21 - Clear up
- Vieni, Joyce, l'acqua è meravigliosa! - esclama Christopher.
- No che poi ho freddo. - protesto.
Lo osservo minuziosamente dalla riva: il busto che emerge dall'acqua è cosparso di goccioline d'acqua salata, i capelli sono disordinati a causa del tuffo ma pur sempre perfetti, il sorriso risplende sul suo volto incantevole.
Come fa ad essere sexy e dolce a livelli estremi contemporaneamente?
Fa qualche passo verso di me e mi afferra il polso prima che io abbia il tempo di ritrarmi. Mi trascina in acqua con lui.
Rabbrividisco per lo sbalzo di temperatura e mi volto verso la riva, ma lui mi prende per i fianchi e la mia schiena aderisce al suo petto. Mi circonda con le braccia e lascia baci umidi sul collo, mentre molleggiamo lentamente in acqua.
- Es que yo sin ti
Y tú sin mi
Dime quién puede ser feliz
Esto no me gusta
Esto no me gusta - canticchia, mordendo delicatamente il lobo del mio orecchio.
Mi volto e gli sorrido, poi unisco le nostre labbra in un bacio salato.
Amo le sue labbra morbide che accompagnano le mie, come se volessero prendersene cura.
Il mio cuore si scioglie piano piano.
- Joyce, sono le undici e mezza! Alzati che dobbiamo fare le pulizie, domani viene nonna a pranzo! - grida mia madre, svegliandomi.
Io stavo così bene nel mio sogno...
Voglio Christopher al mio risveglio, non sopporto la voce straziante di mia madre. Penso che questo sarà il mio desiderio per Natale.
- Joyce. Mi hai sentita? AL-ZA-TI. - tuona mia madre, imponente su di me.
Nascondo la testa sotto le coperte e mugugno.
È disumano doversi alzare il sabato mattina per fare le pulizie. Non posso stare a letto finché mi pare e poi leggere qualche magnifico romanzo rosa?
E poi a mia nonna non interessa quanto sia pulita la casa, lei giudica solamente il pranzo. La conosco. Leggo ogni suo pensiero tramite l'espressione del viso.
In sostanza, sto per fare tanti sforzi inutili.
Prima che mia madre si trasformi nella versione volpe a nove code di Naruto, scosto le coperte dal corpo e stringo l'addome per l'improvvisa sensazione di freddo.
Strascico fino al bagno e lavo la faccia, spazzolo i capelli e mi cambio. Il mio maglione blu con la faccia di un panda sopra mi mette subito di buon umore.
Il fatto che sia parzialmente di lana lo rende perfettamente morbido e caldo, che è esattamente quello che voglio.
Per colazione mi faccio un té caldo e mangio una fetta della torta alle noci che mia madre ha sfornato proprio questa mattina. Il mio appetito le è infinitamente grato.
- Allora, dai una spazzata ai pavimenti, poi li lavi, pulisci i vetri e svuoti la lavastoviglie. Poi metti a posto la tua camera. E pulisci per bene quel computer, che ha le briciole pure dentro i tasti. - istruisce mia madre, quando ho appena messo un piede fuori dalla sedia.
- Posso controllare Sagi prima?
- Ah e annaffia le piante tutto intorno alla casa. - continua.
- Ma...
- Metti il cappotto eh, altrimenti ti raffreddi.
- Okay. - sospiro.
Sagi è andato in letargo, ben riparato dal freddo nella sua tana alla base dell'albero proprio di fronte a casa.
Già che sono fuori annaffio le piante, metà delle quali sono secche, e poi passo ai vetri.
Svuotata la lavastoviglie e puliti anche i pavimenti, mi accascio sul letto.
A parte il pranzo, che è durato poco, non ho avuto tregua. Sono abbastanza stanca e non ho voglia di fare la doccia.
Però devo farla, dato che stasera esco.
Uffi, devo anche sistemare la stanza.
La mia mente si sofferma per un momento su Sean.
Perché mi sono ritratta così improvvisamente?
Scaccio il pensiero e penso a Christopher: mi piacerebbe chiarire un attimo con lui prima di uscire tutti insieme.
Prendo il telefono e gli scrivo.
Possiamo vederci un po' prima di uscire con gli altri? Vorrei parlare
La sua risposta arriva dieci minuti dopo.
Va bene
Alle sette e mezza passo da te?
