Capitolo 16
Dopo aver pranzato da soli, come sempre per giunta, si recarono al ponte di vetro.
Lo sciabordio dell'acqua e l'aria fresca colpirono in pieno i tre ragazzi ma Giaspra avevo richiesto di vestirsi leggeri perché dove stavano andando non ci sarebbe stato bisogno di felponi pesanti e quindi erano solo un intralcio.
Cercarono di resistere al freddo e dopo pochi minuti il ponte trasparente comparve.
Lia ancora non riusciva a capire come funziona ma dall'altra parte c'era la diafana ninfa che fece segno di raggiungerla.
Scesero al secondo piano del edificio fluttuante e si fermarono davanti a una porta con inciso un simbolo formato da una x e una linea verticale passante per il centro.
Una runa intrinseca di Flusso.
Giaspra non esitò a lungo e pronunciò una parola incomprensibile.
Subito il simbolo si illuminò di azzurro circondato da lievi scintille come l'azionarsi di ingranaggi.
Poi Giaspra aprì la porta e una volta di calore estivo si propagò da essa.
Varcata la porta un enorme spazio tappezzato di scaffali alti fino al soffitto si presentò al gruppo.
Essi erano marrone scuro, un po' consumati e vecchi ma riuscivano in pieno a compiere il loro lavoro: contenere un innumerevole numero di libri.
Erano appena entrati in una biblioteca enorme e mai vista prima.
Ma la cosa più strabiliante erano le scale, si muovevano da sole per l'intera stanza agevolando così il raggiungimento degli scaffali più alti.
Loro si trovavano su un balcone alto quanto il sesto piano dei scaffali e sia a destra che a sinistra delle scale scendevano a arco di oro puro.
"Come può avere una cosa del genere nel suo palazzo?" Chiese Lia stupita.
"No, non siamo più nel palazzo di Giaspra, siamo nella grande biblioteca di Nereide, nel terzo distretto, come ho fatto a non arrivarci prima, e a pensare che io so quall'è il funzionamento delle rune" disse Challor meravigliato.
Lia era confusa "che funzionamento hanno?" chiese per capirci qualcosa.
"Be ne ebbero molti, all'inizio venivano usati come mezzo di comunicazione, illeggibile oralmente, che i nemici della Grande guerra non sapevano tradurre, poi quando la guerra finì si scoprì che le rune avevano qualcosa di più di semplice lettere. Dopo molte ricerche venne a galla che le rune emanano forza vitale, chi le inventò le collegò al Syla per uno scopo, lo scopo non lo conosco ma centra con il teletrasporto. Comunque per non confonderti pensa alle rune come un mezzo di trasporto e che ogni simbolo porta a un luogo preciso" spiegò Challor.
Giaspra gli sorrise e fece un cenno del capo confermando le parole di Cha.
La porta si chiuse dietro di loro con un boato e li portò alla realtà, dopo di che, essa scomparve come era venuta.
La Ninfa si diresse verso una scala e iniziò a scendere a passi lunghi seguita dal piccolo gruppo.
Arrivati di sotto era tutta un'altra storia.
La biblioteca era maestosamente enorme che sembrava volesse schiacciarli, per ogni corridoio non si vedeva la fine.
Sembrava un vero labirinto ricoperto di libri.
Lia guardò in su dove un soffitto formato da archi a tutto sesto regalava un ambientazione quasi sacra. Inoltre notò che gli ultimi due piani degli scaffali erano inondati da una strana nebbia viola che impediva di vedere cosa ci fosse dietro.
"Cosa c'è li sopra?" chiese James curioso.
"E' la zona proibita, si può accedere solo su richiesta infatti quella fascia di luce che vedi è un incantesimo di protezione" spiegò Giaspra. Lia non afferrò neanche una parola, era troppo concentrata sulla strada che stavano percorrendo a caso, si sentiva inquieta.
Svoltarono l'angolo e si trovarono in una zona circolare, con un tappeto pieno di fregi e impolverato.
Lo spazio portava a 10 corridoi verticali bui stracolmi di libri.
Esattamente al centro c'era una scrivania con su un enorme libro nero, grigio e consumato, il catalogo.
