Morte
Oggi è morto un ragazzo, giovane, ancora sui vent'anni.
Ero lì quando hanno chiamato la sua amica.
Ho visto la sorpresa, la comprensione, l'ultima speranza annegare nel dolore profondo custodito in fondo agli occhi rossi e lucidi.
Non una lacrima, la morte si accoglie in silenzio.
Poche parole, sono sprecate e inutili, nulla può descrivere la sensazione che si prova.
Io c'ero, il mio lavoro viene dopo.
Non conoscevo il ragazzo, ma ho sentito nei presenti il dolore e l'ho provato anche io.
Siamo appesi ad un filo.
Dobbiamo vivere quel che ci è dato al meglio, senza mai dimenticare che ogni istante della nostra vita è bellissimo perché è unico.
Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni, anche grazie alla mia professione, è che si può provare dolore ma non si può sopportare per loro quello degli altri.
Il mio lavoro è quello di trovare una ragione, una ragione per spiegare quel dolore, una ragione per spiegare quella morte.
Le mie investigazioni servono a dare un'illusione di sollievo, di giustizia.
Ma tutto è solo una mera consolazione per il vuoto che una perdita può lasciare.
La morte si accoglie in silenzio, non si piange.
Si piange per sfogare il dolore del dopo.
Guardo la macchina accartocciata sul bordo della strada. È quella del ragazzo.
Sulla portiera c'è lo stesso simbolo, un teschio e una rosa.
Ho un pirata della strada da fermare, sarà un lavoro arduo.
Guardo la famiglia che si è raccolta per il funerale, sono tutti vestiti di nero, nessuno piange, per ora.
Tutti sono sconvolti.
Io, da parte mia, sono triste.
Questo dovrebbe essere parte di un thriller/giallo che mi piacerebbe scrivere...
Non è assolutamente il mio genere ma mi piacerebbe provare:);)
Questa è l'ultima parte della "storia",
Spero non sia stato uno spreco di tempo leggerla;)
Grazie,
Backtowherewebelong :3
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