Cap 15
Bea
Sono cinque giorni.
Cinque maledettissimi giorni che Tony è partito e che la mia vita si è fermata.
Cristallizzata.
Immobilizzata.
Il giorno dopo la sua partenza ho provato un dolore disumano, che mi impediva quasi di respirare tra un pianto e l'altro.
Due giorni dopo si è aggiunto il senso di colpa a far contorcere il mio corpo e la mia anima.
Tre giorni dopo ho conosciuto l'autocommiserazione.
Quattro giorni dopo è stato il giorno della paranoia.
Ieri è arrivato il temuto rimpianto, spuntato pian piano come una piantina piccola ma mortalmente velenosa.
Oggi comincio a non sentire più niente.
Non riesco ad alzarmi, ad uscire, a fare niente.
Tutte le sensazioni sono state assimilate dal mio corpo, divenendo parte di esso. Mi circolano dentro, dividendo lo spazio con il sangue. Sono assuefatta, tanto che man mano sto imparando a considerarle parte di me. E spesso decido io quale far prevalere maggiormente per farmi sentire ancora peggio.
Ogni mio pensiero è rivolto a lui. Ogni mio sogno parla di lui.
Penso di cominciare ad essere pazza.
Ho provato perfino a scrivergli un messaggio, più volte. E tutte le volte che ero sul punto di inviarlo, l'ho sempre cancellato.
Non vederlo e non sentirlo mi sta uccidendo, cazzo.
È una tortura troppo grande.
Avrei preferito mille volte litigare con lui ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, piuttosto che sentire fuori e dentro me questo straziante silenzio, questa solitudine logorante che mi ricorda ogni secondo che lui è andato via.
Per sempre.
In queste condizioni, non riesco ad andare avanti.
Ho chiesto a Massimo qualche giorno di ferie. Gli ho detto che ho preso l'influenza. Senza problemi mi ha dato una settimana intera, anche se credo non abbia bevuto la mia scusa.
Tecnicamente non ho mentito, sono davvero malata. Soffro di una delle malattie più incurabili del mondo: l'amore.
Ho un male al cuore indicibile che, nonostante gli sforzi, non riesco ad alleviare.
Sergio mi ha mandato diversi messaggi. Io ho risposto dicendogli di avere una brutta influenza, non mi andava di dare spiegazioni, specialmente a lui.
Gli ho promesso che appena starò meglio una sera usciremo insieme. Mi farà bene. Mi servirà per distrarmi, per provare a divertirmi.
Giusto?...
Divertirmi?
Che diavolo dico?
Potrebbe aiutarmi a distrarmi, ma non di certo a divertirmi.
Comunque ho bisogno della sua amicizia, anche se adesso non me ne rendo conto, ho bisogno di lui.
Ovviamente ho più bisogno di Sofia. Ora più che mai.
Da buona amica quale è, viene a trovarmi ogni giorno.
Mi porta da mangiare, mi spinge ad alzarmi, a lavarmi, a vestirmi.
Ha provato a spronarmi in mille modi, inutilmente.
Ieri ad un certo punto, dopo avermi urlato in faccia quanto sia ridicola, dopo avermi ricordato che ho superato cose ben peggiori senza mai ridurmi in uno stato così vegetativo, mi ha minacciato di chiamare Tony e di dirgli tutto.
Ero sicura che non lo avrebbe mai fatto, invece mi ha stupito prendendo il cellulare e componendo il suo numero proprio di fronte a me.
Sono scattata fuori dal letto all'istante, con il cuore in gola e le lacrime agli occhi, e mentre da un lato pregavo che non rispondesse, dall'altro speravo con tutta me stessa di poter sentire anche solo per un istante la sua calda voce.
Fortunatamente, lui non ha risposto.
L'ha contattata qualche ora dopo e Sofia si è inventata una scusa riguardante Salvo.
Questo è stato il fattore che ha scatenato il mio lento e pigro risveglio.
Da quel momento ho capito quanto pericolosa possa essere la mia migliore amica e quanto pericoloso possa diventare l'affetto che prova per me.
Sarebbe capace di spingersi oltre e me lo ha chiaramente dimostrato.
Così, ho fatto un giro al centro commerciale con lei, abbiamo fatto la spesa, ho comprato un paio di pantaloni nuovi, giusto perche Sof mi ha convinta a farlo, poi sono tornata a casa.
