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Cap 18

Bea

-Non posso crederci Sof. Ti rendi conto?-
Sofia se ne sta seduta al tavolo a fissarmi con due occhi enigmatici.
-Mi ha detto che tra di noi c'è solo attrazione. Attrazione?... -Sbuffo scomcertata. -Dopo quello che abbiamo passato, dopo quello che mi ha detto!-
-Magari questi giorni in Sicilia gli hanno aperto gli occhi.-
-Ma quale occhi Sof?? Fino  una settimana fa diceva di volermi,  mi pregava di fare...- Mi blocco all'improvviso, frenando la mia lingua e i miei pensieri volgari. -E adesso mi dice che siamo solo amici e peggio ancora chiede a Sonia di uscire. A Sonia!! Stiamo scherzando!?-
-Bea, gli uomini sono tutti uguali.-
-Sì ma lui, che si professava tanto diverso alla fine non avrei immaginato potesse essere così stronzo come tutti.-
-Bea a prescindere da ciò abbia detto o fatto, Tony deve andare avanti con la propria vita.Ti ricordo che sei stata tu a tenerlo lontano e ora che finalmente lo sta facendo ti arrabbi? Guarda che prima o poi Tony troverà una ragazza. -

Sì....questo è vero.
Porca miseria!

-Ma non quella meretrice di Sonia!- Sbotto irritata,
-Okay,  forse non lei. Ma quanto tempo pensi possa passare prima che troverà una donna, prima che si innamori di lei e magari la porti a vivere nel suo appartamente con lui?-

Oh no!
Sarebbe una tortura infernale.

Vedere Tony ogni giorno, mano nella mano con un'altra.
Sentire le loro risate, i loro battibecchi,  incontrarli mentre si baciano su per le scale...

Oddio.
Sento la gola restringere il passaggio per l'aria.

-Se hai accettato di lasciarlo andare, devi farlo del tutto. Hai fatto una scelta Bea. Hai scelto di non stare con lui, nonostante l'amore che provi. Hai scelto di soffocare quello che senti solo perché una brutta situazione ti ha spinto a farlo.-

Merda.
È vero.
È questo che ho fatto e che sto facendo: mi sto lasciando condizionare. 
Niente avrebbe mai dovuto intaccare minimamente la mia storia con lui.
Niente. Invece...ho rovinato tutto.

Abbasso lo sguardo, mentre sento gli occhi ungersi di lacrime. Sono delusa. Delusa da me stessa.

-Cosa sono diventata Sof?-

Chiedo con amarezza  all'improvviso come se per la prima volta, dopo tanto tempo, riuscissi a vedermi per quello che sono. Per quello che sono diventata.

-Ho sempre lottato con le unghie e con i denti per quello che volevo. Invece con lui...mi sono arresa. Mi sono lasciata intimidire. Ho compromesso la mia felicità, la nostra felicità, solo perché ho avuto paura.-
-Hai cercato di fare la cosa più giusta.- Dice esitante la mia amica, provando a rincuorarmi.
-È stata davvero la cosa più giusta?-
Lei resta in silenzio a guardarmi con i suoi grandi occhi speranzosi.
-Io non ero così. Io non sono così. Io non mi arrendo, non mi fermo di fronte a niente e nessuno. -

Finalmente....in quel momento realizzo tutto quanto.

Ero sicura che tenere lontano Tony fosse la cosa più giusta, ma adesso questa certezza la vedo sfumare proprio davanti ai miei occhi.
Non posso sacrificare tutto, senza combattere, senza nemmeno provarci.
Non posso e non voglio.
Ho passo giorni di dolore, solo perché mi ero convinta che avrei fatto bene, ma adesso basta.

Stringo i pugni con forza, provando a contenere la rabbia che sento dentro, verso ciò che mi ha tenuto lontana da lui e verso me stessa.

-Non voglio più vivere nell'ombra Sofia. Basta, mi sono stancata.-
-Che vuoi dire?-
-Non voglio perdere la mia felicità. Non posso permettere che per colpa di altro io getti via l'ultima possibilità di essere felice.-
Il volto di Sofia è improvvisamente illuminato da un radioso e sincero sorriso.
-Brava Bea! Finalmente! Adesso si che ti riconosco! -
-Tony vuole la guerra? L'avrà. -
Sofia comincia a guardarmi con uno sguardo preoccupato adesso.
-Gliela dò io l'attrazione.- Dico con convinzione a denti stretti.
La mia amica mi fissa in modo strano; è davvero preoccupata.
-Sof, tieniti pronta perché la vecchia Bea è tornata!-
-Non so se essere felice o avere paura.-
-Sii felice per me amica mia, perché sto per riprendermi la mia vita.-
Lei mi fissa,  titubante, ma poi afferra la mia mano, contenta di vedermi reagire finalmente.

-Oh, oh. Bea?- Dice all'improvviso Sofia guardando oltre le mie spalle.
-Sì Sof, starò attenta, puoi stare tranquilla.-
Scuote la testa timorosa e capisco che deve dirmi qualcosa.
-Sergio ore dodici.-

Oh merda.
Mi giro e lo vedo, fermo sulla soglia della porta, con le mani in tasca.
Oddio.
Mi guarda con intensità aspettando un mio cenno.
Emetto un lamento e impreco piano.
-Devo andare a parlargli.-  Affermo con pochissima convinzione.
-Si vai.-Risponde decisa Sof anche se la mia non era aproprio una domanda.
-In bocca al lupo amica mia, io vado. Chiamami se hai bisogno.-
Mi dà un bacio e si allontana uscendo dal locale, solo dopo aver scambiato qualche parola con lui.
A questo punto meglio affrontarlo.
Mi avvicino con cautela e lo saluto.
-Ciao Bea. Scusa se piombo cosi all'improvviso, ma ero nei paraggi ed  ho pensato di fare un salto. -
Non dico niente, preferisco che sia lui a parlare.
Dopo qualche secondo di imbarazzo in cui sembra temporeggiare per cogliere una mia reazione, svela il motivo della sua visita.
-Mi dispiace per ieri. - Esordisce mortificato.
-Ti prego Bea, perdonami. Non volevo metterti fretta e non volevo..dire quelle cose. Io sono disposto a starti vicino, ad aspettarti,  ma mettiti nei miei panni; saperti qui con lui che ti ronza sempre intorno, mi fa  stare... in ansia. So che ha significato molto per te, quindi è normale che io lo tema.-
-Ti avevo detto che tra me e Tony è finita.-
-Lo so, ed io non ti ho ascoltato. Ho solo... avuto paura.-
-Paura di cosa?-
-Che... lui potesse portarti via da me.-
-Lui non farà niente,  a meno che io non lo voglia davvero.- Rispondi secca.
-Sì questo è vero, ma se lui ti sta così vicino tu...-
-Sergio devi fidarti di me! Io ci proverò a coltivare questo qualcosa tra noi,  ma tu...devi darmi fiducia e tempo. Per adesso posso solo esserti amica. Per ora posso darti solo questo. Io...devo capire bene cosa voglio davvero.-
E quelle parole racchiudono in sé una parte bugia e una di verità.
So bene cosa vorrei. Il punto è che devo capire cosa sia più giusto fare; riprendere in mano la mia vita o voltare pagina una volta per tutte, in maniera definitiva?
-Ci sto Bea.-
Lo scruto qualche istante, poi cedo.
-Va bene. Dimentichiamo la serata di ieri, allora.-
Lui sorride e mi sfiora il viso con la sua solita dolcezza. E non posso fare a meno di ricambiare e di sorridere insieme a lui.
-Vuoi da bere?-
-Va bene.-
Passo qualche minuto a chiacchierare con lui, poi il lavoro mi porta via.
Quando Sergio se ne va, con la sua solita discrezione mi bacia sulla fronte ed io ne sono felice.
Mi sento un po' in colpa.
Ho appena deciso di risvegliare una parte di me che lui non conosce e allo stesso tempo ho riallacciato i rapporti con lui, promettendogli una nuova possibilità. Non so se ho fatto bene.
Adesso più che mai so che potrei ferirlo, però sono stanca di fingere, di subire, di vedermi scorrere davanti infinite possibilità.
Sergio capirà ed avra la pazienza necessaria, proprio come ha fatto fino ad ora.
Basta.
Sono decisa; stavolta correrò il rischio e penserò solo a ciò che voglio io.
Non si torna più indietro.

La mattina seguente quando mi sveglio sono pronta  e decisa ad attuare il mio piano strategico.
Di buon ora mi alzo e vado a bussare alla porta di Tony.

Lo faccio ripetute volte, ma niente.

Il ragazzo ha il sonno pesante, eh!

Oddio.
È se non fosse a casa? Se fosse rimasto da Sonia?

Mi si gela il sangue.

Sento mille emozioni negative travolgermi.
Non posso immaginarli insieme.
Sento il panico invadermi pian piano.
Devo respirare. Uno, due, tre...
Forse meglio che ritorni a casa mia.

Non faccio in tempo a finire questi pensieri che la porta si apre, facendomi emettere un sospiro di sollievo.

