Cap 25
Bea
Sono pronta.
Mi guardo allo specchio un'ultima volta.
Indosso un vestitino verde smeraldo senza spalline, fasciato al petto e stretto alla vita che cade giù morbido fino alle cosce, lasciandole per metà scoperte.
È bellissimo questo colore. Lo adoro. E devo dire che anche il modello mi calza a pennello.
I capelli sono lisci e cadono lungo le spalle nude, provocandomi un piacevole solletico.
Nonostante il trucco, le occhiaie ancora sono parecchio visibili. Gli ultimi giorni sono stati davvero pesanti; prima la sfuriata per Marco e poi ieri... ho passato tutta la notte a rodermi per Tony.
Mi ha chiesto scusa, ha detto che tra lui e Licia non è successo nulla, che è stata un'emergenza, come l'ha chiamata lui, ma la cosa mi fa troppo male.
Ha comunque preferito lei a me.
Ma che mi aspettavo?
L'ha amata tanto, mentre io sono e sarò sempre l'altra.
La ragazza facile incontrata in spiaggia.
L'avventura di un'estate che gli serve per distrarsi.
La verita é che sono solo un esperimento per lui, anche se si ostina a dire di no.
Ho osato chiedergli se sia ancora innamorato di lei.
Sono pazza?
E se avesse detto si?
Sarebbe stata una rottura definitiva tra noi, almeno io avrei preferito così. Ma ne avrei avuto davvero il diritto? Lui non mi ha mai promesso... amore.
Alla fine ha detto di no, rasserenandomi ma...devo credergli? E poi cosa cambia? Il fatto che non provi più nulla per Licia, non significa che provi qualcosa per me.
E poi sono davvero così sicura che sia finita tra loro? Magari l'ha detto per non feriti ulteriormente. Anche se dentro quell'abbraccio stavo così bene, mi sentivo così sicura, era come se riuscissi a leggere la sua anima pur senza guardarlo in faccia, solo con l'intensità delle emozioni del momento.
Oddio.
Sto diventando pazza.
Questo ragazzo mi sta davvero cambiando.
Basta domande! Ci stiamo dando un'altra possibilità e quindi viviamola e poi si vedrà.
Spero solo che la serata sia tranquilla.
Ritocco per l'ultima volta il rossetto color cioccolato ed esco dalla mia camera.
La voce di Tony mi provoca un fremito.
Accidenti, è già qui.
Stavolta pure in anticipo.
Respiro per il sollievo.
Sta parlando con Sof, ma quando irrompo nella stanza silenziosamente si zittoscono e mi rivolgono lo sguardo.
Le labbra di Sof si allargano in un sincero e spontaneo sorriso, mentre Tony resta per qualche istante a fissarmi, sbalordito credo. Gli occhi sono luccicanti e la bocca dischiusa. Sembra quasi sussultare quando mi vede.
Abbasso la testa imbarazzata.
Io mi imbarazzo?
Mah!
D'altra parte il mio cuore non collabora; ha deciso di accelerare il ritmo senza darmi la possibilità di controllarlo. Credo che da un momento all'altro possa uscirmi dal petto.
Tony si avvicina e mi sfiora la guancia con le sue labbra.
-Sei stupenda,- mi sussurra tra i capelli provocandomi un brivido.
-Grazie, anche tu non sei niente male,- intono scherzando.
Certo che sto scherzando! Altro che niente male... È pazzesco!
Indossa jeans stretti rivoltati alla caviglia, una maglia bianca aderente, molto aderente, che lascia davvero poco spazio all'immaginazione e che spicca sulla sua pelle abbronzata, ed una giacca sagomata lasciata aperta con le maniche alzate fin sotto i gomiti.
È....bellissimo.
Perfetto.
Quando si avvicina mi ubriaca col suo profumo da uomo, che mi fa letteralmente impazzire.
Chiudo gli occhi e mi perdo in quell'abbandono di piacere dei sensi.
Merda, mi attrae da morire.
Non so se resisterò senza saltargli addosso.
-Mi fissa compiaciuto ancora per un po', poi mi sfiora con la mano la schiena bassa conducendomi verso l'uscita.
-Allora noi andiamo Sof. Ci vediamo più tardi.-
-Okay, state attenti. -
Lancia un'occhiata di intesa a Tony quando pronuncia l'ultima parola.
