Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 25

Arrivarono a Osteria quattro ore dopo rispetto alle previsioni di Cha.
Il sole stava già iniziando a calare e quindi i due ragazzi decisero di non proseguire oltre e stabilirsi li per la notte.

Quando arrivarono essa si presentò come un piccolo paesello di poche persone, ma abbastanza grande per fornire negozi, soggiorni e luoghi dove potersi ristorare.
Era interamente circondato da un'alta struttura di pietre, frastagliata a tempi regolari da dei fori dove probabilmente la cittadina si difendeva in caso di attacco.
Per entrare bisognava passare da un'ampia porta a due ante alta più di cinque metri composta da un arco a tutto sesto.
Le porte, spiegò Cha, erano aperte tutto il giorno fino alle dieci di sera e rimanevano chiuse fino alle cinque del giorno dopo.

Cha prese Lia da un braccio e si nascosero dietro una collina che si trova per strada.
Lei lo guardò perplessa.

"Lia tu sei umana, non mi ricordo di avertelo detto ma voi qui siete odiati, non si vedono umani da parecchi anni è sarebbe davvero scandaloso trovarsene uno ora al centro di Osteria, finiresti rinchiusa in gattabuia".

Lia sbatte le palpebre più volte.
Quel viaggio sarebbe stato più difficile del previsto.

Il problema principale era l'odore, decisero di coprirlo con del profumo di erbe che creò Cha raccogliendone un po' intorno e lavorandoci su con un piccolo incantesimo.

Poi decise di fare un ritocco in più per sicurezza trasformando i capelli di Lia di un verde accesso.

"Mi hai appena tramutato in un Elfo?".
"Già, sei un po' più alta di loro ma lo stesso molto minuta, nessuno se ne accorgerà"

"Ma sono una schiava!".
"Lo so Lia, ma non avevo altre idee in mente".
Cha prese il suo arco e le vietò di togliere la pelliccia per qualsiasi motivo: agli schiavi era vietato portare armi e lei ne aveva proprio qualcuno celate sotto la pesante veste.
Prima di entrare le spiegò come comportarsi, era estremamente importante che non parlasse il Nerediano a causa del suo accento tropo straniero e su questo punto non ci furono problemi: agli Elfi era vietato parlare e venivo interpellati raramente.
Il secondo tassello invece riguardava le Venarie.
Pietre di un profondo col nero che servivano a tortura gli Elfi.

Essere erano state create con l'unico incantesimo anti Flusso Legale.
Nessuno sapeva bene con quale procedura ma le pietre Venerie accompagnate dal losco incantesimo diventavano estremamente letali per gli Elfi, una delle poche specie comprese le Ninfa ad essere un tutt'uno con la natura.
Si diceva fossero pietre contenitrici, totalmente innocue appena raccolte da letto di un fiume me letali quando intrinseche del incantesimo senza nome.

Però gli unici a soffrire sotto al tocco delle Venarie erano gli Elfi, tutte le altre razze totalmente immuni.
Venivano incastonate in lunghi bastoni, gli Schiavisti più ricchi ne possedevano molti di legno pregiato e colmi di fregi.
La richiesta di Cha a Lia fu semplicemente far finta di soffrire in caso di una ripercussione con le Vaine, il nome del bastone con la pietra.

Lia si limitò ad annuire, d'altronde non aveva molta scelta.
Tornarono sulla strada e raggiunsero le porte con passo lento.

Un signore di mezza età era seduto su un muretto li vicino a vigilare.
Portava un ascia al fianco e ovviamente il Vaine.
Li accolse sorridendo.
Le rughe sul suo volto appena accennate.
"Benvenuti viandanti, benvenuti a Osteria" disse l'uomo in un Nerediano arcadico e dialettale.

Lia a stento riuscì a capire le sue parole.
"Buonasera" ringrazio Che con un cenno della testa.
"Mi sembra di avervi già visto da qualche parte" continuò l'uomo.
Lia notò che aveva una voce strana, profonda è leggermente impastata di quelli che l'alcool è la loro abitudine.

"Credo si stia sbagliando...", Iniziò Cha guardano Lia pensieroso.
"Che bella schiavetta, per caso è qui per venderla a buon prezzo signore? Credo che potrà farci un buon affare" continuò l'uomo avvicinandosi a Lia e tirandogli leggermente la treccia che si era fatta poco fa.

Lui le toccò i fianchi pizzicandoli lievemente, uno sguardo vizioso sul suo volto.
Lia sussultò guardando disperata Cha.
Lui le fece cenno di stare tranquilla.
"Al bordello sarebbe una delle migliori se non l'unica".
"Nono, non intendo venderla siamo solo qui di passaggio" cercò di distrarlo Cha.
"Ho capito, vuoi tenerla tutta per te giovanotto" l'uomo fece una profonda risata.
"Fai bene.. fai bene" disse alla fine lanciando un sonoro schiaffo alle natiche di Lia.

Lei si irrigidì muovendosi verso di lui minacciosa e con sguardo d'odio.
"Ohoh, l'ho fatta incazzare" un altra risata.

"Andiamo andiamo" disse Che velocemente prendendo Lia da una spalla.
L'uomo non smetteva di ridere e urlando con la sua voce poco melodiosa disse: "buona permanenza".

All'interno Lia strepitò: "Mi avevi detto che erano schiavi ma non immaginavo una cosa così".
"Shhh Lia, mi dispiace, davvero, ma non avevo altre idee di come camuffarti si vede troppo che sei umana, gli occhi, l'odore e tutto, qui sono molto cauti a scovarli".

Lei sbuffo seguendo Cha, cercando di fidarsi il più possibile.
Camminarono tranquilli tra dolci case di legno e mattoni a stile medievale solo per qualche metro quando violentemente furono catapultati nella confusione.
Lia non era abituate a tutto quel movimento, si sentiva teletrasportata nel libri di storia, una viaggio nel passato.

La persone intorno a lei erano davvero tutte particolari, piano piano Lia capì la differenza tra lei e i Nerediani.
Corpi diversi, colore dei capelli stravaganti e vestiti antichi peggio dell'oro.
Cha sembrava molto più umano rispetto ai suoi simili.

Le strade erano colme di mercatini dove vendevano svariati utensili ma del cibo nessuna traccia.

Il chiasso era fastidioso ed un certo punto la folla scoppiò in un fracasso di urla e clamori.
Lai e Cha si avvicinarono verso il centro del suono e scoprirono con orrore la tortura di un vero Elfo.

Lia guardò il povero minuto uomo accasciato a terra dai folti capelli verdi che ansimava debolmente.
La gente urlava di continuare la tortura mentre il piccoletto alzò lo sguardo e lo puntò su di lei.

Sembrava chiederle aiuto e Lia si sentì trapassare da quello sguardo così terrorizzato.
L'uomo di fianco a lui urlò parole che Lia fece faticava a capire ma era evidentemente arrabbiato.

Colpì con forza l'elfo con la Vaine .
La pietra al contatto con la sua pelle emanò scintille di luce mentre le vene del povero uomo si tinsero di nero come l'inchiostro.

Lui urlò di dolore ricadendo suo suolo inerme.
Lo Schiavista sputò a terra.
"Così vedi di non ribellarti più", quelle parole Lia le comprese troppo bene.
La scena impressa nei suoi occhi.

Il piccolo Elfo venne raccolto e riportato su per il palco dove altri della sua specie erano in fila pronti per essere venduti.
Fu messo in piedi tra loro e legato alle catene che li stringeva tutti alle caviglie.
A fatica riusciva a reggersi ma i suoi compagni tristi lo aiutarono con gridolini e carezze.
Erano a piedi nudi e coperti da logore pellice bucate.
Tristi, sofferenti e confusi.

Lia non riusciva a reggere un simile spettacolo.
Si voltò dall'altra parte.
Cha le disse: "Lia non tutte Nereide è così, il territorio esterno è il posto più povero e malsano di tutta la nostra penisola, tranquilla che appena passato il primo cancello sarà tutto diverso".
"Li non hanno schiavi?" Chiese lei speranzosa

"Em, no Lia, gli schiavi sono ovunque ma più ti avvicini al centro più vivono meglio e sono trattati con rispetto, però prima di arrivare lì sono tutti passati almeno per una volta in una di questi paesi dove vengono catturati e venduti.
Il commercio di schiavi avviene solo nel Perfusorium perché gli Elfi vivono in questi boschi".

Lia era traumatizzata e si chiese come mai Giaspra non si occupava di una simile tormento.

Dopo un paio di ore la folla finalmente diminuì e piano piano poche persone giravano per la piazza.
Le porte erano ormai state chiuse e i due ragazzo so erano riforniti di provviste a sufficienza per un lungo viaggio.

Ora mancava solo trovare un alloggio per la notte.

Mentre camminavano per le case un'insegna attirò l'attenzione di Lia.
Si avvicinò e per un colpo non svenne a terra.

C'era rappresentata un immagine identica a loro due con scritto sotto - Ricercati in tutta Nereide, chi dovesse trovarli avrà una ricompensa di Mille monete d'oro. I due prigionieri vanno portati direttamente al palazzo della Ninfa Giaspra, la grande protettrice della sapienza. Vorremmo un grande contributo soprattutto dai cacciatori di taglie, grazie mille dal Tribunale del Trio - .

Cha imprecò immergendosi nei vestiti.
Si avvicinò all'insegna osservandola meglio e notò una cosa troppo ovvia.
Aveva mascherato Lia come Nerediana, cambiandogli gli occhi e la corporatura.
"Accidenti Giaspra, siccome non hai la Sfera degli Eventi ti rivolgi al consiglio Degli Anziani?"
"In un certo senso mi sta proteggendo, no?" disse Lia a bassa voce.
"Lo sta facendo solo per non fare scatenare il fini mondo, quello che succederebbe se scoprirebbero di un umano in Nereide, ma comunque devo travestirmi anche io.
Il guardiano mi ha già visto, se nota i volantini, che sono ovunque, siamo finiti."

"O dio" disse Lia a bassa voce.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro