N i n e t y - o n e
Questo capitolo contiene menzioni di suicidio, la morte di un personaggio, sangue, abuso, e altri argomenti traumatizzanti. Per favore leggere con cautela.
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"Porta l'inferno su di loro, Amelie. Falli bruciare."
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"Ne sei assolutamente sicura?" chiese di nuovo Adrian, chiudendo la porta della sua cella e evitando lo sguardo scioccato che aveva Blaise. Con uno scrollo della spalla, il ragazzo si spinse tra di loro.
Zabini alzò la bacchetta, puntandola contro Adrian senza esitazione, "Cosa stai-" ansimò a denti stretti, "No, Avery. Non sono d'accordo. Se Malfoy scopre che ci ha aiutati. Mi ucciderà."
"Blaise-"
"No," affermò più fermamente adesso, piegando la testa e scrutandola da dietro la spalla, "Tu non capisci, Avery. Sì, sarò condannato per aver salvato Malfoy, ma non è niente rispetto a cosa mi farà se sa che ti ho permesso di stare vicino a questo mostro."
"Mi chiami un mostro?" sibilò Adrian rabbiosamente, i suoi occhi si oscurarono, "Mi hai assecondato me e tutto quello che facevo come se fossi una dannata coda, Zabini. Finché non hai scelto di schierarti con Malfoy invece. Tu sei un mostro tanto quanto lo sono io."
Blaise sbatté velocemente le palpebre mentre i rumori da far accapponare la pelle delle creature echeggiava intorno a loro, e il corridoio buio diventò più freddo. Era terrificante. I brividi percorrevano la pelle di Amelie per la situazione.
Ad Amelie non piaceva questo. Non si divertiva nemmeno un po'. I due ragazzi che bisticciavano su chi le aveva fatto più male e chi ha preso la strada sbagliata mentre si guardava intorno, il suo corpo vicino a quello di Blaise.
Non trovando molto conforto dopo che Draco venne portato via da lei, derubò il ragazzo, che pensava di starla proteggendo, di tutto il ristoro che dava.
Entrambi l'avevano delusa. Adrian per essere il ragazzo che aveva sgretolato il suo passato, e Blaise che lo aveva assistito in questo. Anche se non aveva mai posato una mano malvagia su di lei o fatto atti feroci su di lei - le faceva comunque paura a scuola. Le parlava come se non fosse un umano degno.
Eppure, Amelie aveva lasciato correre in un attimo mentre lui si scusava tre sere prima, e lo fece scivolare. Sembrava distrutto, sconfitto. L'anno che aveva passato nell'imprigionamento, lavorando nella cantina era stato del tempo utile per lui, pensava.
Non era malvagio, Amelie lo sapeva, e tra tutto, nei modi in cui aveva servito Draco per combattere per un mondo migliore - si era guadagnato il beneficio del dubbio.
"Non osare riversarla su di me," sputò Blaise furiosamente, "Qui si tratta di te, e preferirei uccidermi che subire le conseguenze di Malfoy che viene per me per questo."
"Cosa ti è successo?" ringhiò Adrian, facendo un passo un avanti mentre faceva premere la punta della bacchetta di Zabini nel suo petto, non si mosse. Pucey rimase a terra, "Eri ragionevole, qualcuno meritevole, e ora?"
Sollevò un sopracciglio mentre si avvicinava e Blaise cominciò a perdere colpi, sentendo come la sua bacchetta punzecchiava il corpo di Adrian. Il ragazzo di cui una volta aveva tanta paura non avrebbe smesso di sfidarlo, "Ora non sei niente. Tutto quello che vedo è una persona spaventata, una corazza senza senso. Perciò te lo chiederò di nuovo, Zabini. Cosa ti è successo-"
Blaise ritirò la bacchetta, distogliendo lo sguardo con un sospiro. Il suo braccio cadde, "Lei non può venire ferita, minimamente, Pucey. Lui verrà per entrambi, e-" Zabini sussultò per la mano di Amelie posata sulla sua spalla mentre lui si voltava, fissandola con confusione.
"Non glielo permetterei," annuì, sentendo le sue ossa iniziare a crollare, "Aiutatemi a riprenderlo, e avrà pietà di tutte e due, lo prometto.
Sapeva di non poter parlare in quei termini. Draco non avrebbe mai potuto scoprire cosa stava facendo. Non avrebbe mai potuto sapere che Adrian era vivo e che lei era andata da Blaise per protezione.
Amelie non aveva nemmeno portato Theodore. Era venuta da sola, tutto per lui.
Scattando il collo, Adrian guardò Blaise, ed entrambi strinsero la mascella, ringhiando in silenzio per l'atto su cui si erano basati.
"Glielo dobbiamo," Blaise roteò gli occhi e raddrizzò le spalle. Non potevano farlo se non erano d'accordo, "Questo è il minimo che possiamo fare."
"Lo so," Adrian inghiottì il suo caratteraccio, cercando di concentrarsi su tutto quello che Theodore gli aveva insegnato. Li sorpassò entrambi, marciando verso le grandi porte di metallo. Sapeva che non potessero smaterializzarsi dentro le celle.
"Uno di noi rimane con lei tutto il tempo," Adrian aprì l'entrata, la bacchetta di Amelie era stretta nel suo pugno, "Non voglio che venga lasciata sola, e se Malfoy la vede senza protezione, siamo belli che morti."
