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Cap 32

Bea

È già venerdì.

Sono passati ben cinque giorni.

Cinque lunghissimi giorni e di Tony nessuna traccia.
Né una chiamata, né un messaggio.

Oddio...e se fosse partito per la Sicilia?

Me lo avrebbe detto...giusto?

Non lo so.

La realtà è che non lo so proprio. Non so più niente.
Sono confusa da lui, dai suoi sbalzi di umore, dai suoi ultimi comportamenti ambigui.
Stavolta venire a capo di questa storia sembra davvero difficile per noi due, se non impossibile.
Sento che quello che ci lega è forte ma spesso ho paura che quello che potrebbe separci lo sia ancora di più.
Temo che piano piano i nostri problemi, i nostri segreti, le nostre preoccupazioni ci stiano distruggendo.

Cavolo...perché deve essere così difficile?

Ho preso un giorno libero perché ho tante cose da fare.
Passo dalla dottoressa Conte che voleva vedermi in seduta.
Le racconto un po' di me, delle mie giornate, di questo peso che porto nel cuore, senza però confessare quale sia la vera ragione di tanto smarrimento.
Poi passo dal supermercato e faccio un giro per negozi alla ricerca di un regalo per Sergio.
Non ho proprio idea di cosa potrei regalargli.

Lui è appassionato di canto, cinema, arte, animali... vediamo, magari potrei prendergli un cd di musica classica? O un libro di ricette?

Che idea stupida, Bea!

Dopo diversi giri in centro mi accontento di un banalissimo e scontato portafogli.

Non ho trovato nulla di originale che si addicesse a lui. Pazienza.

Pranzo al volo, riscaldando una confezione precotta di lasagne.

Nel pomeriggio me la prendo più che comoda. Faccio una doccia terapeutica, mi depilo da cima a fondo, lavo i capelli e li arriccio. Preparo una buona base di trucco scuro, nascondendo con molta cura le tracce di livido ancora visibili intorno al mio occhio, metto lo smalto alle unghie e questo mi fa pensare alla scuola di estetista alla quale ho rinunciato per il secondo anno di fila.
Indosso una mini gonna nera, calze decorate ed una camicia dorata senza maniche che ho comprato con gli sconti da Zara. Un tempo non badavo a spese per i vestiti, adesso devo fare i conti con ciò che guadagno e con le spese che affronto; con i soldi in entrata ed in uscita. E quasi ogni mese mi ritrovo a risparmiare, evitando di comprare carne o cibo costoso.
Spesso devo ricorrere ai soldi di mio padre, anche se non vorrei nemmeno averli me li ritrovo puntualmente accreditati ogni mese sul mio conto.

Purtroppo sono costretta a prenderli anche se il più delle volte mi servono...per altro...

Spero che questo periodo di merda passi presto.
Mi sono davvero stufata.

Quando sono ormai pronta bussano alla porta.
Deve essere Sofia, in anticipo come sempre.

Mi precipito ad aprire facendo una difficile corsetta con i tacchi vertiginosi che mi ritrovo.
Oggi avevo voglia di esagerare nel look e così ho fatto.

-Arrivo! Arrivo!- Urlo per calmare l'insistenza della mia amica.
Apro distratta, ma quando vedo gli occhi verdi di Tony strabuzzarsi mentre mi squadra da capo a piedi mi...paralizzo.

Che diavolo ci fa lui qui?

-Tony?! Ma che...che cavolo ci fai qui?-
Lui boccheggia qualche momento, fissandomi rapito.

-È venerdì. È il compleanno del dottore. Sono venuto per andare alla sua festa.-
Fa un sorriso falso ostentando un'entusiasmo che non ha.

Sta scherzando?...

Credo davvero che potrei prenderlo a sberle da un momento all'altro.
Non ci credo.
Mi sta prendendo in giro.

-Sei serio?-
-Sì.- Risponde secco e fa per entrare ma mi piazzo proprio di fronte a lui.
Tiro fuori tutta la mia autorità e con durezza sbotto tutta la rabbia accumulata in questi giorni in cui è sparito.
-Tu non verrai con me. Io ci andrò con Sofia!-
Scoppia a ridere, come se avessi raccontato la più diventerete delle barzellette.
-Oh, si che verrò.-
-No invece!-
-Bea. Non insistere. Sapevi che sarei venuto.-

Che cosa?!....