Subito dietro al tavolo, un uomo seduto su una sedia con un libro aperto sulle sue ginocchia alzò lo sguardo.
Indossava una strana tunica grigia, al collo portava tre chiavi di colore diverso e i suoi capelli erano lunghi quasi come quelli di Lia.
Li osservò per un attimo poi sorrise e disse "Ben tornata Giaspra, a cosa devo la sua visita?" , aveva una voce sonora e profonda.
La ninfa fece un inchino e rispose "vorrei chiederti un favore, da oggi in avanti avrei tanto bisogno di passare massimo due ore nel Natrium".
L'uomo inclinò la testa "abbiamo tre aspiranti Maestri del flusso? di Challor già lo sapevo ma gli altri due mi sfugge chi siano".
"Sono nuovi, vengono da fuori Nereide e hanno una grande forza Flusso, ci serve solo il suo permesso".
L'uomo sorrise " ma è fantastico, ormai sono così rari giovani potenziali", "ti assicuro che non se ne pentirà" insistette la Ninfa.
Lui si alzò e con un cenno della tasta alla fine diede il permesso, si avvicinò e lasciò una chiave al gruppetto aggiungendo "vi ricordo di non toccare nulla, il Natrium è una stanza molto sacra, in essa vengono sviluppati e diffusi gli incantesimi più potenti, è così intrinseca del Flusso che potrete vederlo scorrere intorno a voi, ma io ricordo sempre che la pratica al suo interno non basta per diventare dei veri Maestri; nella realtà il Flusso è molto più difficile da richiamare siccome disperso un po' ovunque ma per imparare è la stanza perfetta, i più potenti sono passati prima da li e ahimè anche le persone meno adatte".
Fece l'occhiolino a Lia ed essa rispose sorridendo senza capire.
I due fratelli gemelli non avevano colto una parola del dialogo tra i due ma si limitarono di fingere il contrario e a seguire Giaspra sorridente attraverso gli innumerevoli corridori.
Prima di andare via Lia si voltò verso di lui, sembrava un po' turbato ma cercò di non farci caso.
Presto un enorme porta a due ante comparve in fondo ad uno dei corridoio.
Giaspra inserì la chiave colorata d'oro, fece due scatti e spalancò le porte.
Una luce accecante ferì gli occhi dei tre ragazzi ma lo spettacolo che si presentò dopo bastò a ricucire tutte le ferite.
Si trovavano esattamente sotto una cupola di vetro che illuminava gli spazzi di un bellissimo giardino interno.
Esso era circondato da una staccionata bassa, di legno bianco, più per bellezza che di protezione.
Inoltre era pieno di fontanelle e sculture di strane creature che sembravano unirsi alla natura.
Mentre Giaspra faceva fare un corto giro per il giardino seguendo un vialetto di pietre bianche e grigie, spiegava che le forme raffigurate erano ninfe.
Creature talmente collegate alla forza vitale della natura che ne creavano la forza stessa.
Lia rimase meravigliata dalle ninfe, le sarebbe piaciuto essere come loro, libera e leggera.
Giaspra si fermò e disse con rimorso : "una volta ero come loro, una semplice ninfa, che scorrazzava mezza nuda per i boschi, con una marea di ammiratori, ma un giorno successe... " Si bloccò riflettendo "... quello che successe e io dovetti abbandonare le ninfe per difendere la mia stirpe, uno dei sfaccettature di essere la Suprema" si fermò di nuovo pronta a proseguire per il vialetto ma subito dopo un passo aggiunse: "solo quando sarò sicura che la mia razza viva, solo allora tornerò, ma fini a quel momento dovrò eseguire il mio compito che mi fu assegnato molto tempo fa.."
Challor la guardò esprimendo tutto il suo turbamento, "ci hai promesso risposte, che cosa successe molto tempo fa?".
Giaspra rivolse gli occhi verso il cielo azzurro sospirando.
"Più di cento anni fa ci fu una guerra, una delle più terribili mai viste nella storia...".
Tutti e tre si voltarono verso di lei riacquistando la curiosità.
"La battaglia fu così atroce, così terribile che il consiglio degli anziani, che tra parentesi è l'organo a capo del nostro mondo, tre uomini molto potenti, decisero che mai più nessuno avrebbe pronunciato e solo ricordato una tale rovina."
