Capitolo 1
Siamo quasi a metà ottobre, oggi è un giorno come un'altro. Mi sveglio alle sette, faccio colazione, mi lavo i denti, mi spruzzo un po' di profumo e mi sistemo i capelli.
I miei capelli sono mossi, sono di un colore castano chiaro e profumano di lavanda. Ogni volta che li lavo faccio delle trecce, li lascio asciugare naturalmente e il giorno seguente le sciolgo. Ci sono voluti degli anni per affinare questa tecnica. Quando frequentavo le medie li raccoglievo sempre in una coda e li pettinavo spesso. Il risultato era pessimo, sembravo un incrocio tra un barboncino e un cavallo. Odio i miei capelli con tutto il cuore, per questo motivo li piastro spesso. Ci metto un'eternità, ma se bella vuoi apparire un poco devi soffrire. Quando ho i capelli lisci mi sento più sicura di me. Sono conscia del fatto che dovrei piacermi per come sono, ma ci sto lavorando.
Fisicamente non mi piaccio molto. Sono alta un metro e sessantasei. Ho gli occhi verdi e azzurri. Il mio naso è leggermente all'insù. Queste due parti del corpo sono quelle che mi piacciono di più, non le cambareri per nulla al mondo. Le mie labbra sono sottili e le mie orecchie sono piccole.
Non sono nè magra, nè grassa, sono normale se così posso dire. Questo penso sia dovuto alla danza, allenandomi due volte alla settimana mi riesco a tenere in forma. Tuttavia, mi piacerebbe potermi guardare allo specchio e accettarmi per come sono.
Sono certa che un giorno riuscirò a portare a termine anche questo piccolo ma grande obiettivo.
Dopo essermi sistemata vado in camera e mi vesto. Decido di mettere dei jeans neri e una maglia grigia a maniche lunghe della della ''Ralph Lauren''. Mi infilo la giacca, prendo lo zaino stracolmo di libri e scendo le scale.
Mentre saluto i miei genitori e mia sorella con un bacio sento suonare il campanello. Sono sicura di sapere chi sia. Quando apro la porta mi ritrovo davanti Hanna, la mia migliore amica, non sbaglio mai.
Hanna ha i capelli biondi e lisci che le ricadono lunghi sulle spalle. I suoi occhi sono azzurri come il cielo, le sue orecchie sono piccole e le sue labbra sottili com le mie.
Il suo fisico è spettacolare, anche se lei non ci vede niente di che. Lei è bellissima, positiva, altruista ma soprattutto rompiscatole. Nonostante sia così perfetta, non se la tira mai. E questo gioca a suo favore. Non so come faccia a non avere un ragazzo.
A scuola ha un sacco di pretendenti ma lei ha occhi solo per Toby, il nostro migliore amico.
Questa situazione va avanti da almeno un anno, ma Hanna non ha mai avuto il coraggio di confessare ciò che prova. Nell'ultimo periodo penso che si sia presa una mezza cotta per Niccolò, un nostro compagno di classe, ma sto ancora investigando.
Quasi ogni mattina, io e lei andiamo a scuola insieme. Hanna mi fa iniziare la giornata col piede giusto, le voglio un sacco di bene e non so come farei senza di lei.
«A dopo» saluto la mia famiglia
«Buongiorno An» dico abbracciandola
«Buongiorno Sofi»
«Pronta per un'altro giorno di scuola?»
«Certo, sono nata pronta» affermo scoppiando a ridere
«Dai, non essere sempre così negativa» controbatte
Mentre percorriamo il tragitto da casa a scuola parliamo del più e del meno.
Una volta arrivati in classe salutiamo i nostri compagni, Hanna va da Niccolò e Toby viene verso di me.
Io e lui siamo amici da quando eravamo piccolissimi.Le nostre mamme si sono conosciute all'università e tuttora vanno molto d'accordo, per questo siamo cresciuti insieme. Toby è alto, castano e ha degli occhi di un marrone scuro.
«Buongiorno pazzoide! Hai sentito la notizia?»
