Zervis - Ghost of me.
Per i due novelli sposi, era finalmente arrivata l'estate. Si avvicinava la data del loro matrimonio e non potevano essere più impazienti di così.
Decisero di andare a vedere la casa che avevano comprato insieme, dopo molti sacrifici, due giorni prima del matrimonio.
Non potevano immaginare che non ne sarebbero più usciti...
Era tutto apparentemente perfetto.
I mobili erano già stati posizionati a dovere, le camere erano divise con precisione invidiabile, era tutto pulito e pronto per accogliere i due innamorati in quella villetta a due piani, momentaneamente molto semplice, ma che avrebbe avuto tempo e modo di migliorarsi.
La cucina era grande e spaziosa, anche troppo per sole due persone. I due avevano infatti programmato di avere dei bambini al più presto.
C'era anche un piccolo salone con due divani e un grande lampadario a sormontare la stanza.
I due ragazzi non potevano essere più felici di così.
Decisero di restare lì quella notte, poiché si era fatto troppo tardi, senza rendersene conto, e nessun taxi passava da quelle parti da un pò, ormai.
Presero un paio di coperte, si distesero su un divano, davanti al camino e iniziarono a rilassarsi.
Finché alla ragazza non tornò in mente una vecchia storia horror che le avevano raccontato anni prima.
''Zeref, vuoi sentire una storia?''
''Vai, tanto la notte è ancora giovane!'' Disse sorridendo, mentre la ragazza si accingeva a iniziare la storia.
''C'era una volta una ragazza molto bella, sofisticata e bene amata da tutti. Viveva in un piccolo paese, situato in montagna, ma sognava di andarsene per scoprire le città più importanti del mondo. Era certa che la strada fosse semplice, ma una volta trovate le varie difficoltà della vita metropolitana, ebbe tempo per ricredersi. Trovò lavoro nella città di Magnolia, vendeva frutta e verdura, ma il guadagno era abbastanza da permetterle di vivere in modo abbastanza dignitoso. Anche in questa città tutti erano felici di passare del tempo in sua compagnia e lei in qualche modo si sentì sempre più a casa. Un giorno, però, scomparve. La cercarono tutti per mesi interi, ma dopo poco più di un anno, decisero di smettere. Circa tre anni dopo l'accaduto, venne ritrovato un cadavere quasi totalmente scomposto e tumefatto dall'acqua del fiume, dove il corpo venne ritrovato. Si fecero molte analisi e si scoprì che si trattava del corpo della giovane. Organizzarono dei funerali per lei e compiansero molto quella tragedia, che sembrava non trovare risposte, ma che aveva sicuramente un colpevole. Dopo averla sotterrata, ogni giorno un abitante diverso andava a trovarla, ma la cosa durò appena qualche mese. Un anno dopo il ritrovamento del cadavere, un bambino finì vicino alla tomba della ragazza per puro caso, ma ciò che trovò lo fece scappare via. La bara era aperta, ma della ragazza nessuna traccia. Alcuni abitanti si preoccuparono di trovare una causa, ma senza risultati. Altri lasciarono la città con qualche scusa. Ciò che avvenne dopo, però, fu anche peggio. Si susseguirono omicidi senza colpevoli, sparizioni misteriose e avvistamenti agghiaccianti. In breve tempo, la città fu lasciata a sé stessa e venne marchiata come maledetta. Si racconta che la ragazza sia ancora lì, ad attendere colui che l'ha uccisa, per ottenere la propria vendetta. Lì, dove tutti l'avevano abbandonata.''
''È una storia davvero triste, più che spaventosa. Capisco i sentimenti della ragazza, la solitudine e soprattutto essere dimenticati da chi si vuole bene, penso sia un castigo più grande della morte. Ma soprattutto essere uccisi da qualcuno senza motivo e senza l'opportunità di avere giustizia... davvero terribile.''
''Lo so, lo pensai anch'io quando mi raccontarono questa storia.''
''Ricordi dove si trovi più o meno questa città?''
''Non molto lontano da qui, se non sbaglio. Comunque sono molto stanca, ti va di dormire un pò?'' I due si accoccolarono e si addormentarono ben presto abbracciati.
Durante la notte, però qualcosa non andò per il verso giusto.
Zeref sussultò nel sentire il rumore di qualcosa cadere a terra e frantumarsi, come un bicchiere di vetro o un piatto di ceramica.
Si alzò cautamente, per evitare di svegliare la propria ragazza, per avviarsi in cucina.
Una volta arrivato, non trovò nulla di strano. Era tutto perfettamente in ordine e non c'erano tracce di cocci per terra.
Certo di aver immaginato tutto, tornò dalla propria ragazza per rimettersi a dormire.
Ma sentì un ulteriore suono provenire dal piano di sopra, stavolta non poteva essere un sogno.
Accese una candela, trovata sopra il camino, e cominciò a salire uno scalino alla volta, fino a raggiungere, dopo una buona manciata di minuti, il piano superiore.
Zeref aveva il cuore a mille. Non era certo se continuare ad esplorare la casa o lasciare tutto com'era, prendere la propria ragazza, e scappare da quella casa.
Ma prima di fare qualsiasi genere di figuraccia, doveva accertarsi della situazione.
Avanzò lungo il corridoio, aprendo ogni porta lentamente, per rendersi conto che anche qui non ci fosse nulla di strano.
Troppo stanco per farsi ulteriori domande, chiuse l'ultima porta, si voltò e trovò davanti a sé la propria ragazza, completamente ricoperta di sangue e con i vestiti strappati, in piedi, con la pelle pallida, uno sguardo raccapricciante e una voce strozzata.
''Perché... mi hai... lasciata... sola...''
Il ragazzo era troppo spaventato per pronunciare qualunque suono.
''Ora... verrai con me... e vivremo... felici e contenti... per sempre... come mi avevi promesso...''
Il moro prese quel poco di coraggio che aveva per mettersi a correre, ma per qualche strana ragione, trovò la propria ragazza davanti a sé, con un coltello, pronta ad attaccarlo, e proprio quando la lama stava per affondare nel suo petto, tutto finì.
Zeref si svegliò di soprassalto, stanco e sudato.
Era mattina. Si trovava sul divano dove si era addormentato la notte precedente, con la sua ragazza al fianco.
Tirò un sospiro di sollievo nel vedere che fosse tutto un incubo.
Fece per abbracciare la propria ragazza, ma toccò qualcosa di caldo, rosso e appiccicoso.
Sangue.
Non appena si rese conto del fatto, si accorse di non riuscire più a muoversi, mentre ricordò qualcosa che lo sconvolse.
Tre giorni prima, ci fu il caso di una ragazza stuprata e uccisa in un casolare, non molto distante da lì. Ricordò che quella sera, la propria ragazza arrivò in ritardo. Ricordò che la descrizione della ragazza rispecchiava quella di Mavis. Ma ormai, era troppo tardi. Lei era tornata a prendere la propria vendetta sul moro, che quella sera aveva preferito uscire con i propri amici, anziché scortarla al solito fino a casa. Capì il proprio errore, rimpiangendolo, mentre la propria ragazza, al suo fianco, girò la testa di 180° e gli parlò.
''Per sempre... felici e contenti...''
Finì il tutto con un sorriso raccapricciante, facendo intuire al moro che quella sarebbe stata la sua ultima alba.
1125 parole
Come per la terza prova, è la prima volta che mi cimento a scrivere una cosa del genere xD ditemi se devo cambiare qualcosa o va bene anche così!
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