Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

The man who can't be moved


Emily Douglas era stata appena assunta al "Dublin news".
Non era stato semplice entrare nelle grazie del capo redattore, ma dopo due settimane di duro lavoro si era finalmente meritata il suo primo servizio ufficiale.
Non pretendeva certo che i suoi articoli fossero da subito sulle pagine di rilievo, ma non credeva nemmeno che il suo incarico sarebbe stato intervistare un pazzo che non si muoveva dall'angolo di O'Connell Street da circa due mesi.

«Douglas, la storia di quel ragazzo sta facendo il giro del mondo.
Nessuno è riuscito ancora ad intervistarlo, se sarai capace di far parlare quel matto l'ufficio vuoto in fondo al corridoio diventerà tuo.»
Emily non aveva chiuso occhio, l'agitazione le aveva impedito persino di poggiarsi a letto; aveva trascorso la notte a leggere quotidiani e riviste da Internet ricavandone ben poche informazioni: Daniel O'Donoghue era fermo in quell'angolo di strada dal venti aprile, si spostava nei dintorni solo per mangiare e lavarsi. Tutto ciò che si sapeva era che stesse aspettando una ragazza, della quale stringeva una foto tra le mani.
Si fece una doccia veloce, prese diversi caffè, infilò l'occorrente per l'intervista nella borsa ed uscì di casa.

Già da lontano, intravide la sua imponente sagoma e il suo ciuffo.
Prese un thè al bistrot accanto e cominciò ad osservarlo dalla vetrina.
«Signorina, mi scusi.» fermò la cameriera sperando in qualche utile rivelazione.
«Dica pure.»
«Sono una giornalista. Cosa sa del ragazzo quì fuori?»
«Tanti curiosi hanno già provato a dialogare con lui, ma nulla. Quì si limita ad ordinare. È un ragazzo veramente gentile. Alcuni gli lasciano addirittura soldi ma non li accetta. A volte suona la chitarra, purtroppo non so dirle altro.»

Doveva andare fino in fondo a quella storia. All'inizio era rimasta delusa dal compito che le era stato assegnato, ma la delusione stava lasciando il posto alla curiosità.
Svoltò l'angolo e si ritrovò il suo viso vicinissimo: gli occhi avevano un colore indefinibile, i tratti definiti ma allo stesso tempo gentili, insomma poteva tranquillamente essere scambiato per un modello.
«Sa-salve. Io so-sono Emily Douglas. Lavoro, cioè, ho iniziato da poco insomma... sono una giornalista. Vorrei sapere se magari, ecco... se non la disturba... vorrebbe scambiare due chiacchiere con me?»
Arrossì violentemente. Peggio di così non poteva presentarsi.
Il ragazzo la fissò per un attimo, per poi girarsi dall'altra parte.
C'era qualcosa in lui che la bloccava, di solito non avrebbe mai balbettato così, soprattutto per questioni di lavoro. Tentò un approccio diverso.
«Sa, questo articolo mi serve per mantenere il mio posto di lavoro. La prego, non le ruberò molto tempo».
Lui le sorrise in maniera impercettibile, ma continuò a rimanere zitto.
Emily ne approfittò per dare un'occhiata alle foto attaccate ad una lavagnetta accanto a lui: una ragazza stupenda era la protagonista di quegli scatti
«È davvero bellissima. È la sua ragazza?» sperò di farlo cadere nella trappola, ma nulla. Silenzio assoluto.

Dopo altri tentativi falliti, si recò al giornale.
«Capo, ho provato ma quel tizio sembra essere muto.»
«Douglas, cambia strategia o sei fuori. Hai una settimana di tempo.»
Tornò a casa sconsolata ed afflitta.
Alle tre era ancora sveglia quando, improvvisamente, le balenò in testa un'idea: doveva essere impazzita ma non voleva assolutamente perdere quel posto per cui aveva sgobbato anni sui libri.
Andò in soffitta, prese tutta l'attrezzatura da campeggio e la caricò nella sua Mini.
Emily Douglas non si sarebbe arresa tanto facilmente.
Raggiunse O'Connell Street dandosi della matta, ma forse quello era l'unico modo per entrare in sintonia con Daniel.
Prese lo zaino, il sacco a pelo ed il cellulare e gli si avvicinò.
Lui era sveglio, le sembrò che stesse scrivendo qualcosa su un quaderno.
«Salve, Daniel. C'è posto per me?»
Il ragazzo le dedicò uno sguardo truce, poi scoppiò a ridere.
Questa scena si ripetè per cinque notti. Emily stava per arrendersi quando Daniel finalmente le parlò.
«In tanti mi hanno avvicinato, ma mai nessuno ha insistito quanto te. Perché l'hai fatto?»
«Il mio capo mi toglierà il mio posto se non gli porto un articolo esclusivo su di te. Ma adesso c'è altro. All'inizio credevo fossi solo un tizio con qualche rotella fuori posto, un barbone originale o solo
un bel ragazzo in cerca di fama, ma dopo averti osservato so che la verità è molto più profonda.» ammise imbarazzata.
«E così pensi che io sia un bel ragazzo?» la prese in giro.
«Io devo proprio andare adesso, scusami per la mia invadenza. Ho tentato ma ho fallito. Ti auguro di trovare quello che stai aspettando.»
Emily stava per prendere le sue cose quando lui la fermò.
«Se offri un caffè a questo barbone, magari cambierò idea.»
Gli occhi di Emily si illuminarono.
«Mi stai dicendo che mi concedi l'intervista?»
«Forse...»

Non riusciva a credere che avrebbe raccontato tutto ad una perfetta sconosciuta, ma la sua testardaggine e il suo modo di fare l'avevano convinto ad aprirsi con quella ragazza.
«Io e Lyanne siamo stati insieme due anni. Ci siamo conosciuti proprio in questa caffetteria. Quelli con lei sono stati i giorni, i momenti, gli attimi che mi hanno fatto conoscere l'amore. Nel suo abbraccio scompariva ogni dolore, nei suoi occhi trovavo la mia luce. Era una ballerina, e come tutti gli artisti, molto volubile. Una sera, come tante altre, sono rientrato a casa e lei non c'era più. Solo un biglietto dove mi diceva che voleva stare da sola per un po'... sono passati i mesi e non è più tornata. Non riesco ad andare avanti senza di lei, il mio cuore spera che un giorno si accorga di sentire la mia mancanza e torni in quest'angolo di strada, dove tutto è cominciato. Ecco perché non mi sposto da quì. Forse sentirà parlare di me al telegiornale, o qualcuno vedendo la foto le dirà dove sono. Non m'importa quanto tempo dovrò aspettare. So che lei ritornerà da me.»
Emily rimase rapita da quelle parole, dal dolore e dalla speranza che il racconto di Daniel le aveva procurato.
Molti al suo posto, dopo questa confessione, l'avrebbero considerato un matto incapace andare avanti con la sua vita, lei invece provò addirittura invidia per quella ragazza che si era meritata un amore simile.
«Adesso hai il tuo articolo, Douglas.»
«Daniel, posso farti un'ultima domanda?»
«Se mi offri anche una cioccolata, ci sto.» scherzò lui.
«E se Lyanne non tornasse?» non voleva ferirlo, ma aiutarlo.
Lui si incupì per poi lasciare spazio ad un sorriso disteso.
«In questo momento devo rispettare il mio cuore, e mi dice di continuare ad aspettare. Il vero amore sa essere paziente.»
Lei restò in silenzio per un po', quelle parole l'avevano trafitta.
«Grazie di tutto Daniel. Per esserti fidato di me e, soprattutto, per avermi ridato speranza nell'amore.»
Si salutarono con la promessa che ogni tanto si sarebbero rivisti.
«Ah un'ultima domanda, sono pur sempre una giornalista. Cosa scrivi su quel quaderno di notte?»

Il giorno dopo, l'articolo fu pubblicato. Il titolo poteva essere soltanto uno: The man who can't be moved.
Lyanne tornò dopo due settimane e ovviamente Emily fu invitata al successivo matrimonio, dove incontrò il miglior amico dello sposo.
Ogni tanto il lieto fine esiste.

Vi state chiedendo cosa c'era scritto sul quaderno di Daniel? Ovviamente stava componendo la canzone:
Tornando in quell'angolo

dove ti vidi la prima volta

dormirò in una tenda

e non mi muoverò

Ho scritto delle parole sul cartone

ho la tua foto in mano

e dico

"se doveste vedere questa ragazza, le potreste dire dove sono?"

Alcuni provano a darmi dei soldi

ma non capiscono

Non sono al verde,

sono solo un uomo con il cuore spezzato

Lo so, non ha senso

ma cos'altro posso fare?

Come posso andare avanti

quando sono ancora innamorato di te?

Perchè se un giorno ti svegliassi

e scoprissi che ti manco

e il tuo cuore si incominciasse a chiedere

dove sono finito

Forse tornerai nel posto in cui ci siamo incontrati

e mi troverai ad aspettarti all'angolo della strada

non mi muovo da qui, non mi muovo da qui

I poliziotti mi dicono

"ragazzo, non puoi stare qui"

e io gli rispondo

"sto aspettando una persona, non importa se dovrò aspettare un giorno un mese o un anno"

Rimarrò qui con la pioggia o con la neve

Se dovesse cambiare idea, questo sarebbe il primo posto dove verrebbe a cercarmi

Perchè se un giorno ti svegliassi

e scoprissi che ti manco

e il tuo cuore si incominciasse a chiedere

dove sono finito

Forse tornerai nel posto in cui ci siamo incontrati

e mi troverai ad aspettarti all'angolo della strada

non mi muovo da qui, non mi muovo da qui

Le persone parlano di quel ragazzo, che sta aspettando una ragazza

Non ci sono fori nelle sue scarpe, ma un grande vuoto nel suo mondo

Forse diventerò famoso,

"l'uomo che non può essere spostato"

Forse non sarà tua intenzione

ma mi vedrai nei telegiornali

E correrai verso quell'angolo

perchè sai che lo faccio solo per te

sono "l'uomo che non può essere spostato"

Parole:1500 testo compreso

Ps: Daniel è il frontman degli Script, ho preso ispirazione da lui anche per la bellezza ehmmm per la bravura ;)
Spero che questa storia vi risulti meno noiosa.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro