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Cap 26

Bea

Siamo fermi alla fermata dell'autobus e ho il cuore che mi esplode di gioia.
Avere Tony al mio fianco è la cosa più bella.
È come se per tutto questo tempo avessi vissuto in apnea e solo adesso, improvvisamente, avessi cominciato a respirare di nuovo.
Una sensazione forte, pungente, invadente e brutale mi riempie il petto.
Credo sia la cosa più simile alla felicità che abbia mai provato.
Sorrido, perdendomi nei suoi occhi di smeraldo mentre muove le sue labbra marcate. Sta raccontando un episodio accaduto a lavoro o qualcosa del genere. Mi sono distratta e adesso non so più di che sta parlando. Mi ha distratto il rumore del sentimento che provo per lui. La sua voce calda. I suoi occhi ammaliatori. Il suo sorriso sghembo.

Lo ammiro, persa in lui, con aria sognante, quando qualcosa attira la nostra attenzione, interrompendo il mio stato di trance.

-Beatrice!?-

È una voce maschile, per l'esattezza, ad attirare la nostra attenzione.

Tony, al mio fianco diventa rigido e muta espressione in maniera repentina.

Mi basta guardare la figura alta e muscolosa per capire che si tratta di un altro... dei miei amici di letto.

Oddio.

Vorrei sprofondare.
Vorrei che una voragine si aprisse prorpio qui, sotto i miei piedi, per farmi cadere giù negli abissi della terra.

La vergogna è pesante da sopportare, specialmente sapendo che Tony è qui con me e che sta guardando in faccia un pezzo del mio passato.

Quello che ho sempre temuto, la situazione che più mi faceva paura si sta verificando. Di nuovo.

-Se proprio tu?- Chiede con le mani sprofondate nelle tasche del giubbotto.
-Ciao Ivan.-
La mia voce è un sussurro.
-Mi sembrava fossi tu, i ragazzi dicevano di no, ma io ci avrei giurato.-
Guardo dietro di lui e di fronte al bar tre tipi, che mi pare di riconoscere, sghignazzano assistendo alla scena.
- Difficilmente avrei potuto... confonderti. - Conclude poi con una velata malizia.

Merda.

Abbasso gli occhi e d'istinto passo un braccio attorno a quello di Tony.

Solo quel gesto sembra fargli notare la presenza di Tony al mio fianco.
-Oh, scusami. Sono Ivan, un amico intimo di Beatrice.-
Allunga la mano verso il mio bel siciliano e mi fa un'occhiolino, alla ricerca del mio consenso e della mia complicità.

Ma...è idiota?
Vuole proprio mettermi in imbarazzo.
Amico intimo? Ma come si permette!...

Guardo di sottecchi il bel bruno al mio fianco, sperando di poter tradurre la sua espressione.
Ha gli occhi assottigliati e la mascella serrata.

-Sono Tony. Il suo ragazzo.-
Si presenta con freddezza porgendo formalmente la sua mano.

E il mio cuore perde un colpo.

Il suo ragazzo.

Suona così bene... Tony è di nuovo il mio ragazzo.

Lo stringo più forte, grata per la forza e la gioia che quelle parole mi arrecano.

-Oh. Davvero?- Fa scorrere veloce i suoi occhi stupiti da me a lui per poi tornare a me. -Mi fa piacere.-

Il respiro di Tony si fa rumoroso. Sta fremendo, lo percepisco. Vorrei fare o dire qualcosa ma non so proprio cosa.

-Ti tratterai qualche giorno?- Continua lui titubante e chiaramente spiazzato dell'affermazione di Tony che suonava forse più come un avvertimento che come una mera informazione.
-Stiamo tornando a casa, a dire il vero.-
Risponde Tony al mio posto e la cosa non mi dispiace.

-Peccato. Allora, magari la prossima volta ci organizziamo e andiamo a bere qualcosa tutti insieme.-

Lo stronzo sa che effetto ha su di me l'alcol. Lo sa bene. Quando sono andata a letto con lui ero brilla, solo dopo aver bevuto una vodka alla pesca.
Il ricordo prende forza in un istante, riportandomi a quel ieri non molto lontano.
È successo una sera, al ritorno di una notte passata in discoteca.
In macchina, in uno squallido spiazzale appena fuori paese.

Dio, quanto mi pare schifoso adesso tutto questo.

Mi viene da vomitare.
La vecchia "me" mi fa venire da vomitare.

Ero davvero così?

Si.

E l'amarezza di quella risposta mi fa sentire malissimo.