Che tesoro la mia amica!
Quando siamo fuori un bip cattura la mia attenzione
Mi apre lo sportello e mi fa salire.
Che galanteria!
-È tua?- Chiedo, riferendomi al vistoso SUV nero che ho davanti
-Si. -
Però!
-Non sapevo fossi figlio di papà!-
Lui ride alla mia battuta, mentre allaccia la cintura.
-Non lo sono. Tutto merito della finanziaria.-
-Capito. È bella. Anche se preferisco le moto. Accendono di più il rischio ed il brivido.-
-Già....e tu sei una che corre il rischio. Una a cui piace il sapore del brivido, dico bene?-
-Benissimo!-
Sorride, ancora una volta. Si porta indietro i capelli e lancia occhiate al retrovisore.
Porca miseria, quanto è bello..
-Dove stiamo andando?-
Chiedo, giusto per distrarmi dalle tentazioni e per mettere un freno ai miei pensieri poco ortodossi.
-È una sorpresa.-
Mentre guida, di tanto in tanto gira la testa per guardarmi.
- È un posto magico per una coppia. Ti piacerà.-
Per una coppia?
Mi rilasso con la schiena e la testa poggiati al sedile, ammirando il panorama che man mano si apre dinnanzi e di fianco a noi.
Percorriamo la strada che costeggia il mare, attraversando diversi paesini costieri. Mercatini, persone che passeggiano, locali notturni, discoteche, alberghi. Questa terra è così viva. Offre così tanto! È davvero un peccato che non sia valorizzata e sfruttata come dovrebbe.
Pian piano saliamo diversi tornanti, immettendoci tra la roccia color sabbia. Cominciano a vedersi strutture di Hotel con finestre bifore, mattoncini color senape e pavimentazioni quasi marmoree. È stupendo. Sembra di entrare in un borgo medievale in cui il tempo si è fermato, se non fosse per i continui Hotel che si susseguono lungo la strada.
A sinistra le montagne, le strutture a castello con porte e finestre a sesto acuto, immerse nella natura; in basso a desra una vista mare stupenda che incornicia, in un unico quadro, tutte le minuscole lucciole che indicano la presenza di paesi e città.
-Wow. È spettacolare. -
Sorride soddisfatto al mio fianco mentre mormora:
-Benvenuta a Taormina, uno dei paesi più belli della Sicilia e non solo, direi.-
Sono sbalordita e resto ammaliata, continuando ad ammirare ciò che vedo.
Dopo aver parcheggiato, facciamo un tratto a piedi e ci immettiamo in una strada, la principale suppongo, che si apre con un immenso arco in pietra.
-Wow.-
Tony sorride e innalza due volte le sopracciglia, compiaciuto.
Posiziona di nuovo la sua mano sulla mia schiena e mi conduce verso uno dei tanti ristoranti che si susseguono.
Quello a cui ci avviciniamo porta un'insegna con una scritta che sembra dipinta a mano. "Sicilia Bedda" è il nome del locale il cui simbolo è, ovviamente, una trinacria. Fuori un pergolato rende il tutto ancora più suggestivo, mentre diversi tavolini tappezzano la strada qua e là.
Quelli del nostro locale sono apparecchiati con una tovaglia con trama scozzese rossa e bianca con al centro un piccolo fiasco in ceramica colorata che funge da vaso per una rosa.
Prendiamo posto seguendo le indicazioni di signore brizzolato che dopo averci dato un caloroso benvenuto ci conduce al nostro tavolo. Immediatamente ritorna portando con se una candela, che accende subito mettendola viciino al fiachetto, i menu e del prosecco che ci versa nei bicchieri.
La celerità e l'efficienza di quest'uomo mi lasciano sbalordita.
-Allora ti piace il pesce?-
Oddio.
-Ehm...beh si. In generale si. - Mento.
Speriamo che non cucinino solo pesce qui, se no sono fregata.
Muovo svelta gli occhi, cercando di cogliere un qualunque segnale, ma niente.
- Mi piacciono i gamberi. Ehm, non vado pazza per tutto il pesce..specialmente quello che ha lische o cose del genere. Ah si. Mi piace anche il polipo.-
Scoppia a ridere, buttando la testa indietro.
Ehi! Che ho detto di tanto buffo?
