Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

E l e v e n

Questo capitolo contiene scende di atti violenti. Per favore leggere con cautela.

_____

"Lo supponi?"

_____

Il secondo in cui sentì la porta chiudersi dietro di lei e il vento soffiare su di lei, cambiò idea.

Amelie era ben a conoscenza che Draco fosse più che capace di aiutarla in tutto questo e che facesse la differenza. Lui non era più intrappolato. Era libero, in piedi, e sembrava essere tutto quello che Amelie desiderava.

Aveva bisogno del suo aiuto, e dal suo sguardo, lui aveva bisogno di aiutarla.

Con un aspro respiro succhiato tra i denti, afferrò la maniglia, e sussultò dal suono di un vetro rotto ovunque. La sua mascella cadde mentre fissava il disastro davanti a lei.

Il biondo era ancora sul lavandino. Lo specchio vicino a lui era distrutto in mille pezzi e le sue nocche erano insanguinate.

"Draco-"

"Solo..." sussurrò mentre la porta si chiudeva di nuovo dietro di lei, "Vai e basta, Avery."

Il suo respiro era pesante, il suo petto appesantito mentre le lanciava un'occhiata, "Ti ho detto-"

"Te ne saresti andato?" parlò Amelie, affrontando gli occhi grigi, "Se fossi stata io, Draco. Saresti uscito? Hai bisogno di aiuto con quella mano."

"Devo davvero rispondere alla domanda?" sbuffò, il cuore di lei fece male. Non voleva innervosirlo o che si ferisse da solo perché non aveva fatto niente di male. Nemmeno lei. Non sapeva cosa le serviva. Non capiva cosa sarebbe stato giusto o sbagliato in questo.

"Vai e basta, Avery. Non ho bisogno di te." Draco scrollò le spalle, l'altra sua mano premeva quella ferita.

"Ma io-" insistette, i suoi occhi tremolavano nervosamente, "Io credo che ho bisogno di te...credo che ho bisogno del tuo aiuto."

I suoi occhi si allargarono mentre le sue labbra si tiravano in una linea sottile. Il dolore nella sua mano si estendeva, ma non faceva male. Riusciva a malapena a sentire il dolore, era troppo insensibile.

"Avery," cercò di avvertirla, darle la possibilità di uscire prima che fosse troppo tardi, e Draco non si sarebbe coinvolto in qualcosa che non sapeva controllare.

"Ma Adrian non può saperlo." i suoi occhi strisciarono su di lui, notando quanto i suoi capelli biondi sulla fronte fossero disordinati.

Draco sbuffò irritatamente mentre scuoteva la testa, e cercò di allungare le dita, ma nell'istante in cui lo fece tutto il suo viso si contorse in un'espressione sofferente.

"Ecco." Amelie si avvicinò, la sua mano avvolse gentilmente la sua. L'altra sua mano prese la bacchetta, "Resta fermo per me, d'accordo?" gli sorrise mentre lui guardava le sue ferite.

"Brackium Emendo." mormorò Amelie sotto voce, e le sue dita si unirono. Il suono scroccante delle sue ossa che si riparavano corse nelle loro orecchie.

"Ecco qua." mantenne il sorriso e il suo viso cadde nella confusione, "Theodore è abbastanza bravo a guarire le persone, così mi ha insegnato delle cose."

"Capisco." mormorò Draco, "Suppongo che un grazie sia doveroso." le sue dita tracciarono la bacchetta, e fece svolazzare il suo cuore. Aveva aiutato qualcuno, e quello la rendeva più soddisfatta di se stessa.

"Lo supponi?" alzò un sopracciglio, facendo un passo indietro, e mentre lo faceva il suo tallone camminò sui vetri rotti dello specchio che coprivano il pavimento. Quasi cadde all'indietro, ma la mano di Draco le avvolse la vita per non farla cadere.

Le sue dita erano scavate nella sua pelle, ma lei non era spaventata, non era disturbata. Era rilassante. Il suo tocco non era rude o doloroso.

Amelie poteva quasi sentire i suoi dolci respiri sulle labbra.