"Scusatemi-" Amelie si schiarì la gola, sembrando francamente infastidita che i due ragazzi impostavano regole su di lei, "Sono capace di badare a me stessa-"
"No," mormorarono entrambi, trascurando il suo desiderio di parlare e le sue braccia incrociate, i suoi occhi che roteavano all'indietro, "Sii felice che ti stiamo anche portando."
"Oh?" lei alzò un sopracciglio, i suoi passi si fermarono, "Non volete nemmeno aiutarmi, quindi io non-"
"Non provocarmi adesso," Adria non si fermò mentre continuava a camminare, e si voltò, premendo la schiena su un'altra porta mentre la apriva, roteando la schiena, e la guardò, "Hai detto che te lo devo, e lo faccio, quindi non provocarmi, Amelie. Lo sto facendo per te, non per Malfoy."
Amelie non camminava dietro di lui. Stava al sicuro nel centro del corridoio, esposta per chiunque decidesse di rivelarsi, e Adrian inclinò la testa perché Blaise tenesse la porta aperta.
Con passi severi mentre specchiavano sul pavimento di pietra, si fermò e adesso era a un piede da lei. Gli occhi di Adrian erano fissi nei suoi, ricche sfumature di verde differenziavano dai suoi bronzei, e lo sfidò in silenzio.
"Perché lo odi così tanto?" sussurrò lei, la sua voce sottile rifletté attraverso le rocce, "Tutto ciò che ha fatto è salvarmi, e posso capire perché lo detestavi prima, ma adesso? Non capisco, dopo tutto quello che hai passato nell'ultimo mese."
Adrian torreggiava su di lei, la sua grande figura rispetto alla sua e il collo di Amelie si piegò per le pupille oscurate mentre si allargavano, "Io non lo odio, ma mi ha portato via una cosa e uomo cambiato o no, non è qualcosa che lasci andare e basta, Amelie."
"Non ho detto che dovresti lasciarlo andare ma considerando che mi hai fatto del male per quasi tutti gli anni che abbiamo passato insieme, io sono qui, cercando di farlo funzionare. Non è vero?" si accigliò, le sue dita si contorcevano.
"Perché hai bisogno di qualcosa da me," aveva l'espressione più fredda che lei avesse mai visto, "Tu sei qui, cercando di farlo funzionare perché devi salvarlo, e lo farò. Come ho detto, ti devo tutto - a te, Amelie, non a lui. Tutto ciò che lui ha fatto è stato rinchiudermi in cantina per mesi. A lui non devo niente."
I suoi respiri tremavano dalle sue labbra mentre si schiudevano. Sentì il coraggio svanire, "So che l'ha fatto, ma tu hai cercato di farmi del male-"
"Lo so, e per questo, ho più che sbagliato. Pagherò per ciò che ti ho fatto. Non lascerò mai che qualcuno mi perdoni, ma quando si tratta di lui - mi considero fuori dal debito per ciò che mi ha fatto passare. Forse non ti ha detto come ha praticato la morte su di me?" Adrian si spostò, curvando leggermente la schiena su di lei, "E non lo biasimo per averlo fatto. Me lo meritavo, ma lui ti ha comunque portato via da me, come se fossi la pedina di un maledetto gioco, e per questo - non sarà mai degno di essere salvato ai miei occhi."
Le lacrime si formarono, il suo petto si appesantì. La sua gola si strinse.
"Ma tu sì," continuò Adrian a bassa voce, "Tu sei degna di tutto, ecco perché lo sto facendo. Ecco perché mi sto opponendo al Signore Oscuro mentre parliamo, ed ecco perché sto andando contro tutto ciò ho sempre sostenuto, perché tu ne vali la pena, Amelie."
I suoi occhi scattarono su di lui, pieno di dolore, "Io lo amo, Adrian..." sussurrò, non intimidita dal suo corpo mentre si avvicinava al suo, "Lo amo più di tutto e di tutti."
"Lo so, e va più che bene. Non voglio che torni, Amelie. Se è ciò che stavi pensando. Malfoy ti tiene al sicuro, e ti rende felice. É tutto quello che avrei mai potuto desiderare."
Le faceva male al cuore, sentirglielo dire. Aveva avuto paura di lui per anni, e lui non le aveva mai augurato alcun bene durante il loro tempo insieme, ma ora sì. Il suo sguardo rifletteva le fiamme dell'onestà mentre parlava. Adrian le augurava veramente il meglio anche se non gli importava del biondo - gli avrebbe salvato la vita se significava che avrebbe alleggerito la sua.
"Perciò, rimarrai lì a litigare con me su questo, o andiamo a salvare il tuo fidanzato, Amelie?"
"Grazie," Amelie aveva tanta emozione dentro, ma non poteva farlo uscire, non quando la vita di Draco era a rischio.
"Non ringraziarmi mai," Adrian lanciò un cenno del capo oltre la spalla, verso l'entrata dove Blaise li stava guardando, "Non voglio che mi ringrazi mai. Ti devo la mia vita."
Roteando gli occhi, Blaise imprecò a bassa voce contro di loro, "Finalmente, abbiamo fatto? Possiamo andare a prendere Malfoy e sperare che non ci rivedremo mai più?"
Amelie li seguì, e tutti raggiunsero la fine della cantina, ai gradini più bassi dove la magia per viaggiare era di nuovo possibile.
