Scontro
Questa mini FF è ambientata quando Nihal ha quattordici anni e Sennar sedici, quando si sono incontrati per la prima volta, però vista dal punto di vista del nostro mago da strapazzo.
-Sennar mi vai a comprare le mele in città?- la voce di Soana giungeva ovattata attraverso le mura della mia stanza dove mi stavo esercitando per un nuovo incantesimo.
-Adesso vado!- Esclamo infilando la penna d'oca tra i denti e continuando a leggere la pergamena sdraiato a pancia in giù sul letto.
-Sennar!!! ADESSO!!!- mi giro su un fianco e mi lascio cadere a terra. Stavolta non ho proprio voglia di alzarmi, vorrei solo addormentarmi ed abbandonarmi all'abbraccio di Morfeo. Ma so benissimo di non poter disubbidire alla mia maestra perciò metto le gambe in spalla e mi avvio.
Salazar é bellissima in questo periodo dell'anno, la luce del tramonto illumina l'enorme torre da dietro, enfatizzando l'immobile irrealtà di quel luogo magico che ormai frequentavo molto poco.
Il freddo comincia a farsi sempre più pronunciato mano a mano che le ore scorrono, ma quando attraverso la porta di Salazar mi accoglie un calore casalingo, quasi come se potessi sentire i fuochi scoppiettanti nei camini delle case.
Ormai é tardi e le botteghe stanno per chiudere maledico me e il fatto di aver voluto prendermela comoda durante il tragitto. Se non torno a casa con le mele Soana si arrabbierà tantissimo.
Cominciò a correre su per le scalette ripide che percorrono la città dai piedi alla cima e mi fermo davanti alla prima bottega che vedo.
-NO!!!! ASPETTAAAA!!!!- urlo appoggiandolo al bancone subito prima che il tizio chiudesse la tendina
-Cosa c'è?- disse il venditore con aria assonnata, era uno gnomo con una lunghissima barba marrone striata di grigio, il capo era coperto da un turbante di velluto rosso, gli occhi piccoli erano circondati da una ragnatela di piccole rughe sottili.
-Devo comprare delle mele- avevo ancora il fiato corto per la corsa e i capelli rossi mi ricadevano scompostamente sulla fronte.
-Allora mi sa che deve andare da qualche altra parte
Solo allora abbassai lo sguardo sulla mercanzia esposta, c'erano solo stoviglie varie e alcuni pugnali.
-merda!!- esclamai e corsi via senza nemmeno salutare, ma tutte le bancarelle erano ormai chiuse.
Alla fine mandai una pergamena a Soana, informandola dell'accaduto, e dicendole che sarei rimasto a dormire in una locanda che avevo visto lungo la strada.
Dentro il posto era piccolo e raccolto, c'erano quattro tavoli rotondi su cui alcuni vecchietti giocavano a carte e un cavaliere mangiava una zuppa fumante.
Subito mi sistemarono in una stanza, ma, francamente, non ho la minima voglia di riposare o di rimanere chiuso tra quattro mura, perciò raggiungo la sala comune e mi siedo ad un tavolo ordinando un piatto di carne.
Mentre cominciavo a mangiare una banda di ragazzini entrò nella locanda, saranno stati una decina in tutto, dai sette ai dodici anni. Ma mi incuriosì l'ultima arrivata, avrà avuto quattordici anni, la più grande del gruppo, tutti maschi e lei femmina. Aveva lunghissimi capelli blu e penetranti occhi viola, le spropositate orecchie a punta che spuntavano dalla massa di capelli.
Si riunirono tutti al tavolo e la ragazzina coi capelli blu prese a lucidare un pugnale.
-Sei stata fantastica Nihal nell'ultima rissa!!!- esclamò un bambinetto con gli occhi che brillavano
-Un bravo guerriero non perde mai- rispose lei gonfiando il petto ed assumendo un aria da donna vissuta.
L'immagine di mio padre mi riempì la mente, ma io la scacciai via come ogni volta che succedeva. Il passato é passato nel bene e nel male.
