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Cap 32

Tony

Le accarezzo la schiena con le dita.

-È stato bellissimo,- sussurra col respiro affannato mentre appoggia la sua guancia accaldata sul mio petto.

Sorrido, felice per la nostra felicità.

-Meno male che rientro nei tuoi standard!- Ci scherzo su.
-Sarebbe stato devastante per te rimanere delusa dopo aver aspettato tutto questo tempo!-
Mi piace prenderla in giro dopo aver fatto l'amore.
Alza i suoi occhioni dorati verso di me.

È bellissima.

I capelli morbidi le incorniciano il viso delicatamente, mentre qualche ciuffo ribelle le ricade sulla fronte. Le gote arrossate le danno un aria innocente, che raramente si può cogliere in lei. E gli occhi color ambra sono lucidi, prova ancora evidente delle emozioni che ha appena provato.

È perfetta.

Potrei restare a guardarla per ore, senza dire nulla. Anche se pensandoci bene, la sua lingua velenosa presto mi mancherebbe.

-Questo é vero!- Esclama con teatrale preoccupazione.
Rido e riprendo a sfiorarle le spalle.

-Quante donne hai avuto?- Chiede all'improvviso lasciandomi spiazzato.
-C-che cosa?-
-Hai sentito bene, quante donne hai avuto?-
-Ma che domanda è?-
-È semplice: voglio sapere con quante donne sei stato!-
-Perché dovrebbe interessarti?-
-Be' perché tra noi c'è qualcosa, perché dobbiamo avere fiducia l 'uno dell'altra e perché dobbiamo conoscerci meglio...quindi mi interessa saperlo!-
-Questo aspetto si può anche omettere.-
-Dai Tony, su! non fare il cretino e rispondi.-
-No, - faccio per alzarmi, ma lei mi blocca salendo a cavalcioni su di me.
-Tu me lo dirai, anche sotto tortura.- Mi minaccia lasciando cadere le punte dei suoi capelli sulla mia faccia.
-Mmh... in base al tipo di tortura potrei approfittarne.-
La seduco alzando i fianchi, ma lei resiste e senza darmi il tempo di capire  le sue malefiche intenzioni incomincia a farmi il solletico sui fianchi.
A quel punto mi piego dalle risate.

Porca troia.

Non respiro quasi.

Mi dimeno e con fatica afferro i suoi piccoli polsi, mettendo fine a quella che si è dimostrata una reale tortura.
Incrocio le sue braccia, premendole contro il suo petto, bloccandola e capovolgo la situazione facendola scivolare sotto di me.

-Quindi era questo il tuo piano, eh?-
-Lasciami...- Mi supplica sollevando il bacino.
-No. Adesso comincia la mia tortura.-
-No! Tony, non ti azzardare! Sei tu quello evasivo...-
Le tappo la bocca e ricambio il favore solleticandola, ovunque.

Dopo aver continuato questo gioco per un bel po' di tempo e dopo esserci donati nuovamente l'uno all'altra, le rispondo con tutta sincerità.

-Sono stato con diverse ragazze.-
Lei non dice nulla, resta appoggiata alla mia spalla,  deve essere sfinita. Si limita a dire solo: -Mmh,- facendosi dondolare dal ritmo del mio respiro.
-Sai, per un ragazzino è po' un chiodo fisso.- Mi scappa un sorriso divertito.
-Anche se...be' di recente ho imparato che esistono casi patologici anche nel genere femminile. -
-Ehi!- Si lamenta colpendomi all'addome.
Soffoco una risata inarcandomi d'istinto per il colpo inaspettato che ho ricevuto.
Quando ritorniamo a sentire solo i nostri respiri, continuo la mia confessione.
-Solo una però è stata quella importante.- Affermo debolmente.

Possibile che senta ancora l'amaro in bocca?

Bea solleva di scatto la testa e si sistema in modo tale da poter fissare i suoi occhi nei miei.

-Licia?- Chiede con un filo di voce, come se avesse il fiato sospeso.
-Sì.- Confermo, giocando con un ciuffetto di capelli dorato, che continuo ad attorcigliare fra le mie dita.
-È l'unica storia importante che ho avuto.-

Lei corruga la fronte divenendo... pensierosa, preoccupata?