«Buongiorno! No, non ho sentito nulla»
«A quanto pare, oggi arriverà un nuovo studente nella nostra classe» dice levando gli occhi al cielo
«Ma dai, smettila. Sei sempre così abitudinario! Prima o poi dovrai uscire dalla tua comfort zone»
Prima che Toby possa replicare suona la campanella e tutti si siedono al proprio banco.
Bè io sono entusiasta, adoro conoscere nuove persone. Credo proprio che oggi sarà una giornata splendida.
La professoressa di fisica entra in classe e dopo averci salutato inizia a spiegare.
La lezione è ormai iniziata da circa mezz'ora e io non ne posso già più. La prof Lignito è una noia mortale e l'argomento ''Il moto armonico del pendolo'' non mi aiuta di certo. Se solo non fossi seduta in seconda fila, probabilmente ora starei schiacciando un pisolino; come metà classe del resto.
Mentre penso a tutto ciò, la voce della preside mi riporta alla realtà; anche i miei compagni se ne accorgono e si svegliano dal loro sonno profondo.
Quando alzo gli occhi dal mio quaderno, rimango letteralmente a bocca aperta. Il ragazzo che sta al fianco della preside è bellissimo anzi è un gran figo.
E' alto, magro,ha gli occhi verdi e i capelli ricci e neri come la pece. Le sue labbra carnose sono di un rosa chiaro e il suo naso è ad aquilino.
«Buongiorno ragazzi, sono lieta di comunicarvi che da oggi avrete un nuovo compagno. Mi sono occupata di mostrargli personalmente la scuola e mi aspetto da voi un'ottima accoglienza» dice per poi andarsene
Mi viene da ridere, da quando in questa scuola si fanno tour dell'edificio? Sono per caso finita in America?
«Buongiorno, io sono la professoressa Lignito e insegno fisica. Ci faresti il favore di presentarti?» chiede con la sua voce stridula
«Ciao a tutti, sono Marco Hastings, ho diciassette anni e vengo da un piccolo paese in provincia di Lecco» dice con voce ferma
«Bene! Ora puoi accomodarti in seconda fila, vicino alla signorina Bianchi»
Oggi è proprio una gran bella giornata, sono insolitamente fortunata.
Marco raggiunge il banco e si mette a sedere vicino a me. Gli sorrido ma lui si limita a fare un cenno del capo, non mi sembra affatto contento.
Chissà a cosa sta pensando? Trasferirsi non deve essere per niente facile quindi non lo biasimo.
La mattinata è passata in fretta. Durante la lezione di inglese mi sono accorta che Marco parla benissimo e il suo accento è a dir poco spettacolare. Deve avere sicuramente un parente inglese, altrimenti non mi spiego la provenienza del suo cognome.
Finalmente la mattinata è giunta al termine, la classe è semivuota e così ne approfitto per scambiare due parole con Marco.
«Hey Marco» lo saluto
lui mi guarda storto e dice solo «ciao »
«Com'è andato questo primo giorno di scuola, ti piace?»chiedo curiosa sperando che vendendomi interessata, finga almeno di sorridermi
«Senti, non ho voglia di parlare con nessuno quindi puoi anche levarti dalle palle»
Lo guardo male e me ne vado senza neanche salutarlo, che razza di maleducato.
Mi dirigo verso l'uscita e come ogni giorno Hanna è lì che mi aspetta, le racconto tutto, lei mi dice:
«Non preoccuparti, magari era solo un po' spaesato. Non tutti sono solari come te» dice
«Hai ragione. Ma non mi sembra di aver fatto chissà cosa, gli ho solo rivolto la parola»
«Può capitare a tutti, dagli tempo. Non è facile lasciare la propria città e dover iniziare tutto da capo»
«Vero. Grazie, come farei senza di te?» chiedo sorridendo
«Non sopravviveresti» risponde scherzando
Voglio tanto bene ad Hanna, la conosco da cinque anni, nei momenti difficili mi è stata sempre vicina e mi ha sempre appoggiata, qualunque cosa facessi.
Dopodichè ci incamminiamo verso casa.
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