"Si recarono da un Maestro Flusso e lo guidarono nel creare uno dei più potenti sigilli mai esistiti, il Sigillo della Memoria, che celò ogni ricordo di quella mostruosità nelle viscere della terra, così si ha usanza di dire, ma per spiegarmi meglio nessuno sa più nulla di quello che avvenne negli anni della Oscura guerra".
"Solo che è avvenuta ci fu risparmiato di ricordare, ma nessuno sa come, dove e il perché, si creò un buco nella storia".
Giasprà abbassò gli occhi verso Lia " Gli anziani credettero di fare del bene ma abbiamo perso così tante conoscenze, come per esempio che fine abbiano fatto i Vigilanti, una stirpe molto potente denominata la protettrice del Flusso, di loro non si sa niente, lo zero più totale come se non fossero mai esistiti, solo grazie ad alcuni ritrovamenti, qualche reperto qua e la, si scoprì la loro esistenza, gli storici amano dire per logica che ci hanno salvato, ma è comunque una briciolo di pane nel mare".
"Il sigillo è potentissimo, vieta anche il nominare della Oscura guerra, solo i più abili nel padroneggiare il flusso riescono ad avere qualche contato, come me per esempio, anche se da poco, dopo lunghi esperimenti, si è scoperto che i giovani ne sono immuni non avendo partecipato al regno antico".
Challor rimase sbalordito non si sarebbe mai e poi mai immaginato una tale risposta e per lo più dettagliata e senza una minima piega.
"Wow" riuscì soltanto a dire ottenendo finalmente le risposte alle sue innumerevoli domande mentre Lia aveva una mano sulla bocca come se fosse appena passato un fantasma.
Un silenzio da tomba seguì dopo, ma fu spezzato da James che fino a quel momento era stato in silenzio "scusatemi ma che roba è un sigillo?" chiese paonazzo.
Giaspra e Cha scoppiarono a ridere e si misero a sedere su una panchina li vicino.
Fu Challor ha rispondere mentre James era imbarazzato per quella domanda fuori luogo.
"Beh, un sigillo è un incantesimo inviolabile se non per chi l'ha creato, quando il creatore muore il sigillo rimane per l'eternità , può essere spezzato solo da colui, e spero che chi ha fatto questo sia ancora vivo e vegeto" disse alla fine con un ghigno.
***
La serata continuò come previsto, si misero al centro sotto la cupola a gambe incrociate.
La ninfa era intenzionata a raggiungere il prima possibile la Rivelazione dei nuovi arrivati, ormai dovevano diventare Thuleniani a tutti gli effetti.
Per prima cosa spiegò come riuscire a percepire il Flusso vitale in torno a se.
Entrambi ormai ne erano collegati, Lia con l'avvenimento del treno e James quando aveva cercato di forzare la finestra protetta da un campo Flusso.
Chiarì che il dono poteva presentarsi nei più svariati modi e insegnò a riconoscerla scorrere in ogni cosa.
Lia scoprì che il flusso era uno strano fiume blu che scorreva in ogni creatura vivente, come sangue nelle vene o un fascio di corrente.
Il suo colore, spiegò James, cambiava in continuazione seguendo un po' gli avvenimenti, ma era da un paio d'anni che non aveva più modificato sfumatura.
Challor raccontò che la sua rivelazione era avvenuta un giorno quando una fiammata di fuoco gli uscì dal palmo destro della mano che aveva puntato contro un suo acerrimo nemico dell'infanzia.
La Rivelazione in base di fuoco era rarissima e molto significativa, indicava chi era idoneo a diventare un Maestro Flusso e lui ovviamente non si era fatto scappare quella opportunità.
Un Maestro Flusso era colui in grado di poter compiere qualsiasi incantesimo con il Flusso, dopo ovviamente una lunga e faticosa pratica più gli studi di linguaggio, un mago per Eccellenza.
Infatti venivano chiamati anche Maghi o stregoni ed erano gli unici a poter adoperare l'anti Flusso o più comunemente conosciuta: Magia oscura.
Ma pochi si avventuravano fino a quei confini, la magia oscura veniva considerata molto persuasiva.
