un singhiozzo, il suo cuore faceva tanto male, "Non ho avuto tanto tempo per pensarci, ma lui è cambiato, credo. Mi piace pensare che Theodore lo abbia cambiato in meglio. Lui è la ragione per cui io e Draco ce l'abbiamo fatta-"
"Oh cara," le mani di Narcissa presero a coppa la sua bocca, scuotendo la testa così che i boccoli cadessero sulle sue spalle, "Lui non-"
"No..." Amelie non riusciva a tenere gli occhi aperti, scivolando sulla sua sedia, chiuse le palpebre, "Non ce l'ha fatta."
Distogliendo lo sguardo, Narcissa sentiva i suoi occhi bruciare dalle lacrime, "So che ti ha fatto del male, ma il modo in cui Theodore parlava di lui...è cambiato, no?"
"Sì..." disse Amelie a bassa voce, "É cambiato, e non meritava questo, Narcissa. Da qualche parte sento che si era guadagnato una vita con Theodore. Dio sa che Theodore la meritava con lui."
"Devi dirglielo," disse, la sua voce rotta, "Devi dirlo a Theodore-"
"Lo farò," Amelie si piegò in avanti, posando i gomiti sulle ginocchia, e si passò una mano tra i capelli, "É con Atlas adesso?"
Narcissa strofinò le dita sulla sua gonna. Sospirò, "Sì, ma posso badare io a lui, e lui può venire su-"
"No," scuotendo la testa, si alzò di nuovo in piedi, avvicinandosi al letto, "Ti dispiace chiedergli di incontrarci fuori? Giù nella fila di alberi? Non voglio farlo davanti a Draco. Deve riposare."
Annuendo, Narcissa attraversò la stanza, e si voltò all'entrata. Il suo viso pieno di dolore e senso di colpa, "Mi dispiace per la tua perdita, Amelie. Sarà difficile per Theodore, ma posso immaginare cosa deve essere per te - pensavi fosse morto, e in poche ore, l'hai perso di nuovo. Non è giusto. Non lo è per nessuno."
Amelie sorrise teneramente tra sé e sé mentre si chinava su Malfoy, "Non è giusto, no..." scostò una ciocca dei suoi capelli biondi dalla fronte, premendo le labbra sulla sua pelle, "Ci vedremo fuori."
Rimboccando le coperte, Amelie sentì Narcissa lasciare la camera, e si soffermò con le dita sul suo petto nudo - si vedevano ancora le cicatrici della brutalità in cui era stato intrappolato.
Amelie aveva passato tutta la notte a pulirlo, asciugando ogni traccia di sangue, sussurrando la magia per curare le sue ferite.
Draco era a casa.
Avevano fatto in tempo prima che bruciasse Azkaban, e quella avrebbe dovuto essere una buona cosa. Aveva lottato. Aveva vinto. Amelie aveva scavalcato l'oscurità, e li aveva tenuti al sicuro.
Eppure non era felice. Nemmeno una cosa di quelle che ha fatto - le piaceva, e faceva miseramente male nel suo fragile petto.
Il suo cuore era così pesante, il suo sangue congelava dall'agonia, tutto perché non ha potuto salvare tutti. Ce l'aveva fatta, infatti ma con un'anima in meno con cui era entrata.
Aveva perso Blaise.
Aveva perso Adrian.
Le lacrime inumidirono i suoi occhi, e le sue pupille si riempirono di dolore mentre spegneva le luci e usciva dalla loro stanza. Non aveva mai pensato di portare il lutto di due ragazzi che avevano lasciato quell'ambiente per farla vivere liberamente. Che si erano gettati ai piedi del diavolo perché lei non venisse ferita.
Non capiva perché.
Non le è mai venuto mente il perché lo avessero fatto. Credeva di non valerne la pena. Che così tante anime avrebbero potuto germogliare se si fosse semplicemente abbandonata.
Amelie aveva visto la morte. Viveva attraverso di essa. Diavolo, l'aveva anche desiderata qualche volta ma non l'aveva mai temuta come adesso. Se tutto questo era colpa sua - se lei era ciò che il Signore Oscuro bramava di possedere, si sarebbe concessa senza esitazione.
