Capitolo 9
Marco mi ha lasciato veramente senza parole, così decido di scrivere a Lara.
La caviglia mi fa meno male, forse perchè ho preso un' antidolorifico, ma è ancora un po' gonfia. Tuttavia nessuno mi impedirà di uscire con Lara, ne ho proprio bisogno. Ho bisogno di conoscere persone nuove, persone che tengano a me, sono stanca di soffrire.
Chiamo mia mamma e l'avviso che stasera andrò a mangiare con Lara e che tornerò tardi.
Mento, veramente non vado a mangiare con Lara, ci incontreremo davanti a casa sua verso le nove. Preparo un panino e lo mangio, anche se non ho molta fame. Esco di casa e faccio un giro nel mio quartiere.
Vorrei tanto abitare lontano da Marco, forse sarebbe meglio, forse non lo penserei sempre così tanto e intensamente. Vorrei tanto tornare al primo giorno di scuola, vorrei non essermi presa una cotta per lui. L'amore è solo una trappola, ti rinchiude e non ti lascia andare più, può farti stare immensamente bene, ma la maggior parte delle volte a quest'età ti fa sentire estremamente male. Non riesco a dimenticarmi di lui, non riesco a non pensarlo. Non mi era mai capitato, è un sentimento del tutto nuovo. Non è come quando alle medie ti prendi una cotta, stavolta è diverso è come se avessi un legame indistruttibile con questa persona, e niente e nessuno riesca a spezzarlo, forse il tempo può consumarlo ma non potrà mai, e dico mai, cancellarlo.
Mi piace uscire di sera, soprattutto a ottobre, mi piace sentire il freddo che sta per arrivare, quel freddo piacevole che scaccia via il torrido caldo. E niente di più bello che riflettere davanti ad un meraviglioso tramonto. Il tempo è passato velocemente, guardo l'ora sul telefono e decido di avviarmi verso casa di Lara.
Alle nove come concordato mi trovo davanti a casa sua.
Lei è diversa dalle altre, non segue la massa, ha un suo stile. Fuma e beve, non approvo tanto questa filosofia, ma è la sua vita: è libera di fare ciò che vuole, anche se quello che fa è sbagliato.
È la mamma di Lara che ci accompagna, rispetto a mia mamma lei è proprio menefreghista, non so come faccia. Non so come torneremo a casa e non voglio neanche saperlo. Appena scendiamo dalla macchina vedo gli amici di Lara in lontananza e sento la musica rimbombare, il pub si chiama ''Morex'', non ci sono mai stata.
Lara mi presenta i suoi amici: Eleonora, Mattia, Jacopo e Giada.
Mattia mia colpisce fin dall'inizio, è proprio bello. È alto, biondo, ha gli occhi verdi e un sorriso smagliante. Sono certa che ha uno o due anni in più di me.
Finalmente entriamo in discoteca e Mattia si avvicina a me.
«Ciao, vuoi qualcosa da bere?» mi chiede
«Ciao, sì grazie» rispondo
«Perfetto, allora prendo due birre. Una per me e una per te» dice sorridendo
E' proprio bello e gentile, spero di fare amicizia.
Mi guardo intorno ma non vedo né Lara, né Jacopo, né Giada.
Jacopo è più basso di me, ha i capelli ricci e gli occhi marroni.
Giada invece è alta come me, ha i capelli lisci e neri che le arrivano poco sopra il sedere, ha un vestito di pizzo blu, che le lascia la schiena quasi completamente scoperta, lei si che è bella.
Mattia arriva e mi porge la birra, non sono una tipa da feste e soprattutto una che beve. Ma questa sera voglio divertirmi e voglio dimenticare, quindi non ci penso tanto e inizio a bere la birra. Non è male, mi aspettavo di peggio. Sento l'alcool che inizia a diffondersi nel sangue, mi sento più leggera, mi sento più felice. Se l'avessi fatto prima mi sarei risparmiata pianti inutili.
Lara, Jacopo, Giada ci raggiungono e ci invitano a sederci insieme a loro su delle poltrone nere, in un angolo del locale.
A Jacopo viene la brillante idea di giocare a obbligo e verità.
«Ci sto!» urlo, ma cosa mi salta in mente? L'alcool mi fa fare cose che non voglio, ma chissene frega. Una volta ogni tanto potrò poi fare delle stronzate.
«Perfetto, voi giocate?» chiede Jacopo rivolgendosi a Mattia, Lara e Giada
«Ovvio!» dico in coro loro
«Inizia sofi allora, obbligo o verità?» domanda Jacopo
«Obbligo, naturalmente» ribatto
«Ti obbligo a bere tre shottini di vodka, tutti di seguito» ordina Jacopo ridendo.
In pochi minuti me li ritrovo davanti, non mi voglio tirare indietro quindi faccio un grande respiro, afferro il primo bicchiere e bevo, faccio così anche con il secondo e il terzo. La gola mi brucia, sento l'adrenalina nel sangue e l'amaro in bocca. Sono disorientata ma allo stesso tempo estremamente euforica.
«Wow! Ti fai valere, brava» dice Jacopo
«Non sono mica una pappamolle. Non mi avrai preso per una di quelle galline che se la tira» ribatto
Tutti sono stupiti, io mi sento un boss.
Senza neanche accorgermene è già il turno di Mattia, dopo aver fatto l'obbligo a Lara, mi sono persa nei miei pensieri.
Mentre Giada sta pronunciando l'obbligo che Mattia deve fare, vedo entrare...
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