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Cap 31

Bea

Sento ancora il suo profumo sulla mia pelle.
È piena notte, ma non  so se riuscirò a prendere sonno dopo aver passato con Tony la serata più bella di tutta la mia vita.

È stato incredibile. 

Ho sognato milioni di volte tutto questo, eppure non avevo mai immaginato tanto. Non credevo potesse essere così bello fare l'amore con lui.
Ancora posso sentire il sapore dei suoi baci; il calore delle sue mani forti, ma delicate, farsi strada sulla mia pelle; il suo respiro pesante e affannnato quando prova piacere.

Non ci credo.
Non riesco a credere di essere qui a condividere il letto con questo uomo straordinario.
Mi stringe da dietro, mentre la mia mano è intrecciata alla sua. Credo che si sia addormentato.
Il suono del suo respiro è appagante.
Resto immobile allietata da quella naturale melodia e ripercorro ogni momento, attimo per attimo.
Mi sfugge un sorriso che non mi preoccupo di trattenere immersa nell'oscurità della stanza.
Mi sento scoppiare il petto per la felicità.
Mentre viaggio con la mente gustando ogni ricordo della serata appena trascorsa, Tony mi sfiora i capelli con un lieve bacio.
-Sei sveglio?- Chiedo sottovoce, sorpresa.
-Sì.  Non è facile dormire dopo...- Lascia cadere la frase.
-Lo so. Lo stesso vale per me.-
-È stato fantastico Bea. Tu sei fantastica.-
Mi bacia la spalla nuda, provocandomi un immediato e sconvolgente brivido.
In risposta io stringo la sua mano più forte. Mi sento in preda alle emozioni che provo per questo ragazzo.
Vorrei dire qualcosa, ma preferisco godermi questi istanti magici.
Poi improvvisamente lui ride, smuovendo anche me.
-Perché ridi?- Domando incuriosita.
-Riflettevo sul fatto che... alla fine ci sei riuscita. -

Non capisco.

-A fare cosa?-

-A portarmi a letto con te.-

Sorrido.
In un altro contesto avrei risposto con una battuta capace di tenergli testa, come sempre, ma al momento ho un subbuglio dentro, qualcosa che mi costringe a buttarla sul serio. Così con la voce tremante ed il cuore scalpitante mi metto a nudo,  più di quanto già non lo sia.

-Anche tu alla fine... ci sei riuscito. -  Dico debolmente.
-Io?- È sorpreso. Solleva la testa e sempre restandomi abbracciato da dietro affianca il suo viso al mio.
-A fare cosa? Sentiamo.- Dice intonando la mia stessa domanda.

Faccio un grosso respiro e dopo aver preso una lunga boccata di coraggio ammetto:

-A farmi innamorare di te.-

Lo sento sussultare. 

Oddio.

Spero di non averlo  spaventato.

In men che non si dica mi afferra per i fianchi, mi fa scivolare sotto di lui e paralizza i miei occhi ammaliandoli con il verde-grigio dei suoi.

Porca miseria.

Mi sovrasta e lo fa con la sua solita dolcezza, ma lo spettacolo è devastante;  ha il petto nudo, i muscoli delle spalle e dei suoi bicipiti sembrano pulsare, in tensione come sono in questo momento, e i suoi capelli ribelli e scompigliati gli conferiscono quell'aria selvaggia che mi fa andare in estasi.

La sua espressione è carica di sorpresa, felicità, eccitazione.
Credo di averlo mandato in confusione per quello che ho detto, perché mi scruta come se potesse leggere ogni mio pensiero anche quello più privato e nascosto, così decido di aiutarlo a decifrare le mie parole palesando ulteriormente i miei sentimenti.

-Ti amo Tony.-

Finisco la frase appena in tempo, perché euforico mi soffoca con uno dei suoi focosi baci, che ricambio volentieri.

-Anche io ti amo Bea.- Ammette alla fine col respiro irregolare, quando mal volentieri stacchiamo le nostre labbra.

Oddio.

Il mio fragile ed inesperto cuore manca un colpo.

-Credo d'averti amato dal primo momento in cui ti ho vista, sulla spiaggia con quelle inadeguate e costose Hogan.-
Scoppio a ridere e lui mi segue, mentre riaffiora alla mia mente il  nostro primo incontro seguito da tutti quelli successivi, in cui abbiamo imparato a conoscere i nostri lati peggiori, in cui pian piano ci siamo aperti,  conoscendoci e dando inconsapevolmente all'altro un piccolo pezzetto di sé.

-Eri così buffa, prepotente e arrogante.-
-Ehi! Grazie! Nemmeno tu eri proprio un cavaliere!-
-Ma eri così... carina.- La sua voce è calda.