Avrebbe felicemente perso se stessa per tenere tutti uniti, anche per Blaise e Adrian. Non era una domanda per lei. Non era qualcosa che poteva essere discussa.
Amelie avrebbe sacrificato la sua vita perché quella follia finisse, e lo avrebbe fatto con il più grazioso dei sorrisi. Quando si era uccisa in quella casa infestata tutti quei mesi prima - aveva pensato che sarebbe stata in pace. Credeva che sarebbe finito tutto e che avrebbe vissuto con Draco nel loro proprio paradiso.
Ma quello era lontano, e ora non aveva mai visto un aspetto più oscuro dell'inferno.
Le sue ginocchia scivolarono sull'erba leggermente umida, e appoggiò la bacchetta davanti a lei. Guardandosi intorno nella piccola radura in cui era seduta. Gli uccellini cinguettavano intorno a lei.
Era strano. Guardava le piccole vite volare nelle chiome degli alberi, quanto fossero ignari di tutto ciò che stava accadendo nel loro mondo.
Amelie aveva raccolto due fiori, due rose bianche che pungevano la sua mano mentre abbracciava il pugno intorno ad esse, e aspettò Teddy.
Voleva incontrarlo in quella radura dietro la loro nuova casa. Brillava come quella in cui erano seppellite Pansy e Aimee dietro il maniero - quanto desiderava poter portare le loro tombe in quel posto, ma muoverle non le sembrava giusto.
"Amelie-" la chiamò Theodore da dietro, facendo scattare la sua testa e strizzò gli occhi per il sole luminoso. Le sue mani lo afferrarono per le ginocchia, e si piegò per correre da lei, "Che è successo? Dove sei andata-"
Esitò, congelando nelle sue azioni alla fine mentre guardava il suo corpo che riposava, i fiori nella sua mano, "Amelie?"
"Vieni qui," lei allungò la mano, ondeggiando le dita per farlo sedere accanto a lei, "Devo parlarti."
"Parlarmi?" si accigliò, un'espressione turbata crebbe su di lui, "Vuoi parlare con me? Su Narcissa, sembrava una questione di vita o di morte-"
Quel pizzico di dolore nei suoi occhi lo zittì, e Amelie tornò a guardare a terra.
"No-" Theodore si inginocchiò accanto a lei, il suo petto si strinse, "Cosa è successo?"
"Devo-" si zittì, raggruppando ciò che le era rimasto di lei, "Devo dirti una cosa."
"Si tratta di Malfoy? Hai saputo-"
"Lui è al sicuro..." sussurrò a bassa voce, "È di sopra, non si è ancora svegliato, ma sta bene. Lo abbiamo fatto uscire."
Accigliandosi, Theodore affondò completamente nel prato, guardandola con l'incredulità che circolava nei suoi occhi, "Hai fatto cosa?" balbettò confuso, "Cosa vuoi dire-"
"Mi sono ricordata una cosa la scorsa notte, i diari," fissava ancora a terra, sentendosi in colpa, "E quando l'ho trovata, la parte di Draco, ho visto qualcosa che mi ha fatto pensare al ballo in maschera..."
"Amelie, non capisco-"
"E alla persona con cui stavi parlando."
Theo spalancò gli occhi, la sua gola si strinse.
Filtrando il vento che soffiava intorno a loro mentre le nuvole si trascinavano nelle carezze del sole.
"Sono andata a vederlo," disse, la sua voce ariosa, "Adrian."
"Hai fatto cosa?" Theodore cominciò a tremare, le sue dita tiravano nervosamente l'erba, "Io non-"
"Mi ha detto tutto, Teddy," sussurrò Amelie attraverso un sospiro, le sue ciglia lottavano contro le lacrime che sentiva arrivare, "Mi ha fatto vedere tutto, e io-"
"Amelie, non capisco-"
"Mi ha detto di Azkaban. Pensava che i mangiamorte tenessero Draco lì, ed era così, quindi Adrian e Blaise-"
"Blaise?" il petto di Theo cominciò a gonfiarsi pesantemente, girò il corpo per guardarla interamente, "Amelie, aspetta un minuto, cosa mi stai dicendo? Tenevano Draco ad Azkaban?"
