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Capitolo 42

New York - Il primo Natale di Emma

Finisco di mettere gli addobbi anche in cucina e mi guardo intorno soddisfatta, la mia casa è fantasticamente addobbata. Tre mesi fa, per il mio ventinovesimo compleanno, Liam mi ha regalato una casa a New York. Un bellissimo ed enorme attico nel centro di Manhattan al ventesimo piano di un grattacielo. New York è la nostra città, è qui che tutto è nato e lui sa quanto la amo, per cui mi ha fatto questo mega regalo. Dire che l'ho apprezzato è un eufemismo, anche se io amo tutto quello che lui fa per me. Però ammetto che nemmeno nei miei sogni mi sarei immaginata come regalo una casa del genere. Oggi è tutta addobbata a tema natalizio: c'è un albero con addobbi bianchi, dorati e rossi alto quasi tre metri nel salone, ghirlande e pupazzi di Babbo Natale ovunque. Liam ed io abbiamo deciso di passare il Natale a New York con entrambe le nostre famiglie. La sua famiglia arriva oggi, mentre la mia famiglia materna dall'Italia arriva domani per la vigilia. Oggi arrivano anche Sara e Theo, che verranno a passare il Natale con noi. Sono felicissima per tutto, avere finalmente una famiglia come l'ho sempre desiderata, avere Liam e avere Emma è la cosa più bella che potesse capitarmi. Il walkie-talkie si accende e sento la mia bambina piangere. Corro nella sua cameretta per controllarla. Si è svegliata dal suo riposino pomeridiano, così la prendo in braccio e la porto con me in salone. 

-Amore mio, guarda che bell'albero hanno fatto mamma e papà – le dico. Lei sembra affascinata da quelle luci e mi fa un sorrisino dolce e felice. La porto in cucina e la metto nel seggiolone per farle fare la merenda con la sua frutta, e finisce tutto il barattolino dell'omogeneizzato. Mentre le pulisco il viso suona il mio cellulare, e rispondo senza guardare chi sia.

-Pronto? –

-Isa, sono mamma. – La voce squillante di mia madre mi arriva alle orecchie.

-Ciao mamma, dimmi. –

-Abbiamo avuto un problema – dice con voce affannata. Sicuramente si stanno preparando per partire.

-Cosa? – domando allarmata.

-Il nostro volo stanotte parte in ritardo, e quindi arriviamo con due ore di ritardo a New York. – Odio questa cosa, ci ho combattuto per anni e continuo a combatterci.

-Schifose compagnie aeree italiane – borbotto.

-Già ... comunque lo zio vuole noleggiare una macchina in aeroporto. Lui dice di sapersi muovere dentro New York, cosa di cui dubito visto che c'è stato solo tre volte e si muoveva con i mezzi pubblici. In ogni caso non c'è bisogno che venite a prenderci o il suo ego sarà molto ferito – mi informa.

-Okay ... se ne siete sicuri! – Ridacchio.

-Purtroppo sì, adesso vado tesoro ... dobbiamo finire di preparare alcune cose, ci vediamo domani. –

-Ciao mamma, a domani. – Chiudo la comunicazione e poso il cellulare. Nel frattempo sento la chiave sferragliare nella serratura e questo vuol dire solo una cosa: Liam.

-Emma, è tornato papà – trillo. La prendo in braccio e andiamo ad accoglierlo. In questi giorni è andato parecchio in giro per il pranzo di Natale, ed è stato un aiuto indispensabile nell'addobbare la casa. Senza il mio gigante i posti alti sarebbero stati impossibili da addobbare.

-Ecco le mie ragazze! – Viene ad abbracciarci e baciarci entrambe. È abbastanza stanco.

-Ecco il nostro gigante ... Ciao anche a te! – Lo aiuto a levarsi la giacca.

-Amore, se non ti dispiace io vado a fare una doccia ... hai bisogno di me? – mi chiede.

-No, vai pure ... a che ora arrivano i losangelini?

-Fra due ore. – Mi dà un ultimo bacio e poi va verso il bagno. Metto Emma nel box in modo che stia tranquilla a giocare, mentre io sistemo le cose e inizio a preparare la cena al ritmo dei Muse. Anche alla piccola piace questa band e si muove un po' sul posto mentre gioca con i suoi pupazzi. Stasera ho preparto cose leggere visto che nei prossimi giorni mangeremo abbastanza da rotolare. Quando è tutto pronto e sto per tornare in cucina, mi scontro con Liam.