Sposta un ciuffo di capelli, liberandomi gli occhi e mi bacia. Lentamente. Come se volesse imprimere le sue emozioni o sugellare il momento.
Mi lascio trasportare subito affidandomi a lui, offrendogli tutta me stessa, compreso il mio cuore innamorato.

Più tardi dopo aver affittato un tandem ed essere andati in giro per il paese, abbiamo fatto una nuotata e preso il sole in spiaggia. Poi dopo aver dato una sistemata alla casa, ho acceso la lavatrice e la lavastoviglie  che finalmente ho imparato ad usare senza l'aiuto di Tony.

-Devo comprare le nuove lame per il rasoio, vado un attimo in bottega. Ti serve qualcosa?- Chiede sfiorando dolcemente i miei capelli con il naso.
-No, grazie.-
-Puoi venire con me se ti va. -
-No, preferisco finire di pulire qui. Vai tu tranquillamente. L'importante che non manchi troppo o mi sentirò tutta sola.-
Gli accarezzo il petto con fare sensuale.
-Sarò un fulmine. -
Mi bacia l'angolo della bocca e prima che il fuoco tra noi possa divampare e prendere il sopravvento, mi allontano per lasciarlo andare.

Quando esce noto che ha dimenticato il cellulare.
Va be', tanto sta tornando la bottega è qui vicino.

Lucido il bancone e quando finalmente ho finito, apro il pensile della colazione per posare lo zucchero e mi sorge un dubbio.
Sono finiti i cereali?
Controllo e... Sì! 
Forse avrei dovuto dirgli di comprarli. Fosse per me mangerei ogni giorno granita, ma sto diventando una balena, non posso continuare così.
Li comprerò più tardi, magari ci andremo insieme.
A proprosito di soldi, mi pare d'essere rimasta a zero.
Afferro la mia borsa e rovisto nel portafogli. Ho solo dieci euro.  Eh si. L'ultimo prelievo l'ho fatto qualche giorno fa e avevo già il conto in rosso.
Fisso il cellulare di Tony sul bancone della cucina.
Forse potrei chiamarlo un attimo.
Medito qualche secondo, cercando disperatamente il coraggio per farlo.
Alla fine prendo il telefono e compongo il numero dell'ufficio,  quello del cellulare non lo ricordo.
Dopo soli due squilli la voce femminile che mi aspetto di sentire risponde.

-Ciao Matilde, sono Bea. Avrei bisogno di parlare con mio padre. -
-Salve Beatrice. Suo padre ha proprio finito adesso una riunione,  è fortunata.-

Se, capirai. 

-Resti in linea, glielo passa subito.-

Dopo qualche secondo  la fastidiosa e insopportabile musichetta tace.

-Ciao Bebè! Come stai?-
-Tutto bene Carlo.-
Sospira e con durezza mi ammonisce. -Ti ho detto mille volte di non chiamarmi così.-
-Ed io ti ho detto altrettante volte di non chiamarmi in quel modo stupido. Non sono più una bambina.-
-Va bene, Beatrice.- Fa una pausa in cui lo immagino stringere i pugni seduto alla sua scrivania mentre appoggia la schiena sulla sedia presidenziale.
- Allora, come procede la vacanza?-
-A gonfie vele, qui è bellissimo. Sto pensato di trasformi qui definitivamente.- Il sarcasmo mi aiuta, anche se quell'idea buttata li, per caso, in quel modo acquista sempre più valore. Potrei pensarci sul serio. Qui è bellissimo, ma soprattutto...c'è Tony.
Resta in silenzio, di nuovo.
-Tua madre ne morirebbe. -
Dice con tono pacato, ma autoritario e freddo.

Come se a te potrebbe importarne qualcosa, penso acida.

Sbuffo irritata dal suo atteggiamento.
-Scherzavo,  okay? -
-Okay. Allora presumo che il posto ti stia piacendo davvero.-
-Sì è davvero bello qui. -
-State facendo un mucchio di foto?-

No idiota, io ho io telefono rotto, cazzo.

-Sì,  ci sta pensando Sof.-
-Oh. Bene. Salutala da parte mia.-
-Lo farò.-
-Mi dispiace ma adesso devo proprio andare; ho una video conferenza tra dieci minuti, ho il tempo di bere un caffè e rivedere i documenti.-
-Certo. Certo, vai pure non ti trattengo.-
-Se ti va ci sentiamo in un altro momento.-
-Sì,  sì.- Provo a liquidarlo  -Certo.-

Sognatelo.