Sergio mi ha telefonato dicendo di volermi vedere, io ho declinato l'invito, ammettendo di non stare ancora al cento per cento, ma lui ha insistito e alla fine ha finito col portarmi la cena fino a casa.
-Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto.-
Dice sorridente, mentre agita i sacchetti che tiene in mano.
Ha portato gli hamburger, che carino.
Riesce a farmi sorridere, come sempre.
Ceniamo seduti sul divano, mentre alla TV danno un film d'azione.
Inizialmente provo dell' imbarazzo a stare sola con Sergio, ma bastano pochissimi minuti e subito ritorno a sentirmi a mio agio.
Lui è così; ha la battuta pronta, sdrammatizza, parla dei discorsi più strani e disparati, pur di farmi distrarre.
Ed è piacevole ascoltarlo e stargli accanto.
Quando sono ancora le dieci, sbadiglio involontariamente e lui se ne accorge, prendendomi in giro. È colpa del sonno che comincia a farsi sentire, ne ho perso troppo nell'ultima settimana. Così Sergio va via, strappandomi la promessa di una piacevole serata con lui per l'indomani. E mentre mi rinchiude nel suo abbraccio, io accetto.
Non riesco a non accettare.
Le sue braccia calde mi danno conforto e forse per gratitudine nei confronti di quell'adorabile ragazzo e degli spensierati momenti che mi ha appena donato, sento che nemmeno volendo potrei dirgli di no.
Così dopo una notte passata a dormire in maniera quasi decente dopo tanti giorni, il giorno successivo mi alzo di buon mattino. Mi dedico un po' alle pulizie, che ho trascurato davvero tanto. Nel poemriggio mi sdraio sil divano come faccio sempre ascoltando musica...ascoltando quella canzone.
Poi, dopo essermi fatta forza, faccio un bagno caldo, lavo i capelli e li arriccio un pochino, giusto per ravvivare questa mia faccia da Mortisia che mi ritrovo.
Indosso i pantaloni nuovi che ho comprato con Sof e una maglia morbida grigia. Mi trucco quanto basta con matita,mascara e rossetto, Infilo il cappotto, prendo la pochette e raggiungo Sergio di sotto.
Lui...è perfetto.
Indossa un cappotto grigio sagomato, pantaloni stretti scuri ed un maglione color ghiaccio a collo alto.
Sorride vedendomi arrivare e il suo meraviglioso sorriso, come sempre, ha un potente effetto su di me; mi tranquillizza, mi rasserena.
Dopo un abbraccio durato diversi secondi, saliamo in macchina e andiamo in un ristorante in centro.
Io ordino un primo, lui un secondo con contorno.
Devo ammettere che mangio di buon gusto il mio piatto di tagliatelle, mentre discutiamo del più e del meno.
Beviamo del vino rosso, anche se io preferisco andarci piano dato l'effetto deleterio che ha su di me.
Dopo cena facciamo due passi a piedi, per le strade del centro storico, immersi nella movida torinese.
Con un gesto spontaneo e naturale Sergio mi afferra la mano e intreccia le sue dita con le mie, cogliendomi di sorpresa. Istintivamente ritraggo la mano, ma me ne pento immediatamente.
Che stupida che sono...
Perché l'ho fatto?
Non c'è nulla di male in fondo....no?
Lo fisso, timorosa, aspettando una sua reazione.
Lui attento e sensibile dice con una voce serena:
-Scusami.-
-No. Non scusarti Sergio. Scusa me invece... -
-No, sono stato io precipitoso. Sai che non voglio metterti fretta.-
-Lo so.-
Abbasso lo sguardo e m'incupisco.
Lui si ferma e si piazza di fronte a me.
Solleva il mio viso ponendo delicatamente due dita sotto il mento e mi induce a incrociare i suoi occhi nocciola.
-Bea io lo so che lui ha lasciato un segno dentro di te. Si vede che ti ha marchiata.-
Sussulto sentendo quelle parole.
La presenza di lui, pure in una frase, mi agita.
-È stato il tuo primo vero amore, è naturale che ci metta un po' a dimenticarlo, anzi..forse una parte di te non lo dimenticherà mai, ma voglio che tu sappia che io farò di tutto per farti innamorare di me.-
Oddio, Sergio..