Amelie mosse il collo, guardandolo, "Lo avevano rinchiuso ad Azkaban, sì."
Scuotendo la testa, Theodore cercò di alleggerire la sua mente annuvolata, "Sei andata ad Azkaban? Per prendere Malfoy? Senza di me?"
Il cuore di Amelie si appesantì. Sentiva la sua anima sottile, come se avesse lasciato il suo corpo.
"Adrian e Blaise mi hanno portata lì, e ci hanno trovati, non è stato bello, Teddy. C'è stato uno scontro e Blaise, lui-" deglutì il singhiozzo che continuava a spingere, e distolse lo sguardo da lui, "L'ho perso."
Theodore non faceva altro che sbattere le palpebre. Non riusciva a capire cosa gli stava dicendo.
"Un mangiamorte stava puntando contro di me, ma lui-" non poteva trattenere la lacrime ancora a lungo, e cominciarono a scorrere sulla sua pelle, "È morto per me. Si è lanciato davanti a me, ed è - è morto."
Chiudendo gli occhi, Theodore portò le ginocchia al petto, avvolgendo le braccia intorno ad esse, proprio come Amelie.
"Poi tutto è andato al diavolo. Mi sono consegnata, pensando di avere l'occasione di farci uscire tutti, anche se Adrian mi aveva detto di no, e non ha funzionato..." seppellendo il viso nelle sue braccia incrociate, pianse tra le sue parole, "Mi hanno portata da Draco, e lui era rinchiuso in una gabbia, e ho aspettato finché tutti loro fossero lì dentro, e ho appiccato il fuoco ovunque - ho fatto uscire Draco, ma era così pesante, Teddy. Non riuscivo a portarlo-"
Il cuore di Theodore si spezzò per lei. Il suo cuore si frantumò completamente al pensiero di lei che faceva tutte quelle cose. Poteva iniziare a capire cosa aveva passato.
Passandosi il dorso della mano sotto gli occhi, guardò oltre la folla spessa d'alberi intorno a loro, e gli uccellini continuavano a cantare.
"Avevano anche mia madre lì, ma l'hanno portata via nel minuto che è arrivato Adrian, ed è scomparsa di nuovo, Teddy. Non sono riuscita a salvarla-" ansimò mentre il ricordo del fuoco che si spargeva intorno a loro la tormentava, "Adrian mi ha aiutata, ha portato Draco alla porta e poi-"
La distruggeva, pensarci. Sapere di dover dire quelle parole e dire al suo migliore amico che non aveva salvato il ragazzo a cui apparteneva il suo cuore.
"Hanno cercato di fermarci, stavamo uscendo da lì, ma erano troppi e Adrian, lui-"
Theo si passò le dita tra i capelli, tirandoli indietro, i suoi riccioli caddero disordinatamente intorno a lui, e normalmente, lei avrebbe pensato che aveva bisogno di tagliarli, ma non poteva pensare - non più.
Theodore guardò a terra, giocando con l'erba con le dita, e lo colpì, le sue rose bianche posate davanti a lei sul prato. All'improvviso, non riusciva più a concentrarsi.
C'erano due rose.
"No-" ansimò, le sue ossa che cedevano, "No, Amelie, ti prego - no, no -"
Amelie cercò di restare solida. Di andare avanti.
"Adrian non ha permesso che lo salvassi. Si è rifiutato di venire, perciò ha chiuso le porte-" pianse, le sue dita graffiavano le sue stesse braccia, "Non voleva essere salvato-"
Theo ansimò per l'aria, coprendosi il viso con le mani, "No, non dirmelo. Non dirmelo. Io non-"
"Mi ha detto di far bruciare tutto. Lui-"
Theodore si spinse via da terra, le lacrime scivolavano sul suo mento, e passeggiò avanti e indietro. Cercando di restare sano, tentando di non perdere tutto di se stessa nella mancanza di Adrian.
