70 - Curious
[ Pronte? Ultimo 🙈❤ ]
- Joyce.
Alzo gli occhi dal libro struggente che sto leggendo, Il cacciatore di aquiloni.
Sono nella commozione più profonda.
- Joyce, guardami un po'. - ripete mia madre.
Sospiro.
So già cosa vuole dirmi.
- Dove pensi di andare con questa sufficienza regalata in matematica? Sappiamo entrambe chi c'è dietro e sappiamo entrambe che hai bisogno di studiare.
- In realtà sono qui a leggere, non sto andando da nessuna parte. - replico, tranquillissima.
Mi lancia un'occhiataccia.
- D'accordo, ma non l'ho mica costretto io! Se gli va di fare il galante, ben venga. - scatto.
Metto da parte il libro e mi sistemo meglio sul divano.
Mi piacerebbe essere al mare o in piscina, a godermi le parole affascinanti di Hosseini con il suono dell'acqua in sottofondo e il calore del sole sulla pelle.
Ah, l'estate... La mia stagione preferita.
- Joy. Non puoi evitare il problema in eterno. Tra una settimana esatta partono tutti e due. E tu stai qui a leggere uno dei miliardi di libri che mi obblighi a comprarti. Mi chiedo perché lo faccio. - sbuffa.
Assumo un'espressione angelica.
- Perché mi vuoi tanto bene. E poi i libri sono una delle cose più belle del mondo, vorresti mica privarmi di questa gioia?
Scuote la testa, contrariata dalla mia tattica di cambiare discorso.
Mi conosce bene, è inutile fingere con lei.
- Non mi inganni. Non è parlando di felicità che dissimuli tristezza, non con me figlia cara. - dice amorevolmente.
Si siede vicino a me.
Il mio battito cardiaco aumenta lievemente, data la consapevolezza che comunque vada andremo a parare proprio lì.
- Stavo pensando, con tuo padre, di trovare una soluzione alternativa per te e Chris.
La guardo, attentissima.
- Potremmo fare in modo che il dottore e chirurgo che ha seguito la bambina si trasferisca vicino a qui, in modo che Chris e la sua famiglia non debbano trasferirsi.
Attendo il resto della frase.
- Questo vale se mi dici chiaramente che cosa provi nei confronti di Chris... e di Ben.
Quasi mi cade la mascella al suo nome.
Ecco dov'era l'inghippo.
Faccio uno sforzo incredibile per non farmi assalire dai ricordi.
"Non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente."
Così diceva Hosseini nell'incipit del libro e così la penso io in questo momento.
- Il tuo silenzio mi porta alla conclusione che avevo già previsto. - sorride leggermente - Non hai ancora ben chiara la risposta.
Le lancio uno sguardo sospettoso.
Che cosa sta insinuando?
- Non pensi che un viaggio in Inghilterra, lontano da tutto questo, ti farebbe bene? E non è detto che devi per forza stare sempre con Ben: quello che mi interessa che tu ti prenda del tempo per te stessa, che ti diverta e che ti metta alla prova di fronte a nuove persone. Sfrutta l'occasione, Joyce, te lo dico con il cuore.
Resto in silenzio per un po', attraversata da innumerevoli pensieri e supposizioni.
Come sarebbe andare in Inghilterra per buona parte dell'estate con il mio amico friendzonato?
Forse, dando più attenzioni a dei perfetti sconosciuti, capirà che per noi due non ci sono speranze. Forse se ne farà una ragione e la smetterà di farsi del male.
- Va bene. Ci andrò. - dico infine.
Mia madre si illumina.
Mi sorride, gli occhi brillanti, e mi abbraccia.
- Però non dirlo a papà, non sono disposta a subire il suo sclero.
- D'accordo. - ride.
Sorrido anch'io, mentre la mia testa inizia ad immaginare l'esperienza che mi aspetta.
Come la prenderà Chris?
Mi sale subito il panico.