-Farò di tutto per diventare quello che lui è per te. Voglio che mi guardi come guardi lui. Voglio vedere i tuoi occhi brillare ogni volta che incroci i miei, proprio come succede con lui.-
Non ce la faccio. È ancora presto per affrontare questo argomento, eppure resto in silenzio ad ascoltarlo, stregata dalla sua voce calorosa e ammaliante.
-Se solo mi lasciassi un piccolo spazietto aperto per arrivare al tuo cuore, io potrei aiutarti ad andare avanti, a dimenticate più facilmente.-
Mi sfiora il viso con le nocche, provocandomi un brivido.
-Dammi una possibilità mia dolce Beatrice. Fammi essere l'uomo che desideri.- Supplica con gli occhi lucenti.
Perché deve essere così dannatamente dolce?
Oddio.
Rende le cose ancora più difficili.
Vorrei aprirmi a lui, permettergli di entrare dentro me perché so che ci riuscirebbe benissimo e che sarebbe il ragazzo perfetto, l'amante perfetto, tuttavia..so anche che non mi basterebbe, ne sono certa.
Sono così confusa...
Di una cosa sola al momento sono certa: io amo Tony.
Solo Tony occupa il mio cuore.
Come posso dimenticarlo così, da un giorno all'altro?
Non ci sono riuscita nemmeno in un anno intero...
E poi, sono davvero sicura di volerlo dimenticare?
No.
Non voglio dimenticarlo.
Preferisco restare nel dolore, se questo è accompagnato dal suo appagante ricordo.
Sentirlo dentro me, vivere dei nostri ricordi, poter immaginare di gustare ancora il sapore delle sue labbra... sono tutte cose a cui voglio continuare a rimanere aggrappata e che voglio tenere strette nel mio cuore. Sono ciò che mi fa andare avanti, pur restando ancorata al mio passato.
-Sergio, io non so se potrò mai farcela.-
-Sì che ce la farai. Non sei la prima ragazza che lotta per dimenticare una storia finita male.-
Ma io non voglio dimenticare, vorrei urlare. Invece resto in silenzio.
-Ce la faremo.- Dice afferrando la mia mano ed intrecciando le sue dita con la mie, di nuovo.
Stavolta stringe forte, senza darmi la possibilità di scappare.
Quel contatto mi soggeziona, lo sento quasi sconosciuto adesso.
Merda.
Andavano così bene le cose prima del ritorno di Tony nella mia vita.
Stavo imparando a gestire le emozioni, ad archiviare i ricordi, a lasciarmi andare con Sergio. Adesso invece sono di nuovo al punto di partenza
.
Dannazione.
Dopo aver goduto del tocco di Tony, delle sue carezze sfuggenti, dei suoi baci furtivi, come posso lasciarmi andare con Sergio? Come posso accontentarmi...di lui?
Ogni gesto con lui mi sembra nuovo, piccolo, privo di significato e di emozioni, rispetto ai segni dei gesti che Tony ha lasciato su di me.
Eh no...Non regge alcun paragone fra i due.
Non posso illuderlo.
Voglio bene a Sergio, ma al momento tutto si ferma qui: al semplice affetto.
So che gli farò male, ma devo dirglielo.
-Io non sono la ragazza giusta per te, Sergio.- Ammetto con una voce tremante.
-No. Non dire così!- Sbotta sicuro di sé.
-Sì. Devo farlo. Devo metterti in guardia-
-In guardia da cosa?-
-Da me stessa. Da quello che potrei farti. Tu non mi conosci così bene. Non sai di cosa sono capace.-
-Bea io so chi sei! Tu sei una donna stupenda!-
Un sorriso nervoso colora il mio viso ed inasprisce la mia voce.
-Stupenda? Tu non hai idea di quello che ero.-
-Ecco. Hai detto bene infatti; non so nulla di quello che eri. Forse è vero, ma so chi sei adesso.-
-Quella Bea non è tanto lontana. Vive dentro me e ogni giorno lotto per tenerla a dormire.-
-Sembra quasi che tu abbia un mostro dentro. -
-È così. Tu sei un bravo ragazzo, stimato da tutti, un dottore di rispetto. Io invece sono...una poco di buono.-
-Ma che diavolo stai blaterando, Bea?-
-Ti piace l'idea che sono stata con molti ragazzi...uomini?-
Gli chiedo con un acceso tono di voce, aggredendolo quasi.
Perché sto dicendo queste cose?
Mi sto rifugiandosi dietro me stessa. Dietro il mio passato. Quando invece dovrei semplicemente confessargli che non posso stare con lui perché... amo Tony. Punto e basta.
Ancora una volta sono una codarda, ecco cosa sono.
-Credimi Sergio, puoi avere di meglio.-
Con un gesto del tutto inaspettato si avvicina e prende il mio viso fra le mani, cogliendomi totalmente di sorpresa.
-Ma io voglio te.- Afferma sicuro e deciso con le sue labbra a pochissimi centimetri dalle mie.
Mi sento male.
-Voglio sorridere insieme a te. Viaggiare con te. Vivere la quotidianità con te, svegliarmi al mattino e trovarti al mio fianco.-
Oh mio Dio.
Mi pare di sentire il mio cuore accelerare mi battiti.
Potrei anche svenire da un momento all'altro.
Perché fa così? Non vede quanto sia difficile per me?
-Voglio amare te Bea, permettimi di farlo, ti prego.-
Sussurra con una calda e irresistibile voce.
-So che non puoi amarmi ancora, ma lascia che sia io a farlo. Accetta solo l'amore gratuito che ho da offrirti.-
Sfiora le mie guance ed io chiudo gli occhi, sforzandomi di godere di quel tocco.
Sarebbe così facile stare con lui. Niente lacrime. Niente compromessi. Niente segreti. Solo io e lui ed il nostro amore.... cioè, il suo amore.
-Non posso farti questo.-
-Sì che puoi. Mi basterà averti con me. Pian piano riuscirei a farti capire quanto tu sia importante per me. Fammi entrare in te. Concedi anche a me una piccola possibilità. Lasciati amare Bea. -
Mi sento mancare.
Sono così fragile.
Vorrei piangere, vorrei sprofondare tra le sue braccia per crogiolarmi del suo calore senza pensare al male che potrei fare a lui e a me stessa.
Ma non posso, lui merita di più. Come posso stare con lui, concedendogli di passare del tempo con me, offrendogli la mia presenza, ma privandolo del mio cuore!? Sarebbe egoista da parte mia. Troppo egoista.
Sergio avrebbe solo l'involucro di Bea mentre la mia vera essenza, l'anima, il mio cuore resterebbero legati a Tony.
-Non posso.- Mormoro trattenendo le lacrime, senza alcun risultato.
-Sì che puoi.- Insiste stringendomi di più fra le sue braccia.
-Vorrei così tanto, credimi Sergio. Mi farebbe così bene stare con te...ma non è giusto...-
-Allora fallo! Non pensare ad altro. Fallo e basta. Giusto o sbagliato che sia.- Mi scuote con le sue parole.
-Finirei solo col farti soffrire, proprio come ho fatto con lui.-
-No, non ci credo. Se hai tradito Tony, questo non significa che lo farai anche con me.-
Mi fissa negli occhi e lo fa con una tale intensità che non riesco più a dire nulla.
Sono sopraffatta dalle emozioni. Non riesco a controllarle, a domarle. Sento solo che sto cedendo.
Ho davvero bisogno di qualcuno che mi sorregga, che mi sostenga e mi dia conforto. E adesso lui è qui.
Ho bisogno di lui.
Si. Forse è lui ciò che mi serve per andare avanti.
In fondo potrebbe aiutarmi sul serio. Sarebbe paziente e dolce con me ed io al momento ho bisogno di qualcuno che mi tratti come fa lui.
Oh mio Dio...
Ho paura per questa vicinanza.
Sono troppo vulnerabile e averlo così vicino peggiora le cose.
Senza dire altro avvicina la sua bocca alla mia e con delicatezza e prudenza mi bacia.
Ed io, glielo lascio fare.
Pian piano mi concedo sempre un po' di più, offrendogli la possibilità di andare avanti.
Fin quando, orami travolta dal bisogno di sentirmi amata e protetta, mi abbandono senza controllo a quel bacio, che per lui sa di promessa, ma che per me ha il sapore amaro del tradimento.
Si.