I ragazzini cominciarono a parlare della guerra e la ragazzina chiamata Nihal conduceva la conversazione. E la tristezza si tramutò in rabbia.
La guerra non é un occasione di gloria, la guerra é morte e distruzione, la guerra é aspettare a casa un uomo che non tornerà, la guerra é piangere sulle tombe dei propri cari, la guerra é solitudine.
Quando i ragazzini ebbero spazzolato il piatto e fecero per uscire Sennar fermò il primo che gli capitò a tiro
-Come ti chiami??- chiesi fissando i miei occhi nei suoi
-B-Baarod- balbettava palesemente spaventato.
-E la tua amica? Nihal giusto? É davvero un guerriero??
-N-no, ma le piacerebbe molto diventarlo-
-Bene. Vi ho sentito dire che è fortissima
-Oh, si, nessuno è mai riuscito a batterla e a portarle via il suo pugnale
-Bene. Vorrà dire che sarò il primo. Voglio sfidarla, dopodomani.
-Io....ok...ma non te la prendere troppo se perdi...
-Un bravo guerriero non perde mai.
Ok, lo devo ammettere, forse l'ho spaventato un po' troppo ma certe persone hanno bisogno di una lezione, devono riorganizzare le loro priorità.
***
Il giorno dell'incontro il sole illuminava la pianura regalando al paesaggio un'atmosfera quasi fiabesca.
Il luogo previsto per la battaglia era uno spiazzo alla base della torre, tutti i seguaci di Nihal formavano un cerchio ed era evidente che tutti tenevano per lei.
-Così sei tu che mi vuoi sfidare?- disse lei, gli occhi che mi scrutavano attentamente. Nonostante fosse una ragazzina e diversi centimetri più bassa di me riusciva a sembrare minacciosa.
Io non potrei mai dire di sembrare minaccioso, sono alto e magro, non sono mai stato incline a nessuna attività sportiva e non ero mai stato capace di brandire una qualsiasi arma.
-Si, sono io- fissai i miei occhi nei suoi, e sapevo che quella era la mia unica carta vincente. I miei occhi erano molto inquietanti, di un azzurro chiarissimo.
Mi chiese tutto quello che poteva su di me, cercando di indovinare cosa fossi. Ma non le passò nemmeno per l'anticamera del cervello di chiedermi se ero un mago.
La credevo più furba.
Quando cominciò il combattimento lei fu subito in vantaggio, io cercavo di ripararmi alla bell'e meglio ma era palese che non l'avrei mai battuta, il mio obbiettivo era solamente farle abbassare a guardia, farle capire che non l'avrei mai battuta.
I ragazzini cominciano a ridere ma io mantenni il sangue freddo.
Poi ecco il momento che aspettavo dall'inizio dell'incontro, Nihal tese il bastona sopra la testa e si preparò ad infliggere il colpo ma io la guardai negli occhi di nuovo e sorrisi, lei rispose al mio sguardo aggrpttando le sopracciglia e io mormorai l'incantesimo che stavo imparando da poco.
Straordinariamente funzionò al primo colpo e Nihal lasciò cadere il bastone ormai tramutato in un serpente.
Uno sgambetto e fatta, Nihal era a terra infuriata.
-Stramaledettissimo baro!! Sei un mago!!! Non me l'avevo detto! Rivoglio indietro il mio pugnalee!!!
-No. Tu hai detto io coi maghi non mi batto? No. Hai posto come condizione di non usare la magia? No. Prendila come una lezione di vita, hai imparato che bisogna conoscere bene il proprio nemico prima di battersi.
Nihal era rossa di rabbia ma io non ci feci caso. Mi voltai prendendo il pugnale che avevo appena vinto.
Con la coda dell'occhio vidi la ragazzina correre via in lacrime e, nonostante l'avessi fatto per lei, mi sentii male.
ta daaaaa!!!!! Mi scuso per la lunghezza ma questo tema mi piaceva. Spero vi piaccia ;)
Anna_AvadaKedavra
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