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Capitolo 15

La sveglia suona alle sette e sono costretta ad uscire dal letto.
Vado in bagno e noto con piacere che i miei capelli sono tutti spettinati e pieni di nodi.
Mi lavo la faccia, mi pettino e poi metto un po' di mascara, lo uso raramente e oggi è uno di quei giorni. Oggi pranzerò a scuola, dopodiché Niccolò mi aiuterà a studiare scienze, quindi voglio essere quanto meno presentabile.

Mi dirigo ancora in pigiama verso camera mia per scegliere cosa mettere. Quando apro l'armadio, come sempre, non trovo niente che mi convinca. Così chiedo a Kate di prepararmi un outfit, lei ci sa fare con queste cose.
Quanto ha finito, mi posa i vestiti sul letto e noto che ci sono pure degli accessori.

Sul letto ci sono dei jeans chiari, una maglia di Tommy Hilfiger blu, una cintura di Tally Weijl, una collana con delle stelline di Subdued, un bracciale di Tiffany e le mie amate Stan Smith.

Devo dire che tutto sommato Kate ha fatto un ottimo lavoro! Sono veramente sorpresa, dovrei chiudere aiuto più spesso alla mia sorellina.
Le adora abbinare i vestiti, si veste sempre in modo impeccabile, fosse per me andrei a scuola in pigiama.

Dato che oggi sono in anticipo rispetto alla mia tabella di marcia decido di andare a scuola a piedi. Esco di casa, infilo le cuffiette e inizio a camminare.
All'improvviso parte la canzone Just you and I di Tom Walker e il mio pensiero va inevitabilmente a Marco.
Da quando è arrivato nella mia scuola e si è trasferito a Milano, per me è stato impossibile non pensarci. Non pensare a quel bellissimo sorriso e alle sue labbra perfette.

Mentre sto pensando a quanto sia perfetto Marco, il suono di un clacson mi riporta alla realtà. Mi volto per guardare chi sia, incontro così gli occhi di Mattia che mi guarda divertito e dice «Buongiorno Sofi, hai intenzione di salire o vuoi rimanere lì impalata per tutta la mattina?»

Salgo in macchina e l'unica cosa che riesco a fare è sorridere. Sono così sorpresa, è magnifico come un piccolo gesto possa contare così tanto e possa stravolgere l'umore di una persona. Tutto ciò non fa altro che confermarmi che bella persona sia Mattia, penso sia raro trovare una persona così gentile, educata e premurosa.

«Il gatto ti ha mangiato la lingua?» dice strappandomi così dai miei pensieri
«No, ti sbagli» dico facendo la linguaccia
Mattia scoppia a ridere, la sua risata è contagiosa e bellissima. Oggi sembra di buon umore, non che di solito non lo sia, ma oggi lo è particolarmente.
«Grazie del passaggio, non era necessario. Sei stato molto carino» dico guardando in basso
«Figurati, passavo di qui per caso e quando ti ho vista ho pensato che un passaggio ti avrebbe fatto comodo» afferma
«Grazie mille ancora. Ma come mai passavi di qui?» chiedo
«Oggi ero in largo anticipo, così ho deciso di fare un'altra strada per andare a scuola così da allungare un po' il tragitto. E poi ho litigato con Jacopo e non volevo rischiare di incontrarlo»
«Mi dispiace un sacco, vedrai che le cose si aggiusteranno. Si vede che Jacopo ti vuole un sacco di bene, se ci tiene veramente a te troverà il modo per chiarire» affermo
«Grazie» dice lui
«Hai letto il messaggio di ieri? Quando mi hai chiamata io... ero talmente arrabbiata e stanca che non ti ho nemmeno chiesto il perchè di quella telefonata. Mi dispiace, mi sento così stupida»
«Sofi, stai tranquilla. Ti ho telefonato per sbaglio ma mi ha fatto piacere sentire la tua voce»
«Ah, si si certo»
Che stupida! Io che credevo che fosse qualcosa di importante, non solo uno stupido sbaglio. Credevo che Mattia potesse provare qualcosa per me, invece mi sono sbagliata.
In macchina cala il silenzio, Mattia continua a guidare con un sorriso stampato in faccia.

Quando siamo arrivati davanti alla mia scuola dice:
«Eccoci arrivati!»
«Grazie mille per il passaggio, sei stato molto gentile. Non so come ripagarti...»
«Per te questo e altro, sei speciale Sofi. Buona scuola» afferma e poi mi da un bacio sulla guancia
«Grazie mille, anche a te» affermo ormai rossa come un peperone

Sofia non fantasticare, Sofia non fantasticare... questa è la frase che mi ripeto per tutto l'arco della mattinata. E' inutile dire che ho la testa tra le nuvole.
Hanna ha voluto sapere tutto, quindi a pausa le ho raccontato cos'è successo.
Non che Mattia abbia fatto o detto qualcosa di speciale, però quello che è accaduto stamattina mi ha fatto riflettere, chissà forse c'è speranza anche per me; e tra poco Marco sarà solo un vago ricordo o un semplice schizzo di un opera d'arte incompiuta.

Alle due come concordato, io e Nicc ci troviamo in mensa per mangiare qualcosa insieme.
Hanna si è aggiunta a noi due, era così felice di poter mangiare in compagnia di Niccolò. I suoi occhi brillavano di felicità e aveva un sorriso talmente grande che avrebbe potuto occupare tutta la sua faccia. Anche Nicc era molto felice, aveva le guance rosse.
Erano talmente in sintonia che ad un certo punto mi sono sentita di troppo.

Mi sarei allontanata per lasciarli un po' da soli, se non mi fossi accorta della presenza di Marco. Non potevo e non volevo rischiare di incontrarlo.

Durante il pranzo, Marco mi ha lanciato qualche occhiata, sembrava infastidito.
Certo che è proprio una testa dura, eh! Non ha ancora capito che ha una fidanzata, una fidanzata bella tosta se così si può dire.
Per fortuna  Michelle non si è accorta di tutte le occhiate che il suo fidanzato mi ha lanciato. Per il caratteraccio che si ritrova, avrebbe potuto fare una scenata davanti a tutti e dare la colpa a me.
Da quando ho iniziato a evitare Marco, Michelle mi è stata alla larga.
Non mi ha più rivolto la parola o infastidita, tutto ciò è fantastico. E' bastato cancellare Marco dalla mia vita, per quel poco che ne faceva parte, et voilà niente più problemi.

Dopo aver finito di pranzare, Hanna saluta entrambi con un bacio e se ne va. Mentre io e Nicc ci spostiamo in caffetteria, dove dovrò affrontare il mio peggior incubo: scienze.

Appena ci sediamo spengo il telefono, non voglio distrazioni. Questo pomeriggio voglio uscire da questa scuola e urlare al mondo tutto quello che so sul dna.

Il pomeriggio passa velocissimo. Dopo quasi due ore di studio possiamo dire di aver finito.
Sono felicissima, grazie a Nicc ho finalmente capito questo maledetto argomento.
Mi sento prontissima, sono sicura che la verifica di domani andrà alla grande. Non posso chiedere di meglio.
«Grazie mille Nicc! Non so proprio come sdebitarmi»
«Non preoccuparti, è stato un piacere. Così ho avuto la possibilità di ripetere pure io.Però ora che me lo dici... ci sarebbe un modo per ringraziarmi»
«Farò tutto quello che vuoi, dimmi pure»
«Riguarda Hanna... ma ti farò sapere al momento»
«Sapevo ti piacesse, lo si vede da come la guardi. Conta su di me comunque»
«Grazie, a domani Sofi»
«A domani»

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