Capitolo 22
La mattina seguente Lia si svegliò piuttosto tardi.
Non era riuscita ad andare all'allenamento, ancora troppo sconvolta per la verità che le era piombata addosso.
Si girò di fianco aprendo gli occhi lentamente.
I letti accanto erano vuoti, solo che stranamente quello di sua fratello era in ordine come se nessuno si fosse coricato la sera prima.
Mise il braccio destro sul cuscino e sommessamente si alzò anche se avrebbe preferito rimanere sotto le coperte per l'eternità.
I piedi al contatto con il freddo pavimento le fecero venire i brividi in tutto il corpo.
Inarcò le dita dei piedi mentre si allungava verso il comodino per raccogliere i vestiti che avrebbe indossato.
Una soffice veste blu a maniche lunghe stile Giaspra ricoprirono i suoi sinuosi lineamenti.
Sospirò lavandosi velocemente la faccia.
Quando tornò in camera notò il suo telefono abbandonato sul comodino di Challor.
Gli lo aveva regalato, ormai scarico da settimane, per far sì che studiasse la tecnologia umana che tanto gli interessava ma in quel momento se ne pentì amaramente.
Sarebbe tornata a casa e uno smartphone serviva sempre.
Un secondo rumoroso sospiro interruppe il silenzio della stanza.
Uscì dalla camera camminando con passo felpato nell'andito verso l'arena dove a quest'ora normalmente tutti si stavano allenando, compresa Lei.
Ma quando arrivò la trovò totalmente vuota, un altro brutto segno.
Sperò non fosse per colpa sua, di non aver turbato la normale routine giornaliera.
Chiuse la porta e si chiese dove potessero essere i suoi compagni ma dopo aver fatto il giro di tutte le stanze a lei conosciute non ne vedi neanche l'ombra.
Confusa tornò in camera e si sdraiò sul letto.
Guardò fissa davanti a sé.
Il frastagliato tetto di mattoni gli sembrò più cupo del solito.
Pensò che il giorno prima aveva proprio esagerato reagendo in quel modo con Challor.
In fondo se era pericoloso stare sulla terra, piano o no, Giaspra lì stava aiutando e Cha aveva deciso di restare.
Qualcuno bussò alla porta facendola trasalire.
Si mise a sedere mentre il biondino entrava.
"Ciao Lia, come stai?" chiese.
"Bene credo..." guardò Challor, la sua espressione la turbò e non poco.
"Challor cosa... Tu stai bene?" continuò Lei preoccupata.
Lui abbassò lo sguardo scuotendo la testa leggermente.
"Lia, non andare in panico" inizio lui.
Lei si alzò e gli si avvicinò.
"No no siediti" disse lui porgendogli una mano.
Si sedettero insieme.
Challor gli prese tutte e due le mani guardandola dritta negli occhi.
"Ecco... James è scomparso" disse lui in un soffio.
Lia lo fissò senza capire.
Challor strinse di più la presa.
"Io e Giaspra, appena ce ne siamo accorti, lo abbiamo cercato un po' ovunque qui vicino alla foresta, ma non abbiamo trovato nessuna traccia e la Sfera degli Eventi non riesce a individuarlo, ecco sembra semplicemente svanito e non credevo fosse possibile."
Lei rimase qualche momento paralizzata poi saltò in piedi e corse verso l'andito.
"Dove vai ora?" urlò Cha.
Lia arrivò alla porta dell'ufficio di Giaspra e senza neanche bussare entrò.
L'ambiente era parzialmente illuminato e la ninfa stava frugando con un grosso globo blu notte.
Al suo interno si vedevano delle immagini in movimento.
Lia rimase ferma sul giaciglio e con tono sicuro disse: "Mio fratello è scomparso!".
La ninfa si alzò e le immagini nel globo scomparvero.
"Ciao Lia entra, so che non sei mai stata in questa stanza ma c'è sempre una prima volta".
Giaspra schioccò le dita due volte e i fuochi Levitanti si illuminarono colorando tutta l'ambiente formato da un piccolo tavolo di legno bianco al centro con due sedie dello stesso materiale e scaffali colmi di libri in tre lati.
Al quarto lato un Arezzo ricopriva tutta il muro.
Esso ritraeva un albero rigoglioso formato da foglie bianche al centro di una radura.
Lo stesso albero dei suoi sogni.
Ma la scena non era totalmente uguale.
In un canto della figura un'ombra scura toccava il tronco.
Un orribile mano nera e ripugnante sembrava diffondere nel legno una vena d'inchiostro su fino alla chioma ricoprendo alcuni rami e foglie.
Rimase qualche istante a fissarlo.
"Ti piace?" chiese Giaspra notando la sua curiosità.
Lia annuì debolmente riflettendo se rivelargli del sogno che ogni tanto alla notte le faceva compagnia.
Sempre lo stesso senza nessuno percettibile cambiamento tranne per la zona scura della chioma che si espandeva.
Quel sogno che era nato dopo l'incontro di Lia con Cha sul treno.
"Cara siediti, so che sei turbata ma dammi il tempo di spiegarti alcune cose" disse la ninfa indicandogli la sedia affianco alla sua vicino al tavolo del globo.
Lia fece un lungo respiro e poi si sedette.
Giaspra la guardò per qualche istante.
"So che sei turbata ma io ti chiedo solo di riflettere e non fare il fatidico errore delle mosse avventate" continuo la divina donna.