No, vengo io
Come vuoi. Tanto meglio.
Mi prendo un sacco di tempo per stare sotto la doccia e passo ben due volte il bagnoschiuma al melograno. Lo adoro, definitivamente.
In vista di stasera, decido di dedicare più tempo del solito al trucco e ai capelli.
Sfumo due ombretti color cioccolato, uno più scuro dell'altro, e passo la matita nera dentro e anche leggermente fuori la rima inferiore dell'occhio, poi metto abbondante mascara sulle ciglia.
Fondotinta, terra, un tocco di blush rosa freddo e lipstick color mattone: il risultato è wow.
Grazie tutorial su YouTube.
Con l'arricciacapelli faccio i boccoli, che tra mezz'oretta saranno diventati le morbide onde che voglio come effetto.
Indosso un maglione marrone caldo e un paio di jeans blu scuro, una giacca multitasche sopra e gli stivaletti scamosciati ai piedi.
In attesa di Christopher, faccio uno scatto per Snapchat.
Neanche il tempo di mettere una scritta che suona il campanello. Mi sa che gli dovrò spiegare la differenza tra puntualità e anticipo. Ha le idee un po' confuse.
- Vado io! - urlo dalla mia camera.
Invece di una scritta metto due faccine tra quelle che uso più spesso e poi blocco il telefono, per correre alla porta.
Arrivo allo stesso tempo di mio padre.
- Ho detto che venivo io. - roteo gli occhi.
- Ah, non ho sentito. Chi è?
Apro la porta e Christopher fa un passo avanti, le sopracciglia alzate (probabilmente era in ascolto) e il labbro rilasciato dalla morsa dei denti.
Ha i capelli tirati su, modellati con naturalezza, e sta benissimo con il pullover verde bottiglia e il giaccone dello stesso colore dei suoi capelli... giusto giusto un pochino più scuro.
- Papà, lui è Christopher. Chris, lui è...
- Ci conosciamo già. - sorride il biondo.
Mio padre gli fa un mesto sorriso e poi accenna a me.
- Trattamela bene o dirò a tuo padre di prendere provvedimenti. Intesi? - chiarisce.
Non è minaccioso, per niente, ma Christopher non esita ad annuire con convinzione.
- E tu, signorina, vieni con me un secondo.
Seguo mio padre in cucina, mentre Christopher aspetta ancora fuori dalla porta. Potevamo invitarlo ad entrare, poverino. Vabbe due minuti al freddo non gli cambieranno la vita.
Osservo l'espressione corrucciata di mio padre mentre si ferma in mezzo alla stanza.
- Tu e Christopher... cioè, ti piace? Uscite insieme? - domanda, con esitazione.
Sospiro.
- Non lo so, penso di sì. Più di quanto mi piaccia Ben, se è questo che ti chiedi. Però non so... devo chiarire alcune cose. È tutto molto in forse, per ora.
Bugiarda, muori dalla voglia di baciare Christopher nelle acque dei Caraibi o delle Hawaii.
- Ma con Ben staresti così bene... È un bravo ragazzo, di bell'aspetto, gentile. Perfetto per te!
Peccato che lui non mi abbia mai voluta. E ora che lui sembra volermi, io sto perdendo la testa per Christopher e tutto questo mi impasta i neuroni.
- Papà, è meglio se shippi Stiles e Lydia. Hanno più probabilità di mettersi insieme loro che io e Ben. - affermo.
Il suo entusiasmo svanisce. Sembra quasi rassegnato, ma sono sicura che non lo è del tutto.
- Ora devo andare. Ne parleremo un'altra volta, okay? Ciao. - scappo via.
- Non osare sbaciucchiarti con Christopher eh! La speranza è l'ultima a morire, figlia mia! - lo sento dire ad alta voce, rischiando che Christopher senta.
Meno droghe papà, ti prego.
__________
Alors!
Un punto da mettere in chiaro: il flashback narra la notte in cui Lane è morto; Margot poteva essere svenuta come morta la stessa notte, non lo potete ancora sapere 😂
E ricordate che siamo entrate in due punti di vista diversi e che ognuno dei personaggi sa cose diverse.
Sì, sto cercando di confondervi 😂😂
No scherzo, siete intelligenti e non ci cascate 💖
A presto 💘
P.S. Vi assisto nel rientro a scuola, abbiamo tutte bisogno di una grazia dal Cielo.
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