Davo il mio corpo. Lo consegnavo a sconosciuti dall'aspetto attraente, sperando di ricavarne piacere e beneficio.
Naturalmente l'unico piacere che riuscivo a provare era solo fisico.
Quegli sconosciuti prendevano una parte di me, svuotandomi man mano sempre di più. Fino a quando ho creduto davvero di non avere più un'anima. Fino a quando ho creduto di averla persa, venduta, buttata tra le fiamme dell'inferno.
Ero solo un corpo privo di sentimenti. Una larva che custodiva il nulla.
Poi è entrato nella mia vita il ragazzo bruno, alto e possente che mi sta accanto e tutto è cambiato.

Ho conosciuto l'amore, quello vero.

Come una folata di vento caldo d'estate, ha sollevato incertezze e paure scoprendo la nudità della mia anima, per la prima volta.
E piano piano una piccola scintilla dentro me ha cominciato a prendere vita, a prendere fuoco, incendiando ogni giorno di più il mio essere.
Grazie a lui ho cominciato a vivere . Ho cominciato a percepire ogni piccolissimo dettaglio.

Ho assaporato il sapore dei baci, ho gustato i contatti tra i nostri corpi, le carezze, i sussurri, i brividi, la sensazione di benessere che mi faveva provare.
Tutto, anche i litigi avevano un retrogusto diverso.
Tutto bruciava, dentro e fuori.
Come in uno specchio, il mio corpo ha cominciato a provare sensazioni nuove che si riflettevano e vivenano dentro di me in maniera intensa ed amplificata.

Tony mi ha insegnato ad amare. E la cosa più incredibile è che lui ama me, nonostante tutto.

Non smetterò mai di ringraziarlo per questo.

E adesso, che mi ritrovo davanti uno dei miei incubi, materializzato in carne ed ossa, ho paura.
Paura di me stessa, di quello che ero.
Paura del mio Tony, dei suoi occhi, del modo in cui prima o poi, inevitabilmente mi guarderà: con disgusto.

Ivan saluta, stavolta con un semplice "ciao" indirizzato ad entrambi e ritorna dall'altro lato della strada per raggiungere i suoi amici.

Resto in silenzio per un po', prima di parlare. Vorrei fosse lui a dire qualcosa per primo, invece resta zitto.
È immobile nella sua posizione. Fissa il pavimento chiazzato di bianco con la mascella ancora dura e le labbra strette.
Provo a stringere il suo braccio per scuoterlo, ma niente.

È distaccato. Freddo.

Emana più freddo lui che la neve che ai margini delle strade si è indurita, divenendo scivoloso e pericoloso ghiaccio.

-Va tutto bene?- Azzardo con esitazione, mentre sento il cuore mettersi in allerta.
Sbuffa e si passa una mano fra i capelli.

-È uno dei tuoi amanti?- Tuona di colpo con un tono grave.

Porca miseria.
Quella domanda gettata li, senza nemmeno rivolgermi uno sguardo...fa male.

-Sì.- Ammetto abbassando la testa mortificata.

Tony Sbuffa di nuovo, liberando il suo braccio dal mio.

Oh no!
Perché fa così?
Conosce il mio passato. Sa chi ero. Perché questa scenata?

Poi, mi degna di uno sguardo. Uno di quelli che tagliano, pieni di disprezzo; uno di quelli che non servono parole per fare del male. Eppure decide di parlare ugualmente per arrivare a colpirmi più in profondità come lui solo sa fare.

-Certo che non hai risparmiato nessuno.-

Una fitta di dolore mi stringe dentro.
Quelle parole arrivano come una scarica elettrica.

È il solito bastardo...

Come sempre mi umilia e mi ferisce.

-Vaffanculo Tony. - Sbotto infastidita e mi allontano a passo veloce trascinando il trolley con me, dirigendomi verso la piazza.

-Dove vai? Bea!- Urla in maniera soffocata per non destare troppo l'attenzione intorno a noi.
Mi raggiunge in meno di due secondi e afferrandomi per le spalle mi fa girare verso di lui.
-Dove credi di andare? A momenti passa il nostro autobus..-
-Magari vado a ripassare la lista dei miei amanti! Sono quasi tutti di questo paese, potrei trovare qualcuno disposto ad accompagnarmi a Torino. Saprei di certo come ricompensarli. - Sbotto infuriata, scagliandogli contro meschinità.
Riprendo a camminare, lasciandolo annegare nel mare di rabbia che lo ha inondato a causa delle mie parole.