Mio Dio. Mi fa ammattire!

-Non ti fai sentire per giorni, mi hai cacciata da casa tua in quel modo e ora ti presenti qui reclamando il diritto di venire con me? Vaffanculo Tony!-
Chiudo la porta con violenza, ma lui la blocca, costringendomi a indietreggiare per riaprirla.

E ci riesce... lo stronzo.

Poi, avanza si avvicina e mi imprigiona contro la colonna della trave e col fuoco negli occhi si ferma a pochissimi centimetri da me.

La mia mente sembra bloccarsi, come se qualche ingranaggio si fosse guastato e tutto avesse cominciato a funzionare a rilento.

Devo...deglutire.

-Credi davvero che ti lascerei mai andare alla festa del dottore da sola? Vestita così poi?-
La sua voce bassa e calda sembra penetrarmi dentro.
Mi guarda da cima a fondo e sento un brivido quando i suoi occhi percorrono il mio corpo.
Sembra quasi che possa vedere oltre i vestiti, spogliandomi completamente. E questo suo sguardo felino ed intenso mischiato alla vicinanza del suo corpo, che emana un calore conosciuto ed un profumo ammaliante, mi fa vacillare.

-Ci..ci andrò co-con Sofia.- Balbetto debolmente.
-Non se ne parla Bea. Io verrò con te.-

È vicinissimo.
Sempre di più.

Maledizione.

Sento il suo alito su di me e il suo dannato profumo inebriante che quasi mi porta a chiudere le palpebre per assaporarlo meglio dentro le mie narici.

Merda.

Sono troppo vulnerabile quando sono con lui.
E il bastardo lo sa. Altro che se lo sa!

Mi resta praticamente attaccato, mentre il suo corpo sfiora leggermente il mio, quanto basta per mandarmi in autocombustione.

Mi osserva mentre sono inerme come una preda tra le grinfie del suo predatore.
Si avvicina e prova a baciarmi con una lentezza disarmante.

Oddio.

Al diavolo Sergio, il suo compleanno e tutto il resto.
Giuro che se continua così, tra qualche secondo lo trascino in camera da letto.

Il nostro respiro muta, e l'atmosfera si fa sempre più intensa.

Le sue labbra sono quasi sulle mie quando....un colpo di tosse ci distrae.

Cazzo. La porta è rimasta aperta e Sofia e Salvo sono sulla soglia, stranamente e visibilmente compiaciuti dello spettacolo al quale stanno assistendo.

-Possiamo tornare più tardi.- Abbozza Salvo incrociando le braccia, con un sorriso beffardo stampato su quel suo fastidiosissimo viso.

Avresti potuto evitare di tossire idiota..

-No. Siamo pronti.- Risponde Tony tornando dritto, mentre si aggiusta il cappotto grigio fumo che le sta divinamente.
Lo sagoma in maniera perfetta, rendendogli giustizia; riesce a valorizzare le sue spalle larghe, il suo petto sodo e robusto e le sue braccia muscolose.

Ho caldo.
Nonostante abbia addosso una camicetta smanicata, sto sudando.
-Vieni pure tu Tony? -Chiede la mia amica con stupore.
-Certo.-
-No. Lui non viene.- Ribatto impettita.
-Bea, non ricominciare! Eravamo rimasti così. Io verro a questa minchia di festa!-
-Okay, puoi anche venire ma non come mio accompagnatore. Spero tu abbia un regalo almeno...- Lo incalzo, adottando una strategia differente.
Sbarra gli occhi.
-Regalo? Che regalo?-
-È un compleanno Tony...-
-Perché tu gli hai preso un regalo?-

Ah. Ah!
Vediamo che fai adesso...

-Certo.- Ammetto spavalda e soddisfatta con una smorfia.
È infastidito. Glielo leggo negli occhi. Sapere che ho comprato qualcosa per Sergio lo fa diventare una bestia e.... mi piace.
-Okay gli dirò che non ho avuto tempo. Gli prenderò una lattina ci cibo per gatti domani al supermercato.-
-Idiota!- Lo spingo, colpendo sulla spalle e lui scoppia a ridere di gusto seguito da quel deficiente di Salvo.
-Dai piccola, gradirà di certo il dottore.-
-Smettila!- Abbaio in preda alla collera.