- Mamma! E Chris?
Lei ci pensa su.
- Sistemo tutto io, tu non ti preoccupare. Inizia a preparare la valigia.
Mordicchio il labbro, contenta.
Non mi resta che dirlo a Ben.
***
UNA SETTIMANA DOPO
L'aereo su cui mi trovo, rigorosamente di prima classe, è una delle cose più meravigliose che io abbia mai visto.
Sedili in pelle bianca con cuscini morbidissimi garantiscono la massima comodità, pulizia e ordine ispirano un senso di benessere non comune nei mezzi di trasporto normali, tavolini in legno liscio e perfetto sono perfetti per appoggiare ogni dispositivo elettronico di cui si dispone; hostess giovani e carine passano regolarmente per offrire manicaretti appetitosi alla sola vista e bevande raffinate che non saprei nemmeno identificare.
Attualmente mi trovo in un'area che definirei salotto aereo, seduta a gambe incrociate (poco consono per l'eleganza dell'ambiente, ma poco importa) su un divano assurdamente comodo, sorseggiando il mio cappuccino perfetto con un vassoio pieno di brioches e dolcetti vari irresistibili. Con Ben di fronte.
- Perché mi guardi così? - gli chiedo con un piccolo sorriso.
Lui è perfettamente inserito in questo contesto: i capelli scuri attentamente modellati all'insù, la maglietta Tommy Hilfiger a strisce bianche e blu a maniche corte, i muscoli delle braccia ben in evidenza, i pantaloni di un blu leggermente più scuro.
Ed è felice, si vede.
- Non riesco ancora a credere che sei qui con me, che hai accettato di venire. - sussurra, scoppiettante di gioia negli occhi.
Abbasso lo sguardo. Mi sento lusingata, e non all'altezza. Non sono il tipo di persona che ti aspetteresti di trovare su un aereo di prima classe con un ragazzo così bello e una mezza dozzina di altri ragazzi, servita e riverita come una persona importante.
- Sì, be'... non me lo aspettavo neanch'io. - balbetto.
- Che cosa ti ha convinta? - domanda, sinceramente curioso.
Volgo lo sguardo al finestrino.
Una distesa di cirri infiocchettati e candidi attraversa il limpido cielo azzurrino.
Siamo ancora lontani da Londra e il suo cielo piovoso, questo è sicuro.
Torno a guardare Ben, i suoi occhi verdi luminosi in attesa di una risposta.
- La curiosità. Voglio mettermi alla prova in questa esperienza e scoprire qualcosa di nuovo.
Mi studia scrupolosamente.
Probabilmente la risposta non coincide con la sua migliore aspettativa, ma nemmeno con la peggiore. Credo che non se lo aspettasse.
Ovviamente, dietro la mia frase c'è un mondo.
Spero che questo viaggio mi aiuti a maturare, a scoprire qualcosa di nuovo di me stessa, a vedere le cose da un punto di vista completamente sconosciuto.
Ho bisogno di stare geograficamente lontana da Chris, per testare quante volte la mia testa lo richiamerà e se lui si farà vivo per sapere qualcosa di me.
Non ho voluto sapere come mia madre ha affrontato il problema, per ora sono focalizzata su me stessa.
In qualche lontana realtà in sottofondo, Ben canticchia piano con la sua voce profonda e roca.
Nobody said it was easy
No one ever said it would be so hard
I'm going back to the start
__________
Che cosa vi aspettavate?
Se vi ho sorprese, è stato in positivo o in negativo?
DOMANI pubblico il flashback che racconta cos'è successo veramente la notte in cui Margot è morta.
Sto già piangendo per gli epiloghi, sappiatelo.
Comunque, Amor Vincit Omnia è pensata per essere quel tipo di storia.
Non sono impazzita, mi diverte l'idea! 😂😂
Grazie di cuore a chi ha deciso di leggerla e seguirla ❤❤❤
Love you 🍭
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