Quella maledetta voce...
Appena il cuore del ghoul fu fuori dal suo corpo, la mia kagune lo ridusse in pezzetti microscopici. Lui nel mentre era caduto atterra con gli occhi sbarrati dal dolore e dallo stupore. Mi avvicinai a lui e gli afferrai al mento, infilandogli le unghie nella carne. - E' stato un piacere giocare con te, peccato sia durato così poco- scoppiai a ridere e lo lasciai andare, ritirando la kagune e voltandomi finalmente verso Saiko e Urie.
Loro mi stavano fissando malamente e io arrossi contro ogni previsione. - Smettetela di guardarmi così, vi stava massacrando e io vi ho aiutati, anche se credevo che foste più forti, abbastanza per distruggere un classe SS...- dissi, portandomi le loro braccia attorno alle spalle, sostenendoli. Non dissero niente, ma almeno lasciarono che li aiutassi, il che fu un grande passo avanti. - Dai ragazzi, cosa vi aspettavate? sono la figlia del re con un solo occhio, sono forte e non potevo mica restare a guardare mentre i miei fratelloni venivano uccisi, dovevo proteggervi e come sapete, non è facile fermarmi in queste condizioni- la mia voce che doveva essere allegra, parve solo lontana, persa e malinconica, più del dovuto, più di quello che potevo permettermi davanti a qualcuno della mia famiglia. Sia Saiko che Urie si fermarono bloccando anche me. Abbassai lo sguardo, evitando il loro, probabilmente delusi. Improvvisamente mi abbracciarono e io alzai la testa di scatto, affondando nei loro petti e nelle loro braccia calde e accoglienti. Delle lacrime presero a scorrere impetuose contro il mio infallibile sorriso, che ormai era impresso sempre nel mio volto. - Su, forza, si sta facendo tardi, e non vogliamo avere altri spiacevoli incontri - ripresi a camminare, trascinandoli al mio fianco. - Ti comporti come se fossi nostra madre, eppure noi siamo i fratelli, siamo più grandi di te, abbiamo quindici anni di differenza!- mormorò Urie, provando a staccarsi da me, come per dimostrare che poteva camminare anche da solo, ma glielo impedii. Gli scompigliai velocemente i capelli, trattenendo le risate. - Questo è tutto merito di Hinami e di Kaneki, sapete che sono iperprotettivi-.
Arrivammo alla loro casa in mezz'ora, passata a raccontare gli aneddoti imbarazzanti dei miei zii, disapprovati da Urie nel migliore dei modi. Bussai alla porta e nel giro di un paio di secondi Tooru aprì la porta, evidentemente preoccupata. -Urie, Saiko, che fine avevat...- cominciò lei, fermandosi non appena mi vide. Inclinò leggermente la testa, squadrando i jeans e la felpa sporchi di sangue. - Grazie Ichika, sarei dovuta andare con loro- si sbatté una mano sulla fronte - era un ghoul di classe SS, come ha fatto a ucciderlo Ichika e non voi due messi insieme?-. loro divennero completamente rossi e distolsero lo sguardo. Ridacchiai e lasciai i due amanti nelle mani di Tooru, facendole l'occhiolino.
Tornai al locale con il capo chino, mentre i pensieri scorrevano veloci nella mia mente. "Devo ammetterlo, sei forte, ma lo sai che hai bisogno di me se vuoi trovare Touka e Kaneki" disse quella maledetta voce. Scossi la testa e ignorai ancora una volta i suoi discorsi sulla forza che aveva, sulla forza che mi poteva dare. Continuava a cercare di convincermi che la cosa più giusta da fare per proteggere tutti fosse cedergli il controllo. "Caro papà, mi hai passato anche il tuo grande difetto, ma ti prometto che la controllerò, non mi lascerò trasportare dalla sua voce" pensai chiudendo a chiave la porta e salendo lentamente le scale per il piano superiore e per la mia stanza.
Mi lasciai cadere sul letto, cominciando a fissare il soffitto tappezzato di foto dei miei genitori. Feci un mezzo sorriso e mi addormentai, in balia di quella voce che ormai determinava le mie ore di sonno, di terrore, di felicità.
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