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Cap 13

Bea

Sono rimasta a letto tutta la mattina.
Credo che il mio corpo e la mia mente stiano combattendo contro la depressione, ma purtroppo temo sia una battaglia persa in partenza.
Mi sento uno straccio.
Non riesco a togliermi dalla testa gli occhi verdi di Tony e la sua voce quando mi implora di chiedergli di restare.

Di restare con me.

Merda.

Ho immaginato minuto per minuto di potergli chiedere perdono, di poterlo pregare di darmi un'altra possibilità, di fare di tutto per farlo rimanere con me e adesso che faccio? Lo rifiuto spudoratamente, buttando un'occasione preziosa come questa.
Perché deve essere così difficile?!
Perché non posso semplicemente dirgli la verità?

Dirgli che lo amo oltre ogni misura umanamente possibile.

Perché è questo quello che sento. 
E so benissimo che quello che sentirò quando mi lascerà sarà terribile, di nuovo... anzi,  stavolta sarà pure peggio.

Non riesco a smettere di piangere.
Sono una stupida.
L'ho respinto,  lo tratto di merda e ora piango.  Ma che problema ho?

La realtà è che ho paura.
Paura di quello che potrebbe succedere se...

Oh mio Dio. Non voglio pensarci.

Barcollando, forse per la debolezza, dato che non mangio da ieri, mi trascino fino al locale per il mio turno pomeridiano.

Mi sistemo la coda nel bagno privato, riservato al personale, e metto un po' di matita.
Sono inguardabile.
Ho gli occhi gonfi e arrossati e delle occhiaie chilometriche.
E fisicamente, mi sento come se fossi stata passata al setaccio.
Non so come riuscirò ad affrontare le ore di lavoro.
Prendo un'aspirina per il mal di testa e mi rimbocco le maniche.

Nelle prime ore preparo caffè, servo liquori e crepes.
Vado a rilento, un cliente si lamenta per un'ordinazione errata,  due ragazze invece si indispongono di brutto per l'eccessiva attesa, dato che avevo scordato di portare la comanda in cucina.
Alla fine per concludere l'opera, mentre entro in cucina un giramento di testa mi fa perdere l'equilibrio, facendo cadere i bicchieri di vetro dal mio vassoio, che schiantandosi contro pavimento si frantumano in mille pezzi.

Il rumore mi penetra dentro.

Mi abbasso,  terribilmente imbarazzata e rossa per la vergogna.
D'istinto afferro i pezzi di vetro con le mani, provocandomi un taglio.
-Ahia, - mi sfugge un gemito di dolore.
-Bea!- Massimo si catapulta al mio fianco. -Ti sei fatta male?-
-No. N-no. Massi mi...mi dispiace.- Balbetto, colta da una crisi improvvisa. Sono sul punto di crollare per la disperazione.
E mentre continuo a produrre suoni e mezze parole, gli occhi mi si riempiono di lacrime in una frazione di secondo e scoppio a piangere.

-Bambolina, ehi.  Non è successo niente.-
Mi accarezza una spalla con fare confortante ed io lo abbraccio.
-Vieni dai, sediamoci due minuti. -
Dice poi, aiutandomi ad alzarmi.
-Che ti prende bambolina?-
Chiede porgendomi un fazzoletto.
-Niente.. non ho niente.- Mento. -Perdonami Massimo è solo che..oggi non mi sento molto in forma.-
-Se vuoi, puoi tornare a casa e prenderti qualche giorno piccola, mi sembri molto a terra.-
-No!- Urlo quasi. -Ho bisogno di lavorare Massi, ti prego. -
-Va bene, ma si vede che non stai molto bene.-
-Prometto che starò attenta, non combinerò altri casini.-
-Non è per questo piccola.- Sospira, poi mi prende le mani e le stringe fra le sue.
-Va bene.- Si allontana un istante.
Prende del cotone, la bottiglia di disinfettante e i cerotti, poi ritorna a sedersi al mio fianco.
-Ti fa male?- Chiede con amore paterno quando disinfetta la ferita.
-Il dolore fisico è niente al momento.-Rispondo di getto, senza nemmeno riflettere.
-Ascoltami bene Bea: si vede che qualcosa non va, che stai soffrendo. È per quel siciliano?-

Sgrano gli occhi.
Come ha fatto a capirlo?
È così evidente?
Certo che è evidente...che imbecille che sono.

