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CAPITOLO 7

Blair aprì gli occhi. Era distesa sul letto sul fianco sinistro. Aveva fatto dei sogni molto strani, ma non riusciva a ricordare bene,l. Scacciò il sogno con un gesto della mano.
La stanza era invasa da una forte luce solare, probabilmente del sole già alto. Solo allora si accorse che era andata a letto vestita e che la la stanza dove si trovava non era quella dell'accademia. Le lenzuola del letto erano più candide e leggere, la stanza era più piccola e ordinata e nel letto di fianco a lei...

-Rachelle!- Blair scese dal letto e cominciò a scuotere l'amica che stava dormendo. -Rachelle, svegliati!-

Fu un attimo. Il pugno di Rachelle volò dritto sul naso di Blair, che finì per terra sulla schiena. Quando si rialzò, l'amica era seduta sul letto, i capelli corvini che le coprivano una parte di faccia.

-Chi osa svegliarmi...- cominciò infuriata. -... Blair, ti sanguina il naso!- concluse cambiando tono.

-Me ne sono accorta!- rispose lei secca.

-Che ti è successo?-

-Sapessi...- si massaggiò il naso, con la conseguenza di sporcarsi le mani di sangue.

-Aspetta, fa' vedere.- Rachelle le si avvicinò e non appena le sfiorò il sangue, quello sparì, anche dalle mani di Blair. Rimasero solo le dita sporche a Rachelle.
L'amica la guardò stupefatta.

-Come hai...- farfugliò.

Rachelle alzò le spalle. Si pulì le dita mettendosele in bocca.

-Il tuo sangue è dolce.- aggiunse con nonchalance.

Blair non stava capendo più niente.

-Ma... dove siamo? Questa non è la nostra stanza dell'accademia!-

-Te ne sei resa conto adesso?- chiese sarcastica Rachelle. -Non lo so.- aggiunse poi con una nota di preoccupazione. La stanza in cui si trovavano era circolare e aveva due letti dalle lenzuola color crema. Di fornte ad essi c'era un armadio bianco e di fianco una scrivania con due sedie che si adattava al muro.
Tutto era estremamente in ordine e perferzione.

Poi sentirono la voce di un uomo, ma non riuscirono a identificare da dove: la voce sembrava provenire da tutte le parti della stanza!

-Riunione in Salone! Riunione in Salone! Tutti gli studenti devono recarsi in Salone immediatamente!-

Le due amiche si guardarono perplesse, ma uscirono comunque dalla stanza.
Il corridoio era pieno di studentesse e studenti che andavano tutti da una stessa parte. Ma la prima cosa che colpì le due ragazze furono i capelli degli studenti: c'erano ragazze e ragazzi con i capelli verdi, gialli, blu, rossi, o anche di due o più colori.



Non conoscendo quel posto decisero che la cosa giusta da fare era seguire quei ragazzi che, molto probabilmente stavano andando al Salone.
I corridoi avevano alti soffitti a volta ed erano di pietra grigia e antica, consunta dal tempo.
Andarono per corridoi, scesero scale di pietra che, consumata, era liscia e scivolosa. (Rachelle rischiò di fare un gran capitombolo e travolgere le persone che aveva davanti come un domino).

Arrivaro ad una torre alta e circolare, con delle piattaforme sporgenti in una metà dove c'erano gruppetti di tre o quattro poltroncine di velluto. Nell'altra metà della torre, a circa mezza altezza, c'era un lungo tavolo dove erano seduti delle donne e degli uomini vestiti in modo formale e sui toni del grigio. Lungo le pareti rotonde della torre c'era una scala che arrivava fino in cima. O almeno così sembrava. Blair e Rachelle salirono le scale fino ad arrivare su una piattaforma con due poltrone e si sedettero.
C'era un po' di trambusto nella torre, ma ad un certo punto tutti si zittirono all'unisono. Nel tavolo dei professori si era alzata una donna al centro del tavolo: aveva lineamenti spigolosi, capelli verdi e neri raccolti in una rigida crocchia e uno sguardo severo. Sorrise, ma a Blair sembrò più un ghigno.

-Benvenuti, miei cari.- disse la donna. -Un altro anno alla scuola di Altaria è cominciato.- annunciò. La sua voce era gelida per quanto tentasse di addolcirla.
Blair sentì la sua testa farsi pesante.
Nel frattempo la donna stava continuando a dare il benvenuto
-Che succede, Blair?- chiese Rachelle preoccupata.
-No, niente, tranquilla. È stato solo un giramento di testa.- rispose lei, cercando di non far vedere che non stava tanto bene. Ma neanche Rachelle sembrò convinta della risposta dell'amica.

-... si trova nella parte ovest della scuola e infine la mensa è al piano terra.- continuò la donna con il suo discorso. -L'orario scolastico comincerà...-
Quella voce... a Blair sembrava di averla già sentita, ma non ricordava quando... un altro giramento di testa... la voce della donna sempre più lontana... la vista divenne sfuocata... si trovava in una stanza buia... due figure erano davanti a lei, una alta ed esile, l'altra sembrava un mostro...

-Allora loro saranno mie!-

-No, loro no! Blair...! Blair...!- la voce dei suoi sogni riprese a rimbalzarle nella testa.

-Blair! Blair, svegliati!- la ragazza aprì gli occhi. Ci mise un po' a mettere a fuoco, ma pian piano distinse il volto di Rachelle chino su di lei e altre facce che si affollavano intorno al suo campo visivo.

-Rachelle, che...- Non riuscì a finire la frase che arrivò la direttrice.

-Via, via, fatele spazio!- disse fredda e immediatamente tutti i ragazzi affollati attorno a Blair fecero qualche passo indietro. Ad eccezione di Rachelle, che rimase accucciata di fianco all'amica. La direttrice guardò Blair con uno sguardo agghiacciante, tanto che sentì tutto il corpo pietrificarsi; non riusciva più a muovere un muscolo, solo quelli della faccia.

-Cosa è successo?-

Blair deglutì. -Ho avuto un calo di pressione, signora, ne sono molto soggetta.- mentì.

-Vai in infermeria.- le disse gelida.
-E tu- aggiunse, rivolta a Rachelle
-accompagnala.-

Non appena la direttrice distolse lo sguardo da Blair, sentì di nuovo la percezione di tutte le parti del suo corpo. Rachelle la aiutò a rialzarsi, ma quando Blair si tirò sui gomiti gemette.

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