"Non capisco! Cosa c'entra questo con James, lui è scomparso e sicuramente tu sia qualcosa, dannazione sai sempre tutto" esclamò Lia.
"La mia Sfera degli eventi..." indicò il globo, "non riesce a vederlo, una cosa molta strana, io grazie a lui vi ho trovato e speravo di fare lo stesso con James ora" disse affranta.
"Mi stai dicendo che non hai idea di dove sia?" domandò Lia sconvolta.
"È... Esatto" rispose la ninfa scuotendo la testa.
"Non può essere andato lontano da solo, senza di me.. e poi perché non mi ha avvertito?" insistete Lia senza capire.
"Lia, io non credo sia semplicemente fuggito...!"
"Che vuoi dire?".
Le due ragazze si guardarono negli occhi a lungo.
"Un umano non può sparire così nel nulla senza aver un minimo di pratica con l'arte Flusso e per lo più un simile incantesimo richiede una forza elevata senza far conto dell'anti Flusso , è stato sicuramente aiutato".
Lia a stento riusciva a crederci.
"Non hai cercato bene con il tuo globo blu , magari ti è sfuggito!" Lia era ancora speranzosa.
"No , ho certo davvero a lungo, non c'è ne traccia".
Lia si sentì toccare una spalla.
Challor era dietro di lei e cercava di tranquillizzarla.
"E se fosse stato rapito?, dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo trovarlo" urlò Lia.
"Non c'è nulla che possiamo fare" chiuse Giaspra in tono pacato.
"Cosa...?"
Sia Challor che Lia rimasero senza parole mentre Giaspra prendeva un velo bianco e con cura lo appoggiava sul globo per proteggerlo dalla polvere.
"Non sappiamo dove sia, chi l'ha aiuto e da quanto tempo è fuggito, non posiamo fare nulla" continuò lei poco dopo.
"Non puoi dire una cosa simile, non posiamo arrenderci così, dobbiamo andare la fuori e cercarlo" strepitò Lia voltandosi verso Cha alla ricerca di una conferma ma lui abbassò gli occhi.
"Tu stai con Giaspra!" gli disse inorridita.
"Lia cerca di capire..." iniziò lui.
"No, no cosa c'è da capire?" urlò.
Giaspra gli mise una mano sulla spalla.
"Potrebbe essere ovunque e lì fuori non è come la terra, c'è molto più pericolo, non sei pronta ad uscire"
"Ma non andrò da sola, verrete anche voi" disse Lei convinta.
"Io non posso lasciare questo posto, non posso lasciare il Perfusorium, a noi ninfe è come un sacrilegio camminare sui luoghi mutati dalla meni dell'uomo".
"Andremo io e Cha" insistette.
"No, io non vi farò andare la fuori da soli ".
"Ma Cha è potente, e conosce Nereide".
"Ho detto no è troppo pericoloso".
"Ma cosa c'è di così pericoloso non capisco, non credo sia tanto diverso dalla terra, li ci sono assassini e..".
"Ho detto no e chiudo qui la questione" terminò Giaspra.
Lia si sentì nuovamente ferita, le lacrime iniziarono a rigargli le guance.
Non riusciva a crederci, era convinta che Giaspra tenesse a loro due e Challor sembrava stare con lei.
Lui l'aveva tradita una seconda volta.
Uscì di volta dalla stanza rifugiandosi nel suo letto.
Il suo cuore ormai in mille pezzi, ma non voleva darsi per vinta in un modo e nel l'altro doveva trovare suo fratello con o senza Challor.
***
Qualcuno le sfiorò la gamba con dita tremanti mentre dei leggeri singhiozzi si propagavano da sotto un cuscino color verde.
"Senti Lia ci ho riflettuto su, forse Giaspra sta volta ha torto".
Lia mosse un braccio.
"Credo che la cosa migliore sia cercarlo" continuò Cha.
"Mi stai prendendo in giro?" chiuse lei da sotto il cuscino.
"Assolutamente no, so già che avresti tentato di fuggire e io voglio aiutarti" continuò lui.
"Perché?".
Lia uscì da sotto le coperte mettendosi a sedere.
Fissò intensamente Cha dritto negli occhi.
"Da sola non ce la farai mai, neanche un ora all'esterno che Giaspra ti avrà già trovato e riparto qui" disse lui con un sorriso.
Lei fece un ghigno "Stronzo".
"Non sto scherzando ci serve un piano, un modo che lei non possa trovarci, dobbiamo sparire come James se non vuoi più averla tra i piedi" ribadì Cha.
A Lia brillarono gli occhi.
"Si lo voglio".
"Perfetto, in neanche due gironi saremo fuori da qui, il tempo di escogitare un piano e poi saremmo liberi" esclamò Cha spronato.
Lia sorrise.
"Grazie, perché lo stai facendo?"
"Già te lo detto, da sola non puoi vincere contro di lei, e poi credo ti sarà comoda la mia capacità, non possiamo abbandonare Jamas ormai è parte della famiglia"
"Se solo Giaspra lo avesse capito" aggiunse Lia.
"Già".
"Lo troveremo"
"Si Lia lo troveremo!!!".
James sorrise mostrando la sua tenacia, forza e riaccendendo l'energia di entrambi.
La litigata del giorno prima già dimenticata.
Lia aveva pensieri solo per suo fratello.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro