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Cos'è?

È difficile dirlo. Non sai cosa provi fino a quando quel sentimento non diventa così forte da schiacciarti. È come se ti arrivasse una palla in faccia mentre sei sugli spalti a parlare con qualcuno. Inaspettato, sconvolgente, improvviso. Ti ritrovi con questo dolore così travolgente, così forte da opprimerti il petto e impedirti di respirare. È questo dolore alla bocca dello stomaco, è avere gli occhi sempre umidi di lacrime, le guance sempre impiastricciate da lacrime asciutte. È stare stesi sotto le coperte, al buio, cercando di non far sentire il rumore dei tuoi singhiozzi. È prendersela per qualsiasi cosa, pensare che tutti e tutto siano contro di te. È pensare sempre negativo, trovarsi sempre porte sbattute in faccia anche in posti che sembravano degli open space. È pensare di avere il controllo, su se stessi e su ciò che ti circonda e capire che, invece, sei stato scartato e buttato via senza che te ne accorgessi. È avere voglia di vomitare per i troppi sentimenti, è rabbia perché ti senti ingrato e piagnucolone, perché pensi di essere debole e perché ti pensavi meglio di così. Più forte di così.
È ascoltare gli altri che parlano e pensare che tu al posto loro faresti meglio e poi trovarti nei loro panni e combattere tra l'orgoglio e la voglia di sedersi in un angolo e piangere.
È il non riuscire a farlo, a volte. Il non riuscire a farcela da solo, non riuscire a farcela come vorresti, non riuscire a prenderti sul serio, non riuscire a farti prendere sul serio.
È non riuscire a piangere. Avere così tante cose dentro da sentirti frustrato e farti venire voglia di urlare senza riuscire a buttare tutto fuori, chissà perché.
È non piacersi mai o piacersi spessissimo. È il trovarsi sempre un difetto quando c'è qualcuno che ti piace. È volersi più intelligenti o costanti senza avere l'effettiva voglia di provarci. È il sentirsi in colpa, il sentirsi idiota, l'urlarsi contro e il cercare sostegno negli altri. È sosternesi a vicenda, legarsi per la vita o per pochi anni. È la speranza di smettere di sentirsi così, di diventare più forte, più bravo, più bello. È il desiderio che il proprio futuro sia felice, senza neanche avere idea di cosa si voglia fare nel proprio futuro. È trovare qualcosa di bello e sentirsi dire per l'ennesima volta che non si può e per la prima volta soffrirci e non farsene una ragione. È trovare rifugio in delle persone che si trovano in situazioni simili alla tua. È supportasi a vicenda e spesso sopportarsi a vicenda, perché non è facile.
È ridere, piangere, essere felici in modo immotivato, entusiasmarsi all'idea delle prime volte e morire di paura di fronte ad esse. È essere spavaldo davanti a tutti e cagarsi sotto davanti a pochi, forse a nessuno. È cercare di migliorare la giornata a qualcuno perché, cazzo, lo sai che è difficile. È sentirsi grati verso una persona e provare avversione verso di lei allo stesso tempo. È preoccuparsi a morte per i propri eroi, i propri idoli, i propri amici, che spesso non dicono se soffrono.
È trovarsi in sintonia con qualcuno. Avere un'intesa tale che ti permette di capire che no, l'altra non sta bene come dice e che sì, magari uno degli abbracci speciali, lunghi minuti interi nei bagni di un Mc Donald, è opportuno. È esserci quando le urla in casa, le lacrime che non escono e i giubbotti che sembrano vestaglie sono lì, che pressano. È esserci quando stai vivendo una crisi e ti stai facendo venire il panico perché non sai cosa vuoi, in nessun campo, in nessuna salsa, in niente di niente. Ti senti brutta, fuori moda, a disagio e noiosa. Però è stare in sua compagnia a sentirti amata. È dimenticarti tutte le paranoie perché sai che, alla fine, a lei vai bene così.
È capire che anche se tutti gli dicono che non è il caso, lui continuerà a sbatterci la testa fino a quando non si farà talmente male da non riuscire ad alzarsi, come è capitato a te. È piangere perché sai che gli farà male e non vuoi, ma è anche sapere che non c'è alternativa. È sapere che l'unica soluzione è aspettare che succeda ed essere lì per riaggiustarlo, come hanno fatto loro con te. È sentirti protetta perché sei tra le sue enormi braccia e sapere che anche se sbagli un passo, letteralmente, lui sarà lì a sorriderti e dirti che: "Ele, va bene. Non guardare gli altri, sii sicura di te stessa."
È ridere e stalkerare, è parlare in linguaggi segreti fatti da citazioni che capite solo voi, è guardarsi con intesa perché yas, quello è velluto. È avere paura che stia succedendo qualcosa che non sai, perché non parlate molto di sentimenti. È sapere che, proprio per quello, se starai di merda e non vorrai parlarne, a lei basta buttarsi sul divano coi gatti a guardare un film e bere birra.
È guardarlo da lontano e chiederti se è solo un ripiego per il tuo bisogno di attenzioni. Se stai solo cercando qualcosa da farti piacere.
È guardarli, ogni tanto, e accorgersi che non è facile neanche per loro. Che non lo mostrano, che non sono molto felici. Che a volte anche loro hanno voglia di piangere e che fanno casini che non sanno come risolvere. È sentirti impotente perché come cazzo puoi risolvere i loro problemi se non sai risolvere i tuoi? È sperare di riuscire a ricambiare, un giorno. È sentirsi in colpa quando ti arrabbi con loro, anche quando se lo meritano, perché magari stai esagerando un poco. Perché magari li stai ferendo un poco.
È guardala e pensare che cazzo, ti è mancata più di quanto pensassi. Che lo sentivi che ti mancava, ma che vederla dal vivo è diverso. Che merda. Guarda, è diventata più alta e sicura di sé mentre tu non eri lì a guardare! È passare del tempo con lei, vedere che anche se sembra cambiata un sacco, non lo è così tanto, perché è stata via per poco e stai facendo una tragedia greca, come al solito. È litigare di nuovo, sbuffare, incazzarti e domandarti perché hai sentito la sua mancanza, ma è avere una stretta al petto quando pensi che tra poco andrà di nuovo via. È odiare quando la gente ti chiede com'è senza di lei, perché che cazzo dovrei risponderti? Vaffanculo.
È essere perennemente in dubbio. È passare giorni dormendo. È l'avere poche responsabilità che ti fanno sentire schiacciato. È trovare conforto in una canzone, in un film, in un libro, in una persona. È annullarti per un paio d'ore, immergendoti in una realtà che non ti appartiene.
È l'adolescenza. È l'amicizia. È la vita.
E questa è un'enorme merda sentimentale, AHAHAHAH. Abbiate pietà, sono le due di notte. Ma a volte è la notte che ci rende più sinceri.

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