Un Tony assonnato, ma terribilmente sexy mi compare davanti.
Indossa  una maglietta bianca illegalmente attillata e dei pantaloni grigi della tuta che gli cadono morbidi. È  scalzo e il suo ciuffo ribelle scompigliato attira le mie mani in una maniera assurda.

È bello da morire.
Merda.
Devo deglutire per poter cominciare a parlare con la sicurezza che mi sono ripromessa.
-C-ciao Tony! Scusami forse ti ho svegliato!?-
-Bea, sono le sette del mattino ed è domenica. Certo che mi hai svegliato.-
Dice con la voce impastata dal sonno, mentre un grande sbadiglio si impossessa di lui.
-Scusami, ma ho un problema con i fornelli..potresti venire da me a dare un'occhiata!?- Chiedo con uno sfarzoso e amichevole sorriso.
Alza un sopracciglio, rischiando di farmi svenire e mi fissa con i suoi ammalianti ed increduli occhi verdi.
-Non vedo quale sia il problema. Per oggi vai da Massimo a fare colazione e tutto,  domani chiami un tecnico.-
-Ma che risposta è? Io ho bisogno di prepare il caffè, le mie tisane e....tutto il resto. Voglio la mia indipendenza!-

Cavolo, non so proprio cosa dirgli.

-Chiama Massimo allora.- Fa per chiudere la porta, ma io con forza la spingo con la spalla, costringendolo a riaprirla.
-Non essere pigro, forza! Sai che l'unico a cui posso chiedere sei tu! Sei il mio vicino di casa e sei.. mio amico ...in fondo non servono nel momento del bisogno gli amici?-
È sorpreso. Sconvolto.
Non gli dò il tempo di rispomdere, afferro la sua mano e lo attiro fuori.
-Okay, okay. Vengo! Aspetta che prendo le chiavi.-
Entra un attimo dentro, poi riesce, restando nella stessa tenuta.
Porca miseria quanto mi piace vestito così.
I muscoli delle spalle, del petto e delle braccia sembrano potermi parlare.

Sto fremendo.
Sono senza speranza.

Quando siamo in casa mia, lui va dritto in cucina e prova ad accendere i fornelli. Prova un paio di volte, senza alcun risultato.
Poi si abbassa,  regalandomi una gradevole visione di lui, che piegato armeggia con qualcosa.
Mi mordo le labbra con forza cercando di reprimere la mia voglia di saltargli addosso e baciarlo.
Gli passo volutamente accanto, sfiorando le sue spalle con i miei fianchi, lui solleva lo sguardo sussultando ed io gli sorrido facendogli un occhiolino provocante.

Non dice nulla, ritorna al suo lavoro, ma sembra chiaramente confuso. 

Ottimo.

Dentro me una risata malefica si diffonde al crescere della soddisfazione  che ho provato notando la sua immediata reazione mentre lo sfioravo accidentalmente.

-Bea?-
Mi chiama, alzandosi e ritornando a guardarmi dall'alto.
-C'era la valvola del gas chiusa, come avrebbero potuto funzionare mai i fornelli?-
Pronuncia quella frase come un rimprovero.
-Oh, davvero? Che sbadata! Ero convinta l'avessi aperta!-
Sorrido nervosa fingendo, in modo pessimo, stupore.

Oh porca miseria.  È stato veloce. Troppo veloce.

Lui incrocia le braccia, ingrossando ancora di più i suoi bicipiti ed io... devo respirare.
Mi fissa con sguardo diffidente mentre storce le labbra.
-Gr-grazie Tony.- Balbetto all'inizio poi mi faccio coraggio e mi schiarisco la voce. -Mi dispiace averti disturbato, sono desolata.-
-Non preoccuparti. È stato più facile del previsto.-
Risponde pungente.

Credo sia disposto a stare al gioco.
Meglio così.

-Già... allora puoi tornare a riposare adesso.  Ti vedo molto stanco.-
-Sì,  in effetti ho bisogno di recuperare un po' di sonno.-
-Hai fatto tardi ieri, eh?- lo incalzo.
-Mmh.- Dice senza darmi troppe spiegazioni.
-Conosco bene Sara. So quanto sia stancante...-
-Più che stancante... impegnativa, direi.-
Lo guardo torva,  non sapendo dove esattamente voglia andare a parare. -Diciamo che Sonia è una ragazza... esigente.-

Eh? Cosa?

Che brutto bastardo...

-Esigente?- ripeto incredula come una cretina.

Oh mio Dio, io la strozzo.