Sono così irritata! Gli vorrei mollarei uno schiaffo, uno di quelli che poi un dottore servirebbe davvero.

-Qual è il locale?- Chiede il suo complice, facendo finta di non ricordare.
-Il Luxury. Oggi c'è serata Karaoke. Da quanto ne so a Sergio piace cantare, vero Bea!?-
Incrocio lo sguardo di Tony. Ha un sopracciglio alzato e le labbra storte.
Sembra quasi sconcertato da quel che ha detto Sofia.
-Oh sì. Ed è pure molto bravo col microfono...-
Pronuncio quelle parole con esagerata sensualità ed una intenzionale malizia, mentre guardandolo dritto negli occhi noto la sua espressione caricarsi di rabbia e divenire oscura per la gelosia.

Ottimo.

Ben ti sta mio caro Tony. Forse hai scordato chi hai davanti.

Gli faccio un'occhiolino, provocandolo ulteriormente.
Lui serra la mascella e stringe i pugni. Sta di certo trattenendo la sua incontrollabile voglia di spaccare qualcosa.
Poi, si rilassa di colpo.
Sta diventando bravo a contenere le emozioni negative,

-Quindi gli hai regalato questo: un "canta tu"?- Chiede contenendo le sue emozioni, sforzandosi di mostrare freddezza.

Che cretino...

-No.- Smorfio la voce infastidita.

-Che noia... dovremmo sentire quel damerino cantare.- Si lamenta mettendo le mani in tasca.
-Puoi sempre non venire!-
-E lasciarti andare da sola? Non se ne parla neanche.-
-Ascoltami bene. Sei libero di entrare nel locale, d'altronde è un luogo pubblico, quindi non posso vietarti di farlo ma sappi che non ti voglio addosso!- Sputo d'un fiato, puntandogli un dito contro.

Afferro la mia borsa, conservo dentro il regalo e metto la giacca, uscendo dell'appartamento.

Tony alla fine viene in macchina con noi, anche se stasera mi da fastidio averlo tra i piedi, sono ancora arrabbiata con lui per il silenzio e l'assenza immotivata dei giorni scorsi.

Crede davvero di poter fare così?
Per giorni mi ha ignorato e adesso fa il fidanzato protettivo.
Okay, gli ho chiesto tempo, ma questo non giustifica il suo comportamente cosi...diatante e ambiguo. Non può trattarmi così, a suo piacimento, in base al suo pazzo e altalenante umore!

-Ti rendi conto che hai una fottuta gonna striminzita?-
Sussurra al mio orecchio, mentre cammina dietro di me.

Oddio...mi vengono i brividi.

-Sì, l'ho comprata proprio per questo. -
-Non avresti dovuto metterla. Non stasera.- Ringhia a denti stretti mentre entriamo al locale.
Lo ignoro totalmente, mentre dentro me esulto.

-Bea!-
Sergio mi saluta con un gran sorriso. È un po' esitante all'inizio, ma poi ci lasciamo andare in un abbraccio.
È bello sentire il suo profumo.
Mi è mancato.
-Auguri dottore. Questo è per te.-
Lui sorride con occhi lucenti. -Non dovevi disturbarti.-
Tony, che a quanto pare ha deciso di starmi incollata, tossisce attirando l'attenzione,
-Auguri dottore.- Dice ripetendo le mie parole, ma caricandole decisamente di significato diverso.
-Grazie. - Si limita a dire lui improvvisamente teso.

Alzo gli occhi al cielo e vado a sedermi nei divanetti riservati a noi.

Per la prima parte della serata Tony sembra la mia ombra.
Si siede al mio fianco, mi fa domande, mi stuzzica come solo lui sa fare, gioca con i miei capelli e qualche volta lo sorprendo assorto a messaggiare col cellulare.

Non dice nulla, ma continua a restarmi appiccicato.

-Vuoi da bere!?-
-No e comunque faccio da sola.-
-Sei troppo acida stasera. So io cosa potrebbe addolcirti...-

Oh, oh.

Avvampo, immaginando le sue intenzioni.

-Mi lasci in pace?- Urlo quasi esasperata.
- Va bene!stai calma!- Solleva le mani in aria, arrendendosi e si alza dirigendosi al bancone del bar.