Adrian guizzò il suo sguardo fiammeggiante tra di loro, e inclinò la testa verso la bacchetta di Blaise mentre ridava ad Amelie la sua, "Dammi la tua bacchetta."
Zabini si accigliò con confusione, "Cosa? Perché-"
"Perché lei ha il vizio di sgattaiolare via. Non la lascerò incustodita se lo fa. Sei un mangiamorte. Hai una ragione per essere lì se vieni beccato. Amelie no, e la uccideranno subito se viene catturata."
Amelie spalancò gli occhi e abbracciò la sua arma tra le dita, "Blaise, non devi-"
Lui vacillò per un breve secondo mentre pensava alle conseguenze, realizzando velocemente che Adrian aveva ragione nella sua esigenza, e allungò la mano al ragazzo, dandogli la bacchetta.
"Azkaban sarà piena di mangiamorte e se uno di noi viene catturato..." Adrian abbassò la voce, guardando angosciosamente la ragazza, "Sai cosa cosa significa."
"Lo so," sussurrò Amelie, abbassando i suoi occhi addolorati e trattenendo il respiro, "Conosco l'incantesimo."
Suicidio. Tutti e tre avrebbe preferito affrontare la morte piuttosto che essere privati dei loro ricordi per concedere a Voldemort la vittoria che bramava tanto.
"Prendiamo Malfoy, e usciamo, veloce."
Ognuno di loro annuì, concordando con le parole pronunciate mentre sia Amelie che Blaise si aggrappavano alle braccia di Adrian, e sussurrò la magia per portarli via.
Il vento la colpì violentemente mentre si materializzavano sulla terra fuori da Azkaban. I suoni delle onde che sbattevano contro le rocce che tenevano a galla la prigione le squarciavano le orecchie.
Era orribile, come se tutta la felicità fosse stata prosciugata dal mondo. Nuove nere di teschi dominavano il cielo, e l'oscurità che li abbracciava era soffocante.
Ne aveva sentito parlare, Azkaban, ma non l'aveva mai visto con i suoi occhi, e adesso - desiderava non averlo mai fatto.
"Seguitemi," urlò Adrian, superando il gonfiarsi dell'acqua intorno a loro, e tuonò oltre i cancelli, senza fermarsi finché non furono sotto una fila di finestre simmetriche, coperte da sbarre.
Si voltò, e puntò la bacchetta di Blaise contro di loro, sussurrando un incantesimo per coprire i loro visi con delle maschere. Un mantello nero vestiva le spalle di Amelie.
"Non puoi andare in giro con quel vestito. Ti porteranno via immediatamente," disse, e lei poté sentire la seta spalmata sul suo corpo che bruciava, "Ora, resta vicino a me e tieni la testa china."
Amelie obbediva ad ogni cosa che Adrian diceva mentre lanciava un incantesimo ad una delle finestre, per aprire le sbarre così che potessero entrare, e lo fecero.
Era anche più inquietante dentro le mura dell'edificio.
"Qui sopra," mormorò lui, tenendo il collo piegato e la testa china, "Se qualcuno-"
Degli uomini si avvicinavano a loro, mangiamorte in fila che scendevano le scale, e Adrian le afferrò il polso, trascinandola giù per i gradini invece che su, e Blaise si lanciò in fondo alle scale per nascondersi.
Il petto di Adrian premuto contro la schiena di Amelie, proteggendo il suo corpo col suo e i loro mantelli nascondeva quasi tutta la loro figura, "Shhhh..." sussurrò al suo orecchio mentre la sentiva tremare.
Blaise era contro il muro opposto e sospirarono alle voci che scomparivano dal corridoio.
Aspettando un minuto, Adrian si guardò intorno prima di spingersi via da lei, e camminò di nuovo verso le scale, marciando con passi morbidi per non far echeggiare il suono. Raggiungendo i piani superiori, le guardie erano in vista. Era pesantemente sorvegliato, e almeno una dozzina di uomini era pronta se si fosse mostrato un prigioniero.
Amelie guardò i due ragazzi, piegandosi sulle scale per non essere avvistata, e deglutì a fatica. Spingendo via la sensazione pesante nel petto e la tensione che portava il suo cuore. Tutto ciò che desiderava era che Draco uscisse tutto intero, il resto che poteva vivere non importa come cambiava, ma lasciare quel posto orribile senza di lui, era fuori questione.
"Devo portarli fuori," sussurrò Adrian e fece staccare Amelie dai suoi pensieri turbati, "Ognuno di loro. Non posso sorpassarli."
"Pucey, per l'amor del cazzo, sono almeno dieci. Non esiste che tu possa-"
Adrian non temporeggiò. Si alzò in piedi, e Blaise si lanciò su Amelie. Difendendo la ragazza col suo corpo mentre si sentivano grida e urla insieme a tuoni e forti colpi.
"Io sono-" Amelie tremava, la sua mano afferrò la maglia di Blaise, "Io-"
"Lo so," sussurrò Zabini con calma e poteva sentire come la sua pelle tremolava, i suoi respiri irregolari, "Va bene avere paura."
"Sì?" ansimò Adrian, le sue mani posate sulla vita mentre scrutava i due corpi intrecciati, "Non esiste che io possa - cosa, Zabini?"