"Credevo fossimo legati. Ti ha detto che lo eravamo, ma ha mentito, Teddy. Ha mentito perché era innamorato di te. Non voleva che lo lasciassi-"
Sussultando, Amelie tremò per il ragazzo che gridava. Theodore cadde in ginocchio dietro di lei, e urlò così forte che la uccise.
"Mi dispiace," sussurrò, gattonando sull'erba, e avvolse le braccia intorno a lui, "Mi dispiace tanto, Teddy. Ci abbiamo provato - ho cercato di salvarlo, ma lui non ha voluto-"
Il suo corpo tremava violentemente mentre lui la portava sulle sue gambe, facendola mettere a cavalcioni. La abbracciò, nascondendo la testa nella sua spalla, e pianse. Per tanti, lunghi momenti, Teddy pianse e pianse.
"Mi dispiace," Amelie prese la sua mascella in mano, sporgendosi mentre baciava la pelle morbida sotto i suoi occhi, fino alla sua fronte, "Mi dispiace tanto, Teddy. Mi-"
Afferrando i suoi capelli tra le dita, lo tenne fermo, e cercò con tutta se stessa di non farlo svanire da lei.
Teddy era sempre stato, anche da prima che Malfoy benedisse le loro vite, l'unica persona che la teneva sana. Si era sempre assicurato che lei avesse due piedi a terra e non vanisse nell'oblio.
"No-" singhiozzò, il suo corpo sprofondava nel suo, "Non dovresti essere dispiaciuta - dovrei esserlo io. Ho mentito-"
"Hai fatto ciò che dovevi fare, Teddy..." mormorò, "Ci stavi salvando tutti, anche Adrian."
Inalando, Theodore gemette. Le sue interiora si contorcevano mentre lei lo abbracciava. Amelie lo strinse, proteggeva lui e il suo cuore luminoso.
"Grazie-" gemette Theo, tentando di calmarsi, "Grazie per avermi capito. Grazie per non odiarmi. Io-"
Inspirò profondamente, "Ho tanta paura, Amelie. Tutto il tempo. Ho tanta paura tutto il dannato tempo, per te, per Draco, Atlas, mio padre, Narcissa - avevo paura che mi avresti odiato. Che mi avresti lasciato per quello che ho fatto."
"No-" Amelie soffocò nelle sue lacrime, la sua gola stretta. Non capiva come aveva potuto pensare che potesse essere capace di detestarlo, "Grazie a te, Teddy."
Si accigliò leggermente confuso, "Ti ho mentito, Amelie. Mi sono innamorato di-"
"Ti sei innamorato dello stesso meraviglioso ragazzo di cui una volta mi ero innamorata anche io, Teddy..." lo guardò così dolcemente, i suoi occhi onoravano il ragazzo su cui era seduta, "Mi hai sempre chiesto come potevo amarlo, perché amavo qualcuno come lui quando tutto quello che faceva era farmi del male, e ora lo sai - ora hai potuto vedere quel cuore gentile che aveva prima che suo padre lo rompesse."
Prese un respiro profondo mentre dei pugnali le aprivano i polmoni, "Era orribile, Teddy. Adrian mi manipolava. Mi faceva pensare di essere insignificante, e mi ha ferita in molti modi, e per questo - per questo, non verrà mai perdonato, ma non era affatto male prima di diventare cattivo. Era una delle persone più belle che avessi mai conosciuto. Era ipnotizzante, gentile, generoso, e io sono così felice che tu abbia potuto vederlo. Sono così grata che mi hai riportato quel ragazzo."
Le sue lacrime erano così pesanti.
"Dovrei odiarlo, giusto? Avrei dovuto odiarlo?" Amelie sorrise coraggiosamente, "Mi ha fatto del male, e dovrei odiarlo per questo."
"Non lo odi?" disse, stringendo la presa nella sua vita, e la avvicinò, "Credevo non fossi capace di odiare, ma ho sempre pensato lo odiassi."
Amelie attaccò la fronte alla sua. Lo tenne vicino, "Volevo, e alcune volte penso di averlo fatto...ma no. Non lo odio. Odio quello che ha fatto, tutto ciò che ha sempre fatto per ferire le persone, ma non odiavo lui. So che sembra assurdo per pensarlo. Non avrei incontrato Draco, e non sarei stata capace di amarlo se non fosse stato per Adrian."
Amelie sorrise, una bellissima curva crebbe sulle sue labbra, "Tutto succede per una ragione, vero? Certe volte vorrei pensare che Adrian era la mia ragione. Non lo sto scusando di niente. Quello che ha fatto è orribile - era sbagliato, Teddy. Avrebbe pagato per tutto, e lo ha fatto. È morto per me, per Draco - per te. È morto così che potessimo continuare a vivere, così che potessi salvare le persone intorno a noi."
"Mi dispiace," Theodore la prosciugò di tutto il conforto di cui aveva bisogno, "Mi dispiace per tutto ciò che ha fatto, per tutto ciò che io ho fatto. Mi dispiace di non avertelo detto - mi dispiace di aver mentito."
"Sono contenta che mi hai tenuta all'oscuro, Teddy. Sono contenta che non mi hai detto perché ti ha dato del tempo per lui. Sono contenta che lo hai cambiato e che è diventato la persona di prima. Meritavi di vederlo così - meritavi di conoscerlo senza tutti i suoi demoni."
Lo era, Amelie era grata che Theodore avesse l'opportunità di vedere la luce in Adrian, di vedere per cosa aveva lottato così tanto per mantenere.
"Sono contenta che aveva te, che sei stato colui che l'ha salvato. Ho sempre pensato che lo avrei salvato io, e pensavo di averlo fatto quando ho infilzato il coltello nel mio petto..." gli accarezzò la pelle sul mento con i pollici, "Pensavo di averlo salvato, e pensavo di aver salvato me stessa, ma alla fine - alla fine, eri tu. Ci hai sempre salvati, Teddy. Nel bene o nel male, ci hai sempre salvati, e sono grata per questo."
"Grazie per averlo amato," il suo battito in sincrono col suo, "Credo che ne avesse bisogno. Credo che avesse bisogno di te, e penso che anche tu avessi bisogno di lui..."
Theodore le baciò la fronte, posando le labbra sulla sua pelle, "Ti voglio bene, Amelie. Ti voglio tanto bene."
Chiudendo gli occhi, Amelie si sciolse nel suo migliore amico, abbracciandolo con tutta se stessa, "E io voglio bene a te. Per sempre, Teddy. Non importa cosa succede, non importa cosa fai - ti vorrò sempre bene. Lo faremo tutti, e non lo diciamo abbastanza. Non vediamo ciò che fai in tutto questo, e per questo - per questo, mi dispiace. Mi dispiace che non vieni visto per quello che fai."
Lui pianse di nuovo, e lasciò andare tutto ciò che si era tenuto dentro da tanto tempo.
Theodore Nott si era innamorato, ancora e ancora di tutte le persone che aveva mai salvato, ogni anima che aveva protetto. Non aveva mai creduto di essere degno dell'amore, come l'amore che Draco provava per Amelie o l'amore che Adrian desiderava di avere per la sua migliore amica. Non aveva mai pensato di essere degno dell'amore che leggeva nel suo romanzo preferito - che l'amore di cui aveva sete, l'amore che versava costantemente su tutti nella sua vita, ma questo era diverso.
Adrian Pucey era diverso per lui. Si era innamorato così profondamente con un ragazzo che non vedeva. Non sapeva - che sarebbe diventato la persona che aveva la colpa di tutto questo. Teddy si era innamorato della gentilezza della sua anima e di quella bellissima mente che aveva. Anche se per poco, anche se non era durata molto - lo ha fatto. Theodore Nott amava Adrian Pucey.
E ora - ora non lo avrebbe più rivisto.
Non sarebbe riuscito a tenere il suo corpo vicino al suo mentre si addormentavano, e non avrebbe più abbracciato le sue dannate labbra che bramava di baciare.
Adesso era di nuovo escluso e solo, tutto perché era morto.
Adrian aveva finalmente raggiunto un posto giusto sulla terra. Si era riscattato, e lo aveva fatto morendo per la ragazza e per la sua vita a cui era terribilmente legato.