-Ti ha fatto del male, non è vero? Se é così, se vuoi, prima che se ne vada posso dargli una bella lezione, una di quelle che non scorderà tanto facilmente!-
Riesce a strapparmi un sorriso.
-No, grazie Massimo. Non servirà. Lui non ha fatto niente. In realtà... sono io ad aver fatto del male a lui.-
Confesso debolmente.

Sì.  È questa la verità, ripeto nella mia testa, incrociando il suo sguardo incredulo e perplesso.

-Oh.-
Dice piano mentre ripone il cerotto sulla ferita con delicatezza.
-Quando parlavi con Sonia, tempo fa, ho sentito che lui era il tuo ragazzo.-
-Sì,  lo era.-
Ripeto rammaricata.
-Ma tu lo ami ancora.- Afferma con voce sicura.
-Eh!? No... cioè, non proprio...-
-Sei innamorata ancora.- Ribatte di nuovo.
-Forse..- Ammetto infine, abbassando gli occhi.
-Bambolina,  due cose in questo mondo non si possono trattenere e nascondere: la tosse e l'amore.-

Sorrido, anche se vorrei piangere.

-Perché non glielo dici allora? Se le cose stanno così, meglio che lui lo sappia.-
-Non è così semplice Massimo. Ho combinato un gran casino.-
-Cosa puoi aver fatto di tanto grave piccola?-
-L'ho tradito. Con suo cugino.-
-Oh. Be'. Ci credo che il siciliano non l'abbia presa tanto bene.-
-Però...dice che è disposto a perdonarmi, a riprovare.-

I suoi occhi si illuminano e un sorriso spontaneo attenua la sua solita espressione dura.

-Allora, non ci sono problemi piccola.-
-Invece si. Io...penso che lui non lo voglia davvero.-
-Ma non puoi esserne certa. Perché negarti la possibilità? Non sarebbe meglio provarci e scoprirlo?-
Resto qualche secondo in silenzio, mi sto sforzando di non scoppiare di nuovo in lacrime come prima, senza ritegno.
-Non posso.- Dico Singhiozzando.
-Perché? Se lo ami così tanto...-
Mi porto le mani sulle tempie.
-Ho paura...di fargli del male. Di nuovo.-
-Non capisco Bea.-
-Lo so. Non puoi capire Massimo. Non è così facile. Andava tutto bene, prima del suo arrivo! Okay, ancora non mi ero proprio ripresa, ma rivederlo...saperlo vicino a me...ha risvegliato tutto. Tutto.-
-Ma allora di che ti preoccupi? L'amore  è comunque un rischio, in qualsiasi caso.-
-Ho le mie buone ragioni per...tenerlo lontano da me.-
Mi fissa accigliato, con un severo sguardo ammonitore,  come se avessi detto la più grande delle cazzate.
-Sai cosa penso piccola? Che non esiste nessuna buona ragione per fermare l'amore. E se quello che vi lega è vero amore, anche se  proverai a reprimerlo,  ad allontanarlo...alla fine sarà lui a ritornare da te, da voi. Come dice la canzone: "certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano."-

Mi accarezza il volto, asciugandomi le lacrime con un tovagliolo da cuicna.

-Io credo che in questa vita nulla accade per caso.-
-Credi nel destino?- Chiedo sarcastica.
-Sì,  puoi anche chiamarlo così... anche se io credo più in Dio. E se il destino, il fato o Dio, vi ha fatto incontrare di nuovo qui a Torino, un motivo ci sarà.-

Rifletto sulle sue parole e penso a Salvo e Sofia e all'aiuto che hanno dato al destino o qualunque cosa sia.

-Forse per darvi una seconda occasione. O forse solo per permettervi di dirvi addio una volta per tutte. Questo dipende da te, da voi, dalle vostre scelte.-
-Perché deve essere così difficile?-
-Perché è la vita. E la vita è questo: un susseguirsi infinito di piccole e grandi scelte.-
Infilo le mani tra i capelli,  facendo scivolare le dita indietro tra le ciocche.
- Come faccio a capire cosa scegliere? Come so quale sia la scelta più giusta?-
Mi trema la voce.
- Tanto per cominciare potresti affidarti a Lui.- Dice sorridente puntando l'indice verso l'alto.

È incredibile.
Questo uomo è incredibile, ha una fede infinita.
Sua moglie è morta dopo lunghe sofferenze anni fa e lui ha cresciuto da solo sua figlia, eppure continua a non arrendersi, ad essere speranzoso e ad avere una fede viva.
Lo ammiro davvero tanto.  Vorrei avere solo un briciolo della sua forza d'animo .

-E poi...dovresti ascoltare cosa dice il tuo cuore.-
Fa una pausa, poi riprende.
-Dall'alto c'è Lui che ci guida, che ci indirizza, poi sta a noi imboccare la via giusta, altrimenti saremmo solo marionette nelle sue mani.-
Mi accarezza un'altra volta la testa.
- Devi solo capire cosa vuoi Bea. Cosa sia più giusto, per te e per lui. Ricorda solo che qualunque scelta tu faccia, se la fai spinta dall' amore, sarà quella giusta.-

Non posso fare a meno di abbracciarlo di nuovo.

-Grazie Massimo. Ti voglio bene.- Dico in un sussurro debole.
-Anche io bambolina. Anche io.-
Credo davvero che sia una delle persone migliori che abbia mai conosciuto.
Il padre che avrei voluto avere al mio fianco in diverse occasioni.
Non so come avrei fatto senza di lui e senza Sof.
E in quel momento, inspiegabilmente, il dolore e il dubbio spariscono per lasciare il posto ad una piacevole sensazione di felicità e gratitudine.
E non posso fare a meno di rivolgere a Dio una silenziosa preghiera di gratitudine  per aver messo nella mia vita due angeli come loro.

Dopo la chiacchierata con Massi, sto molto meglio. 
Ho versato tante lacrime. Troppe. Credo proprio di aver esaurito pure le scorte. Forse meglio così.

Finito di lavorare torno a casa.
Oggi non ho incontrato Tony e donami partirà.

Cavolo.

Domani.

Sento il panico salire all'improvviso.
Frugo nella mia borsa e cerco le pillole.
È stata una bruttissima giornata e se voglio dormire almeno qualche ora stanotte, dovrò prendere qualcosa.

Finite le scale, arrivo al pianerottolo del mio appartamente e mi blocco di colpo, paralizzndomi.

Tony se ne sta appoggiato al muro vicino la porta di casa mia e  con la testa all'indietro,  fissa il tetto.

-Tony! Che ci fai qui?-

Scosso dalla mia voce, si muove goffamente per guardarmi.
-Ciao piccola. Ti aspettavo.- Barcolla inciampando tra i suoi stessi piedi.
Scatto in avanti per sorreggerlo appoggiandomi allo stipite della porta.

Porca miseria.

Puzza di alcool. È ubriaco marcio.
Si appoggia a peso morto su di me e sfiora la mia fronte con la sua.
-Sono stupendi i tuoi occhi.  Non ho mai smesso di sognarli. -

Che dice?
Oddio.

Mi trema il cuore in quel preciso momento, mentre fissandomi in quel modo intenso sembra poter arrivare alla mia anima.

-Vieni entra ti preparo una tazza di caffè.- Mi affretto a dire, interrompendo il magnetismo che si era creato tra noi.

Mentre apro la porta, restando abbracciata a lui, sento  il suo alito caldo riscaldare il mio collo e irradiare brividi in tutto il mio corpo.

Merda.

Apriti, maledetta porta!

Ecco fatto.
Quando finalmente si apre, lo aiuto, sorreggendolo mentre lo conduco in cucina.
Si siede a fatica e poggia i gomiti sul tavolo.

-Perché hai bevuto così tanto?-
Chiedo sfiorandogli la fronte sudata con un tovagliolo. Poi mi giro per preparare il caffè.

Lui si alza e mi raggiunge da dietro.
-Perché voglio te.- Sussurra con le labbra in prossimità del mio orecchio.

Mi si gela il sangue.

Il suo corpo robusto si attacca totalmente al mio mentre con le mani mi attira stagliandomi contro di lui.

Chiudo gli occhi assaporando il calore che emana, mentre sento il cuore impazzire, raddoppiando i battiti, e l'adrenalina diffondersi rapidamente.

Vorrei fermare il tempo per poter vivere di questo contatto, per custodirlo dentro me con cura,  conservandolo come un antidolorifico prezioso da poter tirare fuori ogni volta che ne avrò bisogno, quando presto tornerà sobrio e non mi si avvicinerà più a me.
Conservarlo per poterlo rivivere quando presto partirà per fare ritorno in Sicilia, lasciando dentro me nuovamente...il vuoto.

Stofina il suo naso fra i miei capelli inalando il mio odore,  poi scivola alla base del collo, proseguendo lungo l'incavo.

-Cazzo. Sei stupenda.  Ho sognato il tuo corpo ogni fottuta notte piccola.-

La sua voce è calda e le parole che pronuncia mi scuotono da dentro provocandomi brividi d'eccitazione.
Delicatamente muove le sue mani sui miei fianchi. Li supera esplorando posti ormai sconosciuti.

Sto per cedere.
Sto per mandare a quel paese tutto, i miei buoni propositi, i sacrifici, le ore di terapia, il dolore combattuto e contenuto.
Tutto. 
Perfino me stessa, pur di avere anche un solo ricordo in più di lui. Una sola notte, qualche ora tra le sue calde braccia.

Non sto con un uomo da troppo tempo, ma non è questo che sta per farmi crollare. È il fatto che sia lui.

Le sue mani.
I suoi baci.
Il mio Tony.

L'unico ragazzo che mi abbia vista davvero nuda, svestita, anima e corpo.

L'unico a cui abbia mai concesso di più.
Tutta me stessa.

E so che se adesso lo rifacessi,  per me domani sarebbe la fine.
E pure per lui...

Quel pensiero mi investe, accendendo una pericolosa spia dentro di me.

Poi, violento e crudele come la realtà, sopraggiunge il dannato buon senso.

-No possiamo Tony. Tu non lo vuoi veramente e domani mi odieresti ancora di più. - Ansimo mentre godo per ogni bacio che mi sta donando.

-No, io lo voglio. Ti voglio.-

Anche ieri mi voleva.

Avrebbe voluto avermi.

No.

In realtà vuole solo sfogarsi,  prendere di me la parte più facile, quella più accessibile, per poi sbattermi in faccia quanto io sia facile e vulnerabile.
Lo amo, ma ormai lo conosco. So quanto può essere capace di farmi del male.

-No che non lo vuoi.- Ribatto a fatica col fiato spezzato. -Adesso sei sopraffatto dell'alcol,  ma in realtà non lo vuoi.-

-La realtà è che non me ne frega un cazzo che tu sia andata a letto con lui. Non mi frega un cazzo  che tu abbia fatto sesso con altri. Ti voglio. Voglio fare l'amore con te, adesso.-

Il cuore mi si ferma, mentre mi sciolgo sotto le sue mani.

Mi giro e mi lascio baciare dell'unico uomo che abbia mai amato in tutta la mia vita, che adesso  probabilmente mi odia e che domani mi odiera ancora di più se gli permetto di andare oltre.

Mi afferra per i fianchi e mi solleva, spingendosi contro di me mentre mi appoggia sul lavello.
Il suo bacio è passionale,  molto passionale. Sembra quasi volermi divorare con bramosia, con rabbia. Si, il suo bacio è pieno di pazzo  desiderio, ma anche di... rabbia.

Mi stringe a lui in maniera possessiva,  mentre con mani svelte comincia a spogliarmi dirigendosi sul divano.

Merda. Devo fermarmi, ma non ci riesco. Lo desidero più di prima. Il desiderio che provavo quando stavo con lui non era niente in contronto al desiderio che provo adesso, che ho accumulato in questi mesi.

Mi adagia sul divano e si sdraia su di me.

-Sei bellissima. Almeno per stanotte devi essere mia. Solo mia.-

E quello parole, che mi provocano così tanta gioia accendono in me un campanello d'allarme, riportandomi coi piedi per terra.

Può offrirmi questo: solo una notte e niente di più.

Mi sta bene?
Davvero vale la pena di buttare tutto l'impegno che ho profuso per stare lontano da lui solo per questo? Per una notte e niente più?
Per uno squallido incontro di corpi. Per un mero appagamento dei sensi?

No..

Io non sono più quella Bea.
E a cambiarmi è stato proprio lui.
Io voglio di più.
Io merito di più.
Dopo tutto quello che ho passato non voglio. Non mi sta bene.

-Tony. Fermati.- Con voce debole ma decisa lo invito a fermarsi.
Poggio delicatamente le mani sul suo roccioso petto e lo sposto lievemente.
Ha il respiro affannato e mi guarda perplesso.
-Perché? Io ti desidero, ti voglio.- Piagnucola appoggiando la sua guancia  sul mio seno.
-Solo per una notte.- Aggiungo piano.

-No, per sempre. Io ti amo.-

Mi si ferma il cuore e il respiro.

Mi da un bacio al centro del petto e vorrebbe andare oltre ma prendo il suo viso fra le mani e lo sollevo.

Vorrei credergli. Dio sa quanto vorrei credergli.
Vorrei sapere che la sua mente sia lucida e che le parole che dice siano vere, ma so che non è così. Forse...domani, da sobrio potrei chiedergli se...
Per adesso meglio non pensarci.

-Per oggi è meglio che ti metti a dormire.-
Dico piano accarezzando la sua barbetta incolta.
Non ribatte. La stanchezza e la sbronza, giocano a mio favore, smorzandogli la forza di obiettare.
-Va bene.- Brontola con la voce ancora storpiata dall'effetto dell alcol.  Sbadiglia e si lascia crollare al mio fianco.
- Buonanotte Bea.-  Mormora mentre trova la giusta posizione dall'altro lato.
-Buonanotte Tony.-

Tony ha detto di amarmi.

Nel mio letto non faccio altro che girarmi e ritirarmi pensando alle sue parole.
Mi provocano una tale sensazione di gioia che vorrei andare di là per baciarlo, svegliarlo,  chiedergli di pronunciarle di nuovo, fargli promettere di farlo con sincerità e a mia volta gli  prometterei di amarlo sempre, imploradolo di restare con me, per sempre come ha detto lui.

Era ubriaco però. Non pensava realmente quelle cose. Le sue emozioni erano amplificate dall'alcol, mentre io invece ero lucida. Ed ero a un passo da lasciarmi andare con lui.

È stato così dolce.
Le sue carezze, i suoi baci, mi hanno riportato indietro nel tempo.
E se...fosse vero? Se davvero lui riuscisse a superare la cosa e volesse  ricominciare?
No, Bea. Non ha fatto altro che guardarti con sgomento e trattarti con dispetto per tutta la sua permanenza qui, perché adesso le cose sarebbero dovute cambiare?

Porca miseria!

Questi pensieri mi torturano,  impedendomi di dormire. Cosi ormai stanca del ronzare rumoroso dei miei dubbi, mi alzo e faccio  una doccia, tanto sono già le sei, presto dovrò andare a lavoro.

Quando sono pronta,  mi dirigo verso  l'uscita esitante.
Lancio un'occhiata sul divano e lui.. è ancora lì.

È bellissimo.

La penombra che inghiotte la stanza, non impedisce alla sua bellezza di folgorarmi ugualmente.

Mi avvicino piano per osservarlo meglio, camminando in punta di piedi per non svegliarlo.

Ha un braccio alzato sulla testa ed il suo bel viso è leggermente piegato di lato.

Il suo respiro scandisce il ritmo con il quale i suoi pettorali sodi si alzano e si abbassano delicatamente.
I capelli neri, ribelli, sono scompigliati e la bocca marcata è schiusa. E il suo collo, leggermente imbrunito dalla barbetta ispida che adoro così tanto, sempre quasi pulsare.

Accidenti....è di una bellezza statuaria.

Sistemo piano la sua coperta.
Mi abbasso e sposto delicatamente un ciuffetto scuro dalla sua fronte. Poi, spinta dall'irresistibile voglia di toccarlo, sfioro con le dita la sua mascella seguendo i contorni definiti del suo viso.

Quanto lo amo...

Senza rendermene conto mi ritrovo a sfiorare con i polpastrelli le sue morbide labbra.
Lui sussulta ed io mi pietrifico, con il cuore a mille.
Fortunatamente non si sveglia, riprende a dormire beato.

Così, con le stesse dita sfioro la mia bocca, creando un contatto invisibile; un bacio etereo e intenso, tra le nostre labbra.

Poi, quando sento il bruciore di una lacrima scendere, mi allontano da lui,  prima che possa svegliarsi.
Lascio il biglietto che ho scritto sul tavolinetto e solo dopo averlo guardato un'ultima volta, con una stretta al cuore, esco di casa.

Spazio Autrice

Nuovo capitolo per voi,  mie adorateeeee ♥♥♥

Commentateeee! Ormai vivo dei vostri commenti!

Questo capitolo è per te angy1490 ...grazie dell'ispirazione ♥ ...tu capirai il perché ♥♥♥

Come sempre...GRAZIE, GRAZIE e GRAZIE del supporto e dell'affetto che mi date ♥

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