Gli occhi di Blaise si allargarono alla vista di arti sparsi sul pavimento e come le sue mani erano ricoperte di sangue. Si tolse la maschera, e così fece Adrian, "Porca puttana, Pucey-"
"Come ho detto, cambiato, ma Dio sa che non riuscirai mai a dimenticare cosa ti ha insegnato il Signore Oscuro," si portò il dorso della sua mano sulla mascella, asciugando il sangue, e allungò una mano, facendo segno ad Amelie di prenderla.
Ma la ragazza si alzò da sola, sentendo il tocco di Blaise posato sulla sua schiena come supporto. Per lei era intimidatorio, tutto questo, e non si azzardava a parlare contro.
"Tu-" disse Amelie, afferrando la recinzione accanto alle scale, e fece cadere la maschera a terra, "Sai dove potrebbe essere?"
"Portano i pericolosi ai piani più alti. C'è ancora meno possibilità che sopravvivano una caduta se riescono a scappare," disse Blaise, tirando via la mano da lei e marciando in parallelo ad Adrian, "Gli assassini sono messi qui sopra, mentre i ladri e quelli che infrangono le regole sono imprigionati nel piano più basso. Non farà molto danno se scappano."
"Azkaban non è il posto da cui non puoi scappare?" domandò, sollevando un sopracciglio. Cercava di non guardare i corpi sul pavimento.
"Non credere a tutto quello che dicono, Amelie," Adrian piantò la sua voce, "Niente è come sembra. Le persone sono scappate da questo posto."
"Cosa-" si accigliò, sconcertata. Sentiva come se ne sapesse di più di quanto le avesse mai detto, "Cosa stai - eri tu a dire che se fosse mai uscito allo scoperto quello che mi facevi, saresti finito qui, e io non ti avrei più rivisto-"
"Malfoy, Amelie," Blaise lanciò ad Adrian un'occhiataccia, frustrato di lui che la teneva all'oscuro, "É stato condannato qui quando aveva sedici anni, ed è scappato. La sua famiglia doveva schierarsi con Voldemort così che il ministero non lo rimandasse qui. Erano già schierati con i mangiamorte, ma ha fatto qualcosa di...orribile, ed è stato catturato."
Il suo viso crollò, la sua figura si rimpicciolì.
Draco non glielo aveva mai detto. Non lo aveva mai visto nella sua mente.
"Per l'amor di Dio, Zabini," Adrian sbuffò, voltandosi mentre camminava verso la porta, che conduceva a un piano diverso, "C'è una maledetta ragione per cui non gliel'ho detto. Non deve sapere ogni dettaglio."
"Non me lo ha mai detto," pronunciò Amelie a bassa voce per far sentire solo Blaise, "Grazie per avermelo detto."
Il suo viso si addolcì ma solo abbastanza perché lei lo vedesse prima di assumere di nuovo uno sguardo turbato, "Non dirgli che lo sai. Si da la colpa per tutto dopo quello, ogni patto che ha dovuto fare, suo padre che è stato portato via da casa loro - tutto. Si vergogna, probabilmente è per questo che non te lo ha detto, Avery. Non ha niente a che vedere con te. Narcissa stava andando via, e lui ha incasinato tutto. Li ha tenuti alleati col Signore Oscuro."
Lei deglutì, annuendo rapidamente mentre Adrian li chiamava, e camminarono, unendosi a lui fuori dalle porte.
Lui la fissò di nuovo, la paura brillava nelle sue pupille, e prese un respiro, raccogliendo la forza di cui sapeva aver bisogno. Adrian era infatti sorpreso di se stesso per essere riuscito a combattere come aveva fatto prima.
"Qui dentro, ci saranno un sacco di soldati, e dobbiamo essere cauti, solo i mangiamorte possono smaterializzarsi oltre queste mura, quindi quando lo prendiamo, dobbiamo uscire da qui," non tolse gli occhi da lei finché non ricevette la conferma di lei che capiva ciò che le aveva detto, "Dobbiamo portare Malfoy fuori di qui."
"Ecco," sussurrò Amelie, allungando la mano tra lei e Blaise mentre gli dava la sua bacchetta, "Ti starò attaccata, e probabilmente tu sai come proteggerci meglio di me-"
"Non esiste-" Adrian cercò di strappare la bacchetta dal pugno di Zabini per restituirgliela, ma lei non glielo avrebbe permesso, e invece, Amelie tirò le maniglie della porta, e le spalancò.
"Amelie-"
"No-" contrattaccò, "Tu hai la sua bacchetta, e lui ha bisogno della mia molto più di me."
La rabbia esplose nel ragazzo mentre piegava la testa e camminava dentro.
Quello che è successo dopo sembrava un incubo per lei. Venne intrappolati, quasi subito e incantesimi di magia mortale venivano lanciati e protetti da entrambi i lati.
Adrian presentò uno scontro leale. Uccideva qualsiasi cosa si avvicinasse troppo a lei, ma non era abbastanza.
Erano a corto di uomini, e con la mancanza di Adrian della sua propria bacchetta - avevano a malapena una possibilità, e lei era esposta, spoglia per venire ferita in ogni minuto.
Muri che esplodevano insieme ai mattoni che venivano distrutti e il fuoco che si diffondeva, presto sarebbe finita per le tre persone che erano venute per salvare il loro amico.
"Amelie-" gridò Adrian, lanciando una luce ghiacciata verso di lei mentre la salvava dall'essere sbattuta contro il muro, "Per l'amor del cazzo, non possiamo stare qui! Dobbiamo andarcene-"
"Io non me ne vado," tossì Amelie per la polvere che circolava nell'aria, "Non me ne vado senza Draco!"
