Incertezza
Silver si ritrovava molto spesso a passare notti insonni mentre camminava per il bosco,non importava se piovesse o nevicasse,lui era là, ogni sera con lo sguardo rivolto al terreno e l'andatura ciondolante. Alcuni lo avevano addirittura scambiato per un fantasma data la sua carnagione candida che rifletteva i raggi della luna,i suoi capelli scarlatti di media lunghezza che svolazzavano ad ogni minimo colpo di vento,le borse sotto agli occhi e lo sguardo cremisi spento. Il ragazzo era un vulcano di pensieri,pensava e pensava ancora,la sua mente era occupata dalla figura del castano dagli occhi ambrati, il suo eterno rivale:Gold. I suoi pensieri erano delle più varie entità, pensava a quanto amasse il suo sorriso,a come gli suonasse melodiosa la sua voce e a come questo gli avesse rubato il cuore. Eppure non riusciva a trovare conforto in quella situazione incerta che c'era far loro, provò persino a cambiare punto di "vista",letteralmente. Si ritrovò seduto con le gambe a penzoloni nel vuoto,poteva vedere i monti,le abitazioni che da quell'altezza sembravano poco più che giocattoli,i boschi e varie parti della regione, era però impossibilitato nel vedere le fondamenta di quella costruzione imponente che si ergeva verso il cielo,quasi come se volesse arrivare toccare quella distesa azzurra che da sempre aveva catturato l'attenzione di uomini e Pokémon. Pensò che quel luogo fosse perfetto per lui,come fosse lo specchio dei suoi pensieri,pensava a varie cose eppure non riusciva a vedere la risposta che più gli era vicina della quale aveva più bisogno,doveva sapere cosa lo legasse con forza a quel ragazzo che non vedeva da tempo,da quando egli era diventato il campione della regione e quasi gli mancava il tempo per respirare. Eppure quel luogo non lo attirava più di tanto,amava stare a contatto con la natura, lo rilassava e lo aiutava a non impazzire sepolto da quella mole imponente di pensieri. Gold era impegnato,troppo per i suoi gusti, lui che amava essere libero,stare con i suoi amici e sentire il vento che gli scompigliava i capelli mentre era in sella alla sua fidata bici,eppure era il campione e non sarebbe mai venuto meno ai suoi doveri,anche se non lo avrebbe mai ammesso apertamente era fiero del titolo che si era guadagnato grazie al suo impegno ed ai suoi sacrifici. Ma sentiva comunque che la sua vita era incompleta,come se mancasse quel pezzo fondamentale del puzzle a completarla. I suoi occhi non più vivaci come un tempo rimbalzavano da un lato all'altro della stanza mentre aspettava il suo sfidante e cercava contemporaneamente cosa gli mancasse ancora nella sua vita. Poi d'improvviso gli parve di vedere il rosso che si allontanava da lui,neppure se ne accorse che aveva il volto pieno di lacrime,allora comprese che gli mancava da morire quel ragazzo scontroso ma dal cuore d'oro che lo aveva aiutato innumerevoli volte nel corso della sua avventura. Si portò una mano sulla fronte e sospirò, si chiese come poteva essere stato così stupido da non aver capito cosa gli mancasse,ma non sarebbe comunque cambiato nulla perché non era certo che rivelargli i suoi sentimenti sarebbe stata la mossa giusta,cosa avrebbe fatto se lo avesse rifiutato,quel pensiero lo tormentava e lo spaventava più di tutti. Anche se nessuno dei due voleva fare la prima mossa quella situazione non era di loro gradimento, non amici e neppure amanti,cos'erano dunque?
