•Capitolo XXXXVI•
Ed ecco ci qui, a quella fine di cui tanto si è parlato, da cui questa storia trae il proprio nome e, lo devo ammettere, sono malinconica al pensiero che le avventure di Bakugou e Midoriya termineranno qui, in questo capitolo.
Spero che vi sia piaciuta la storia, che vi sia piaciuto come ho reso la loro relazione e quel legame indissolubile che li unica e che li unirà sempre, un legame che pagherei per sperimentare sulla mia pelle.
E devo ringraziarvi, davvero molto, perché grazie a voi questa storia è progredita tanto, si è fatta tanto ramificata e compresa, grazie a voi è diventata una delle storie di cui vado più fiera.
Grazie e vi lascio leggere questo capitolo finale.
[La fine ]
Il rosso accesso che colorava il cielo, che in certi punti aveva una sfumatura aranciata, pareva evocare quelle focose fiamme di pericolo e passione che presto avrebbero infiammato il campo di battaglia, sembravano prevedere tutto quello che sarebbe presto accaduto sopra quel campo marrone di terra brulla.
Soffiava un vento silenzioso ma freddo, gelido come la morte che sovrastava quel luogo solenne, con il suo manto nero strappato dal tempo e la sua pensate falce scura pronta ad accogliere chi, quel triste giorno, sarebbe caduto, che si trattasse di buoni o di cattivi.
Gli sfidanti si osservavano prima di varcare quella linea invisibile che avrebbe sancito l'inizio dello scontro, proprio come due predatori che si studiavano attendendo la mossa dell'altro o una sua qualsiasi altra risposta prima di attaccare, per vincere.
La situazione era orribile da un occhio esterno, a sinistra, dalla parte in cui la foresta si faceva più fitta, più scura e minacciosa vi era un esercito, composto da elementi temibili di grande fama e forza, di numero quasi infinito.
Mentre a destra, dove l'atmosfera pareva più calma, dove la vegetazione era meno fitta e la luce più accesa c'era un insieme di eroi professionisti, tutti quelli che erano in Giappone e moltissimi giovani ragazzi, la maggior parte dei quali non aveva mai me so piede si un reale campo di battaglia e avevano la paura riflessa negli occhi, sebbene fosse schiacciata dalla loro voglia di vincere, per coloro che amavano.
Il primo passo fu fatto da All For One, che si era incredibilmente liberato e ancora una volta metteva in pericolo il bene, le persone, per la sua insensata follia e la sua sete di potere sciocca che nella sua vita non lo aveva portato ada altro che alla solitudine ed ad un aspetto sfigato.
A quel suo minaccioso avanzare venne seguito da tutto gli altri in un grido di battaglia che fece venire i brividi agli altri, in netto svantaggio, ma che avanzarono a testa alta sapendo che dipendeva tutto da loro e loro solamente e ci furono moltissimi scontri.
Purtroppo, in quella orribile situazione, gli eroi non ebbero la possibilità di comportarsi come tali e invece di catturare i malavitosi furono costretti ad ucciderli, dopotutto quella era la crudeltà della guerra, il motivo per il quale l'uomo l'ha sempre temuta.
Le forze principali in entrambi i lati si divisero in scontri quasi individuali e fu peggio, poiché erano i forti contro i forti e la massa contro l'altra massa più spietata, più pazza e fuori controllo e se i potenti erano tutti impegnati allora nessuno avrebbe potuto aiutare i propri alleati, purtroppo anche quella era la guerra.
Il primo scontro fu quello che avvenne fra Dabi, Todoroki e Yayorozu.
Il malvagio aveva parlato di se, di quello legame di sangue che lo univa a Shoto convinto di poterlo smuovere, avendo osservato quanto era risultato debole senza sapere che nel suo animo c'era una nuova forza ad animarlo e che i suoi legami di sangue per lui non erano più un problema.
Fu uno scontro durissimo, un fuoco gli capace di corrodere qualsiasi cosa e un ragazzo capace di manipolare due opposti, fuoco e ghiaccio, aiutato dalla corvina che gli forniva supporto.
