Piacere, Ichika Kaneki
Mi incamminai verso il piano inferiore, ancora addormentata. Da lontano sembravo sveglia e allegra, ma non era per niente così. Mi ero vestita bene, come al solito e avevo raccolto i capelli in uno chignon basso e infine avevo un sorriso molto ingannevole in volto; ma non stavo così bene come davo a vedere. Illuminai la lanterna con la scritta Anteiku vicino all'ingresso nonostante ci fosse luce e voltai il cartellino sulla porta da "Closed" a "Open". Entrai e mi sistemai vicino al bancone, cominciando a pulirlo e a riscaldare l'acqua per il caffè mattutino. Improvvisamente sentii delle voci provenire dall'esterno del locale, attirando la mia attenzione. Alzai lo sguardo dal caffè e vidi entrare Urie, Saiko e Tooru. Tirai un sospiro di sollievo e di delusione nello stesso momento. Scossi la testa e tornai a concentrarmi. - Ciao Ichika, ci potresti preparare tre caffè e una brioche?- mi chiese Tooru, sedendosi al bancone insieme agli altri due. Gli sorrisi gentilmente e annuii, mettendo in disparte il mio caffè appena pronto, a afferrai altre tazze. - Allora, vedo che sei molto stanca...- cominciò Urie, distogliendo lo sguardo da me. Lo guardai scioccata, ma subito tornai a sorridere e annuii ancora una volta. - Come hai fatto a capirlo?- gli chiesi in tono gentile, anche se leggermente pacato. - Ovvio, perché ci conosciamo da quando sei nata, non puoi nasconderci niente!- esclamò un'altra voce. Vidi Suzuya entrare e prendere posto affianco al resto del gruppo. Afferrai l'ennesima tazzina e ci versai il caffè prima di passargliela.
Per un buon quarto d'ora rimanemmo tutti in silenzio, senza sapere cosa dire. Presi un respiro profondo e mi decisi a cominciare una discussione. - Come va a lavoro, care colombe?- chiesi sarcastica. Loro mi guardarono storto, poi però si decisero a rispondermi. - Bene, solo che non abbiamo molto da fare, se non risolvere qualche caso qua e là di Ghoul che non rispettano la legge...- cominciò Saiko, addentando gloriosamente l'ultimo pezzo di brioche. Annuii comprensiva e tornai a strofinare il bancone, cosa che mi diede chissà come molta soddisfazione.
Poco dopo salutai le colombe che dovettero tornare a lavorare e io continuai a servire i clienti con smaglianti sorrisi, aspettando impazientemente l'arrivo di Yomo. Quando vidi arrivare la figura possente di Yomo mi sentii subito sollevata e mi diressi verso di lui. Mi bloccai non appena vidi che stava uscendo dal salotto per i dipendenti con i suoi due amici, Itori e Uta. Non appena riuscii a svegliarmi gli andai contro e gli sbattei il vassoio e il grembiule addosso, fulminandolo con lo sguardo. - E' il tuo turno- dissi, sbattendomi la porta del salotto alle spalle e facendo sobbalzare buona parte dei clienti.
Mi sdraiai sul divanetto e cominciai a fissare il soffitto. Non avevo la minima idea di che cosa fare. Senza nemmeno rendermene conto mi alzai e mi avvicinai allo scaffale. Sorrisi non appena vidi la foto di me, la mamma e papà, una foto di appena un anno prima. Sentii le lacrime bagnarmi il volto e mi voltai all'istante. Afferrai la manica della camicia e mi asciugai le guance, allontanandomi da quella maledetta fotografia.
Dopo l'ora di pranzo Yomo venne a chiamarmi per il cambio del turno e io non gli rivolsi la parola, lanciandogli solo delle occhiatacce. Lui evidentemente non capiva perché fossi arrabbiata con lui, perché ogni volta mi guardava confuso e rimaneva a fissarmi, come se volesse leggermi nel pensiero e capire quello che cercavo di dirgli con gli occhi. Alla fine mi arresi e mi decisi a dirglielo. - Hai fatto tardi al tuo turno e hai portato Itori e Uta nel salotto per i dipendenti- spiegai abbassa voce, mentre pulivo un tavolo. Lui capì all'istante e si inchino. - Scusami Ichika, mi ero dimenticato della nuova regola, la prossima volta eviterò di farlo-. Rimasi immobile a bocca aperta, fissandolo. - Non importa, sono io che sono troppo rigida- sbuffai e tornai a servire i clienti.
