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Prima prova - intrappolato in me stesso

L'orologio batteva mezzanotte in punto e io ancora ero intento a studiare per il compito di storia fissato per la mattina seguente.
Non riuscivo a concentrarmi.
Mille pensieri mi passavano per la testa, accompagnati da mille paure e da mille dolori che avevano imprigionato il mio cuore.
Sono sempre stato un ragazzo timido, con un carattere difficile, con cui non è semplice fare amicizia, o meglio, anche se gli altri ci provavano, io glielo impedivo; così ho deciso di dichiararmi gay.
Molti ragazzi nella mia scuola odiano l'omosessualità, poiché dove vivo io non è accettata da quasi da nessuno.
Nessuno è mai riuscito a capire cosa avessi dentro di me, o meglio, nessuno, compreso me, è mai riuscito a capire perché avessi mai inventato un bugia del genere.
La timidezza e la paura verso gli altri stava divorando il mio corpo, così velocemente e profondamente da far crescere e sollevare un grande dolore nel mio corpo.
Decisi di spegnere le luce e di andare a letto col tentativo di riuscire a riposare i miei occhi stanchi, ma continuavo e continuavo a rigirarmi invano nel letto, senza riuscire a chiudere occhi.
Oltre alla timidezza e alla paura verso gli altri nascondevo un altro grande difetto del mio carattere, molto turbante e incisivo sulle cose per me importanti; l'ansia.
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La sveglia suonava insistente sul mio comodino; ero riuscito a dormire per sole due ore, e il mio corpo era sempre pieno di stanchezza. La giornata era appena iniziata, e già dentro di me c'era qualcosa che non andava.
"Matteo sbrigati o farai tardi!" Sbraitava mia madre dalle scale.
"Okay mamma mi sbrigo"
Decisi di alzarmi, andai in bagno, mi vestii, presi il mio zaino e andai dritto verso la porta senza nemmeno salutare mia madre.
Ero agitato quella mattina, e di conseguenza gli appunti di storia continuavano a comparire confusi nella mia mente.
Accelerai il passa e pian piano oltre ai miei pensieri che si annebbiavano, anche la mia vista cominciò a  fare ciò; fino a quando non andai a sbattere contro qualcuno facendo cadere i suoi e i miei libri.
L'ansia si mischiò alla timidezza. La mia testa stava per scoppiare, non riuscivo ad avere contatti con le persone, o meglio come ho già detto, il mio corpo si opponeva a questi contatti.
Mi feci coraggio e raccolsi i libri della persona a cui ero andato a sbattere, gli chiesi scusa e alzai lo sguardo verso di essa.
Mi accorsi che era una ragazza, molto bella, con un volto gentile e grazioso.
"Oh scusa davvero, camminavo senza guardare.. Scusa..". Balbettò la ragazza che non avevo mai visto prima. "Siccome sono nuova mi potresti...". Continuò lei con voce gentile e innocente, mentre io iniziai a correre via, senza voltarmi.
Ero nel panico. Nessuna ragazza mi aveva mai rivolto una parola, nessuna lo aveva mai fatto da quando ero in quella scuola.
Sono sempre stato un ragazzo abbastanza freddo, senza sentimenti, ma quella fanciulla aveva risvegliato qualcosa in me, forse delle nuove paure, o forse delle nuove emozioni.
Varcai la soglia della mia classe e mi recai al mio posto in terza fila. Tirai fuori il mio libro di storia e inizia a ripassare.
I minuti passavano e la classe si stava riempiendo, fino a quando non entrò il professore seguito da una ragazza.
Il mio cuore iniziò a battere sempre più forte.
La ragazza di stamani entrò dietro il professore, fra i fischi dei ragazzi più cafoni e le urla di confusioni presenti nell'aula. Strinsi le braccia al petto per fermare una strana sensazione che si stava impossessando del mio corpo; ma tutto ciò ebbe scarsi risultati.
Il professore riuscì a zittire tutti con un urlo assordante. Tutti si sedettero e lui iniziò a presentare la ragazza al suo fianco. Si chiamava Anna e si era trasferita da poco in questo paese.
Finita la presentazione il professore la fece sedere in un banco vicino al mio, successivamente consegnò le verifiche e iniziò ufficialmente il test.
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La campanella suonò insistentemente e tutti iniziarono ad uscire di classe.
La mattinata stranamente era trascorsa al meglio e il test di storia non si era rilevato così tanto difficile.
"E allora ti chiami Matteo" dice la nuova ragazza.
"Sono gay" sbotto io sperando di interrompere la conversazione, dato che la timidezza si stava già impossessando del mio corpo.
"Oh, tranquillo io non giudico nessuno" dice mentre accenna un sorriso.
"Sai non sono abituato a parlare con le ragazze.. Oh meglio con le altre persone.." riesco a rispondere con voce tremante.
Ero riuscito a rivolgere parole ad un altra persona dopo tanto tempo. Quella ragazza mi aveva stregato, in qualche modo era riuscita a smuovere e a sbloccare una parte di me che era sempre stata sommersa dalla timidezza.
"C'è sempre una prima volta" fa lei con un sorrisetto così bello e lucente che mi fa rimanere incantato.
"Anna vieni con noi, lascia perdere questo gay del cazzo" sbotta Nicolas dalla porta.
Le sue parole oltre a ferirmi riescono a rovinare anche lo stupendo momento fra me ed Anna
Presi la mia roba e corsi via fra le risate e le prese in giro degli altri.