Lui sbatté gli occhi come se il tempo fosse rallentato, e la tensione tra i due crebbe. Il corpo alto di Draco teneva il suo corpo piccolo. I brividi serpeggiavano sulla sua pelle dove il vestito scopriva la sua schiena, e il tocco gelido delle sue mani scavava il calore dentro di lei.

Tutto quello che vedeva era lui, come i suoi occhi scintillavano, come la pelle grigiastra sembrava così soffice, perfetta. Le ciglia scure battevano sugli occhi grigi, e ogni ciocca bionda cadeva sulla sua fronte, ma poi quando lui notò che la stava studiando, indietreggiò.

Il suo sguardo si abbassò mentre la sua mascella si irrigidiva per quello che stava facendo. "Le mie scuse." mormorò, infilando le mani nelle tasche, e lei rimase davanti a lui in totale shock.

"Ma tu devi andare. È quasi ora che Adrian-"

"Draco," Amelie catturò il suo sguardo infiammato, "Io-"

Scosse la testa per zittirla prima che la sorpassasse per andare alla porta. La aprì ed eliminò ogni traccia di privacy.

"Theodore dovrebbe essere qui." guardò fuori nel corridoio, "Se lo vedo, gli dirò che lo stai cercando."

"Draco-" parlò di nuovo, ma lui ignorò la sua supplica. Tuonò fuori dal bagno, dandole uno sguardo veloce.

"Domani sera, di nuovo in biblioteca." le sue dita afferrarono la cravatta leggermente sciolta, aggiustandola, "E non fare tardi questa volta."

_____

Amelie uscì dal bagno, facendosi strada nei corridoi per trovare Adrian con la speranza che non fosse troppo tardi, ma purtroppo, sia lui che sua madre erano svaniti.

Rimase in punta di piedi all'entrata della sala d'ingresso, i suoi occhi guizzavano su tutte le teste sedute nella grande sala, eppure niente - non li vedeva. Con un silenzioso sospiro, andò di sopra nella sua camera, sperando che fosse lì; l'ultimo posto che doveva controllare.

Posò le mani sulla porta e la aprì solo per rabbrividire davanti al ragazzo alto e tremante contro una delle pareti.

"Te lo sei perso." il tono di Adrian era basso, minaccioso. "Dannazione, Amelie, te lo sei perso." iniziò ad urlare, la sua schiena si staccò dal muro mentre si avvicinava pericolosamente.

"Come hai potuto perderlo? Ti avevo chiesto una cosa." le sue mani intrappolarono le sue mentre sbatteva la porta dietro di lei, "Solo una cosa, ti ho chiesto, e tu non potevi fare come ti era stato detto per una volta."

Gli occhi di Adrian laceravano i suoi, "Dov'eri? Non eri con me, allora dov'eri?" sputò, la sua mascella digrignata, e senza avviso, la sua grande mano afferrò rudemente il suo collo.

"Adrian-" Amelie sobbalzò mentre i suoi piedi toccavano a malapena il pavimento, "Ti prego, mi dispiace-"

Il ghigno sul suo viso iniziò a formarsi per le sue azioni, e gli occhi di lei guizzarono sulle sue maniche arrotolate, ed eccolo lì: il marchio. L'inchiostro scavato nel suo avambraccio di cui era spaventata e sollevata.

"Ti dispiace?" sibilò mentre le sue dita affondavano nel suo collo, "Ti dispiace? Te lo sei perso, Amelie. Avresti dovuto essere lì, ma no. Mi hai fatto apparire uno stupido."

La pazienza di Adrian finì del tutto mentre lanciava il suo corpo a terra, e la guardava strisciare prima di inginocchiarsi accanto a lei.

"Un tragico errore. Ecco cosa sei, Amelie." le vene sul suo collo esplodevano dalla rabbia nei suoi confronti per non avergli obbedito, "Niente più che un patetico errore, sono contento che io e tuo padre siamo d'accordo su questo."

Scosse la testa prima di alzarsi da terra, e lasciò Amelie tremare sul pavimento.

"Il Signore Oscuro mi ha chiesto di unirmi per un lavoro per un po' di giorni, forse anche di più." lisciò la sua cravatta, ma non la guardò. "Quindi non tornerò a scuola con te, ma penso che lo sapevi già."