-Siamo stati insieme sei anni.-
-Caspita.-
-Già...-
-Come vi siete conosciuti?-
-in realtà ci conosciamo da una vita. Siamo stati compagni al liceo.-
-Quindi  ha la tua stessa età?-
-Si. Ma è stato durante il periodo universitario che ci siamo ritrovati e ci siamo innamorati. Lei era iscritta in medicina ed io in informatica, ci incontravano durante le ore buche, pranzavamo insieme, commentavamo lezioni e professori durante le pause. Poi abbiamo cominciato ad uscire e a vederci anche fuori dall'ambiente universitario e... così via.-

Per qualche istante mi perdo in quei ricordi che adesso mi sembrano lontani anni luce.
Accidenti, sono stato innamoratissimo di Licia. Ancora oggi, ripensare a come è finita tra noi mi procura amarezza, anche se ormai sono certo di aver archiviato quelle emozioni.

L'avrei sposata, penso.

Cazzo

Subito mi rendo conto di averlo detto ad alta voce, perché Bea abbassa gli occhi, irrigidendosi e il suo respiro aumenta ritmo inspiegabilmente.
-Ov-ovviamente l'avrei fatto allora..ecco...- Mi correggo subito, rendendomi conto d'aver detto una cazzata colossale.
Sono a letto con Bea e ammetto che avrei sposato un'altra donna?

Bravo Tony! Sei il re dei coglioni!

-Cioè c'era l'idea...solo l'idea.- Aggiungo non ottenendo reazioni da parte sua.
-Di comune accordo?-

Sospiro.
Grazie a Dio mi rivolge la parola.

-Diciamo che ne avevamo parlato.-
-Mmh...Come mai è finita poi?-
-Suo padre si è ammalato e man mano ha cominciato a vedermi come un amico. Almeno, questo è quello che lei mi ha detto. Ha voluto una pausa di riflessione,  che poi come avviene quasi sempre è diventata una rottura definitiva. Io credo che abbia legato con qualcun altro, ma non ne ho mai avuto la certezza.-
-Capito...-

Tutto qui? Non è da Bea, cazzo. Devo averla turbata.

Bacio la sua spalla nuda. -Ehi?-
-Mmh.-
-Tutto bene?-  Chiedo con cautela.

Fa un cenno con la testa, ma è chiaro che sta mentendo.

Sollevo il suo mento con le dita e la costringo a guardami negli occhi.
-Sei l'unica ragazza che è riuscita a prendere a calci quello che provavo per lei, l'unica che sia riuscita a farmi provare di nuovo qualcosa di forte.-
Mi fissa con occhi speranzosi ed io colgo l'occasione per darle un bacio e poi un altro ed un altro ancora.

Finalmente sorride.

Spero si sia rassicurata.  In questo momento non c'è posto per nessun'altra nel mio cuore, solo per lei.

-Signorina adesso tocca a te! Anche se temo per la tua incolumità,  voglio sapere qualcosa di te!-
-Qualcosa? Per esempio?- Diventa paonazza.
-Mmh...vediamo...- Ci rifletto su, mentre poggio piccoli baci sull'incavo del suo collo.
-Per esempio, che ne dici di raccontarmi la tua prima volta? Età, luogo... fortunato in questione.-
Rido pensando ad una Bea ancora ragazzina che seduce un coetaneo inesperto.
Rido, anche se immaginarla fra le braccia di un altro mi dà alla testa, purtroppo però è vero: è stata di altri e questa è una realtà con la quale dovrò fare per sempre i conti. 

-Non c'è niente da raccontare.-  Sbuffa velocemente.
-Niente? È stato così terribile ?- Chiedo ridendo.
-No, ma non c'è nulla da dire. Punto e basta.- Risponde irritata allontanandosi da me.

Che diavolo le prende?
Si è arrabbiata?

-E dai piccola, dovrei essere io quello infastidito dato che stiamo parlando di te che te la spassi com un altro...-

Provo ad abbracciarla,  ma mi rifiuta alzandosi.

Divento immediatamente serio, come se nella mia mente un campanello d'allarme avesse cominciato a suonare all'impazzata.
-Conoscendoti potrei preoccuparmi, se non vuoi dirmi niente, chissà che cosa...-

-Vaffanculo Tony,- m'incalza offesa.

È seria? Ho detto qualcosa che non andava? Forse è irritata per la storia di  Licia? Non ci capisco più niente...

-Stiamo solo parlando Bea, non serve che ti innervosisci.- Affermo con durezza mentre mi rendo conto che anche il mio buon umore è andato via.
-Mi innervosisco perché insisti su questa cazzo di cosa, quando non c'è davvero nulla da dire!-

Sta alzando la voce? Perché?

Comincia a rovistare tra i vestiti.
-Dove stai andando?-
Chiedo mentre lei mette un paio di pantaloncini ed una canottiera.
-Vado a fare la doccia.-
Si dirige verso il bagno, sbatte la porta e la chiude a chiave troncando sul nascere la possibile idea di seguirla.

Che cazzo le è preso?

Comincio a pensare che sia davvero qualcosa di schifoso se non vuole dirmelo, a maggior ragione se reagisce in questa maniera.

Nonostante mi sforzi con tutto me stesso di non pensarci troppo, la doccia dura tanto a lungo da permette alla mia mente malvagia di far scorrere una serie di immagini dolorosamente depravate sulla prima volta di Bea.

Forse è stata con un uomo sposato? O con un suo professore? Col padre di qualche amica?  O con il fidanzato di un'amica?

Che schifo... mi viene da vomitare.

Scaccio quei pensieri, mentre sento un nodo di rabbia stringersi dentro sempre più. Metto i pantaloni  e resto seduto sul letto,  aspettando che Bea esca dal bagno.
Quando finalmente lo fa, la fisso in silenzio.  Si sta tamponando i capelli bagnati. Il suo bellissimo corpo è avvolto da un asciugamano e lo immagino mentre si concede a qualcuno che non sono io, magari durante una serata di amici...a più ragazzi...

Cazzo.

Così divento pazzo.

Questo dubbio mi ucciderà.
Scatto in piedi, la raggiungo fermandomi alle sue spalle e incrocio i suoi occhi nell'immagine riflessa allo specchio.
-Perché non vuoi dirmi niente? Non voglio sapere i dettagli, questo è chiaro, ma vederti reagire in questi modo, mi fa davvero preoccupare.-
-Non vedo come dovrebbe interessarti.- Sbuffa nervosa. Lancia il pettine sul mobiletto e porta i capelli dietro le orecchie.
-Cosa? Prima abbiamo parlato di fiducia e  di tutte quelle stronzate. Ti ho raccontato di me, di Licia  e adesso mi vieni a dire che non mi interessa?-
-Non mi va di parlarne, okay?- Alza il tono della voce, indirizzandosi verso l'armadio.
-Perché?- Sto cercando di mantenere la calma utilizzando un tono pacato ma non so fino a quando resisterò. 

È così cocciuta!

-Non ti riguarda Tony!-

-Che cosa? Ma certo che mi riguarda!- Ribatto urlandole contro.
-Invece no! Non credere di avere il diritto su tutto! Decido io cosa puoi o non puoi sapere del mio passato, okay?-
Fa per andare dall'altro lato della stanza, ma la afferro per un braccio forzandola a guardarmi.
-È stato durante un'orgia?  Non mi stupirei con te.-

A questo punto ferirla è l'unico modo.

-Vaffanculo stronzo!-
-Allora perché tutto questo mistero?-
-Non è mistero! Non mi va di dirtelo semplicemente. Il fatto che condividiamo il letto insieme non significa che dobbiamo condividere tutto il resto!-

Quelle parole mi arrivano dritte al cervello.

E in quel momento realizzo che ci stiamo urlando in faccia. Che stiamo litigando di brutto perché lei ha deciso così. Perché vuole tenermi all'oscuro qualcosa, ed io questo non riesco proprio a tollerarlo.

Prendo la maglietta, infilo le scarpe e mi dirigo verso la porta d ingresso.
Lei mi segue, scalza e ancora avvolta nell'asciugamano.
-Dove vai? - Mi chiede con un tono preoccupato, quasi impaurito.

Non me ne frega un cazzo, l'ha voluto lei.

-Sto uscendo. Quando deciderai di abbattere il muro che inutilmente stai innalzando tra noi fammelo sapere, con la speranza che non sia troppo tardi.-
Afferro le chiavi della macchina, sblocco l' allarme, salto su, metto in moto e parto, lasciandola sola sulla soglia della porta.

Spazio Autrice

Ecco a voi il capitolo 32, come promesso!
Grazie ancora a tutti per la vostra presenza ed il vostro affetto ♥♥♥

Ditemi che ne pensate, se vi va :-)

*Con affetto*

NullaAccadePerCaso*

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