Le lacrime iniziarono a scendermi sul viso quando sentì  che qualcuno mi stava correndo dietro. Oltrepassai il cancello della scuola quando una ragazza iniziò a gridare :
"Aspetta Matteo"
Era Anna. Mi fermai con il cuore a mille e le mani che iniziavano a sudare.
"Anna" inizia io deciso. La timidezza si era impossessata di me.
"Mi dispiace.. Non dovresti perdere tempo con me, è stato tutto uno sbaglio.. Io sono diverso dagli altri.. Capiscimi" dessi con voce tremante e insicura, mentre mi voltavo per andarmene.
Lei mi prese una mano e questo gesto mi fece immobilizzare. Il mio corpo al suo tocco iniziò a tremare e mille emozioni iniziarono ad esplodere dentro di me, facendomi provare nuove sensazioni a me sconosciute.
"No fermo, non te ne andare. Io so che non sei così, te sei diverso dagli altri, ma in senso positivo non negativo" disse lei con voce flebile e dolce.
"Come fai  a saperlo? Non ci conosciamo nemmeno da un giorno" sibilo.
"Lo vedo nei tuoi occhi" sorrisi lei.
"Beh ti sbaglia" sbottai io.
"Dammi solo la possibilità di dimostrartelo" disse. A questo parole accennai un sorriso, un sorriso vero, che non facevo da tanto tempo.
"Beh io ora devo andare, a domani" disse lei mentre nel frattempo mi stampò un bacio sulla mia guancia destra.
"A domani.." Ansimai io con stupore.
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Entrai in camera e lancia lo zaino sopra la sedia, per poi buttarmi sopra il letto per riposare un po' gli occhi.
Era stata una mattinata incredibile, o meglio quella ragazza l'aveva resa tale. Aveva acceso nuovi sentimenti e speranze dentro di me, speranze così grandi che mi portarono alla scelta di voler eliminare totalmente la timidezza che da quando sono nato è sempre stata presentata in me.
Alle volte bastano piccoli gesti per salvare la vita di una persona.
Chiusi gli occhi e riposai per circa due ore.
Quando gli riaprii erano le cinque; mi guardai intorno e pensai a come trascorrere le ultime ore del pomeriggio. Non avevo compiti per il giorno seguente, e fuori splendeva il sole; non potevo sprecare una giornata così bella.
Indossai un'altra maglietta, calzai le vans nere decisi di uscire a fare una camminata per distrarmi un po'.
Mi incamminai verso la spiaggia per fare una passeggiata lungo il bagnasciuga, ma subito, appena entrai in spiaggia sentii una voce femminile chiamarmi, era Anna.
"Matte! Matte! Vieni qui" mi urlava mentre era sdraiata su un asciugamano con un libro in mano.
Mi avvicina a lei, si alzò e mi diede un bacio sulla guancia, per poi invitarmi a sedere sul suo asciugamano.
"Allora che fai di bello" gli chiesi stupendomi di me stesso e del mio coraggio.
"Beh niente, stavo leggendo" rispose accennando un sorriso, che risultava così stupendo e sgargiante ai mie occhi.
"Sai che ti dico? Perché non mi racconti un po' di te? Almeno ci conosciamo meglio" disse sempre sfoggiando il suo incantevole sorriso.
Parlammo per un'ora intera del più del meno, di me, delle mie paura; di lei, del suo trasferimento, e di altre mille cose, fino a quando non presi l'iniziativa di avvicinarci a l'acqua.
Con sguardo furbo Anna tentò di schizzarmi e da lì partì una guerra di spruzzi che alla fine si trasformò in un vero e propio bagno, visto che eravamo bagnati da capo a piedi.
Le presi una mano e lei mi attirò a se. I nostri corpi erano così vicini da poter sentire sulla mia pelle il suo dolce respiro.
Gli scostai i capelli dal volto e appoggia le mie labbra sulle sue. In quel preciso istante mille sensazioni iniziarono ad esplodere nel mio corpo da lasciarmi senza respiro. Quella ragazza mi aveva stregato, era riuscita a far scomparire la timidezza che per anni comandava il mio corpo, era riuscita a farmi sentire nuovamente vivo.
"Ho sempre saputo che non eri gay" sorrise mentre riavvicinava pian piano le mie labbra alle sue.
"Non lo sono mai stato" dissi con voce decisa accennando un sorriso, per poi riavvicinarmi a lei per riunire le mie labbra alle sue.
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Le svegliava segnava le sette in punto, ed io stranamente ero pronto ad affrontare una nuova giornata. Ripensavo e ripensavo a ciò che era successo ieri. Finalmente aveva riottenuto il controllo della mia vita, finalmente avevo vinto la timidezza , finalmente ero pronta a ricominciare.
Mi vestii, presi lo zaino e mi precipitai fuori casa, per poi correre verso scuola.
Mano a mano che mi avvicinavo riuscivo a scorgere Anna appoggiata al cancello, che mi guardava con uno splendido sorriso. Mi avvicinai a lei, gli diedi un bacio sulle labbra e poi la presi per mano.
"Sei pronto a ricominciare da zero?" disse con voce sicura guardandomi dritto negli occhi. Nel mentre entrammo nel cortile della scuola e sotto agli sguardi stupiti di tutti gli studenti riposi: "Si, con te accanto sono pronto a tutto".
Quel giorno era iniziata la mia vera vita, grazie ad Anna ero riuscito a ritrovare me stesso e la voglia di vivere che avevo perso già da parecchi anni, quel giorno ebbe inizio un nuovo capitolo della mia esistenza.
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Spero vi piaccia💕
fallenflaws  ehiiris

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