-Okay dai. Niente pesce. Ordina quel che vuoi. Per fortuna qui fanno pure menu di carne.-
Senza rispondere per la vergogna del momento, sbircio il menù. Devo dire che prima di uscire ero affamata, adesso ho lo stomaco chiuso.
Non mi convince niente. Sono tutti piatti con nomi strani.
E ora che faccio? Gli dirò che non ho fame.
Arrivo fino all'ultima pagina, in cui ci sono elencati i cocktail; quelli si che li riconosco. Ne prenderei un paio di seguito, ma visti i precedenti meglio evitare.
Ho trovato! Perché non ci ho pensato prima!
-Hai deciso?-
Mi chiede lui sollevando gli occhi dal suo menù.
-Ehm...-
Merda.
-Se prendessi una pizza?- Chiedo esitante facendo una smorfia.
Si passa la mano sul mento e finge di meditarci su.
-Ottimo. Vada per la pizza!-
Rilascio un respiro di sollievo.
Quando chiudiamo i menu il signore dai capelli grigi si precipita verso di noi, come se non aspettasse altro.
-Allora, io una vegetariana sicula.-
- Ed io una pistacchio di Sicilia, grazie.-
Quando restiamo soli, ci scambiamo per qualche istante uno sguardo complice. Non so che significhi, ma mi piace pensare che voglia dire qualcosa.
-Non credevo avessi problemi col pesce. -
Incomincia lui.
Ops.
-Non ho problemi, diciamo che..non ci vado proprio pazza.-
- Peccato.-
-Perché? Avevi progettato una serata ostriche e champagne con dovute conseguenze ed effetti collaterali?- Lo stuzzico con tono provocante, sporgendomi verso di lui, coi gomiti sul tavolo.
Ride di nuovo, in maniera liberatoria.
È divertito dalla mia battuta.
-Sei sempre tu, Bea! Non pensavo fossi così informata su qualcosa che non ti piace.-
-Beh non mi piace il gusto, ma non posso negare i suoi benefici. Forse avrei dovuto fare un sacrificio per oggi.-
Beve un sorso di prosecco, mentre i suoi occhi verdi continuano a restare sui miei.
L' elettricità che stasera percepisco tra noi è fortissima, tanto che mi sento...insicura. È la prima volta che mi capita. Solitamente è proprio il mio essere sfacciata a rendermi forte.
L' essere sicura di me, esuberante, provocante; sono tutte cose che solitamente manifesto senza problemi con i ragazzi...ma con lui è diverso.
Durante la cena Tony mi parla un po' di sé, dei suoi progetti, io gli racconto un po' del mio paese d'origine, delle abitudini che abbiamo su e faccio anche qualche paragone tirando in ballo cibi, orari, clima tipici di nord e sud. Poi ci scambiamo opinioni, raccontiamo esperienze, parliamo, ridiamo, arrivando perfino alle lacrime ad un certo punto, tanto che credo di essere pure brilla, e forse è cosi.
Solo che stasera non sono ubriaca di alcool.
No, sono ubriaca... di lui. Dei suoi sorrisi, dell'espressione curiosa che fa quando racconto qualcosa, del suo tono spensierato quando fa commenti sulla pizza, dalla naturalezza con la quale mi fa ridere con battute divertenti. Ubriaca dei suoi occhi penetranti che sembrano volermi scrutare fino in fondo e che sembrano essere capaci di leggere innumerevoli risposte su me stessa, pur senza fare domande.
Sono ubriaca di felicità, di quella che gratuitamente lui mi sta dando.
Dopo una deliziosa pizza ed una calorica, super calorica cassata, lasciamo il locale.
Quando siamo fuori Tony per l'ennesima volta in questa setata, mi sorprende, prendendomi per mano.
Sento un fremito improvviso, seguito da un'ondata di pacifica sicurezza che mi fa godere di quel tocco, come se fosse il gesto più naturale del mondo, come se la mia mano fosse abituata al colare della sua.
Attraversiamo il corso passeggiando, guardando le vetrine di costosi negozi, incontriamo perfino una coppia di novelli sposi, ancora in abiti nuziali, che passeggia facendo foto e ringraziando coloro che si avvicinano per fare loro gli auguri
Ad un certo punto, mentre osservo incantata gli sposi che sembrano essere usciti da una rivista di moda, Tony mi sussurra:
-Chiudi gli occhi. -
Anche se mi prende alla sprovvista e accende la mia insaziabile curiosità, faccio come dice e mi affido totalmente a lui. Mi guida tenendomi entrambe le mani e dopo un paio di passi ci fermiamo.