-Ho tanta voglia di coccole – sussurra. Lo prendo per mano e andiamo a sederci sul divano nero del salone.

-Amo New York ma è troppo trafficata, ci sono stato un'ora per arrivare a Soho ... Los Angeles non è a questi livelli – si lamenta.

-Sì è vero ... ma adesso vieni qui che ti coccolo. – Mi stendo e lo faccio appoggiare su di me.

-Mi piacciono le tue coccole, e se non aspettassimo la nostra famiglia ti farei le coccole speciali – continua lui con un tono che la dice lunga.

-Quelle sono le mie coccole preferite, ma nostra figlia è sveglia e come hai appena detto tu la nostra famiglia sta per arrivare – dico ridacchiando.

-La mia donna meravigliosa ... C'è sempre stanotte comunque, se tua figlia ci lascia in pace – dice sicuro. Comincia a baciarmi il collo e ad accarezzarmi languidamente.

-Siamo già al punto in cui è solo mia figlia se combina qualcosa che non va?! –

-Forse ... – A quel punto arriva alle mie labbra e ci scambiamo un bacio molto passionale. Le mie mani si intrufolano sotto il suo maglione, e accarezzo la sua schiena.

-Hai le mani gelide – dice ritraendosi un attimo.

-Ti calmo i bollenti spiriti – gli dico ridendo.

-Stronza ... stanotte te la farò pagare – sussurra lascivo al mio orecchio. Mi riempio di brividi, le mie reazioni sono sempre le stesse. Le sue labbra tornano sulle mie, ma suona il campanello.

-Il tempismo degli Hemsworth è impeccabile, sono in anticipo – si lamenta alzandosi. Mi alzo anche io e vado a prendere Emma dal box, che è tutta concentrata a giocare con il pupazzo di Olaf di Frozen. Liam va ad aprire, e la famiglia Hemsworth insieme alla famiglia Taptiklis si riversano nel mio salone. I primi a venire sono tutti i bambini, che salutano la cugina. Sono tutti innamorati di Emma, India Rose più di tutti e le riserva sempre carezze speciali. C'è un momento di confusione, tra saluti e abbracci. Io abbraccio forte la mia migliore amica, anche se viene un po' difficile con le bambine in braccio. Mi è mancata tanto in questi giorni che ho passato a New York. Dopo essersi tolti i cappotti e aver sistemato le valigie nelle loro camere, ci sediamo tutti in salone a chiacchierare.

-Allora ragazzi, come è stato in questi giorni? Vi siete goduti New York? – chiede Chris.

-No, in realtà siamo stati a casa al caldo ... - dice Liam con un sorrisino malizioso. Ecco che si mettono a fare i cretini.

-Letto comodo, vero? – continua Theo altrettanto malizioso.

-A prova di maratona – risponde Liam ridendo. Noi ragazze ci siamo ormai abituate e non li calcoliamo più di tanto, ma stavolta ci sono anche Leonie e Craig. Anche se non si scandalizzano, la cosa diventa imbarazzante.

-E bravo fratellino ... io pensavo che tu facessi il papà e invece fai le maratone! – si siedono tutti e tre sul divano.

-Ho fatto anche il papà ma Emma la notte dorme, almeno quando siamo fortunati – ammicca Liam.

-E' questo il bello, di giorno ci possono essere i nonni e di notte dormono – lo appoggia Chris. A quel punto, Elsa gli tira un cuscino dritto in faccia. Lui si gira stupito verso la moglie, che lo guarda malissimo.

-Okay, messaggio ricevuto! La smettiamo – dice subito. La scena fa ridere, ma lancio un'occhiataccia a Liam.