Ritorno a chiaccherare con Sof, poi faccio la conoscenza di alcuni colleghi di Sergio, tra questi mi colposce una ragazza con un vestito rosso, molto bella, bruna e con un fascino molto particolare.
Ha capelli ondulati, una voce calda ed un sorriso contagioso.
-Tu devi essere Beatrice.-

Mi conosce?

-Oh, si.-
-Piacere io sono Melania, ma puoi chiamarmi Mel.-
-Molto lieta. Tu puoi chiamarmi Bea.-

Caspita, ha un sorriso bellissimo.

-Lavoro con Sergio, in clinica.-
-Sei veterinario pure tu!?-
-Sì.- Rivolge lo sguardo a Sergio che beve due sciortini di fila insieme a due ragazzi e lo contempla ammaliata.
-È in gamba, vero?-
-È un dottore speciale. Ed un uomo splendido.- Lo dice con un'aria sognate, come se lo avesse pensato e detto a voce troppo alta.
-Si. È vero.-
Mi limito a dire.
-E tu sei molto bella, ha ragione.-

Ehm...cosa?

-Scusami?-
-Ha ragione ad averti ancora nella testa. Lui...non riesce a lasciarti andare.-

Oh no!

Capisco al volo cosa stia cercando di dirmi e mi sento improvvisamente imbarazzata e terribilmente in colpa.
Abbasso lo sguardo, fissando le mie unghie rosse.

-Non so che dire. Io credevo che fosse andato avanti. -
-Secondo me vorrebbe provarci, ed io in questo lo sto stimolando. Mi piace. Mi piace un sacco e vorrei qualcosa di più da lui ma continua a trattenersi perché credo sia ancora convinto di poter avere una speranza con te. Ma tu...- Punta il suo sguardo intelligente su di me, scrutandomi. -Tu...hai occhi solo per il bruno misterioso dagli occhi verdi, non è vero?-

Merda.

-Come?-
Chiedo facendo la finta tanta.
-Dai! Si vede benissimo che siete pazzi l'uno dell'altra.-

Penso di essere rossa in faccia. Tra l'alcol che ho in corpo e la sfrontatezza di questa ragazza ho le guance in fiamme.

-Beh la nostra è una situazione complicata. -
-Quindi è così. Ci ho visto bene.- Dice compiaciuta.
-Però...dovresti davvero dire a Sergio come stanno le cose. Forse solo così potrebbe finalmente lasciarsi andare.-

Ritorna a guardarlo con occhi dolce.

È... innamorata di lui?

Accidenti si! Si vede benissimo!

-Mel! Vieni, canta una canzone con me!-
Grida Sergio al microfono.
Gli occhi vispi della ragazza al mio fianco si illuminano.
-Vado. Non posso fare aspettare il mio amore.-
Con una corsetta lo raggiinge, sul palchetto e insieme cantano una canzone di Celentano e Mina.

Sono carini insieme. Molto carini.
Formerebbero una gran bella coppia.

Si sorridono, si scambiano sguardi di intesa, si abbracciano.
E mi pare davvero impossibile che ancora Sergio pensi a me, notando quanto sia coinvolto e attratto da quella ragazza.

Sofia al mio fianco parlotta con una tizia di cui non ricordo il nome, poi si alza per accompagnarla al bagno mentre Salvo e Tony sono ancora al bancone del bar a consumare un drink.

Finalmente mi da un po' di tregua il mio assillante siciliano.
Lo osservo da lontano, mentre sposta i capelli indietro con disinvoltura e fascino mentre discute animatamente col suo amico.
È appoggiato allo sgabello; la gamba destra è piegata mentre la sinistra è tesa e il piede poggia sul pavimento. In quella posa si evidenziano i muscoli della coscia che sono in tensione.
La camicia ha i primi bottoni aperti, mostrando parte del suo possente petto.
E il sorriso naturale che gli sfugge quando risponde alle battute di Salvo...è.... devastante.

Cavolo. Quanto è bello.

Due ragazze gli passano accanto e si scambiano un'occhiata complice che non mi piace proprio.

Ehi!

Poi si fermano e fanno di tutto per attirare la sua attenzione.