Aveva distrutto Amelie. Aveva preso ogni pezzo di lei senza rimorso, e li aveva ridati pagando il prezzo più alto, e per questo - sarebbero sempre stati grati.
"Non posso credere che se ne sia andato..." Theo parlò dopo minuti di silenzio, "Non ho mai pensato che mi sarebbe mancato, sai? Non ho mai pensato che sarebbe stato tanto importante per me..."
"Adrian ha il vizio di farlo," ridacchiò debolmente, "Aveva questo carisma di renderti dipendente dal suo cuore, ancor prima che suo padre lo distruggesse."
"Mi mancherà se a te va bene?" i loro occhi si incontrarono, e un temporale nelle sue pupille crebbe, "Non voglio metterti a disagio, Amelie. Non voglio che ti senti come se io avessi-"
"Io ho Draco," la ragazza sorrise gentilmente e la sua mente corse dal ragazzo che riposava sul loro letto e a quanto desiderava tornare da lui, accoccolarsi accanto a lui e sprofondare nel suo calore, "Io ho Draco, e non vorrò mai nessun'altro più di lui. Ho amato Adrian, sì, ma amo Draco più di quanto abbia mai fatto, perciò non sentirti mai insicuro su Adrian. Non era mio. Draco lo è." Amelie annuì mentre Theodore sorrideva.
Allungò la mano per prendere la bacchetta e schioccarla col polso. Gli uccellini che piacevano a Theodore apparvero intorno a loro. Una luce così fredda eppure calda e amorevole ruotava nella piccola radura in cui si trovavano.
"Solo quattro?" il moro alzò un sopracciglio, accigliandosi leggermente per gli animali, "Non erano cinque l'ultima volta?"
"Lo so," un'espressione sconcertata si posò sul suo viso, "Erano sei la prima volta, e poi erano cinque e adesso...ora sono quattro. Non so perché. Forse sono...le persone che ho perso?"
"Non credo," rifletté Theodore, sembrando un po' turbato, "In quel caso, ne sarebbero rimasti due - se ci pensi, intendo. Hermione, Pansy, Aimee e Adrian."
Amelie sussultò leggermente. Il suo sangue sembrò gelarsi per il nome pronunciato - aveva lasciato scorrere la morte di Hermione tra le dita. Ne era stata informata quando la sua mente stava lottando contro tutto il resto, e le fece di nuovo inumidire gli occhi.
"No-" ansimò Theodore, "Credevo che tu lo sapessi-"
"Lo so," lei scosse la testa, deglutendo il senso di colpa che la stava intrappolando, "Lo so...avevo solo troppe cose a cui pensare quindi non ho-" prendendo un respiro pieno di tutte le emozioni che aveva messo da parte perché Draco tornasse, esalò ogni pezzo, "Penso che dovremmo mettere una lapide vicino a Pansy e Aimee."
Theo mugugnò, inclinando la testa mentre annuiva, "È un'idea grandiosa. Credo che lei lo avrebbe voluto."
"In questo modo, resteranno insieme per sempre."
Il sole cominciò a tramontare intorno a loro, e la brezza calda si rinfrescò, i brividi percorsero la sua pelle.
"Voglio dare la buonanotte ad Atlas. Deve essere furioso con me," Amelie si guardò intorno, notando il buio che cadeva tra gli alberi, "Ha dormito nel nostro letto la notte scorsa, ma poi me ne sono andata, quindi devo-"
"Ti accompagno," disse Theo mentre Amelie si alzava, allungando la mano per aiutarlo a tirarsi su, "Potrei usufruire dei suoi abbracci da orso in questo momento."
Una risatina scappò dalla sua gola, e intrecciò le loro dita, incrociando le loro braccia mentre lui portava il suo corpo più vicino, "Ce la faremo, Amelie. Proprio come dicevamo sempre. Vinceremo, e lo faremo per loro - per Pansy, Aimee, Hermione, Blaise, Adrian, tutti loro."
All'improvviso non era più così pesante. Amelie guardava i suoi uccellini svanire nel buio, la sua magia si attenuò.
"Per tutti loro."
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Amelie diede ad Atlas il bacio della buonanotte, e litigò con lui per il fatto che lui desiderasse dormire di nuovo nel loro letto. Gli piaceva molto la sua camera - diceva di sentirsi al sicuro lì dentro con lei quando loro madre era ancora nel vento.
La feriva, ascoltarlo quando parlava di Athena, sapendo che lei non fosse lì. Ricordando quello sguardo distrutto nei suoi occhi mentre era tra le fiamme che aveva provocato, tenuta in ostaggio dai mangiamorte, e si dannava per non essere riuscita a salvarla.
Ma aveva salvato Draco, tutti loro lo avevano salvato, e promise a se stessa che quando si sarebbe svegliato - non avrebbe dormito finché Athena non sarebbe tornata da Atlas.
Spense le luci del bagno, e attraversò gentilmente il pavimento fino al loro letto, scivolando sotto le coperte vicino a Draco mentre riposava.
Malfoy non si era ancora svegliato, ma lei sapeva che lo avrebbe fatto tra qualche minuto. Aveva solo bisogno di dormire.
Si era piegato per proteggere tutti - era anche andato alle sue spalle a essere preso e ferito per trovare sua madre. Se qualcuno meritava un momento di pace nel caos, era lui.
Il sui Draco.
"Ti amo," sussurrò Amelie, portando il suo braccio insensibile sulla sua spalla, tenendolo il più vicino possibile e proprio mentre si sistemava, la testa sul suo petto - svuotandolo di tutto il benessere in cui lui riusciva sempre a farla annegare, il suo corpo si mosse.
Lei sussultò a quello, reggendosi sul gomito, guardandolo con gli occhi spalancati.
"Amelie?" gemette Draco, portandosi le nocche sul viso, e si strofinò gli occhi, "Amelie-"
Il suo petto cominciò ad alzarsi e abbassarsi rudemente, quasi come se non ricordasse che fossero arrivato al maniero. Volo su, sedendosi accanto a lei.
"Draco," ansimò lei, gattonando sulle coperte e mettendosi sulle sue gambe, tenendolo fermo, "Sono qui, Draco. Stai bene. Stai bene qui..."
Malfoy sbatté velocemente le palpebre, i suoi occhi guizzarono nella stanza, e sembrò come se qualcosa scattò dentro di lui - anche Amelie poteva percepirlo.
Piegandosi indietro, il suo sguardo scannerizzò il suo, "Draco?" si accigliò, unendo le sopracciglia, "Che c'è che non va-"
"Siamo soli?" chiese in modo assente. Tutto le emozioni svanirono dal suo viso.
"Cosa-"
In una mossa veloce, la spinse sul materasso, torreggiando su di lei mentre lei sentiva il suo sangue diventare ghiaccio.
Qualcosa non andava.
"Siamo soli?" le chiese di nuovo, duramente, questa volta attraverso i denti digrignati mentre lei cercava di scostarsi dalla sua presa.
Il tocco di Draco iniziò a fare male.
"Lasciami andare-"
"Siamo soli?"
"Draco, lasciami andare-"
La sua mano la afferrò per la gola, e senza motivo, portò su il suo corpo insieme al suo. Stando sul lato del letto, "Te lo chiederò un'altra volta, Avery. Siamo soli?"
La mano di Malfoy si tese intorno alla sua pelle, scavando le dita.
Amelie non poteva respirare.
"Ti prego-" supplicò, lottando per l'aria, "Draco, cosa-"
"Siamo soli, cazzo?" gridò, lontano dal suo viso. La rabbia scorreva nei suoi occhi oscurati, "Rispondimi, o useremo le maniere forti."
La sue dita graffiavano le sue braccia, cercando di contorcersi via da lui, ma non aveva alcuna possibilità.
Lui era troppo forte.
"Sì!" gemette, le sue labbra assunsero un colore bluastro. Il suo petto si strinse, "Ti prego-"
"Fottuta strega!" ringhiò lui, urlandole contro, e senza ragione, la lanciò sul pavimento.