La voce di Amelie venne difficilmente sentita per l'innesco e l'esplosione degli incantesimi, che volavano violentemente intorno a loro nel corridoio. I mangiamorte non ci avevano pensato due volte. Dovevano ucciderli tutti e tre.
"Torneremo per lui, ma questo non-" urlò il ragazzo, la sua magia non era all'altezza, e se aveva fatto cadere degli uomini a terra, era troppo schiacciante, "Non sopravviveremo, Amelie. Siamo maledettamente condannati-"
Guardando un uomo, il suo mantello che strisciava dietro di lui, sorpassò la mischia come se fosse niente. Fermandosi dall'altra parte del corridoio, con la maschera addosso, la nebbia oscurata intorno a lui, alzò la bacchetta.
La stava puntando direttamente verso di lei mentre Amelie cominciava a indietreggiare. I suoi piedi inciampavano sulle rovine che avevano creato, e prima di sapere cosa stesse succedendo - una luce verde uscì dalla sua bacchetta, e lei capì cosa significava.
Nella sensazione del tempo che rallentava, Amelie non lottò contro la magia letale. Non corse via. Non si nascose. Rimase, non cedendo nella paura.
Se il tempo di Amelie era scaduto - non avrebbe mai mostrato la paura che provava veramente. Se ne sarebbe andata con la grazia che portava da sempre, e proprio nel suo momento, mentre inspirava, le sue palpebre si chiusero, era pronta che la luce la abbracciasse.
Si sentì un tuono, qualcosa di pesante che si schiantava su di lei, e la fece cadere a terra di peso mentre premeva su di lei. Spalancò le ciglia.
Blaise.
Era Blaise.
Le sue ossa si schiacciarono nell'istante in cui raggiunse le pietre sotto di lei, e il suo corpo crollò.
"No-" ansimò Amelie. Il suo sangue in preda al panico, "No, Blaise-"
Sapeva cosa significava. Amelie aveva visto la morte tante volte prima.
Prendendogli le mani, se le portò entrambe sul petto, tenendolo fermamente sulle sue gambe. Intrecciando le dita con le sue, "Blaise, non ti azzardare," sentiva le lacrime bagnarle gli occhi, "No, no, no, non puoi andartene - tu non-"
Tenendo ancora le dita intorno alle sue mani, portò uno dei suoi palmi sulla sua guancia. Permise al suo pollice di accarezzare il suo zigomo, "Hai soddisfatto il tuo tempo, Blaise," Amelie lo stava pregando di restare, le lacrime scivolavano dalla sua pelle e atterravano su quella di Blaise, "Avresti dovuto essere libero-"
La fronte di Amelie cadde sulla sua, ed escluse il mondo intorno a loro.
"Per favore-" singhiozzò in silenzio, "Sei troppo giovane, Blaise. Non puoi andartene, non adesso."
I suoi occhi si incappucciarono, sul punto di diventare completamente insensibile, "Amelie..." sussurrò a malapena, ancora una curva agli angoli delle sue labbra, "Porta l'inferno su di loro, Amelie. Falli bruciare."
E poi - poi Blaise Zabini se ne andò.
Il ragazzo che aveva ottenuto la compassione morì tra le sue braccia. Svanì dal mondo, e portò con lui un pezzo di lei.
Amelie pianse, aggrappandosi al suo corpo così fortemente che cominciò a non sentire più le braccia. Non prestava alcuna attenzione a ciò che succedeva intorno a lei finché non sentì due mani afferrarla per la vita e sollevarla dal pavimento.
Adrian le stava urlando, ma lei non sentiva niente. Sentiva solo gli ultimi respiri tremanti che cadevano dalle labbra di Blaise, e si ripetevano nella sua testa, ancora e ancora mentre il ragazzo che la portava la metteva in un angolo.
Adrian la lasciò in quell'angolo dopo aver strappato il suo corpo da quello senza vita di Zabini. Era circondata da suoni di voci e incantesimi che venivano scagliati. Sapeva di dover combattere da sola. Amelie non poteva contare su Adrian per aiutarla mentre lottava contro il mucchio di mangiamorte. Non quando Blaise era scomparso dalla sua vita proprio davanti a lei. Dando la sua vita per tenere la sua intatta.
Chiuse gli occhi, le lacrime bagnavano ancora la sua pelle, e tagliò fuori tutta la sanità che possedeva. Pensando largamente, nella sua mente scattò la sola cosa che poteva fare - qualcosa che avrebbe imposto loro di portarla da Draco.
Inspirando così pesantemente che le bruciò dentro. Ogni nervo il suo corpo che tremava, pregò che questo avrebbe funzionato. Che se lei e Malfoy avessero vissuto un altro giorno - lui la avrebbe perdonata per questo.
Guardando il ragazzo, che giaceva morto nel corridoio, tirò fuori la bacchetta, liberandosi del mantello che Adrian le aveva imposto di indossare, e sussurrò la magia per nascondere la sua arma da una chiara vista. La sua bacchetta diventò invisibile nella sua mano, ma la sentiva ancora, e uscì dall'ombra.
"Amelie, non osare cazzo!" gridò Adrian da lontano, ma lei lo ignorò, "Amelie, no-"
La figura di Amelie era in mostra per le guardie mentre la fissavano. Senza perdere un minuto, cadde in ginocchio, unendo le dita dietro il collo.
