CAPITOLO 1
Blair si svegliò di soprassalto. Aveva il fiatone come se avesse appena corso. Il suo letto era un bagno di sudore e aveva la bocca secca. Aveva avuto di nuovo quegli incubi. Erano scene spezzate e confuse. Le sembravano prima due donne che litigavano, poi un vortice colorato e infine un volto caldo e sorridente di una donna, ma non riusciva a distinguerne i lineamenti. Il tutto con una donna che grida il suo nome, ma la voce le è completamente estranea. Quelle visioni non le davano tregua da... quando ne ricorda. Decise di togliersi dalla mente quelle immagini. La stanza era avvolta nel buio se non per un pallido raggio che filtrata dalla finestra. Blair scese dal letto e, in punta di piedi, si avvicinò alla fonte di luce e scostò la tenda. Fuori era l'alba. Il sole che sorgeva dalle colline tingeva di rosa e arancione il cielo e di verde i prati e gli alberi. Aprì la finestra e uscì in terrazza. Subito una fresca e leggera brezza mattutina la accarezzò, facendole svolazzare la vestaglia e scompigliandole i lunghi capelli biondi. Si avvicinò al bordo e si appoggiò al parapetto di marmo bianco. Fu scossa da un brivido. Il parapetto era congelato, ma Blair strinse i denti e rimase appoggiata.
Da lassù il panorama era mozzafiato. La sua stanza si trovava nella facciata laterale dell'accademia, con vista su bellissimo e curatissimo giardino e, sulla collina, il maestoso palazzo reale della regina Clarissa. Blair sospirò. Un giorno, qualche anno più avanti, sarà lei a regnare sul regno di Defira da quel bellissimo castello, con una miriade di stanze e infiniti corridoi che, da punto in bianco ti puoi ritrovare dall'altra parte del palazzo. Da piccola pensava che quel castello cambiasse forma in continuazione, facendo comparire nuove stanze e spostandone altre.
Sospirò. Sarebbe stato bello passare ore lassù, in pace e silenzio mentre tutti dormono, tranne lei e uno stormo di rondini mattutine che le passò a una decina di metri di distanza. Al vedere le rondini le si accese qualcosa dentro, una specie di istinto sepolto dal tempo e che neanche lei sapeva di avere.
-Come mi piacerebbe volare...- pensò la ragazza e, senza che fosse la sua mente a controllarla, salì in piedi sul parapetto. Chiuse gli occhi e si sbilanciò in avanti. Ma quando stava per staccare i piedi dal parapetto, qualcosa la afferrò per un braccio e la strattonò indietro, al sicuro sulla terrazza.
-Blair! Sei completamente ammattita? Che diamine stavi facendo lì sul parapetto?!?-
Solo allora Blair si rese conto di quello che aveva appena fatto è sbiancò come un lenzuolo.
-Allora?- la incalzò Rachelle, scostando un ciuffo di capelli corvini dietro l'orecchio.
-Non lo so, Rachelle, io...- si girò a guardare il parapetto dove un minuto prima aveva provato a buttarsi giù -... non so cosa sia successo. Non era la mia mente a decidere, era come se... fossi sotto ipnosi, e quindi non mi rendevo conto di quello che facevo...-
-E perché l'hai fatto?-
Blair rimase un attimo in silenzio.
-Ho visto uno stormo di rondini passare vicino a me e sembravano chiamarmi... non so come spiegare...-
-Provaci-
-Ho sentito il bisogno di volare, come se sapessi per certo di poterci riuscire, come se lo avessi già fatto...-
Rachelle rimase pensierosa a lungo, cosa che fece innervosire Blair.
-Senti, non so cosa ti sia successo, ma devi stare più attenta- e aggiunse con un sorriso
-soprattutto devi stare lontana dai parapetti!- e riuscì a strappare un sorriso a Blair nonostante il mancato tentativo di suicidio involontario.
-Ehi, ragazze...- Blair e Rachelle si voltarono. In piedi sulla porta c'era una ragazza della loro età, con lunghi capello bruni tutti arruffati.
-Che cosa state facendo qui fuori?- chiese con uno sbadiglio.
Blair stava per rispondere, ma Rachelle fu più veloce -Beh, ti annuncio che la futura regina di Defira stava per suicidarsi giù dal balcone perché "credeva di avere le ali e di saper volare"!-
-Oh, forte...- disse Teresa assente.
-Forte un corno!- sbraitò Rachelle -Ma non hai capito? Stava per... ok, non importa, ho capito. Meglio che vada a farmi una doccia, sto letteralmente impazzendo!- e tornò impettita nella stanza.
-Che le è preso?- chiese Teresa, ancora assonnata.
-Brutto risveglio- rispose Blair -ma ora è meglio se ci prepariamo, o le altre ci finiscono tutte le cose buone a colazione- e detto questo tornarono in camera e chiusero la porta della terrazza con tutto quello che è successo collegato.
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