Si posiziona dietro di me, mi passa le mani attorno alla vita e mi abbraccia.
Mi si ferma il respiro.
-Adesso puoi guardare.- Strofina il naso tra i miei capelli, per fermarsi poi sulla guancia.
Apro piano gli occhi, sperando di non porre fine al sogno che sto vivendo.
E...si. Sto sognando.
Mi trovo davanti uno spettacolo mozzafiato.
La costa, le luci ed un mare scuro immenso.
Dal punto alto in cui ci troviamo è ancora più bello, più emozionante, più pittoresco.
-Tony è...meraviglioso!- Esclamo ammirata mentre lo sento stringersi a me sempre di più.
Non faccio in tempo a dire altro che il suono di una fisarmonica e di un mandolino comincia a propagarsi avvicinandosi sempre più a noi.
Ci giriamo verso i tre uomini che, vestiti coi costumi tipici siciliani, camicia bianca, gilet nero, cappellino in testa e fazzoletto rosso, offrono una allegra musica folcloristica allietando le orecchie dei passanti.
Sbuffo in una risata e lo stesso fa Tony.
Quando i simpatici e sorridenti ometti si avvicinano a noi, cambiano genere, intonano una melodia lenta e romantica.
Tony mi accoglie di nuovo tra le sue braccia, viso contro viso stavolta. Fa un cenno a qualcuno che sta alle mie spalle e mi basta un attimo per capire e vedere un uomo di colore con un mazzo di rose in mano. Tony prende degli spiccioli e li da all'uomo che in cambio gli porge una rosa rossa.
-Per te.- Dice roteando una rosa fra le dita.
Dio, credo di arrossire.
-Grazie. Sei cosi...dolce.-
Lui abbozza un sorriso meraviglioso.
-Spero non così dolce come la cassata che abbiamo mangiato prima. A me ha un pochino nauseato. -
-Mmh...in effetti siete molto simili. Dovremmo provvedere con una biochetasi o con un po' di bicarbonato per entrambi.-
-Mi supisci sempre Bea. Non sapevo ti intendessi pure di cure e rimedi per la salute!- Il suo tono è sarcastico, divertito, sereno, ma a me queste parole fanno pensare qualcosa, anzi qualcuno che rischia di rovinare il nostro momento.
-Già...ma non sono la tua Licia.-
Dico alludendo alle informazioni che ho avuto da Salvo sul suo essere ormai quasi "dottoressa".
La sua espressione si oscura, offuscata dalla perplessità o da altro, non saprei.
Perché l'ho detto? Sono un'idiota!
-Si infatti.- Conferma con voce decisa.
- Hai innumerevoli cose che ti differenziano da lei.-
Cavolo, fa male.
Mi rabbuio. Ben mi sta, me la sono cercata.
-...e che ti rendono speciale.- Continua lasciandomi di stucco.
-Io vorrei che tu capisca proprio questo; tu hai tantissime qualità oltre al bel corpo e a questo splendido viso.-
Mi sfiora la guancia.
- Sei intelligente, solare, furba, perspicace, determinata e chissa quante altre cose. -
Accidenti, credo che sia il complimento più bello e concreto che abbia mai ricevuto da un uomo.
-E comunque...Lei non è la mia Licia. Non lo è più da un bel pezzo.-
Sbuffo alzando gli occhi al cielo e mostrando la mia poca convinzione al riguardo e la mia poca fiducia nelle sue parole.
-Non mi credi?-
-Se non fosse ancora importante non avresti mollato tutto e tutti....per lei.-
-Non mi perdonerai mai per quello che ho fatto, vero?-
Faccio una smorfia senza dire nulla.
-Ti prego di credermi, non c'è più niente tra me e Licia. E poi...Lei si sta frequentando con un altro. Me lo ha confessato l'altra volta.-
Ah, si? Davvero? Oh...E ti aspetti ci creda?
-Si frequenta con un altro, ma quando ha bisogno dell'aiuto di qualcuno chiama te? Poco convincente la cosa, non trovi?-
La verita é che ho paura. Una maledettissima paura di lei. È un avversario temibile e troppo forte, potrebbe riprendersi Tony anche solo schioccando le dita. Specialmente se si considera il fatto che lui...non è nemmeno mio.