Si stava consegnando.
Loro camminarono verso di lei. Uno degli uomini le afferrò la mascella in una mossa feroce, inclinandole la testa verso di lui, e la studiò per lunghi momenti finché non spinse la sua testa.
Amelie tenne il capo basso.
"É lei."
"Sei sicuro?"
"Guardala. É la fotocopia di sua madre."
"É davvero lei."
"Ha una bacchetta?"
"No, non ce l'ha."
"Al Signore Oscuro piacerà."
"Portala alle camere."
"Ma Malfoy-"
"É ora che lui paghi."
"Senza aspettare il Signore Oscuro?"
"Sì."
"Non dovrebbe essere toccata o ferita."
"Non mi importa."
"Ti ucciderà se sa che lei hai fatto del male."
"Non deve saperlo. Voglio vedere l'espressione sulla faccia presuntuosa di Malfoy quando la uccidiamo."
Uno dei due uomini afferrò Amelie per le braccia, e la trascinarono con loro. I suoi piedi si graffiarono contro la pietra mentre tuonavano nel corridoio. Raggiunsero una stanza sigillata con la magia.
Le porte cigolarono mentre si aprivano. Venne lanciata sul pavimento. Le sue ossa facevano male, e le sue braccia erano doloranti per aver colpito le rocce.
Amelie strisciò lontano da loro, osando finalmente ad alzare lo sguardo. Gli uomini mascherati la sorpassarono, facendola girare contro il muro, e il suo respiro si bloccò.
Il suo cuore si fermò.
Draco era seduto in quella che sembrava una gabbia nel centro della stanza. Il soffitto di vetro portava la luce offuscata dalle nuvole. Delle catene intrappolavano Malfoy per la gola da tutti e quattro gli angoli della gabbia quadrata.
Mentre gli uomini stavano nell'angolo della stanza, sussurrandosi a vicenda e guardandola di tanto in tanto - lei si alzò il piedi. Amelie camminò verso la gabbia.
Le sue dita afferrarono le sbarre, e delle lacrime gelide scivolarono lungo le sue guance mentre sussurrava, "Draco-" a bassa voce, "Draco, ti prego-"
Cicatrici e ferite erano scavate nella sua pelle. Poteva arrestare la sua vita solo alla vista di lui. Sembrava così sconfitto, tormentato.
"Draco, sono qui," gemette, stringendo il ferro, "Sono Amelie, Draco, sono qui."
Fu il suo nome che provocò una reazione in lui. Un tremolio nelle sue palpebre chiuse mentre una curva debole si contorceva nell'angolo della sua bocca, "Amelie..." sussurrò, quasi come se stesse sognando, "La mia Amelie."
"Draco," parlò un po' più forte, "Sono qui, Draco, sono io."
Il suo collo scattò inaspettatamente in un movimento che fece sussultare la ragazza, ma fu veloce ad avvicinarsi di nuovo, allungò la mano tra le sbarre, e provò a toccarlo.
Malfoy sbatté sinistramente le palpebre come se fosse apparso un fantasma, e scosse la testa, alleviandosi dalla sua mente torturata.
"No-" ansimò Draco come se qualcuno lo avesse lacerato. Nessuna tortura poteva essere paragonata a vederla lì senza avere la possibilità di proteggerla, "No, non puoi stare qui. Amelie, vattene-"
"Shhh..." ansimò lei, ritirando il braccio e le lacrime continuavano a cadere, "Va tutto bene, Draco. Va tutto bene. Sono qui."
"No-" tirò le catene che lo tenevano giù, "Devi andartene, Amelie. Non puoi stare qui. Ti uccideranno-"
Il suo cuore faceva male per la vuotezza nei suoi occhi mentre lui realizzava che non c'era un modo per loro di andarsene. Era intrappolato, come lo era lei.
"Vattene, Amelie. Vattene e salva te stessa adesso, prima che sia troppo tardi-"
Lei scosse la testa. La lacrime le macchiavano il vestito mentre i tagli e i segni dallo scontro ala facevano sanguinare, "Dici sempre che troverai un modo per tornare da me..." la sua voce spezzata, tratti di dolore le laceravano la voce, "Ma anche io troverò sempre un modo per tornare da te."
Lui sbiancò, la sua pelle grigiastra mentre sentiva le lacrime agli angoli degli occhi.
Non piangeva mai, ma lo fece adesso con la verità straziante che lei sarebbe morta davanti a lui.
Malfoy lo diceva sempre. Lo sapeva, e aveva sempre creduto di poter mantenere quella promessa. Non aveva mai pensato il contrario, fino ad ora.
Aveva cercato di scappare dal suo imprigionamento per giorni, e aveva fallito ogni volta.
Draco si era arreso. Era determinato ad affrontare il suo destino. Sarebbe morto lì dentro e felicemente perché lei era al sicuro. Amelie non avrebbe dovuto essere lì. Si era assicurato che lei sarebbe stata al sicuro se fosse mai svanito da questo mondo, e adesso non lo era.
Ora era in ginocchio davanti alla sua gabbia, condannata alla sua stessa verità.
"Devi andartene, Amelie. Non dovresti-"
"Ti amo."
Fu tutto quello che disse prima di alzarsi dal pavimento e indietreggiare.
Amelie non riusciva più a guardarlo, nel caso andasse tutto al diavolo - non avrebbe rischiato che lui vedesse la vita che la lasciava.