Ma non durò molto, dopotutto a Todoroki serviva solamente una spinta, una motivazione che lo spingesse alla vittoria, sebbene questa comportasse un costo, forse fin troppo alto ma decisamente necessario.
Dabi, avendo compreso che non sarebbe riuscito a suoerarlo facilmente, avendo presto capito che il fratellastro era ben più resistente di lui pensò all'azione più ovvia, attaccare la metà più debole del gruppo ovvero Yayourozu, ma non funziona una grande idea come pensava.
Accadde tutto velocemente, fin troppo perché il cattivo si aspettasse uan reazione tanto rapida da parte del ragazzo dalla chioma bicolore, che si parò davanti alla ragazza incassando il colpo e che lo trafisse con centinaia di lance di ghiaccio che non funziona capace di evitare e fu così che fu il primo a cadere.
Purtroppo però, come avevo già detto, quella sua vittoria ebbe un prezzo, nonostante la sua ragazza lo avesse condotto il più velocemente possibile da Recovery Girl, per lui non ci fu molto da fare, divorato dalle fiamme azzurre del fratellastro rimase completamente bruciato e fuori gioco, non si sapeva neppure se sarebbe riuscito a sopravvivere e la mora si fermò all'accampamento di soccorso per proteggere i feriti dai villain.
Il secondo scontro avvenne fra Toga e Uraraka ma fu veloce e quasi in dolore, infatti bastò un minimo movimento, bastò un breve istante nel quale la bionda abbassò la guardia e venne sfiorata dalla castana che, con un poderoso calcio, la lanciò in aria, troppo lontana perché potesse venire recuperata, forse era l'unica che si sarebbe potuta salvare ma venne uccisa da uno dei malvagi.
Loro erano cattivi, non conoscevano la pietà, la fratellanza e neppure la correttezza, per loro contava solo quanto eri forte e se vincevi e in una situazione simile la prigionia non era ammessa.
Ma forse, uno degli scontri più spettacolari fuori quello che vide coinvolti tutti, e dico tutti, gli eroi professionisti contro il male in persona, colui che aveva distrutto il corpo di Toshinori.
Sebbene ci fosse speranza, sebbene si sperasse fermamente che tutti quei valorosi uomini e quelle brillanti donne riuscissero a spegnere il male più crudele fra tutti non funziona così, la maggior parte morì e l'altra perse irreversibilmente la propria abilità e qualche arto, se la fortuna aveva loro sorriso, dopotutto loro non erano il suo obbiettivo.
Intanto gli altri stavano combattendo e lo stesso valeva per Bakugou e Midoriya che, schiena a schiena, parevano la coppia in arrestabile con le esplosioni sotto controllo del biondo che grazie alla vicinanza dell'altra riusciva a focalizzare la forza e gli attacchi precisissimi del più basso non venivano neppure sfiorati, era proprio da loro che il grande e grosso All For One si stava dirigendo.
Ma non venne notato in tempo dai due a causa della folla fitta si avversari che continuavano a respingere, tra cui criminali fortissimi al livello persino di Shigaraki, che era già stato eliminato da tempo e in totale segretezza dalle mani di Midoriya perche aveva commesso uni fra gli errori più grandi, toccare Kacchan.
Sebbene il criminale non fosse stato notato il devastante attacco che lanciò venne schivato abilmente dai due giocatori ragazzi e così dimezzò il suo stesso esercito, non che gli importasse molto se le persone che li avevano seguito morivano, lui voleva solamente distruggere One for All.
Quel combattimento era stato dato per vinto fin troppo presto, tutti credevano che il male avrebbe trionfato ma la combinazione perfetta di movimenti compiuta dai due ragazzi rendeva difficile il combattimento persino per lui e quello era il frutto dei loro durissimi allenamenti, più duri di quelli di chiunque altro.