Tutti gli altri invece erano semplici Thuleniani con ognuno un proprio Dono particolare nato nei giorni della Rivelazione e con un minimo di pratica solo per riuscire a gestirlo al meglio.
Challor inoltre aggiunse che una volta aveva visto una ragazza con un Dono particolarissimo, due ali bianche d'aquila gli spuntavano da dietro la schiena e poteva farle scomparire a suo piacimento.
Rimasero quasi tutto il giorno li dentro parlando e raccontato entrambi i due mondi, ma non accadé nulla, Lia e James continuavano ad esse due semplici umani.
Alla fine il gruppo persa la speranza, tornarono a casa e per la prima volta la ninfa mangiò con i suoi ospiti per cena.
Parlarono del più e del meno, ormai abbitauti alla loro nuova famiglia.
***
Stavolta fu James a sognare:
Si trovava nella radura circolare dove c'era l'albero doro, ma era diverso da come si era presentato a Lia.
La radura più cupa e desolata.
La vegetazione che la circondava era come arretrata e al loro posto si era formata una bassa erba piena di spine.
L'albero era rigoglioso come sempre ma con una luce più debole e poco vigorosa.
Un urlo riscosse il suolo, lo stesso urlo nel sogno di Lia, una foglia verde e rigogliosa si staccò, seguita da un silenzio innaturale.
La foglia toccò il suolo e si disintegrò in polvere argentata che diventò nera e rimpiazzò la foglia caduta, caddero altre foglie, mentre la parte nera della chioma si espandeva come uno strano virus.
Poi tutto si fermò, e il ceppo sembrò risplendere di luce nuova, come se fosse guarito da una lunga convalescenza.
Jamas notò qualcuno nel fogliame che lo fissava, si sentì rabbrividire.
La figura iniziò ad avvicinarsi e lui a indietreggiare.
Quando le fu vicino gli si gelò il sangue, la sua faccia era orribile, piena di lividi e torture, gli occhi rossi come sangue, un sorriso nello sguardo terrificante.
Aveva le mani coperte da guanti e tutto il corpo rivestito da un Mantello nero.
Da sotto il cappuccio si vedeva poco della strana creatura ma una piccola ciocca rossa di capelli era sfuggita e incorniciava il suo viso torturato.
"Mi serve aiuto, tu puoi darmelo vero, puoi aiutarmi, solo un'altra anima... solo una e tornerò come prima, solo una ... solo una, non chiedo molto" disse la figura balbettato, con un enorme sforzo e toccando il ragazzo sul petto.
La sua voce era metallica e cupa, quasi surreale.
James era terrorizzato, la sua mano era fredda e pensate ma non ebbe tempo di parlare che la figura continuò "sai, nello stato in cui mi trovo, faccio troppo fatica, sono troppo debole, ma solo un anima e tornerò come prima, ti prego aiutami!!!"
Jamas sentì qualcosa, una strana sensazione come se fosse davvero giusto aiutarla.
L'ombra di staccò da lui.
"Come? " chiese James per essere utile, la sua voce apparve lontana, attutita.
La figura stava per rispondere ma Lui scomparve dalla raduna.
Essa fece uno urlò affranta, gli mancava così poco.
Jamas si svegliò di colpo sudato fradicio e il cuore a mille.
Guardò l'ora, erano sole le tre del mattino.
Volse lo sguardo verso Lia al suo fianco, dormiva tranquilla, si ricordò che anche lei aveva sognato una cosa simile e quindi cercò di tranquillizzarsi.
Poterne parlarne ora era impossibile, ma si decise che domani ne avrebbe discusso con lei assolutamente.
Si sistemò meglio sul letto e cercò di addormentarsi.
Dopo alcuni minuti, a lui sembrarono un'eternità, chiuse gli occhi e un sonno senza sogni gli fece compagnia per tutta la notte.
***
Spazio autore:
Il sedicesimo capitolo termina così, spero che la mia storia vi stia appassionando.
Sono davvero arrivata a un traguardo che non credevo di raggiungere.
Che emozione!!!.
Vi chiedo se potete segnalarmi le sviste.
Ancora grazie per essere arrivati fin qua.
Un bacione a presto ♥️♥️
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