-Sì.  Intendo che lei... be' hai capito...-
Ha un sorrisetto sfottente stampato sul viso che mi fa venir voglia di schiaffeggiare pure lui.
-Sì,  certo che ho capito!- Sbotto irritata, poi vedo di darmi una controllata e cambio subito marcia. Senza perdere di vista il mio obiettivo, mi avvicino a lui accarezzandogli la barbetta ispida.
Lui strabuzza gli occhi per il mio avvicinamento e per quel contatto inaspettato.
I suoi occhi verdi stupendi sembrano quasi illuminarsi.

Caspita, quanto siamo vicini.

Sto facendo uno sforzo immane per non baciare quelle labbra che sembrano richiamarmi come il canto di una sirena.
-Io non sono da meno e tu dovresti saperlo.- Lo punzecchio con voce sensuale.

La sua reazione mi stupisce, lasciandomi di sasso

Scoppia a ridere rumorosamente gettando la testa indietro.

Cosa? Io stavo creando l'atmosfera e lui ride?

Sento il nervosismo rosicarmi le ossa.

Stai calma Bea.

E tu...ridi pure, stronzo.

-Fortuna che Sergio è un ragazzo così virile e...disponibile. -
Aggiungo indispettita. Lui diventa subito serio e i suoi occhi sembrano prender fuoco.

È nero dalla gelosia.

-Lo immagino.- Dice sarcastico.
-Deduco che sia andata bene la tua serata romantica col dottorino.-
-Oh si. È così preparato e professionale... in tutti i campi.-
Sbuffa e alza gli occhi al cielo. Poi serra la mascella e stringe le labbra in una linea dura.
-Bene. Mi fa piacere per te.- Dice secco con una freddezza glaciale. Sta mentendo, non gli fa piacere affatto.

Ti ho colpito, eh?
Così impari a fare il gradasso.

Bea, non sconcentrarti!
Rimprovero me stessa per non distrarmi.

-Senti, organizziamo un'uscita a quattro!-
Propongo con un teatrale entusiasmo.
-Che cosa? - chiede sbarrando gli occhi.
-Sì, io e Sergio, tu e Sonia. Ci sarà da divertirsi.-

E non immagini quanto.

-Assolutamente no. Io non sono il tipo da uscita a quattro.-
-Okay, lo diciamo anche a Salvo e Sof allora. Potremmo andare in discoteca! L'idea farà impazzire Sonia, proponilo tu a lei. Diventerà pazza per la gioia!-
Fingo un falso entusiasmo mentre lui mi scruta con una certa attenzione, immagino stia cercando di capire dove io voglia arrivare.
-Eh va bene.- Sbuffa annoiato alla fine buttando gli occhi al cielo.
-Facciamo domani allora, che è il giorno di riposo di entrambe!-
-Okay.-
-Benissimo... amico mio.-
Dico marcando le ultime parole, mentre con la mano sfioro delicatamente  il suo petto duro tracciando un percorso.

Lui si irrigidisce di nuovo ed io godo nel vederlo inerme e vulnerabile sotto le mie grinfie.

-A...a domani Bea.-
Balbetta portandosi i capelli indietro.

Fa per andare, ma io mi sposto involontariamente dallo stesso lato e finisco quasi addosso a lui, poi prova dall'altro ed io in contemporanea faccio lo stesso. E ci ritroviamo sempre vicini.

Faccia a faccia.

Respiro contro respiro.

Resto immobile, ipnotizzata dal suo sgurdo che continua ad inchiodare il mio.

E solo dopo aver  immerso i suoi occhi dentro ai miei per qualche meraviglioso e lunghissimo secondo,  finalmente riesce a lasciare la stanza.

Sento il cuore andare in tilt, seguito dal mio cervello e dal mio corpo.

Accidenti.

Solo lui ci riesce. 

Solo lui è capace di sconvolgere il mio corpo e la mia anima con un semplice sguardo, con il verde dei suoi occhi e con il brivido del suo respiro.

Solo lui.

Solo il mio bellissimo Tony.


Spazio Autrice

Eccomi ragazze!! Vi chiedo scusa per non aver pubblicato prima, ma ho avuto una settimana super piena!
Prometto che cercherò di aggiornare più spesso, come facevo prima ♥

Commentate e....ditemi cosa ne pensate!

Nel prossimo capitolo  ci sarà una piccola evoluzione (positiva o negativa, chissà) tra due dei nostri personaggi!!... non vi svelo di chi si tratta però ♥

A presto e come sempre GRAZIE , GRAZIE e GRAZIE....a chi commenta facendomi gioire, a chi vota rendendomi felice :-) :-)  e a chi legge in silenzio ma apprezza col cuore ♥




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