-Bea, fermati! Non fare la stronza. -
-Io?- Non ci vedo più. Mi giro, di nuovo verso di lui e lo spintono con violenza. -Se qui c'è uno stronzo quello sei tu! Perché sei venuto, eh? Sapevi che stavo tornando "nella fossa dei leoni", come l'hai definita tu! E adesso fai queste scenate del cazzo!- Sono un fascio di nervi, sto sbraitando contro di lui.

La sua espressione muta, mentre gli sbatto in faccia quelle parole.

Fa un profondo respiro, poi con un gesto impulsivo e veloce mi circonda il viso con le mani e appoggia la sua fronte alla mia.

-Dio, Bea...scusami, ti prego.-

Non posso non sussultare.
Provo a svincolarmi, mentre lacrime traditrici che credevo sarebbero rimaste in disparte, fanno il loro ingresso silenzioso.
Lui mi trattiene con forza, mescolando il suo respiro al mio.
-Ti prego perdonami. Sono uno stronzo....È vero, ma divento pazzo sapendo che altri.....- Lascia cadere la frase, in preda al panico. Sta combattendo contro se stesso.
-È stato prima. Prima di te.- Mormoro con la voce spezzata.
- Lo so. Scusami. Sono pazzo di te Bea e la gelosia mi fa perdere la lucidità. Perdonami. Ti prego, so che sei diversa adesso.-

Piano, poggio le mie mani sulle sue per liberare il mio viso.

Non rieco a guardarlo.
Lui soffre e fa soffrire me. Finirà mai questa reazione a catena?

Sposto il viso, fuggendo dal suo sguardo dispiaciuto.
Tony però non si arrende. Afferra di nuovo la mia testa e mi bacia con forza.
Inizialmente lo rifiuto, contrariata.

È scemo?
E questo cosa sarebbe, un bacio riparatore?
Prima mi annulla con le parole e l'istante dopo mi bacia come se nulla fosse.

-Che cavolo fai?-
-Mostro a tutti che sei mia.- Urla, mi bacia di nuovo, poi ritorna a gridare come un forsennato a braccia aperte. -Il mondo intero deve sapere che sei mia!-

È pazzo.

Provo a mantenere la distanza, ma mi afferra con prepotenza, mi bacia di nuovo prendendomi fra le sue braccia e mi fa volteggiare, costringendomi ad aggrapparmi a lui.

Poi, le sue labbra catturano di nuovo le mie senza lasciarmi via di scampo. E lo fa con più passione. Con più dolcezza.

A quel punto sono finita.

Non so più resistere, non so più nemmeno perché dovrei farlo.
Lo amo e questo è sufficiente per dimenticare quanto accaduto pochi minuti fa.
Lo abbraccio, stringendolo a me, mentre lui si scusa ancora e mi ricorda quanto io sia importante per lui.

E ci perdiamo in giravolte e risate nel centro della piazza, mentre tutti i passanti, compresi i ragazzi del bar osservano la scena.

Rischiamo pure di perdere l'autobus che ci porta alla stazione, presi come siamo dal nostro bizzarro ed insolito modo di fare pace.

La realtà è che siamo pazzi, entrambi.

Pazzi l'uno dell'altra.

Seduta sull'autobus, accanto al siciliano possessivo e irruento che mi rubato il cuore per aggiustarlo e ridargli la vita, osservo un'ultima volta il pittoresco paesaggio che man mano sembra allontanarsi da me, da noi.

E in quel preciso istante sento di prendere le distanze non solo da quel posto in cui ho vissuto la mia vita passata, ma anche da me stessa, dalla vecchia "me''.
Tony stringe la mia mano, spingendomi a spostare lo sguardo su di lui e sui suoi occhi di speranza.... E quello spostamento si carica di significato. Sorrido, consapevole di spostare lo sguardo dal mio passato a lui, che è il mio presente e spero pure il mio futuro.

Quando siamo finalmente a Torino, in serata, una strana sensazione di paura mi investe.

Tony sale su per le scale caricandosi anche del peso del mio bagaglio.
E ad ogni gradino superato, la paura sembra aumentare sempre di più. La paura del domani. La paura di quello che ci aspetta.
Paura di ciò che adesso dovremmo affrontare...soprattutto di ciò che io dovrò affrontare.

Non posso più aspettare, devo assolutamente dirgli la verità.
Dovrò dirglielo; presto o tardi dovrò confessargli tutto.
Non so come, ma dovrò farlo e il solo pensiero mi fa tremare di paura.
Come reagirà?
E se...

Basta Bea! Smettila di fare la fifona!

Sof ha ragione, quando Tony saprà tutto, le cose andranno finalmente per il verso giusto.
Non è così?

Oddio.

Non lo so. Non lo so!