-Bene, dopo questo momento in cui avete buttato fuori tutto il vostro testosterone, direi di passare ad altro – interviene Leonie, che guarda male i figli ma trattiene un sorriso. Si avvicina e mi chiede di metterle Emma in braccio. Gliela cedo e la mia piccola sembra davvero felice di stare con la nonna, inoltre Leonie è felicissima di avere la nipotina per sé dopo una settimana che non la vede. Anche noi ragazze ci sediamo sul divano. Io mi appoggio a Liam, che mi abbraccia. È bella quest'aria natalizia e familiare che si respira in questa casa, che posso dire mia, dove sono tutti felici delle feste che stanno arrivando e non vedono l'ora di festeggiare. E soprattutto, so che non ci saranno problemi in questi giorni e che saranno tutti totalmente sereni. Sono sempre stata innamorata di luci, addobbi e alberi ma ho avuto un periodo piuttosto lungo in cui non avvertivo più lo spirito natalizio, sempre grazie alla mia famiglia. Hanno fatto spegnere tante cose in me, che solo tre persone hanno saputo riaccendere: prima di tutti la mia migliore amica, poi Liam e adesso mia figlia. La mia piccola Emma che in questo momento i suoi nonni stanno facendo ballare sulle note di Jingle Bells. La mia promessa è di non rovinarle mai nulla, per lei il Natale dovrà sempre essere meraviglioso e dovrà sempre sentire lo spirito natalizio. Ovviamente dovrà anche essere felice tutto il resto dell'anno.

-Rendimi partecipe dei tuoi pensieri – mi sussurra Liam. Mi sollevo per baciarlo.

-Ragazzi, cosa sono questi atti osceni in pubblico! – Chi poteva arrivare a rovinare le cose se non Chris?! Stavolta lo lascio perdere e continuo a baciare Liam, che sorride.

-Sono felice e amo il Natale – gli dico dopo il bacio, sorridente. Lui sorride a sua volta e mi stringe. Proprio in quel momento la TV manda All I Want for Christmas is You, ormai questa canzone è vecchia ma non perderà mai la sua bellezza. È la colonna sonora giusta per questo momento, l'abbiamo ascoltata anche durante il nostro primo Natale insieme.

-Io invece amo te – dice Liam osservandomi sorridente.

-Anche io ti amo. – Gli lascio un bacio a fior di labbra. Poi vengo distratta dalle ragazze e iniziamo a parlare dei progetti per queste feste. I ragazzi, l'unica cosa che captano è l'argomento "cibo". I bambini ci scorrazzano intorno, rincorrendosi e giocando. Ad un certo punto Angelica si ferma e viene da me.

-Ehi zia Ellie ... posso chiederti una cosa? – E' così dolce in questo momento. È identica a Theo ma somiglia moltissimo anche a Sara. Fa le sue stesse espressioni e le somiglia anche nei gesti, perché ovviamente il suo primo istinto è quello di somigliare alla sua mamma. Mi ha sempre chiamata "zia" dal momento che Sara l'ha portata a identificarmi come "zia Ellie", stessa cosa che faccio io con Emma. Ma lei ha solo sei mesi e ancora non parla.

-Dimmi, piccolina. – Le rivolgo un sorriso e anche lei sorride.

-Ma Emma quando cresce? Io voglio giocare con lei. – Rido alle parole di Angelica e poi la prendo in braccio. I suoi genitori la stanno guardando con dei sorrisi da ebeti, come sempre del resto.

-Beh devi darle un po' di tempo, ma già tra qualche mese potrà giocare con te – le spiego nel modo più elementare possibile.

-E poi io e lei saremo come te e la mamma? Saremo sempre insieme e ci vorremo sempre bene? – I miei occhi si fanno lucidi e incontro quelli della mia migliore amica, seduta più in là. Il suo sguardo è lo specchio del mio.

-Certo tesoro ... voi sarete amiche come me e la tua mamma – le dico sorridendo dolce. Io e Sara tante volte abbiamo fantastico sul fatto che le nostre figlie sarebbero state amiche, ma addirittura sentirsi dire queste cose da Angelica è come un sogno che si realizza. Ovviamente sono solo delle bambine, ma se iniziano a volersi bene adesso, potranno avere la fortuna di essere veramente amiche per tutta la vita.

-Che bello, zia! - trilla Angelica con la sua vocina. Intanto Leonie viene a sedersi accanto a me con Emma in braccio. Quello che fa Angelica lascia tutti a bocca aperta, e me e Sara con le lacrime agli occhi e due sorrisi enormi. Si protende verso mia figlia e le dà un bacino delicato sul viso, poi le dice:

-Emma io e te saremo tanto amiche ... sbrigati a crescere così ci vediamo gli stessi cartoni! – Scoppiamo tutti a ridere ma in realtà sono tenerissime, e la mia bambina è come se capisse. Si tende verso Angelica che le accarezza delicatamente le manine. All'improvviso mi viene un'idea. Chiedo a Leonie di restituirmi Emma e lei me la cede.

-Sara, vieni qui. – Chiamo la mia migliore amica, che si alza e mi raggiunge.

-Prendi Angie in braccio e vieni con me a sederti sotto l'albero. – Lei annuisce con un sorriso e poi va a sedersi dove le ho detto. Poi mi rivolgo a Liam.

-Prendi la fotocamera e immortala il momento. –

-Sì, capo – dice ridendo. Io vado a mettermi accanto alla mia migliore amica. Stiamo in posa sorridenti, fino a quando Liam non ha fatto la foto.

-Da poster – dice Sara ridendo quando vede come è venuta la foto.

-Io fossi in te non ci scherzerei troppo – le dico con un sorriso diabolico.

-Non ci pensare nemmeno – mi fulmina lei.

-Stavo scherzando ... volevo solo vedere la tua reazione. – Lei mi fa una linguaccia e io ridacchio. Dopo, iniziamo a giocare con la macchina fotografica e facciamo foto tutti insieme. Selfie strani, foto divertenti e tante foto ai bambini. La scheda memoria della mia Nikon professionale alla fine della serata sta scoppiando. Abbiamo scattato fotografie anche durante la cena, specialmente in momenti imbarazzanti (come Chris con la bocca piena). Andiamo a letto relativamente presto, per essere riposati durante i giorni di festa.

24 e 25 Dicembre

Abbiamo finito di cenare da poco e adesso ci stiamo divertendo col karaoke, sia i più piccoli che i più grandi. Io, Sara e mia madre abbiamo dato il meglio di noi e domani saremo sicuramente senza voce. Liam è leggermente stonato, se la cava decisamente meglio con la chitarra. È quasi mezzanotte e mio nonno, quatto quatto, va di là per mettersi il vestito da Babbo Natale. Lo faceva anche quando io e i miei cugini eravamo piccoli e ho pensato che ai bambini sarebbe piaciuto vedere Babbo Natale che porta i regali. Faccio cenno a mia zia e mia cugina di staccare la musica e Clary mi porge il microfono, almeno non dovrò urlare in mezzo a tutto il baccano. La mia famiglia è arrivata poco prima di cena, erano ultra stanchi per il lungo ed estenuante viaggio ma non vedevano l'ora di festeggiare.

-Allora, ho un annuncio per tutti i ragazzi e bambini che sono stati buoni quest'anno. – Immediatamente tutte le piccole pesti e anche le ragazze più grandi vengono a sedersi sul divano, in silenzio. Emma e Angelica sono in braccio ai loro papà, che fanno i bambinoni della situazione. A loro, non può che unirsi anche mio fratello.

-Ma loro sono grandi – si lamenta Tristan.

-Tristan tranquillo, per loro non c'è nulla – lo rassicuro, e lui si calma.

-Comunque Babbo Natale sta per arrivare, verrete chiamati a turno per prendere i vostri regali e scartarli. – Urletti di felicità si fanno vivi nella stanza. Elsa mi viene vicino e mi fa cenno di darle il microfono, così glielo passo.

-Ma se non rispettate il vostro turno e fate i cattivi Babbo Natale si porta i regali di nuovo al Polo Nord ... So che alle ragazzine più grandi costa un po', ma godetevi il momento. – Elsa mi ripassa il microfono e vedo le figlie più grandi di Luke e Samatha sorridere pazienti. Sono quasi adolescenti e ovviamente hanno smesso da un po' di credere a Babbo Natale. Ma tutti gli altri sono in fermento, compreso quell'idiota di ventiquattro anni che è mio fratello, che come sempre si infila nei giochi per i più piccoli. Mia nonna arriva dall'altra stanza facendomi un cenno positivo.

-Babbo Natale, vieni pure – lo chiamo sorridendo. Mio nonno comincia a fare la risata di Babbo Natale e i più piccoli impazziscono. Io guardo la mia piccola che ride, sicuramente percepisce l'eccitazione che c'è nell'atmosfera. È lei la prima ad aprire i regali perché è la più piccola. Vado a sedermi sul pavimento, accanto ai miei amori, e con Liam aiutiamo la piccola a scartare i giocattoli ricevuti. Ho chiesto a mamma di fare il filmino di questo momento perché è il primo Natale della mia bambina e dobbiamo conservarne il ricordo per sempre. Lei si diverte tantissimo e cerca di tirare via la carta e di abbracciare i pacchi più grandi di lei.

-Dai Emma, strappa la carta – la incita Liam, aiutandola. Per lei ci sono soltanto giocattoli, proprio per farle provare l'emozione di scartare i regali. Quando tutti i bambini hanno finito di scartare i regali ci sono carta strappata e pacchi di giochi o aggeggi elettronici ovunque, ma dopo il divertimento arriva l'ora della nanna e all'una e mezza dormono tutti come angioletti. Noi adulti restiamo ancora, per noi la serata continua.

-Io direi che adesso possiamo dare i regali alle nostre donne – esordisce Chris quando torna dalla camera dove ha messo Tristan e Sasha a dormire.

-Time out ... avevamo detto regali solo per i bambini – dice Elsa stralunata.

-E tu pensavi veramente che ti avrei ascoltata? – Tira fuori un pacchetto da dietro la schiena e si siede accanto a lei, che sorride.

-Buon Natale, Elsa. – Si scambiano un bacio e poi Elsa apre il suo pacchetto. Anche Luke porge un pacchetto a Samantha e lo stesso fa Theo con Sara. Le ragazze si illuminano tutte quante.

-Buon Natale, principessa ribelle. – Liam è dietro di me e mi circonda i fianchi con un braccio, mentre mi porge un pacchetto rosso. All'interno c'è una scatolina quadrata di Cartier. Dentro vi trovo un anello meraviglioso, una montatura in oro bianco con una pietra azzurra di acqua marina affiancata da diamanti più piccoli.

-E' bellissimo – dico stupefatta.

-Aspetta, prima che lo metti devo fare una cosa ... - Prende la scatolina dell'anello dalle mie mani. La stanza diventa improvvisamente silenziosa e tutti si girano verso di noi. I ragazzi sorridono in modo furbo, come se sapessero qualcosa.

-Non avevo programmato di farlo stasera, ma non potevo più aspettare. So che è una cosa che a te fa paura, ma so anche che insieme abbiamo le palle per affrontarla ... Quindi, Isabella De Rosa, dopo quasi otto anni sono sicuro di non voler più fare a meno di te. Vuoi sposarmi? – Io sono spiazzata. Non me lo aspettavo, però una sensazione di felicità si fa strada dentro di me, al pensiero di diventare sua moglie. Tutti mi guardano in attesa e la mia migliore amica mi fa cenno di dire sì, ma io prima ho qualcosa da dire.

-So di essere una persona abbastanza stronza e insopportabile, e se tu mi stai facendo questa domanda adesso è perché sei un folle ... ma io sarei un'idiota a dirti di no. Quindi decido di essere la tua folle principessa ribelle e ti dico che sì, voglio sposarti. – Liam mette l'anello al mio dito e poi mi bacia. Io gli salto in braccio, come al solito, per stringerlo meglio. Quando ci separiamo vengono ad abbracciarci tutti e sento Chris che dice a Liam "te l'avevo detto" e si abbracciano. Quando Sara si avvicina ci stringiamo forte.

-Dobbiamo cominciare a cercare l'abito da sposa e quello da damigella – le dico. Lei mi guarda stupita e sorridente.

-Sei l'unica che può farmi da testimone, non ci sarebbe persona più adatta – continuo con le lacrime agli occhi. Oggi sono una fontana. Dopo aver finito gli abbracci con tutti, Liam torna da me.

-Buon Natale Cupcake, ti amo. – Lui mi stringe.

-Buon Natale, ti amo anch'io, Ellie. – Ci baciamo ancora una volta. Posso dire che questo è davvero il Natale più bello della mia vita.

NOTA AUTRICE: Salve!!! Non voglio dire che non ve l'aspettavate il finale, magari lo immaginavate e spero proprio che sia all'altezza delle vostre aspettative ... Comunque la cosa più importante di questo capitolo è come Ellie abbia reso realtà il suo sogno di una famiglia felice ... spero che vi sia piaciuto il capitolo, baci e alla prossima :*** 

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