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V_Jackie

Autrice: V_Jackie

Ruud stava aspettando seduto in cima alla rupe. Da lì poteva vedere lo spiazzo sottostante, una piccola pianura erbosa tra il limitare del bosco e il fiume dove le sue prede si sarebbero presto incontrate. Il Lich non aveva fretta, era solamente impaziente di trafiggere con la sua spada, donatagli dal Dio del Caos , le membra del suo acerrimo nemico e di catturare finalmente l'erede della Campionessa, offrendola al suo Signore insieme alla Runa.

La brezza portò alle sue orecchie ormai putrefatte il rumore di passi, passi lievi e delicati accompagnati da altri più pesanti. Ruud sentì l'eccitazione crescere in lui , fomentata dalla sua spada maledetta che lo incitava a compiere il più totale massacro senza avere pietà per nessuno.

"Uccidi" gli sussurrava nella mente " Uccidi il Cavaliere una volta per tutte. Fallo morire con il rimorso di non aver potuto salvare i suoi figli e la sua adorata moglie. Massacra quelle sgualdrine delle tue ex compagne di viaggio, accanisciti su Gilraen, colei che credesti di amare un tempo. Colei che ti ha fatto provare dei sentimenti.. puri." All'idea, il Lich proruppe in una risata folle, bramoso di entrare in azione al più presto possibile.Sapeva che le prime sarebbero state loro e , infatti ,furono proprio le tre elfe e l'umana ad emergere per prime dalla radura. Le osservò divertito mentre si guardavano intorno circospette per paura di essere seguite.
In testa vide l'erede,Nimue, nonché capitano delle guardie della Capitale. Era lei che aveva una delle cinque Rune magiche, l'erede di Colei che sconfisse il suo Dio secoli or sono. Dietro di lei, le sue tre ex compagne di viaggio: quella pasticciona di Elówen , la maga , Arànel, la druida – erroneamente - convinta di essere la miglior combattente su questo Piano ed infine Gilraen, la guaritrice che gli era restata accanto sin dall'infanzia quando veniva isolato per via di essere un Aasimar con il sangue corrotto di Yuan – Ti .Ruud sapeva che lei lo amava. "Uccidila!" gli ordinò prepotentemente la spada." Uccidila!" "La ucciderò " rispose.Da quella posizione, lui poté vedere il secondo gruppo avanzare furtivamente alle loro spalle. Stando a ciò che aveva udito, quello doveva essere il gruppo di piccoli briganti, nessuno d'importante le cui vite valevano meno di zero. Sarebbero stati loro a morire per primi.Del Cavaliere, nemmeno l'ombra, ma lui sapeva che sarebbe arrivato. Era da molto che ballavano in questa danza della morte, ma presto uno dei due sarebbe caduto definitivamente e quel qualcuno non era di certo lui. Ruud era un Lich, uno scheletro. Brandelli del suo vecchio corpo erano ancora attaccati alle sue ossa, ma presto la trasformazione sarebbe stata completa. Non aveva neanche più un anima; non sentiva più gli istinti primordiali del uomo, ne sonno, fame o sete, ne poteva morire : il suo filatterio era custodito ben lontano da lì. Clymore non avrebbe mai potuto trovarlo.Nella radura sottostante, intanto, era avvenuto lo scambio : Ruud vide distintamente la Runa del Fuoco passare dalle mani dell'erede a quelle di Elówen. Rise, le cose non potevano mettersi per il meglio. Si chiese perché proprio loro erano state incaricate di salvare il mondo dalla distruzione causata dal risveglio due Draghi Leggendari. Tuttavia, le elfe erano completamente ignare che le cinque Rune avessero ben altri poteri, come quello di spezzare il sigillo della maledizione che teneva imprigionato Varus, il capo dei Maghi Rossi, il più potente esercito del suo Dio. Grazie a quelle Rune, il mondo sarebbe presto caduto ai Suoi piedi.
Era il momento di agire.Con un balzo saltò giù dalla rupe e atterrò esattamente in mezzo ai due piccoli gruppi, i quali nel frattempo avevano iniziato una battaglia per il possesso della Runa del fuoco. Quando ebbe l'attenzione di tutti, rise e con un possente fendente, colpì il primo nemico a tiro, poi il secondo, poi il terzo..Era fuori controllo. La maledizione della spada aveva creato un vero e proprio Paladino del Massacro, lo aveva reso pazzo e assetato di sangue.Sentì distrattamente Elówen pronunciare il nome di un incantesimo ed ecco che, sotto di lui, si espanse una macchia d'olio, la quale s'incendiò non appena le fiamme scaturirono dalle mani della druida. Prese immediatamente fuoco.Tra le fiamme, vide le espressioni compiaciute delle ragazze, ma esse non sapevano che lui era immune agli elementi. I loro incantesimi naturali erano del tutto inutili e ciò lo fece sentire invincibile. Prese ancora la sua spada per colpire una delle sue ex compagne di viaggio, le quali cercavano disperatamente di colpirlo con incantesimi di varia natura. Ne il soffocamento, ne l'acqua , ne il fulmine poterono fermare la sua lenta ed inesorabile avanzata. Sollevò la sua elsa con fare vittorioso, ma la spada gli sfuggì di mano quando fu colpito da una Freccia Benedetta, una freccia intinta nell'acqua santa. Alzò gli occhi e incrociò quelli verdi di Gilraen che lo fissavano minacciosi: essendo una guaritrice, aveva subito percepito la sua natura e aveva utilizzato contro di lui le Pozioni Benefiche di guarigione, dannose per i non-morti. La precisione della freccia era dovuta all'abilità di arciera dell'erede, la quale ne stava per incoccare un'altra diretta verso il suo petto. Doveva fermarla subito.Riprese in mano la spada e si lanciò all'attacco, ma la sua corsa fu fermata da una voce famigliare: la voce di Claymore.La resa dei conti era appena iniziata.

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