Amelie si sedette con la schiena contro il muro, "Capisco."

"Blaise ti terrà compagnia per assicurarsi che non farai niente di stupido questa volta, e ti vedrò quando ritorno." allungò la sua mano, il feroce temperamento che aveva dominò di nuovo.

La sua mano nella sua mentre la aiutava a rialzarsi. Adrian le avvolse un braccio intorno e le posò un bacio sulla testa, "Sappi solo che Blaise mi manderà un gufo se-"

"Non farò niente di stupido." disse in un sussurro, facendolo indietreggiare, "Lo prometto, Adrian."

"Lo so, tesoro." Adrian camminò verso la porta, voltandosi nel suo ultimo passo, "E non tornare alla festa, Amelie. Non posso farti vedere così, tra gli ospiti."

Aveva strappato il suo vestito per averla lanciata per terra, e lei forzò un sorriso.

"Non lo farò."

_____

Scivolò sul suo posto lanciando i libri sul tavolo. Amelie stava spettando Theodore, ed era eccitata. Questa era l'unica lezione in cui Blaise non poteva intrufolarsi, il che significava che i due migliori amici avrebbero finalmente avuto del tempo per loro.

Blaise la controllava come un falco in caccia della sua preda, precisamente come Adrian gli aveva chiesto di fare.

"Eccoti." sorrise Theodore, facendo scattare il suo collo verso di lui mentre restava in piedi accanto a lei, appendendo i suoi vestiti sullo schienale della sedia, "Ti ho cercata in biblioteca, ma tu-"

"Ho avuto del tempo libero." mormorò lei, e i suoi occhi guizzarono sul suo banco. Prese posto vicino a lei. Theo non smise di guardarla mentre sospirava, in cerca di attenzione.

"Sì, Teddy?" sbuffò, e il fastidio nella sua voce gli fece unire le sopracciglia, la sua bocca si contorse in una linea sottile.

Amelie si sentì in colpa, "No. Scusa. Non volevo fare così." i suoi occhi lo guardarono, e gli sorrise, "Ho avuto una brutta giornata ieri, tutto qui."

Theodore la tirò più vicino, guadagnando una leggera risatina dalle sue labbra. I suoi capelli castani erano tenuti in disordine sulla testa con le ciocche intrecciate.

"Ecco di cosa volevo parlare. Ti ho cercata ovunque da Pucey ma non sono riuscito-"

"Sei sul mio posto, Nott." la voce oscura da dietro fece attorcigliare entrambi, "Alzati, Theodore, e trova un altro posto."

Blaise rimase in piedi accanto a loro, il suo piede batteva impazientemente sul pavimento mentre aspettava che Theodore se ne andasse.

Amelie rimase in silenzio. Non guardò, nondimeno parlò al ragazzo che si intrometteva costantemente nella sua privacy.

"Ora, Nott. Non te lo dirò di nuovo-"

"Non essere scontroso, eh, Zabini?" la voce di Draco rimase severa, silenziosa per gli altri studenti, "Perché non ci sediamo dietro di loro, e lasciamo Avery e Nott in pace?"

Il biondo annuì verso il banco vuoto nella fila dietro la loro, e la mano sulla spalla di Blaise lo trascinò.

"Ora, Zabini."

Blaise fece come aveva chiesto Draco, una serie di lamentele lasciarono la sua bocca mentre si accovacciava sulla sedia vuota, ancora totalmente concentrato sulle azioni di Amelie. Lei incontrò gli occhi grigi solo per un breve secondo, eppure, in quei pochi attimi, quasi si perse in essi.

"Ecco." Theo ruppe la sua trance, e Draco sprofondò nel posto accanto a Blaise.

"Guarda questo." disse di nuovo Theo, ma anche se lei girò la sedia per vedere cosa fosse così ansioso di mostrare, la sua mente non aveva la forza per concentrarsi su qualcosa che non fosse il ragazzo biondo e quanto sarebbe stato eccitante incontrarlo nella biblioteca quella stessa notte.

_____

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro