Tema 1: L'amicizia
Il clima era mite, quella notte, sulle coste dell'Attica. La luna splendeva come non mai, e il rumore delle onde che si infrangevano sulla sabbia placava anche gli animi più bellicosi.
Un fuoco si accese crepitando piano, le fiamme divorarono subito avidamente i legni che dava loro un giovane dai lunghi riccioli neri e la pelle olivastra.
Veniva da Asine, ma dopo la conquista della città era stato portato ad Atene come schiavo ed acquistato dal re di una polis vicina, Falero, perché facesse compagnia al figlio suo coetaneo. Davanti al focolare improvvisato, il ragazzo ripensò al momento in cui l'ambasciatore lo aveva portato al cospetto del principe per la prima volta.
"L'uomo longilineo e dalla lunga barba bianca aprì un portone di legno scuro, consentendo l'accesso ad una grande stanza illuminata. Le decorazioni doriche sui muri ricordarono per un attimo al bambino al suo fianco la città da cui proveniva, Asine, e il cuore gli si strinse in una morsa. Aveva ancora gli occhi arrossati per aver pianto la notte precedente, in preda al terrore e alla mancanza dei suoi genitori.
«Non hai fatto altro che chiamare tua madre stanotte nel sonno.» gli era stato detto. Come biasimarlo?
Non aveva neanche sette anni, dopotutto!
«Sei un ragazzino fortunato.» lo rimproverò a bassa voce l'uomo, che rispondeva al nome di Theodote. «Pochi hanno il compito di essere amici del principe.»
Suddetto principe sedeva al centro della stanza, talmente preso dai suoi giochi da non essersi accorto della presenza dei due. Theodote afferrò per un braccio il piccolo schiavo, facendogli anche male, e lo lanciò nella stanza, ritirandosi. Il bambino aveva vacillato un attimo, ma era riuscito a non cadere.
Il principe intanto si era alzato in piedi e lo fissava: era alto quanto lui, dai capelli castani, con due grandi e luminosi occhi verdi ed il nasino a punta lentigginoso.
«Ciao!» esordì sorridendo «Come ti chiami?»
«Erastos...tu?» rispose l'altro, massaggiandosi il braccio.
«Io sono Xanthippe, l'erede al trono! O almeno è quello che dicono tutti qua...tu chiamami solo Xanthippe. Vuoi giocare?»"
«Mettici più legna, potrebbe spegnersi...»
Erastos non si era accorto che il principe aveva terminato di fare il bagno, e adesso se lo era trovato alle spalle.
«Com'era l'acqua?»
Xanthippe si passò una mano tra i lunghi capelli bagnati: «Calda, è stata una nuotata molto piacevole. Avrei preferito buttarmi dagli scogli con il mio migliore amico, però!»
«Scusa» rise l'altro «Ma ho avuto alcuni doveri a cui adempiere.»
«Vedo bene!» rispose il principe scaldandosi le mani al fuoco. Rabbrividì.
«Dopo un bagno caldo l'impatto con l'aria non è dei migliori, eh?»
Erastos annuì, ma sapeva che l'amico non stava tremando solo per il freddo: erano fuggiaschi da due giorni, il re era stato ucciso da un pretendente al trono (un suo cugino proveniente dalle montagne dell'Epiro che era riuscito a corrompere le guardie reali) e la stessa sorte sarebbe toccata all'erede se fosse stato trovato.
«Spiegami un'altra volta perché sei venuto con me.»
«Come scusa?» l'interpellato si voltò verso Xanthippe, guardandolo con i grandi occhi nocciola.
«Stai rischiando la tua vita, Erastos, lo sai bene. Perché mi hai seguito? Chi ti ha obbligato? Non saresti stato in pericolo al palazzo, ma adesso...se ti trovassero con me...»
«Ehi» lo interruppe l'altro «Me lo chiedi anche? Io non ti abbandonerei mai, Xanthippe. Quante volte l'ho giurato?»
Il principe abbassò lo sguardo e l'amico gli posò una mano sulla spalla.
«Sai, la notte in cui i soldati ateniesi distrussero la mia città era molto simile a questa. Più calda forse, a causa delle fiamme che avvolgevano Asine...ma io sentivo molto freddo: non per la paura, amico mio, non per la paura. Non provavo più niente, le mie orecchie erano ovattate: non mi ribellai quando un soldato ricoperto di sangue mi issò sul carro insieme ad altri uomini, donne e bambini, futuri schiavi dei nobili ateniesi. Non ne avevo le forze, la disperazione mi aveva prosciugato l'animo: mia madre, i miei fratelli, la mia modesta casa...non avevo più niente. Pensai di essere morto, finché non sentii il calore delle lacrime che mi rigavano le guance.»
Xanthippe lo ascoltava mentre scriveva sulla sabbia con un bastone; un ricciolo castano gli scese sulla fronte. Erastos continuò:
«Continuai a sentirmi un fantoccio di paglia e iuta fino al pomeriggio seguente, quando fui acquistato da Theodote, a noi ben noto, per ordine del re di Falero. Probabilmente non mi starai seguendo, ma non la prenderò sul personale: sto divagando, lo so.
Il punto è, mio principe, che quel pomeriggio finalmente la mia vita fu di nuovo illuminata da un fascio di speranza, poiché conobbi un bambino dal naso lentigginoso che mi chiese di essere suo amico.»
Mentre pronunciava queste ultime parole, Erastos spettinò il compagno, che sorrise.
«Non mi hai ancora risposto però!»
«Dai tempo al tempo Xanthippe! La tua risposta eccola qua: tu mi hai tirato fuori dal buio, dall'oblio. All'inizio ero solo un ragazzino della Laconia incaricato di essere tuo compagno di giochi: poi siamo diventati una cosa unica; un cuore che batte all'unisono, due menti dalle stesse idee.»
Erastos sollevò con due dita il volto dell'amico, per costringerlo a guardarlo: «Sentii un uomo, un giorno dire: "Ci sono soli incantevoli che vivono distanti dai loro cieli, anime meravigliose che se hai la fortuna di incontrare, donano un senso alla tua vita"; sono quelle persone come te, mio principe.
Non potrei essere più grato agli dei per averti conosciuto, e non permetterò che ti venga fatto del male: io non ti abbandonerò, Xanthippe, nemmeno se fossi tu stesso a chiedermelo!»
Il giovane principe sorrise lentamente, gli occhi lucidi.
Si gettò in ginocchio a terra, afferrando le spalle di Erastos e stringendolo verso di sé in un abbraccio che diceva: grazie, amico mio.
Sulla sabbia una frase:
τῆς σῆς φιλίας ἕνεκα
Per l'amicizia che ho con te.
· · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · ·
(immagine di copertina originale di peppernote.)
Ed ecco la mia storia
per la prima fase del concorso!
Spero solo che il capitolo
non sia troppo lungo! ^^'
Alla prossima!❤️
~Les
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