-Allora a presto.-
-Sì. Ah!-  Esclamo con enfasi come se avessi ricordato una cosa importante.  
-Senti mi sono finiti i soldi, mi caricheresti la postpay?-
Chiedo alla fine disinvolta,  come se il vero scopo della chiamata non fosse questo.
-Certo.- Sì limita a dire sospirando.
-Dirò a Matilde di farlo ora stesso.-
-Okay perfetto allora. Ci sentiamo.-
-Ciao Beatrice, stai attenta.-
Riattacco senza dire nulla e stavolta a tirare un lungo e profondo sospiro sono io.

-Ehi, tutto bene? -
Merda.
Sobbalzo raddrizzandomi di scatto.  Non pensavo fosse già qui.
-Sì, sì. Certo. Tutto bene.-
Mi avvolge con le sue calde braccia e va subito meglio. I battiti si regolarizzato e l'agitazione scompare quasi.
-Chi era?- Chiede curioso.
-Scusami, ho usato il tuo telefono per chiamare mio padre.-
-Hai fatto bene. Puoi usare il mio telefono quando vuoi.-
Sorrido e mi sporgo per baciarlo.

Mmh. Sa di bagnoschiuma e di quel profumo maschile che usa lui, che mi riempie le narici bruciando fino alla gola.

È così appetitoso.

Prima che lo trascini di nuovo a letto Tony rompe l'atmosfera.
-Bea, pensavo...ti andrebbe di fare la pizza?-
-La pizza? -
-Si.-
-Vuoi dire di farla... io e te insieme?-
-Chi altri se no? - Sorride divertito, mentre mi fissa con quegli incantevoli occhi verdi.

Impastare e infarinare con lui...? Ovvio che si.

-Va bene. Ci sto!-
Tira fuori dalla busta tutto l'occorrente.

A quanto pare aveva già deciso da solo.

Cominciamo ed io seguo di pari passo quel che mi dice lui, anche se sono proprio una frana.
-Bea non è difficile. Dai! Devi mettere più forza.-
-Ma è molliccia!- Strillo schifata.
-Certo deve asciugare.- Spiega versando sulla spianatoia altra farina, mentre io ho le mani imbrattate d'impasto appiccicoso.
-Ti aiuto io.-  E mentre lo dice si alza le maniche e impasta con me, tra le mie mani, sulle mie mani ed è così... sexy questa nostra fusione.
Mi passa da dietro per prendere altra farina, così lo stuzzico strusciando il mio sedere contro di lui.
Ride, poi mi ammonisce. -Bea...-

Continuiamo ad impastare fino a quando la pasta sembra essere diventata più compatta ed elastica.
-Hai visto?- Sorride soddisfatto allungandosi di nuovo, sfiorandomi da dietro, per prendere uno strofinaccio.
-Alla fine il molliccio è sparito.-
Lo tocco di nuovo, strisciando contro di lui.
-Meno male, perche a me piacciono decisamente le cose più dure.- Sussurro piano con voce lasciva.

E la malizia della mia allusione lo blocca.  Mi fissa con quegli occhi luminosi sbarrati. Le labbra dai contorni perfetti sono schiuse e la voglia che ho di baciarlo sta salendo fino ad arrivare dritta al mio cervello, così mi metto in punta di piedi e senza preavviso catturo la sua bocca con la mia.
Pian piano, senza interrompere il contatto,  mi giro così da trovarmi di fronte a lui.
-Bea.-  Mormora a fatica soffocato dal mio bacio. -Per favore. Dobbiamo finire...la pizza. Dobbiamo...pulire.- Supplica mal volentieri mentre continuo a strusciare il mio corpo contro di lui.
Tony resta con le mani impastate sollevate a mezz'aria nel vano tentativo di non toccarmi per non sporcarmi, ma resiste poco in questa posizione e soprattutto resiste poco a me.
All'improvviso, di scatto, mi afferra per i fianchi facendomi sedere sul bancone e comincia a baciarmi con passione. La bocca, il collo, il petto...
Senza rendercene conto finiamo di nuovo l'una tra le braccia dell'altro affamati non più di pizza, ma di baci, di desiderio, d'amore.

Non credevo si potesse essere così felici. Così innamorati.
Un tempo credevo d'aver provato qualcosa di forte, ma non era niente in confronto alle emozioni che sto vivendo in questi giorni.

È davvero possibile provare qualcosa di così intenso per qualcuno in così poco tempo?

È davvero possibile perdere la testa per un ragazzo che prima credevo inavvicinabile e fastidioso?

Si. È possibile. 
E i giorni felici che stiamo vivendo qui, in questa casa, ne sono la conferma.
Sono la conferma di quanto l'amore sia imprevedibile. Spontaneo. Travolgente.

Ed io che credevo che l'amore non esistesse, invece...eccolo; arrivato all'improvviso come la più imprevista delle bufere.

Si.
Questi giorni sono la prova di quanto l'amore possa cambiare se stessi e la propria vita.

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