Amelie stava tossendo senza controllo nella stanza buia. Le sue azioni violente le annuvolavano la mente, ma non riusciva a formare un pensiero prima che lo sentisse grugnire.
Draco tuonò verso di lei, prendendo i suoi capelli in un pugno, e la tirò su. Le dita dei suoi piedi toccavano a malapena terra, e venne lanciata contro il muro.
Colpendo rudemente il legno, Amelie scivolò giù, ma lui fu veloce a trascinarla su, attaccando il suo corpo dolorante ad esso.
"Draco, fermo!" gridò, sentendo la sua mano che avvolgeva di nuovo la sua gola. I suoi occhi incontrarono i suoi, "Draco, ti prego - cosa stai-"
Amelie cercava di pensare, di capire pienamente cosa stava succedendo.
Non poteva essere la pozione polisucco. La magia guaritrice che aveva esercitato l'avrebbe scovata. Non poteva essere qualcun altro. Doveva essere Draco.
"Non parlare cazzo," sputò, afferrando la sua mascella e spingendola a terra. Strisciando via da lui, Amelie sentiva come se il suo cuore si stesse squarciando, non capendo niente.
"Draco, fermo! Non voglio farlo-"
Lui la tirò su prima di lanciarla nel bagno, il suo corpo colpì lo specchio, frantumando il vetro intorno a lei. Il suono di esso echeggiò, la sua pelle che sanguinava.
"Ti prego, basta!" Amelie stava pregando per la sua vita mentre lui marciava verso la vasca, aprendo l'acqua, "Ti prego, Draco. Sono io. Sono Amelie-"
"Sta zitta!" gridò Malfoy, facendola sussultare, e lei studiò la sua schiena esposta. I suoi muscoli flessi per il respiro pesante, le sue cicatrici con sfumature rosa. Ogni segno che aveva visto era ancora sul suo copro. Amelie si pizzicava il braccio ancora e ancora mentre il suo corpo tremava, i pezzi di vetro le strappavano i palmi.
"Ti prego, Draco-" pianse la ragazza debolmente, "Cosa stai-"
Lui scosse semplicemente la testa, senza degnarla di uno sguardo. Lei fece guizzare lo sguardo alla loro stanza. Se si fosse sbrigata, se fosse saltata dal pavimento, e se avesse corso abbastanza velocemente, sarebbe riuscita ad arrivare alla porta. Poteva chiedere aiuto.
Amelie decise di fare una corsa. Il suo corpo lottava per scappare, i suoi piedi pungevano per lo specchio rotto, ma lui la catturò alla porta, "Tu non scapperai da me cazzo!" gridò, e con la mano nei suoi capelli, la portò con lui alla vasca.
Amelie realizzò cosa voleva fare. L'avrebbe affogata, e lei lottò.
"Ti prego!" il suo respiro era così sottile dallo strangolamento di qualche minuto prima, "Draco! Ti prego, basta!"
"Non voglio farlo!"
"Draco, ti prego-"
Urlò. Scalciò. Lo spingeva, ma il biondo non si mosse, e costrinse il suo corpo sul bordo prima di spingere la sua testa nell'acqua ardente.
Le riempì i polmoni, la sua pelle bruciava per il calore, ma non poteva fare niente.
Lui era più solido di quanto lei avrebbe mai potuto essere, e sentiva come se stesse soffocando. Riprovò di nuovo. Girandosi e contorcendosi, lottando per la sua vita ma niente. Le dita intorno al suo collo la tenevano ferma, e il suo petto si riempì d'acqua. Proprio mentre i suoi occhi roteavano all'indietro, l'acqua che schizzava selvaggiamente intorno a loro - sentì delle voci, suoni ovattati.
"Amelie-"
Venne tirata fuori dalla vasca per le spalle. Qualcuno avvolse le sue braccia intorno a lei, mettendola a terra.
Amelie tremava. Tutto il suo corpo tremava ed era affollato dal dolore.
Il suo sguardo riuscì a guizzare solo per un secondo, e guardò come Theodore trascinava furiosamente Draco fuori dalla stanza.
E poi per Amelie diventò tutto buio.
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