Ma non ho possibilità di scelta. Aspetterò il momento giusto e chiariremo le cose una volta per tutte per cominciare tutto da zero.

Mando giù le mie paure e i miei dubbi che per poco rischiano di mandarmi in fumo il cervello e mi fermo davanti la porta di casa mia, insieme a lui.

-Eccoci.- Intona piano e capisco che anche lui e restio a lasciarmi andare.
-Sì...-

Sfiora le mie mani e intreccia le sue dita con le mie, poi, con una dolcezza innaturale, poggia le mie labbra sulle sue. Lo fa con un'intensità tale da farmi sentire come trasportata in un'altra dimensione.
Mi fa perdere il fiato, il senno, la testa.

Quando interrompiamo il momento, ci concediamo qualche istante per riprenderci.

-Allora, io vado. Domani devo alzarmi presto.-
Abbozzo a malincuore.
-Sì. Pure io.-
Tony sposta una ciocca di capelli, riponendola delicatamente dietro l'orecchio, mi da un altro bacio, leggero e veloce stavolta, e si dirige verso il suo appartamento.

Caspita, quando varco la soglia la mia casa sembra così... fredda e vuota.
Mi siedo sul divano e resto immersa nel buio.
Ripercorro velocemente i due giorni stupendi appena trascorsi che inaspettatamente hanno dato una svolta alla mia vita.
Poi, ancora accompagnata da immagini d'amore appena vissute, faccio una doccia veloce, per togliermi di dosso i residui del viaggio.
Accendo la lampada e apro pigramente la valigia.

E...cavolo, non riesco a smettere di pensare a lui.

Potrei mandargli un messaggio.

Si, perché no..

Ma, aspetta!

Subito mi ricordo di avere il suo libro nella mia borsa, quello di informatica che leggeva sul treno.
Senza pensarci troppo seguo l'istinto.
Mi precipito a recuperarlo, prendo le chiavi ed esco.

Busso due volte e dopo una brevissima attesa apre.

Cavolo...

Devo deglutire in fretta e subito, per non soffocare.

Accidenti.

È senza maglietta, ha i capelli ancora umidi e indossa i pantaloni blu del pigiama.

Oh.Mio.Dio.

È uno spettacolo della natura.

-Bea?!- Alza un sopracciglio in maniera sexy, alimentando il calore che sento divampare dentro me.
- Chi ci fai qui?- Sorride divertito, notando il mio imbarazzo ed il mio viso che di certo ha cambiato colore.

-Vo-volevo darti questo.- Gli mostro il libro, che è al contrario. Lui inclina la testa per leggere, fingendo di non riconoscere il testo.
Lo giro immediatamente in maniera goffa.
-Ricordi? Lo avevo posato nella mia borsa, ecco... pensavo...che magari...non so... ti potrebbe ser-servire. -
Trattiene una risata.
-Oh. Certo. In tutta franchezza spero di dormire stanotte, ma se dovesse arrivare l'insonnia almeno avrò il mio amato libro.-
Afferma con enfasi teatrale, intuendo che la mia non è altro che una banalissima scusa per... vederlo.
-Okay. Allora vado, ti lascio riposare.- Mi affretto a dire rossa per la vergogna.
Gli porgo il libro e quando lui fa per prenderlo, blocca il mio polso e mi attira con forza contro di lui.

Il cuore si ferma per qualche istante, credo.

Mi ritrovo tra le sue braccia e sul suo petto completamente nudo.
E il profumo che emana... non mi lascia scampo.
Ci scambiamo uno sguardo silenzioso, comunicandoci i nostri sentimenti.

Infilo le dita tra i suoi capelli appena bagnati e quel gesto, sia per lui che per me, è un chiaro segno di resa, cosi ci baciamo.

Non avendo né la forza né la voglia di separarci, con il placido consenso di entrambi, chiudiamo alle nostre spalle la porta, per aprire i nostri cuori innamorati.

Per amarci ancora una volta.

Per perderci nuovamente l'uno nell'altra, lasciando fuori il mondo, crogiolati dal calore del nostro folle e smisurato amore.

Spazio Autrice

Buongiorno ragazze! Ecco a voi un capitolo nuovo...

È un po' di passaggio e ci mostra la gelosia smisurata del nostro Tony...che comunque sta imparando a domare, grazie all'amore che prova per Bea.

Vediamo una Bea innamorata e decisa a svelare il suo segreto...vedremo ;-)

Presto arriverà il 27 ♥

Vi preannuncio che sarà un capitolo di SVOLTA quindi restate è con me ♥♥♥

Commentate e votate se vi va ♥ Grazie, My Lovers ♥

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