- Ehi, Ichika, come va?- mi chiese una voce alle mie spalle. Alzai subito la testa dal bancone. Vidi Hide che mi sorrideva. - Zio, finalmente ce l'hai fatta a venire!- esclamai, saltandogli addosso. Lui mi abbracciò forte e io ricambiai. - Vero, ma lo sai che devo fare un bel po' di manutenzione- disse lui, ridacchiando leggermente. - Non dire manutenzione, non sei mica una macchina, e comunque lo so, solo che ogni volta mi sembra che duri un'eternità!-. Mi fermai a chiacchierare un po' con lui, poi lo lasciai andare a riposarsi e io tornai al mio lavoro.
Arrivata la sera costrinsi Hide a scendere dal divano e lo portai a casa per farlo dormire su un letto vero. - Ma non ce ne è bisogno, poi dovrai fare la strada di ritorno da sola!- lui, per protesta si era seduto ad uno dei tavoli con le braccia incrociate. Sentii il calore salirmi alla testa e all'occhio sinistro. Lo sentii illuminarsi di rosso. - Vogliamo davvero fare questo gioco zio?- chiesi, in tono quasi minaccioso. Lui mi guardò per un attimo, come a decidere se sarebbe stato divertente oppure no. Poi scosse la testa e mi seguì fuori dal locale e verso casa. Durante il tragitto non parlammo, eravamo troppo imbarazzati per farlo. - Come va con la kagune?- la sua voce mi parve come sempre metallica e affettuosa, ma questa volta mi sembrò anche un bel po' preoccupata, preoccupata che mi succedesse quello che è successo a papà: impazzire. Si, certo, mio padre aveva riacquisito il controllo con successo, ma aveva anche sofferto moltissimo e ovviamente lo zio Hide non voleva che mi capitasse la stessa cosa. - Va benissimo, anche se non mi alleno molto per paura di diventare troppo forte, per paura di montarmi la testa di poter fare qualsiasi cosa, di poter andare a salvare mamma e papà- la mia voce si incrinò verso la fine e abbassai la testa. Hide mi afferrò la mano, ma io non la strinsi, ero troppo impegnata a trattenere le lacrime. - Arriverà il giorno in cui riusciremo a salvarli e a portarli a casa, te lo prometto- mi disse lui, stringendo ancora di più la presa. Gli sorrisi, tirai fuori la mia mano dalla sua salda presa e lo salutai, cominciando a fare la strada a ritroso.
Mentre camminavo a testa china, riflettendo su quello che mi aveva detto Hide mi accorsi che c'era qualcosa di strano. Mi fermai improvvisamente e voltai lo sguardo verso un vicoletto che avevo affianco. Vidi Urie e Saiko che combattevano contro un ghoul, ma non un semplice ghoul, era un ghoul di classe SS. Non conoscevo il suo nome, non avevo la minima idea di chi fosse, eppure, guardandolo attaccare e difendersi, anche semplicemente come si muoveva, capii che doveva essere per forza un classe SS. Rimasi immobile a fissarli, aspettando con ansia il momento in cui i due sarebbero usciti dal vicolo vincenti, chiedendomi che cosa ci facessi lì, ad osservarli. Purtroppo quel momento non arrivò. Saiko cadde atterra. La afferrai al volo sotto gli occhi di Urie, distraendolo. Il ghoul gli fece un buco nella pancia, facendogli sputare una buona dose di sangue e facendolo cadere al fianco di Saiko. Li afferrai entrambi e li trascinai dietro a un piccolo pezzo di muro, sorridendo ad Urie che si stava riprendendo poco a poco. Cominciai a camminare verso il ghoul, un'espressione gelida mi congelò la faccia. Mi avvicinai a lui con passo lento e sicuro solo per fargli capire che la sua morte sarebbe stata più veloce di quello che avrebbe potuto immaginare, solo per fargli capire che doveva godersi i suoi ultimi attimi di vita. - Sai cosa succede a chi fa del male alla mia famiglia?- gli chiesi, ironica, afferrandogli il mento con una mano. Lui scoppiò a ridere, muovendo velocemente la sua kagune e trafiggendomi la spalla. Abbassai lo sguardo sulla spalla e sorrisi, tornando a concentrarmi sul ghoul. La mia kagune uscì dalle spalle e dal bacino. Delle ali e un paio di tentacoli mi spuntarono dalla schiena. - La tua kagune, mi ricorda qualcosa...- cominciò lui, arretrando e sforzandosi di ricordare. Afferrai la mia maschera da sotto al giubbotto e me la misi. - E questa, questa ti ricorda qualcosa?-. La mia voce era più fredda e tagliente che mai. Vidi le sue pupille rimpicciolirsi e tremare. -Tu, tu sei la figlia di benda sull'occhio...-. Sorrisi sotto la maschera. - Piacere, Ichika Kaneki-. I tentacoli scattarono, colpendo il cuore del ghoul, asportandolo dal resto del corpo.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro