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Cap 12

Tony

Sono scappato dalla serata come un folle in preda alla rabbia e al delirio.
Ho salutato i miei amici di corso promettendo loro di farmi sentire spesso, poi sono andato via.
Lontano da lei. Lontano da lui, da loro.

Lei che afferra la sua mano, lui che con fare protettivo le cinge la vita compiaciuto delle attenzioni ricevute...sono nuove immagini che aggiungo alla collezione dei momenti più dolorosi da ricordare.

Scolo una birra, ma non basta per farmi scordare i suoi occhi e le sue parole di ghiaccio quando poneva la parola fine alle mie speranze e alla mia voglia di ricominciare con lei.

Non ci credo.
Non posso credere che lei si sia arresa. Eppure quando l'ho baciata è stato così...così...incredibilmente bello. I nostri corpi sembravano essere in simbiosi e i nostri cuori affini battevano in sincronia perfetta mentre il tempo si fermava e tutto attorno a noi sembrava quasi sfumare.
Sentivo che ogni cosa fosse al proprio posto; il respiro, i battiti, il fluire del sangue, la sua bocca sulla mia.

Non mi arrenderò così facilmente. Conosco Bea e sono certo che anche per lei è stato così.
Ho ancora addosso il cappotto quindi esco e senza rifletterci su troppo faccio la cosa che reputo più giusta.

Busso alla sua porta e aspetto con il cuore in gola.
Cazzo.
Ho paura.
È onesto ammettere di avere paura, giusto?

Bene, io sto morendo di paura.

So che lei mi rifiuterà di nuovo e questo saperlo in anticipo mi ricorda la sensazione che si prova quando si sente l'acquolina in bocca prima di mangiare qualcosa di buono, solo che quello che sento io adesso non è così buono; è il sapore del dolore pregustato prima ancora di ascoltare un'altra volta le parole, taglienti come lame, uscire dalla sua bocca. Da quella bocca perfetta, che dovrebbe donarmi solo parole dolci e baci, come un tempo.

Provo a bussare di nuovo, ma in risposta ricevo solo un'agghiacciante silenzio.

Sarà ancora col dottore.

Non posso pensarci.

Rivedo l'espressione sicura di quel damerino quando stavo quasi per sporcargli di sangue quel suo musetto pulito.
Risento quella fastidiosa spavalderia che inebriava la sua voce quando mi provocava, dicendo che lei non sarebbe stata mai più mia, che mi avrebbe presto dimenticato e si sarebbe lasciata andare, facendosi amare da lui.

Merda.

Giuro che se la tocca, lo ammazzo.

Lo ammazzo.

Scendo per le scale di corsa, colto da un improvviso bisogno di respirare aria fresca.

Il mondo sopravviverà pure con un veterinario in meno.

Ma che dico?
Sono pazzo.

Sono completamente pazzo.

E l'espressione sbalordita della stupenda ragazza bionda che improvvisamente mi appare dinnanzi me lo conferma.

-Tony?!- Chiede aggrottando le sopracciglia, mentre esce dal locale dove lavora.

Era da Massimo!?

Provo sollievo vedendola. Soprattutto vedendola da sola.

-Bea.-
-Sono passata da Massi per bere una cosa.- Spiega, provando ad alleviare la perplessità che legge sul mio viso.
-Ora vado a letto sono...distrutta. Scusami.- Dice esitante senza incrociare per troppo tempo i miei occhi.
Mi passa vicino e... non riesco a lasciarla andare.
Non perdo l'occasione per sfiorarla, toccarla,instaurare anche un piccolissimo contatto con lei.
Ne ho troppo bisogno.

Poggio delicatamente la mia mano sul suo braccio e lei di colpo si ferma.
Quasi non la tocco, eppure riesco a sentire il calore del suo corpo.
-Ho bisogno di parlarti.- Sussurro piano sul suo orecchio coperto dai morbidi capelli dorati che profumano di cocco, che profumano di lei.

Morirei per questo profumo.

-Ci siamo già detti tutto Tony.-
Mi liquida con un tono freddo e distaccato mentre avanza superandomi.
-No aspetta, ti prego. - Dico sperando che si fermi, ma non mi sente neanche, pensa a fuggire da me, come se fossi un pericolo. Come se potessi farle male, anche solo guardandola.
-Bea, ti prego. -
La afferro per la vita e ,stavolta, lo faccio con decisione attirandola a me da dietro, spingendo la sua esile schiena contro il mio petto.

-Ti prego.- Mormoro.
La mia è una dolorosa preghiera ed il tono di voce spezzato lo conferma.
Strofino il mio naso contro i suoi capelli, respirando un po' di lei, e lentamente, scandendo le sillabe la supplico.

-Ti-sto-pregando-di-ascoltarmi. -

Sono patetico, ma averla tra le braccia è una delle sensazioni più belle del mondo e se per poter godere del suo calore, del suo profumo devo pregare e implorarla, lo farò.

Mi spoglierò del mio orgoglio per trovare riparo, calore e conforto solo in lei.

-C-cosa vuoi, Tony?- Balbetta piano.

Sta tremando, così aumento leggermente la pressione della mia presa, attirandola ancora di più a me.
-Mi dispiace per il mio comportamento.-

Accidenti. Sento un groppo in gola e la voce fa fatica ad uscire.

Lei sta zitta ed immobile fra le mie braccia.

-Sono stato uno stronzo, perdonami. Però non possiamo continuare a far finta che... Non possiamo ignorare che tra noi...-
Lascio cadere la frase e Bea si sposta di scatto, svincoladosi dalla mia presa e girandosi per incrociare il mio sguardo.

Accidenti.

I suoi stupendi occhi dorati sono inavasi dalle lacrime e vorrei prenderemi a pugni, cazzo, perché sono certo che quelle maledette lacrime stanno solcando il viso della ragazza che amo per causa mia.

La ragazza che...amo?

Merda.
Quel pensiero spuntato così, spontaneamente, mi sorprende.
E la presa di coscienza ha un gusto strano.
La verità, che la mia mente mi appena rivelato, è agghiacciante.

Si.
La amo come il primo giorno e forse anche di più.

L'ho amata troppo. L'ho amata con tutto me stesso.
Mi è entrata fin sotto la pelle, ha invaso ogni molecola del mio corpo con il suo essere. Ed è ancora lì.
Non poteva sparire così facilmente.
Lei è in me. Dentro me. E sarà sempre così.
L'ho amata, la amo e la amerò per tutta la vita.

Si porta le mani ai capelli e scuote la testa.
-Non c'è più nessun noi, Tony! Come devo dirtelo?-

Mi fa male la sua reazione. Tanto male.
Per qualche secondo mi manca pure il respiro.

-Non dirmelo. Non dirmelo, per favore. -
Ripeto strizzando gli occhi per il sapore amaro di quello che sta per dire.
Non voglio sentirmi dire un'altra volta che è tardi, che ormai è finita, ne morirei.
-Che cosa vuoi Tony? Eh!? Che cosa vuoi?- Grida.
-Non lo so!- Urlo pure io , infilando una mano tra i capelli. Sono disperato.
-Un'altra possibilità....forse.- Azzardo, mentre sento uno strano bruciore incendiare i miei di occhi.

-Vuoi veramente una relazione con me? Di nuovo?-
Sorride con sarcasmo.
La sua domanda cela qualcosa, un'allusione.
Ho capito. So benissimo dove vuole andare a parare.
-Si. Ti lascerò andare solo se mi dici che non senti più niente per me!-
-Davvero? Pensi che basti semplicemente provare qualcosa per far funzionare una relazione?-

No. Lo so benissimo.
Certo che lo so. Non basta solo l'amore purtroppo.
È una verità che ho scoperto a mie spese.

Io ti amavo in maniera disumana cazzo, ma tra noi è finita lo stesso.

È questo che vuole dirmi; è così che potrebbe andare di nuovo.
Lei lo sa ed io pure. Io non gli basterei. Proprio come non gli sono bastato la prima volta.
Porca puttana, gli ho dato tutto me stesso, il mio tempo, il mio corpo, il mio cuore, la mia anima, ma lei... ha voluto di più. Ha cercato altrove qualcos' altro, svuotandomi e privandomi di tutto.
E lo rifarebbe senza esitare. Non è cambiato niente.

La verità è che lei mi aveva avvertito, ma io mi ero illuso che potesse funzionare.

La bella e dannata Bea non è in grado di legarsi a nessuno. Non si accontentarå mai di un solo uomo. Lei ha bisogno di una libertà che io non potrò mai concedergli.

-No! Lo so..lo so!- Gli rispondo, urlando mentre sento di perderla ogni secondo di più.

-E allora che cosa vuoi!?- Chiede spingendomi con le sue piccole mani, come fa sempre quando è incazzata.

Dio...mi fa ammettire.
Io mi sto annullando per lei e come mi risponde? Sbattendo la porta in faccia alla mia voglia di recuperare quello che un tempo c'è stato tra noi.

Ma...non me ne frega un cazzo.

Quando poggia le sue mani sul mio petto io sono più veloce e le blocco, trattenendole strette fra le mie.

Lei sussulta al contatto, sgranando gli occhi e aumentando il respiro.

Restiamo in religioso silenzio per qualche secondo, poi sussurro con un filo di voce:

-Non lo so...ma non voglio perderti.-

Lei chiude le palpebre per frenare le lacrime che però continuano a scendere giù, lungo il suo candido viso.

-Ci siamo già persi Tony.- Svela con sofferenza.

Cazzo.
È vero.
Non so che dire.
Sento il dolore trucidarmi. Tutti i muscoli sono in tensione e il mio viso è storpiato per quelle parole tanto vere quanto dolorose.

Una folata di vento le scompiglia i capelli.
Lei non si muove, continua a tormentarsi il labbro e a combattere contro...qualcosa.
È debole e così rassegnata che quasi non la riconosco. In lei non esiste più niente della Bea frivola, maliziosa, testarda, determinata, spensierata e spiritosa che mi ha fatto perdere la testa più di un anno fa.

Eppure....amo anche questa sua nuova versione, fragile e delicata.

La mia piccola e docile Bea.

Da sola ad affrontare il mondo con questa sua patina delicata, pronta a frantumarsi al primo imprevisto.

No, non posso.
Non voglio lasciarla.
Voglio proteggerla.

Tira su con il naso e guardandomi con occhi amorevoli dice:
-Devo andare Tony.-
Fa scivolare le sue mani, che facilmene riescono a liberarsi dalle mie.

E quel gesto mi scuote da dentro, presagendo l'inizio di una nuova e tragica fine.

No.
Non ci riesco.
Non riesco a lasciarla andare.
Non posso. Non voglio perderla.

E in quel momento mando a fanculo tutte le stronzate che mi hanno trattenuto, facendomi sprecare giorni, tempo e occasioni preziose da poter vivere accanto a lei.

Non sento più il peso del mio orgoglio sanguinante; non sento più le ferite del tradimento, né le ombre del passato che mi hanno fatto vivere nelle tenebre fino ad oggi. Non sento più niente, solo l'amore che provo per questa ragazza.

E sono disposto a calpestare me stesso, la mia dignità, la mia persona, tutto.

Solo per lei.

Sono disposto a prostrarmi davanti a lei per farle capire che posso farcela, che possiamo farcela, che la salita sarà meno dura in due.
È troppo importante per me. Lei mi possiede. Ha preso una grossa parte di me per farla sua e se dovesse lasciarmi, di nuovo, mi priverebbe di me stesso, impedendomi di vivere.

Con il respiro mozzato dalle emozioni, dico l'unica cosa che mi viene in mente e che forse avrei dovuto dire fin dall'inizio.

-Chiedimi di restare Bea. Chiedimi di restare e non partirò. Non prenderò quel volo per la Sicilia e... restero qui, con te e per te.-

Improvvisamente impallidisce. La vedo quasi barcollare.
Mi fissa stranita e non riesce a dire niente.
Sembra quasi non credere alle mie parole.
L'ho colta di sorpresa.
Si porta la mano sul suo petto e fa grossi respiri a bocca aperta.

-No.-
-Si. Fallo e resterò al tuo fianco, per un nuovo inizio.-

Le prometto spostando i fili dorati che le coprono gli occhi.
Sembra persa...nel vuoto. Scuote la testa a ritmo regolare e batte le ciglia debolmente.

-No...n-non sarò io a chiederti di restare, Tony. Non è per me che resterai.-
Catturo il suo viso tra le mani.
-Sì invece, te lo sto dicendo io! Cosa devo fare di più?-
-Non ti dirò una cosa del genere.-
La calma con cui parla è terribile.
-Non ti farò rimanere per permetterti di guardarmi con gli occhi pieni di odio ogni volta che farò qualcosa di sbagliato. Non permetterò che tu mi distrugga con le tue parole cattive e con i tuoi sguardi agghiaccianti e disprezzanti, ogni volta che rivedrai e ripenserai quello che ti ho fatto. Non sopporterò più niente di tutto questo Tony. -

Non ci credo.
Lascio cadere le braccia lungo i fianchi, interrompendo il contatto con lei e sbuffo in una risata nervosa, sforzandomi di mantenere il controllo, per non dire cose di cui potrei pentirmi.

-Bea...mi hai tradito. Non è stata una passeggiata,-
-Lo so e hai ragione, ma fin quando tu non riuscirai a perdonermi, a farlo veramente, non potrà cambiare mai nulla tra noi. Mai.-
Metto le mani in tasca e sospiro rumorosamente.
-Guardati. Non riesci nemmeno a sfiorarmi per più di qualche minuto che...rivedi il mio tradimento. Me lo hai detto tu stesso. Ti fa schifo toccarmi, sapendo che anche lui lo ha fatto! E...-

No!
Non voglio sentire altro.

-Smettila! Smettila, Bea. Cazzo! - Esplodo, invaso da un'improvvisa ira, poi mi schiarisco la voce e continuo con più calma.
-Pos-posso superarlo. Se vuoi che io resti lo farò.-
-Non sei pronto Tony. Quindi non ti chiederò mai di fare una cosa del genere.-

Non so che dirle.
Non sono ancora pronto, forse questo è vero.
Eppure...quello che sento, deve pur aiutarmi a dimenticare.

La rivedo mentre Andrea la bacia e le accarezza il corpo semi nudo.

E muio.

Come tutte le volte che quella maledettissima scena ritorna ad appannare la mia vista e i miei sentimenti.

Forse in fondo ha ragione lei.
Forse non sarà falice dimenticare, anzi forse... non succederà mai.
Sono solo un illuso.

-Buonanotte Tony.- Mormora abbassando lo sguardo, mentre fa per entrare.

Allora è la fine?! Siamo arrivati di nuovo allo stesso punto che segna la nostra fine.
Mi pizzica la gola.

Non posso permetterlo.

NON POSSO PERMETTERLO.

Sto andando fuori di testa.
Mi passo le mani fra i capelli e spremo la mia mente per farmi venire qualche idea, non so più che fare.

Non accetto di finirla così.

Voglio tentare fino all'ultimo, così deciso a giocare fino alla fine, mi piazzo davanti a lei, sbarrandole la strada.

Sono pazzo.
Deglutisco, per mandare giù la paura del dopo e la imploro, ancora una volta.

-Bea... resta con me. Stanotte. Resta con me.-
-Co-cosa?-
Sbarra i suoi occhioni e spalanca la bocca rossa e morbida.
-Passa la notte con me,- aggiungo, svelando la mia supplica.
-Ch-che dici Tony?- Mi chiede sopraffatta dallo stupore.

Avvicino il mio viso al suo e sfioro la sua fronte con la mia.
Inspiro un paio di volte, per gustare quell'odore dolciastro che riesce a calmare i miei nervi, come il più potente dei tranquillanti e le accarezzo il viso con le nocche, rubando una lacrima impertinente.
Poi con voce calda e coraggiosa, ma con la paura nel cuore, dico:

-Fa l'amore con me stanotte.-

È sbalordita, continua a fissarmi con stupore, ingoiando la mia proposta e le lacrime che continua a versare.

-Fa l'amore con me un'ultima volta. Concediamoci quell'addio che un anno fa ci siamo negati.-

Pronunciare quelle parole mi provoca dolore, cazzo.

Non ci credo d'averlo detto.
Si. L'ho detto.
Perché è quello che vorrei. Vorrei prenderla tra le mie braccia e trascinarla di sopra per dimostrarle che potrei amarla come e più di prima. Che toccarla mi fa stare bene, che è la mia linfa vitale senza la quale non riesco a vivere.

Vorrei dirle tutto questo e molto altro, ma invece resto in silenzio aspettando un suo cenno.

Forse dopo aver fatto l'amore, sarebbe più difficile lasciarmi andare. Forse potrebbe aiutarla a risvegliare quella parte dormiente che sono convinto sia viva e forte ancora in lei, ma solo messa a tacere.

Resta zitta e mi conforto, pensando che stia per cedere.

-No. Non posso.- Risponde ferma e decisa poi, infliggermi un duro colpo.

A questo punto...è relamente finita.

Mi sta rifiutando.
Un anno fa avrebbe fatto pure a botte per avere una mia attenzione, un mio sguardo, una carezza, mentre adesso si rifiuta di amarmi un'ultima volta.
E se da un lato sono felice per il cambiamento che Bea ha subito, per la donna seria ed intransigente che è diventata, dall'altro quel rifiuto mi devasta.

Esplodo in una risata nervosa e so che sto per sbagliare , perché sto per sputarle addosso il mio veleno...ma tanto già l'ho persa, giusto?
Tanto vale dirsi tutto fino alla fine e chiudere una volta per tutte.

Credo che lei abbia intuito le mie intenzioni, perché mi guarda preoccupata e fa per avanzare, verso il portone, ma la blocco afferandola per un braccio.

-Non capisco perché non ti fai problemi ad andare a letto con gli altri, con chiunque, compreso quel bastardo di mio cugino, ma non vuoi concederti a me un'ultima a volta.-
Ringhio, assalito dalla rabbia e dal rancore che stupidamente credevo di aver finalmente fatto tacere.

La ferisco, come tutte le volte che ritiro fuori questa storia.
Lei si incupisce in viso, accigliandosi e si affretta a liberarsi per mollarmi uno schiaffo, lasciandomi senza parole.

-Sei un bastardo! Adesso ho capito cosa avevi in mente! È questo che volevi, vero? Volevi avermi un'ultima volta per poi buttarmi, per farmela pagare, per vendicarti di quello che ti ti ho fatto?-

No!
Non erano queste le mie intenzioni! Come può credermi capace di una cosa del genere?

Stringo di nuovo il suo braccio, avvicinando il mio volto al suo per fissare un contatto con i suoi occhi sprezzanti.
-Invece non hai capito proprio un bel niente.-
-Lasciami! È di questo che parlavo prima Tony. Del male che continui a farmi...Sarà meglio per tutti che te tene torni in Sicilia. - Singhiozza.
-Sì, comincio a pensarlo anche io.-
Affermo con la voce indurita dal gelo e dal disprezzo.
-Bene!- Urla lei.
-Molto bene!- Ribatto io in tutta risposta.
Ci scambiamo un ultimo sguardo di fuoco, poi la spintono con la spalla e senza aggiungere altro a passo veloce sparisco inghiottito dalla notte e dal dolore che, avanzando, sembra crescere sempre di più.

La notte la passo a rodermi, pensando a quello che è successo, ai miei sforzi inutili, a Bea, al suo distacco, e alle poche ore che mi restano qui a Torino.

Merda.

Sono davvero esaurito.
Che diavolo mi prende?

Bevo un paio di whisky da Massimo, prima di salire su a casa.
Come farò a prendere sonno, sapendo che vicino ho lei? Immaginandola mentre dorme?
Immaginando il suo corpo svestito arrotolato fra le calde coperte, il suo lieve respiro, i suoi capelli arruffati, le sua bocca morbida leggermente schiusa, mentre mormora qualcosa...

Cazzo.

Bevo un altro bicchiere di liquore, uno che mi ritrovo a casa...non so come mai. E mi getto sul divano accompagnato dalla visione della mia bellissima venere.

E chiudo gli occhi, solo immaginandola qui.
Al mio fianco.
Dove dovrebbe, ma non vuole stare.

Un suono cavilloso e martellante mi sveglia.
Cosa diavolo succede?
Apro a fatica gli occhi e per poco non cado a terra.
Sono sul divano?
Devo essermi addormentato qui, ieri sera.

Il suono continua perforandomi il cervello. È il cellulare.

Merda.

Penso di immaginare chi possa essere.
Non rispondo alle sue chiamate da... giorni.

Allungo la mano sul comodino, ma non lo trovo. Intanto il telefono continua a squillare fastidiosamente.

Perché deve essere così insistente?

Rovisto sul divano e lo trovo sotto uno dei cuscini.

Quando vedo il nome lampeggiare sullo schermo non so se essere felice o preoccupato.

Mi sbagliavo, non è chi credevo che fosse.

È Clara.

-Pronto?- Dico con la voce impastata da sonno.
-Ciao Tony! Sei a casa?-
-Sì...perché?- La mia voce si allunga, come il mio corpo che sto stirando.
-Be'..io sono proprio al locale qui sotto, sto prendendo una tazza di thè, ti va di scendere per farmi compagnia?-

Ci mancava solo lei...

-Oh, Clara ho davvero un gran mal di testa preferirei restare a casa.-

Ho davvero la testa che mi scoppia, la sbornia di ieri mi ha distrutto.

-Ma dai! Allora hai bisogno di un caffè! Scendi, su! Ti prometto che parlerò poco, cosi non ti riempirò la testa come faccio di solito.-

Sorrido inevitabilmente alla battuta di quella adorabile ragazza.

-Devo ancora fare la doccia e la valigia,..- Provo a liquidarla, ma è così cocciuta... Porca miseria!
-Ma ti rubo solo dieci minuti! Ti ricordo che domani partirai e non ci vedremo più. - Si lamenta facendomi immaginare il broncio apparso sulla sua faccia.
Sorrido, di nuovo.
-Okay, dammi qualche minuto.- Cedo alla fine.
-Bene! Ti aspetto allora!- Squittisce euforica e vittoriosa prima di riattaccare.

Faccio velocemente la doccia e mi vesto.
Sono parecchio stanco e queste fitte alla testa mi rallentano parecchio. Dopo circa un buon e abbondante quarto d'ora scendo da Massimo.

-Eccoti, finalmente! Tra poco è ora di pranzo!- Sghignazzo e lei mi abbraccia affettuosamente.
-Ciao Claretta.- Ricambio il saluto, investito dal suo odore di lavanda.
-Ciao Gigante. Come va la tua testa?-
-Come se l'avessero presa a colpi di martello.-
Mi siedo e alzo lo sgurdo. Non c'è molta gente per essere domenica mattina.
Mi sporgo da un lato e dall'altro per osservare meglio.

-Lei non c'è. - Borbotta improvvisamente la mia collega chiacchierona.
-Eh?-
-Bea. Se stai cercando Bea, non c'è. -

Sono stupefatto. Come cavolo ha fatto? Come ha capito?

-Ma che dici?..stavo solo...-
-Lei lavora qui giusto? Avrà il giorno libero o comincerà a lavorare dopo, perché non è qui adesso, mi dispiace per te.-

Meglio intervenire e stroncare questa conversazione sul nascere.

-Clara...-
Per mia fortuna irrompe Sara con il blocchetto in mano.
-Ciao ragazzi! Cosa vi porto?-
-Per me un The verde.- Risponde Clara con un sorriso sincero e contagioso.
-Per me un caffè, Sara, grazie.-
La figlia di Massimo si allontana e dopo qualche minuto ritorna, giusto il tempo di permettere a Clara di fare qualche considerazione sugli effetti e i benefici del The verde.

-Allora. Non le hai ancora parlato?-
Chiede d'un tratto mentre regge fra le mani la sua tazza fumante.

Che sta dicendo? La testa mi scoppia e faccio già fatica a ragionare, ci mancano pure i suoi giochetti e le sue frasi enigmatiche.

-Scusami?-
-Con Bea, scemo!-

Oh.
Che ragazza cocciuta e invadente.

-No. Parlare di cosa? - Rispondo infastidito.
Sono più permaloso e irascibile del solito stamattina, quindi le conviene davvero fare attenzione e frenare la lingua.
-Non fare il finto tonto, io ho capito. Avete avuto una relazione, vero?-

Sgrano gli occhi.

-Sì, ma come fai a...?-
-Lo sapevo! Lo sapevo! Ho percepito una carica di tensione pazzesca. Tra voi c'è alchimia e quell'elettricità che scaricano i vostri corpi quando siete vicini... Oh mio Dio, pure un cieco se ne accorgerebbe che siete una coppia.-
-Non siamo una coppia. Non lo siamo più da tanto tempo.-
-Davvero pensi che bisogna essere ufficialmente una coppia per essere legati sentimentalmente ad una persona? O forse pensi che basti andare dall'altra parte del paese o del mondo per non provare più niente o per interrompere tutti i legami?-

Sono allibito. Non dico niente, resto solo a fissarla incredulo mentre la ascolto.

-Tony, l'amore non ha tempo, spazio.-
-Non ti credevo così profondamente filosofica..-
Provo a a drammatizzare, con una notevole fatica; dentro mi sento ancora una merda.

-Ehi! Sono brava nel mio lavoro, ma non sono solo una squallida matematica! Ho un cuore...e credimi, soffre quando...ti vede ridotto in questo stato. -
Balbetta e lo fa con imbarazzo.

Che vuole dire?

Poi sì schiarisce la voce imbarazzata.
-Tony quello che voglio dirti è che si vede che tra voi c'è stato qualcosa di forte, che evidentemente ancora continua a vivere. In entrambi.-

Sì sbaglia.
Qualcosa che non ha percepito c'è allora.

-No. Non è così.-
-Se non le hai nemmeno parlato, come fai a saperlo?-
-Lei mi ha chiaramente fatto capire che...tra noi è finita. -
-È tu le hai creduto?-
-Certo. È stata lei a lasciarmi, nel...più terribile dei modi. Perché non avrei dovuto crederle?-
Posa la tazza sul tavolo e si porta le mani alla testa in un chiaro segno di disperazione.
-Perché mente! È chiaro che mente! Avrà qualche motivazione valida per farlo, di sicuro! O forse è ancora arrabbiata con sé stessa per quello che ti ha fatto.-

Sbuffo scettico.
Quanto si sbaglia...

-Ah! Gli uomini siete dei tali imbecilli! Senza offesa eh! Tony sei un ragazzo così intelligente, come fai a non accorgerti che lei è ancora innamorata di te?-

Vorrei con tutto il cuore che fosse così, ma non lo è. E adesso, dopo ieri sera, lo so per certo.

-Non è così.-
-Sembra quasi che sia tu a non volerlo.-
-No. Non ho detto questo...ma...-
-Tony, credimi! Si vede lontano un miglio che quella ragazza è ancora pazza di te.-

Questa discussione sta prendendo una piega sgradevole.
Ho un mal di testa assurdo e lei mi sta bombardano di domande e riflessioni, per di più riguardanti Bea, la ragazza che mi ha praticamente dato un calcio in culo per sempre. Ed io non so se in questo momento riuscirò a tollerare tutto questo.

-Clara, forse non lo hai notato ma ieri lei stava incollata a quel pezzo di merda di Sergio.-
-Oh, ma smettila! Quello che c'è tra Sergio e Bea non è nemmeno un bit di quello che lega voi due!-

Scoppio a ridere per aver usato un'unità di misura così insolita per quantificare un legame sentimentale.

-Tu sei pazza.- Ammetto col sorriso ancora stampato un faccia.
-No. Il pazzo sei tu se te torni in Sicilia senza nemmeno averci provato.-

È seria. Mi sta ammonendo.
Immediatamente torno serio pure io.

-L'ho fatto e...non è andata molto bene.-
-Riprovaci! Che stai aspettando? Riprenditi Bea!- Mi sprona con enfasi battendo le mani sul tavolo.
-Non è così facile, Clara.-
-Sì, invece. Lo è. - Insiste, come sempre.
-Clara basta...-
Mi sta davvero infastidendo.
-Devi solo andare da lei e aprile il tuo cuore...-
-Clara...-
Provo ad avvertirla un'ultima volta.
-Non fare il difficile, andrà bene..-

Non resisto più, tutto il dolore che mi sforzo di contenere sale a galla per farmi soffocare.

-Clara smettila cazzo!-
Si immobilizza e beve quel che resta del suo The tutto d'un fiato.
-Scusami.- Mormora abbassando gli occhi.
-No, scusa me.-
Dico piano capendo di aver esagerato. Sono proprio uno stronzo.
-È solo che...ho mal di testa e mi avevi promesso di non parlare troppo.-
Provo a formulare la brutta copia di un sorriso.
-Sì. Hai ragione. E comunque se non vuoi tentare, torna in Sicilia e basta. Troverai un'altra prima o poi. Andrai avanti con la tua vita. E lei...pure .-

Oh, finalmente ha capito.