Era quella domanda che torturava la mente di Silver,era sensibile e quel loro complicato rapporto lo distruggeva,nessuno dei due lasciva trasparire apertamente quali fossero i loro reali sentimenti e quello non era in grado di reggerlo, non lui. I due avevano iniziato a vedersi più di frequente una volta compresa la natura romantica dei loro sentimenti, il rosso faceva del suo meglio tramite piccoli e dolci gesti per far comprendere al castano quanto in realtà lo amasse eppure questo sembrava non accorgersi di nulla,eppure,Gold,anche se inconsciamente ne era a conoscenza ma non lo accettava,quasi,la paura di essersi immaginato quella dolcezza a causa dei suoi sentimenti lo terrorizzava tanto quanto l'idea che il ragazzo potesse odiarlo. Una sera come tante il campione aveva ricevuto un invito ad uscire dalla sua amica d'infanzia e aveva accettato ingenuamente mentre il rosso aveva deciso di fare una passeggiata per la città e godersi lo spettacolo scenografico composto dalle varie insegne luminose e le luci nelle case. Per una strana coincidenza voluta dal destino Silver assistette ad una scena che lo sconvolse,riuscì quasi a sentire il suono del suo cuore che si infrangeva in infiniti piccoli pezzi che,forse,non sarebbero mai tornati come prima, vide colui che amava venir baciato da una ragazza dai folti capelli castani che conosceva. Scollegò il cervello,smise di pensare e lasciò che i suoi piedi lo condussero dove volevano,qualsiasi posto sarebbe stato meglio che rimanere lì. Si ritrovò nel solito bosco,quella notte la luna era piena e splendeva più del solito quasi a voler confortare il cuore ferito del giovane,aveva il volto rivolto verso l'alto mentre delle lacrime amare percorrevano le sue guance per scivolare in fine al suolo,non voleva piangere eppure non riusciva a ricacciare indietro quelle dolorose e amare lacrime di dolore. Inaspettatamente incontrò Celebi,ma era troppo distrutto per esserne contento,la creatura leggendaria risplendeva a causa dei raggi lunari,volteggiava attorno a Silver cercando di confortarlo e poi gli regalò un fiore candido sorridendo,il ragazzo ricambiò il sorriso quando un folle pensiero gli balenò la mente a causa del significato di quel fiore: il narciso il fiore che si porta ai morti. Per quanto fosse folle decise che era qualcosa di sensato in fin dei conti. Attese la mattina successiva, scrisse una lettera con la sua calligrafia ordinata e curata che poi legò alla zampa del suo Pidegeotto,su quel piccolo foglio di carta erano riversati tutti i suoi sentimenti, le sue emozioni e i suoi pensieri,era pronto a realizzare quella sua folle e spericolata idea. Si diresse fino alla cima della famosa torre e chiese al suo amico alato di recapitare la lettera a Gold,aspettò circa mezz'ora, poi tenendosi stretto al cornicione si sporse leggermente in aventi,per quanto quel luogo fosse alto c'era una sorta di nebbia che circondava la costrizione dandole un'aria piuttosto sinistra,lo scenario perfetto per quel gesto estremo. Aveva scritto nella lettera dove si trovava precisamente e quello che voleva fare,ovvero buttarsi giù, oltre a i suoi sentimenti e tutto il resto. Delle calde lacrime bagnarono nuovamente il suo volto,le asciugò e mentre si chiedeva se il suo amato sarebbe andato da lui a salvarlo oppure lo avrebbe lasciato morire nella stagione più triste dell'anno,l'autunno, si buttò nel vuoto, la sua mente si liberò da ogni pensiero i suoi occhi erano serrati mentre lasciava il corpo in balia del forte vento facendolo sentire leggero,come se quasi stesse volando. I suoi capelli volteggiavano smossi dalla forte aria quasi come se danzassero e le sue labbra erano premute assieme in un'espressione rilassata,in quel momento la sua mente era vuota e non c'era nessun pensiero a tormentarlo fino a quando di nuovo pensò <<Mi salverà?>> mentre in suoi occhi cremisi iniziavano a riconoscere i contorni della torre attraverso la nebbia
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