Perché è questo che sto facendo: sto già tradendo questo fantastico uomo baciandolo, mentre con gli occhi ben chiusi, immagino di sentire il sapore famiiare di un'altra bocca.
La sua.
A fine serata, Sergio mi riaccompagna a casa e senza troppe pretese mi ruba un altro bacio, prima di scendere dalla macchina.
-A domani, cucciola. -
Mi accarezza i capelli, ne afferra un ciuffetto e con una dolcezza indescrivibile lo sfiora con la bocca, con un leggerissimo bacio.
Ed io...sorrido e non resistendo, lo abbraccio forte.
Per la prima volta in tutta la serata, sento di volerlo fare. Di volergli dimostrare che a lui ci tengo sul serio e che sono disposta a provarci.
-Grazie dottore.- Gli sussurro all'orecchio, mentre percepisco la sua risata soffocata dal mio abbraccio.
-A domani.- Prometto infine, saltando giù dall'auto.
I suoi occhi brillano e mi seguono fino a quando non apro il portone per poi richiuderlo alle mie spalle.
Faccio un grosso sospiro e... penso a quanto sia bello sentirsi amati, mentre un peso dentro al petto comincia a crescere.
Certo, sono un po' scossa.
La serata ha preso una piega del tutto inaspettata.
Non riesco nemmeno a capire cosa sia successo. Ho bisogno di mettermi a letto, domani a mente lucida rifletterò su quanto accaduto.
Mi trascino fino al primo piano.
Cerco nella mia pochette le chiavi di casa e nonostante la mia borsetta sia poco più grande di un mattone, inizialmente faccio fatica a trovarle!
Dopo aver tirato fuori portafogli, fazzoletti e il borsellino trucchi, arrivo alle chiavi.
Inserisco la chiave nella serratura e proprio quando sta per scattare ed aprirsi, la porta dell'appartamento accanto si apre.
Eh?
Massimo avrà già trovato un altro inquilino?
Si. Sicuramente si sarà scordato di dirmelo.
Buon per lui.
La porta del mio appartamento scatta ed io la faccio aprire con una leggera pressione del gomito.
Poi, sento il mio nome pronunciato da qualcuno.
-Bea.-
Oddio.
Sento le voci.
Aspetta... non le voci.
Sento la sua voce.
Sto sognando.
Non c'è altra spiegazione.
Sono così provata e stanca in questi giorni che sento voci e... ho le allucinazioni.
Quando indirizzo lo sguardo nel punto in cui il suono del mio nome è stato emesso, lo vedo.
Non ci credo.
Impossibile.
Non può essere...
-T-tony?!?- Balbetto incredula fissando la bellissima figura, quasi statuaria, che ho davanti.
Temo che i miei occhi possano schizzare fuori dalle orbite da un momento all'altro per la meravigliosa ed inaspettata visione che mi ritrovo di fronte.
Tony mi guarda esitante, con un'espressione leggermente ammorbidita da un sorriso, con il ciuffo ribelle scompigliato e gli occhi verdi che sembrano quasi luccicare.
È bello da mozzate il fiato, proprio come nei miei sogni.
Se ne sta a piedi nudi e indossa una maglietta grigia attillata e i pantaloni morbidi della tuta blu.
Indietreggio e mi giro, per controllare alle mie spalle non so cosa.
Sono... Sconvolta .
Vorrei abbracciarlo e stringermi a lui per ubriacarmi del suo profumo, tanto prima o poi mi sveglierei e tutto svanirebbe come fumo.
Tony mi scruta e fa un passo verso di me, senza dire nulla.
-St-sto sognando, vero?-
Chiedo impaurita, ma non mi aspetto nessuna risposta. Credo d'averlo chiesto a me stessa, non a lui.
-No Bea, sono io. Sono qui.-
Tende una mano verso di me, ma la mia reazione lo turba.
-No! No! N-non può essere vero! Tu...tu sei partito, sei andato in Sicilia!-
Comincio a farneticare colta da un attacco di nervi.
Credo proprio d'esser pazza.
Temerario, si avvicina a me sempre di più con cautela, mentre con la sua calda voce accarezza di nuovo il mio nome.
-Bea...Sono qui, sono tornato. -
-Non ci credo, non può essere! Deve essere un sogno, sto immaginando tutto. Oh mio Dio.-
Mi porto le mani sulle tempie e respiro profondamente, investita da un violento attacco di panico.
Ho combattuto questi attacchi per mesi e grazie all'aiuto della dottoressa Conte sono riuscita a gestirli, ma dopo tanto lavoro e tante sedute di terapia adesso mi pare di essere tornata al punto di partenza.
Sento la gola stringersi, la sudorazione aumentare e il respiro diventare affannato e irregolare.
-Tu...tu...non sei reale. Non...non puoi essere reale. -
Dico a fatica, con la voce spezzata ed intervallata da spasmi.
-Bea, sono reale. Sono qui.-
Ormai è quasi vicino a me, presto svanirà.
Chiudo gli occhi, stringendo le palpebre per qualche istante e quando li riapro il suo petto duro è di fronte al mio viso.
Alzo leggermente la testa e incontro i suoi occhi.
Tony non dice nulla, afferra la mia mano delicatamente e la appoggia sul suo petto, sul suo cuore.
-Sono qui.- Sussurra piano.
E l'agitazione scompare.
I battiti pian piano si regolarizzato, pur mantenendo la stessa velocità nel susseguirsi, il fiato acquista stabilità, mentre le gambe che stavano per cedere trovano nuovo sostegno.
I secondi rallentano e il mondo intorno si ferma, mentre tengo il cuore di Tony nella mia mano.
Lo sento.
Attraverso il suo petto muscoloso, riesco a percepire il ritmo del suo cuore che batte all'unisono col mio.
È proprio qui; il cuore che dà vita alla sua vita e alla mia.
Ed è bellissimo.
È qui. Tony è...tornato.
Socchiudo gli occhi abbandonandomi all'ondata di sensazioni che mi sta travolgendo, e mi lascio trasportare da quel momento perfetto, in cui il mio fragile corpo sembra assorbire forza e vita da quel piccolo e semplice contatto.
Inspiro una grossa boccata d'aria, percependo finalmente il suo profumo.
Ritorno a guardarlo e mi perdo nel suo sguardo ammaliatore.
Le sue dita fredde sfiorano il mio viso, scostando con dolcezza una ciocca di capelli.
Fremo.
Poi, senza mai interrompere il contatto tra i nostri cuori ed i nostri occhi, dice con voce calda e profonda:
-Sono qui. E sono tornato per restare.-
E non sono parole buttate li, per caso.
Sono parole cariche di intensità.
Parole che racchiudono la più bella delle promesse.
Ed in quel preciso istante crollo.
Tutto il mare di dolore che mi ha inondato nei giorni scorsi si prosciuga.
I muri di incertezze e di dubbi crollano.
Tutto: la mia volontà, i miei propositi, la mia resistenza, la mia ostinazione...tutto sfuma di fronte al ragazzo che amo e che temevo d'aver perso per sempre.
E non me ne frega niente di stargli lontano. Non mi importa più di quello che è stato, né di quel che sarà.
So che non è giusto, ma ho bisogno di sentirlo, di toccarlo, di amarlo.
Ho sofferto troppo per perderlo di nuovo.
E lasciandolo spiazzato, senza pensarci un solo secondo di più, mi fiondo tra le sue braccia, immergendomi in lui, nel suo dolce profumo che riconoscerei ovunque e che non cambierei con nessun altro al mondo.
E dopo giorni di sofferenza, finalmente sento il mio cuore vibrare di vera gioia.
E mentre assaporo ogni centimetro del suo corpo, lo stringo sempre più a me, pregando di non vederlo sparire da un momento all'altro.
Spazio Autrice
Buon pomeriggio mie adorate lettrici ♥♥♥
Sorpresa per voi!! ♥
E con questo spero di ottenere (in parte) il perdono da tutte voi, per avervi fatto soffrire nei capitoli scorsi.
Non sarà ancora tutto rose e fiori per Tony e Bea, ma intanto eccoli, di nuovo insieme. Ecco il nostro Tony di nuovo a Torino. Come mai sarà tornato?!
Che ne pensate!? Vi aspettavate un ritorno così repentino?
E adesso cosa succederà, dopo che Bea, si è lasciata andare con Sergio, baciandolo? *.*
Scrivete, scrivete My Lovers ♥♥♥
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