-Bea e Sergio in fondo sono davvero una bella coppia insieme. Lui è così dolce e protettivo e di certo tra qualche mese Bea se ne accorgerà e se ne innamorerà. Magari si sposeranno e avranno un bimbo o due. Si andrà così, sicuramente. -

Merda.

Lo sta facendo di proposito. Quelle parole mi spaccano dentro. Mi sta tagliuzzando con le sue parole che come schegge di vetro si insinuano dentro di me fino ad arrivare al mio cervello per poi diventare una nitida immagine di Bea e Sergio. Insieme. Felici. Per sempre.

-Basta! Basta! Clara chiudi la bocca!- Alzo la voce, dimenticandomi di essere in un luogo pubblico.
Lei assottiglia gli occhi soddisfatta, per aver ottenuto la reazione che voleva, grazie al suo diabolico piano.

-Fa male Tony? Saperla con lui? Sua per sempre. Bene, credo proprio che a questo punto dovrai fare un test e provare a misurare il dolore, per capire quale sia quello più grande e difficile da sopportare: mettere a tacere il tuo prezioso orgoglio, aprirti a lei e riconquistarla oppure...lasciarla qui, consegnando ad un altro uomo, per sempre.-

Mi sento morire.

-Quale dolore riesci a sopportare di più Tony?-

Merda.
Mi ha colpito nel segno.
Sono...sconvolto. Senza parole.
Ha ragione. Sono pronto ad affrontare tutto questo?

-Devo andare adesso.-
Clara mi abbraccia e mi da un bacio sulla guancia.
-Buon viaggio. Ci vediamo presto. Prima di quanto tu stesso riesca ad immaginare.-
Mi scompiglia i capelli e si allontana sorridendo, lasciandomi lì seduto a mettere su una bilancia immaginaria il dolore che sento.

Cosa devo fare!?

Sto proprio di merda.
Ripenso a ieri...
Non credevo avrei conosciuto un dolore più grande di quello che un anno fa mi ha lacerato l'anima. Credevo d'aver toccato il fondo allora, arrivando a sprofondare nel baratro. Invece, le parole fredde che Bea mi ha lanciato contro, i suoi occhi inariditi mentre mi sbatteva in faccia l'affilata verità, mi hanno ferito mortalmente. E sapere di perderla, di averla persa per sempre, di cedere il mio posto ad un altro uomo, mi uccide.

Credo che sia questa la morte dell'anima;

non sentire più alcun emozione, provare dentro un vuoto incolmabile che tende sempre ad espandersi, prosciugando fino all'ultima goccia d'essenza di vita che ancora sta lottando per la sopravvivenza.

Sento di aver perso la mia anima. Si, ieri sera ho perso l'anima insieme a lei, la donna che la teneva viva.

Tuttavia... sento che non posso perderla così.
Non sono pronto a lasciarla, non di nuovo.

E finalmente arrivo alla mia conclusione:

sono anche disposto a perdere la mia anima, ma non sono disposto, per niente al mondo, a perdere la mia Bea.

Spazio Autrice

Buon pomeriggio bella gente ♥
Scusate la lunga attesa!
Nella giornata degli innamorati avrei voluto pubblicare un capitolo più felice, ma l'amore purtroppo è anche questo: sofferenza e sacrificio.
Quindi spero vi piaccia lo stesso il capitolo :-)
Come sempre dite la vostra

Se vi va e vi fa piacere, ho creato una pagina Facebook "Nulla Accade Per Caso" Con l'immagine di copertina, se volete seguirla aggiungerò lì estratti dal testo, anticipazioni e informazioni

Inoltre... a breve sarà pronto il Book trailer di Come Sole e Neve ♥♥♥ Sono davvero curiosa di mostrarvelo!

Grazie, come sempre...Grazie.

E oggi, più che mai, concedetemelo: VI AMO ♥

.....Auguri a tutte noi, innamorate dell'Amore, di quello vero, che travolge e sconvolge l'anima, rendendola viva ♥♥♥

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