-Posso farti una domanda?-
Chiedo di getto, senza pensarci su troppo.
-Certo. -
Esito all'inizio, mentre appoggio le mani sul suo petto sodo.
-Se ti chiedesse di tornare con lei... lo faresti?-
Il battito del cuore comincia a perdere il controllo, mentre con le gambe tremanti attendo la sua risposta.
I suoi occhi sono profondi e non smetto di investigarli un minuto, sperando di potervi trovare le risposte che cerco.
-Sii sincero, ti prego.- Lo incito infine, mentre l'attesa di qualche secondo ha il sapore di una condanna eterna.
-In questo momento, no. Non lo farei. Diciamo che...ho altro per la testa.-
Trattengo un sorriso di sollievo, mordendo con forza il labbro inferiore.
Abbasso gli occhi, mentre assimilo le sue parole trasformandole in rassicurante conforto.
-Adesso, posso farti io una domanda? -
Chiede prendendomi alla sprovvista.
-Certo. -
-Quella sera, quando ti ho incontrata in spiaggia con Marco...-
Annuisco, capendo subito a quale serata si stia riferendo e resto in ascolto, curiosa.
- Tu e lui...eravate stati insieme? Insieme insieme, intendo.- La sua voce è imbevuta di imbarazzo, ma sono troppo stupita per accorgermene subito.
Che significa? No!
È ovvio!
-No. Certo che no!-
Perché questa domanda?
Oddio, possibile che per tutto questo tempo ha creduto che fossi andata a letto con lui? Questo spiegherebbe tante cose; la sua scenata, il suo comportamento freddo e distaccato, la sua rabbia accumulata, le sue frecciatine...
No, devo assolutamente spiegargli che non è andata così.
-Lui mi aveva invitata ad una festa in spiaggia con i suoi amici per farmi distrarre, se ricordi era stata una brutta giornta. Poi prima ti tornare a casa abbiamo fatto una passeggiata in riva al mare e beh...-
Mi blocco quando l'immagine del ricordo di quei momenti mi appare dinnanzi come su un grande schermo.
- In realtà lui ha provato, ehm...a baciarmi, si, questo è vero, ma ninte di più!- Preciso subito.
-E comunque io...-
Continua a guardarmi intensamente, poi chiede:-Tu... che cosa?-
-Non mi crederesti. - Sbotto scuotendo la testa, rassegnata.
-Dimmelo, ti prego.-
-I-io...non ci sono riuscita. Capisci? Non sono riuscita a baciarlo e a lasciarmi baciare da lui!-
Rido nervosa, ancora incredula e stupita da me stessa per il mio insolito comportamento.
-E..perché?-
Ora o mai più
-Perché pensavo a te.- Svelo d'un fiato.
-Perché l'unico mio desiderio era quello di baciare te... tu eri l'unico uomo che avrei voluto baciare. Le uniche labbra che avrei voluto sfiorare erano le tue.-
Mi fissa qualche secondo con un'espressione indecifrabile che inevitabilmente mi fa preoccupare.
-E... adesso si è placato quel desiderio?-
Mi spiazza.
Scuoto la testa imbarazzata e abbasso gli occhi, mentre osservo le mani e le dita che si muovono nervose.
Senza dire nulla, Tony mette la sua mano sulle mie, poi con l'altra mi porta i capelli dietro l'orecchio e mi alza il mento, indicandomi la via per incrociare i suoi stupendi occhi: due pozze verdi nelle quali poter annegare.
Mi sfiora il viso, infila le sue dita tra i miei capelli e senza lasciarmi tempo per capire o realizzare cosa stia succedendo, sfiora le mie labbra e lo fa delicatamente, con una dolcezza che in un uomo non avevo mai trovato.
Pian piano ci abbandoniamo, lasciandoci trasportare dalla magia del momento, dal vortice di emozioni che ci travolge e dal sapore estasiante di quello che è il bacio più vero, sincero e puro che abbia mai ricevuto nella mia vita.
Spazio Autrice
Con questo capitolo speciale, auguro un felice Natale a tutti!!!
★Auguriii★
Ps. Dedico questo aggiornamento alla carissima
@AmArEeViVeRe ♥ scusa per il ritardo!
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