La porta dietro di lei venne spalancata, poi chiusa, ed entrarono più uomini mascherati.
Poteva sentire, come se fosse lontano, quanto Draco le stesse urlando, quanto la stava pregando di andare e lasciarlo. Combatteva le catene fino a che il sangue non brillava sulla sua pelle.
Ma lei non ascoltava. Se lui doveva lasciare quell'ambiente, allora anche lei. Se lui se ne andava, se ne andava anche lei, proprio come le ha sempre detto.
I mangiamorte si riunirono intorno a lei, e puntarono tutti le bacchette nella sua direzione mentre uno di loro avanzava.
Il suo tono era basso e pericoloso, "Allora la ragazzina maledetta è finalmente venuta ad affrontare il suo destino?" parlò cupamente, "Che peccato."
Amelie non rispose. Tenne gli occhi chiusi e aspettò il momento giusto per fare ciò per cui era venuta qui.
Passavano i momenti. Parole crudeli e insulti venivano lanciati contro di lei.
'Puttana.'
Inspirando il meglio che sapeva fare spalancò le ciglia. Guardo dritto verso di lui. Stringendo il pugno intorno alla bacchetta che non potevano vedere, e tutto diventò così brusco per lei.
'Insignificante.'
Pensando a tutte le vite che i mangiamorte avevano rovinato.
'Disgrazia.'
Tenere la vita di suo fratello in segreto, sua madre nascosta dal mondo, il potere che avevano sulla testa di suo padre, come avevano causato a Draco di annullare tutta la sua umanità.
Come avevano ucciso i suoi amici a scuola, avevano ucciso gli insegnanti, Hermione, Ron, Harry, e adesso Blaise.
Tutti erano stati portati via da lei, e tutto ciò combinato fece esplodere un fuoco dentro di lei.
Lei era sana. Era controllata, Amelie non era mai andata troppo lontano. Si tratteneva certe volte. Non aveva mai fatto del male ad un anima - fino ad adesso.
Draco stava ancora gridando dietro di lei, urlando supplica dopo supplica, ma lei non riusciva concentrarsi. Amelie era così arrabbiata, così furiosa. Si rifiutava di essere ancora incatenata. Non sarebbe stata intrappolata, spaventata nell'obbedienza.
Deglutendo tutte le paure che aveva per questo mondo, si lasciò abbracciare dalla rabbia che fumava, e, con un veloce movimento davanti agli uomini davanti a lei - sussurrò la magia che le serviva.
Le lacrime le ricoprivano la pelle, e alzò la bacchetta in aria. Amelie urlò un incantesimo per rompere il vetro, permettendo all'ossigeno di riempire la stanza e con un battito del suo cuore coraggioso.
Amelie sussurrò, eppure piena di così tanto potere, "Incendio."
Delle fiamme spiralarono dalla punta della sua bacchetta, catturando ogni muro, ogni mobile nella stanza. Draco la fissò scioccato dalla sua gabbia mentre l'incendio mortale divampava.
I mangiamorte svanivano nella nebbia mentre scappavano dalla scena. Nemmeno discutendo del fatto che nessuno potesse sopravvivere a ciò che lei aveva fatto e Amelie si lanciò a terra, vicino al quadrato in cui Malfoy era rinchiuso, "Allontanati," ansimò, "Allontanati da me ora, Draco."
Lui sbatté sconcertatamente le palpebre, e fece come aveva detto. Le diede la schiena, e lei mormorò, "Bombarda."
Il primo strato di sbarre si frantumò per la sua magia, e le catene di Draco caddero a terra. Amelie lo liberò.
"Dobbiamo andarcene-" le fiamme scintillavano intorno a loro, "Draco-"
Lui era così debole. Aveva passato l'inferno durante i giorni in cui era rinchiuso, e le sue gambe non avrebbero potuto portarlo per molto.
Lo notò, e si piegò in avanti, infilando il braccio sotto il suo mentre lo incrociava sulla sua spalla. Lo aiutò con tutta se stessa.
Amelie camminava sul pavimento con lui vicino a lei, cercando di usare l'ultima della sua forza per portarli via di lì, ma lui era così pesante per lei. Non era abbastanza forte.
Sapeva di dovercela fare fino a quella porta - come Adrian le aveva detto, non poteva smaterializzarsi da dentro se non era un mangiamorte.
Cadendo ripetutamente a terra, riusciva a rialzarsi, e tirava Draco con lei.
"Amelie?"
La voce la fece sussultare. Perse la presa di Draco mentre lui cadeva a terra.
Era sua madre, che stava con una bacchetta premuta nel suo collo e un uomo aveva una presa cattiva su di lei, "Tua madre o Malfoy, Avery," sputò mentre il fuoco si diffondeva, "Non hai tempo per salvare entrambi."
"Io-"
"Stupeficium!"
Adrian la spinse di lato mentre si materializzava con sorpresa dietro di lei. Puntò contro il mangiamorte, ma mentre la sua magia veniva lanciata, sia l'uomo che sua madre svanirono nel nulla.
"Amelie-" si voltò, guardandola mentre le fiamme si avvicinavano a loro, "Che diavolo hai-"
"Draco," stava tremando, "Lui è ferito-"
"Dannazione," ringhiò Adrian, e si inginocchiò, portando il braccio di Draco sulle sue spalle, proprio come aveva fatto Amelie, e tremava per essere ferito lui stesso. Il ragazzo non aveva mai, anche nei suoi più vivaci sogni, immaginato che avrebbe salvato Draco Malfoy dalla morte, "E tu? Sei ferita?"