Sto davvero per balzare in piedi, per andare da Tony e far capire a quelle oche che, anche se non in maniera formale, lui è impegnato con la sottoscritta.
Faccio per alzarmi, ma qualcosa mi blocca.

Una voce.

La voce di Sergio, che in maniera amplificata, a causa del microfono, attira la mia attenzione e quella di tutti i suoi invitati.
-Adesso vorrei dedicare una canzone ad una persona a me molto cara.-

Mi giro di scatto con un presentimento che mi agita e incrocio i suoi occhi che senza imbarazzo si fissano su di me, proprio li davanti a tutti.

Oh no...

Temo abbia bevuto qualche drink di troppo.
Ha gli occhi lucidi, i capelli disordinati, la camicia stropicciata e la risata facile.

-A lei voglio dedicare una delle canzoni d'amore più belle di tutti i tempi.-

Il cuore mi si ferma.

- Perché voglio che lei sappia che... non posso fare a meno... di... innamorarmi di lei.-

No. Ti prego.

-Base maestro!-

No. Non ci credo.

Resto paralizzata mentre le note di Can't help falling in love di Elvis riempiono la stanza.

Non ci credo.
Non sta succedendo.
Non lui. Non questa canzone.

E mi sento sprofondare, una fitta di nostalgia mi stringe il petto in maniera spietata e in un solo istante vengo risucchiata dai ricordi.

Il mare.
La casa sulla spiaggia.
Le candele.
La cena romantica.
Questa canzone.

Io che ballo con....lui.

Lui...

E la nostra prima volta.

Oh mio Dio.

Lo cerco con lo sguardo e lo vedo dritto, in piedi, mentre con i pugni stretti e gli occhi a fessura, sembra voler fulminare Sergio con uno sguardo.

Poi, come attirato da qualcosa, guarda me ed io non riesco a sostenerlo un secondo di più.

Sento la tensione accumulata nella gola.

Che mi succede?

Vengo assalita dalle emozioni. È difficile pure respirare. Il ricordo di noi che ci amiamo è così nitido, ma pure cosi lontano che fa quasi male...
Non riesco a trattenere le lacrime ripensando a quei gironi felici, a quell'amore folle che mi ha fatto diventare la donna che sono.

Eravamo così felici, spensierati e adesso...

Non posso restare qui dentro un secondo di più. Mi sento soffocare.
Mi sento derubata di qualcosa che è, e deve restare, solo mio e di Tony.

A quel punto tutto diventa così chiaro.

Amo Tony. Non smetterò mai di amarlo. Non so se questo basterà, ma l'amore che provo per lui non è mai sparito.

Anche se...noi siamo cambiati. Tutto è cambiato.

Non siamo più quelli di prima; non siamo più i due ragazzi innamorati che quella calda sera d'estate si amarono completamente anima e corpo.

Mi alzo di scatto, prima che la canzone finisca ed esco fuori, inseguita da quello che è stato uno dei ricordi più belli della nostra tormentata storia d'amore.

Uno di quei ricordi tanto belli quando dolorosi che con crudeltà mi ricorda quanto, nella mia vita e tra me e Tony, le cose... siano cambiate.

Spazio Autrice

Buongiorno ragazzi.

Questo capitolo è di preparazione a ciò che succederà nel proasimo/i.

Ci siamo: tutto sta per essere svelato.

Manca davvero poco!

Intanto in questo capitolo c'è un altro piccolo indizio (anche se implicito) che riguarda il segreto di Bea. ;-) Ehehehe

E il comportamento di Tony?? Come lo spiegate?

In certi momenti sembra proprio che fra i due si sia innalzato un muro di segreti....riusciranno ad abbatterlo e ad essere felici insieme? Mmh...vedremo...

Aspetto I vostri commenti!!

Vorrei davvero ringraziarvi col cuore per il sostegno, la fiducia, la vostra fedeltà, i vostri commenti (che ADORO ♥_♥ ) e e le vostre stelline ★

Non avrei mai immaginato di arrivare fin qui. E questo è successo solo grazie a voi, alla vostra presenza e al vostro affetto ♥

Ps MelanieGuerzoni la ragazza innamorata di Sergio...ti piace? ♥ Eheheh
Sorpesaaaaa :-* menziona un utentemenziona un utente

A presto. Grazie e sempre Grazie!
E Scusate per gli errori ;-)

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