Amelie corse un po' in avanti, tenendo la bacchetta affilata e allerta se ci fossero state altre mosse improvvise dall'oscurità intorno a loro, "No, non credo, ma Draco, lui-"
"Lo so," ringhiò Adrian, lottando per trascinare il biondo con lui nel corridoio, "Starà bene. Dobbiamo solo portarlo via da qui, ma che diavolo è successo? Hai solo dato maledettamente fuoco a tutta la stanza?"
"Ho dovuto. Ci avrebbero uccisi," gridò attraverso le fiamme scintillanti mentre risucchiava lentamente l'aria, "Dovevo salvarlo, Adrian. Dovevo-"
"Allora perché non mi hai ascoltato, perché non sei rimasta-"
"Lui trova sempre un modo per tornare da me," tossì lei per il fumo denso che le pungeva gli occhi, "Dovevo fare lo stesso."
Stringendo la mascella, raggiunsero la porta su cui si stava concentrando. Separò le porte, "Ecco, portiamolo via da qui, e possiamo-"
Si interruppe, e lanciò uno sguardo spaventato al fuoco, vedendo più uomini mascherati che atterravano davanti ad esso. Amelie sapeva che non ce l'avrebbero fatta.
Se quegli uomini si fossero avvicinati - sarebbe stata la fine. Non riusciva più a combattere. Era così stanca.
"Cazzo," il ragazzo sveglio esitò nervosamente finché non incontrò il suo sguardo. Sospirò.
Adrian Pucey sapeva cosa doveva fare.
"Ecco," annuì verso Draco, e lei si avvicinò, proprio sulla sporgenza della porta, e lui fece scivolare le braccia del biondo sulle sue, dandole Malfoy.
"Adrian, cosa stai-" Amelie lo chiamò mentre lui indietreggiava, attraverso le porte e di nuovo nel corridoio, "Adrian, fermo!"
"Ti ho mentito," mormorò mentre le voci si avvicinavano, "Non siamo più sotto voto, Amelie. Quando il tuo cuore si è fermato, lo ha fatto anche il mio, ma il Signore Oscuro non ha mai voluto che Theodore lo sapesse. Sapeva che il secondo che la mia vita non aveva valore per te, avrebbe smesso di curarmi."
Lei si accigliò, sentendo Draco diventare più pesante, "Adrian, cosa stai-"
"E anche io ho mentito perché se Theodore avesse saputo che non eravamo più incatenati, non sarebbe più tornato da me, e io ero...solo, Amelie. Ero così solo lì. Avevo bisogno di lui."
I mangiamorte erano molto vicini adesso, e Adrian sorrise. Una curva gentile sulle sue labbra mentre annuiva gentilmente.
"Sono sempre stato destinato a morire per te," disse, mentre si allontanava, "Tutto perché ti amo, Amelie."
La ragazza non riusciva a respirare, le stelle cominciavano a brillare nei suoi occhi, "Adrian, ti prego. Non farlo, vieni con noi-"
Adrian poteva vedere come lei stava camminando in avanti, posando Malfoy a terra, ma non poteva averlo. Non poteva rischiare la sua sicurezza per salvare lui.
Amelie aveva passato tutto il loro tempo insieme a salvarlo ancora e ancora. Ora toccava a lui salvare lei.
"Va a salvare il mondo, Amelie," Adrian contorse il polso, facendo chiudere le porte davanti a lei, e poteva solo vederla attraverso il vetro adesso, "Va a salvare il mondo, e lascia che io salvi te."
"Per favore!" il suo palmo colpì il metallo. Amelie non poteva perdere un'altra persona, nemmeno una malvagia come Adrian, "Ti prego, ti prego, non farlo-"
"Appicca il fuoco, Amelie."
La sua mano si coprì la bocca mentre guardava i mangiamorte combatterlo sul pavimento, le fiamme che aumentavano intorno a loro. Successe tutto velocemente, "Adrian-" stava piangendo. La sua gola stretta, "Ti prego non-"
Adrian non poteva rischiare di essere catturato. Adrian aveva bisogno che lei lo uccidesse.
"Brucialo, Amelie!" gridò nel dolore degli uomini che portavano l'inferno su di lui. Gli occhi di Adrian ancora fissi nei suoi attraverso il vetro della porta, e avrebbe preferito morire che vederla piangere per lui.
Non ha mai meritato le sue lacrime.
"Brucialo, Amelie. Tutto, brucialo completamente-" gridò Adrian mentre lo torturavano, proprio in quel momento, davanti a lei, "Adesso, Amelie!"
"Mi dispiace-" il suo corpo faceva male. La sua verità si sgretolava. Non poteva più farlo, "Anche io ti ho amato, Adrian. Ti voglio bene."
Tremando mentre annuiva velocemente, la sua bacchetta tremava così violentemente nella sua mano, e quasi inciampò su Draco, ancora disteso privo di sensi.
E poi - poi Amelie fece quello che Adrian Pucey le aveva detto di fare. Incendiò tutta Azkaban.
Amelie bruciò ogni centimetro. Le fiamme che aveva creato si srotolavano, e il ragazzo che una volta amava profondamente andò con esse.
"Smaterializzarsi."
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