Eppure non era stato abbastanza, due semplici ragazzi ostinati ma fin troppo corretti non avrebbero potuto
vincere contro il cattivo per eccellenza, il più spietato e perfido essere vivente mai incontrato nella storia del mondo.
Così, ricorrendo a dei viscidi espedienti Alla Forma One riuscì a bloccare Midoriya e quando pareva essere spacciato, proprio quando l'attacco del criminale stava per ucciderlo Katsuki, agendo ancora prima si pensare, si gettò davanti a Deku proteggendolo, ma stramazzando al suolo morente.
Il ragazzo dalla chioma verse riuscì a liberarsi e corse dal proprio fidanzato che prendeva tanto sangue, troppo perché Recovery Girl, o chiunque altro, potesse arrivare in tempo per salvargli la vita, per impedire che morisse a causa di uno stupido errore di calcolo da parte sua.
Gli occhi smeraldo del ragazzo si fecero più scuri, la vista si fece sfocata mentre sorreggeva fra le sue possenti braccia Katsuki, morente, ricoprendolo della sue amare lacrime, lacrime di disperazione che avrebbero rigato il suo viso per sempre se la morte glielo avesse portato via.
Bakugou si teneva l'addome quasi completamente lacerato in due parti distinte, sputava sangue ma sorrideva, stava sorridendo alla ragazza persona che più di tutte amava, che aveva portato il calore nella sua vita e che lo aveva sempre amato e che aveva sempre creduto in lui.
Anche lui pianse, non voleva morire, non voleva lasciare andare la presa dalla felicità che era riuscito con fatica a stringere fra le dita e con immensa fatica ad accettare, non era giusto ma con le ultime forze che aveva decise di parlargli un'ultima volta, sapeva che non sarebbe riuscito a sopravvivere, sebbene lo sperasse.
«Deku, ascoltami - tossì nuovamente sangue ansante, tentando di respirare - promettimi che vincerai, che non lascerai che quel bastardo ti batta, fallo per me e - pianse di più, sentendo le forze scivolare via dal suo corpo - sappi che sono felice di essere riuscito a fare qualcosa per te. Ho solo e sempre ricevuto e sono grato di essere stato in grado di proteggerti, grazie per avermi amato e concesso di amarti » riuscì a bisbigliare come un malinconico vento diretto al cuore distrutto di Midoriya prima che le braccia scheletriche della morte lo stringessero nel loro perpetuo abbraccio.
Strinse a se il corpo ormai freddo e privo di ogni minimo alito di vita del biondo, lasciò che le lacrime gli bagnassero le guance mentre il cielo, che intanto si era fatto nuvoloso, sfogava quel dolore incomprensibile che solo un legame perfetto che vine reciso può provocare, lasciando che la pioggia li avvolgesse.
Rimase fermo, come se fosse stato lui quello ad essere stato colpito, quello ad aver perso la vita e lo aveva fatto, forse aveva perso persino più dell'altro e se ne stava così, vulnerabile, sotto lo sguardo soddisfatto del maniaco psicopatico.
L'uomo stava parlando, stava prendendo in giro quel suo amare così tanto il biondo, il dolore derivato da questo ma l'altro non poteva sentirlo, Izuku non poteva sentire più nulla o vedere più nulla.
Ciò che vedeva erano delle immagini mescolate in bianco e nero, quello che udiva erano fastidiosi fischi, proprio come quelli che farebbe una radio incapace di prendere il segnale, ma qualcosa lo udiva e poteva farlo solo lui, erano le grida piene di disperazione del suo cuore distrutto.
All For One tentò di attaccarlo allora ma un liquido nero, viscoso e fluido si mostrò, provenendo dal corpo del ragazzo difendendolo mentre il corpo si illuminava di quella luce verde, tutto mente abbandonava con delicatezza quel corpo al terreno e si alzava con lentezza.
Gli occhi di Midoriya erano mutati, un nero assoluto li tingeva, con una folle luce rossastra a renderli più cupi e più psicopatici, da questi colavano lacrime, lacrime di un rosso vivo, rosso del suo sangue mentre, lentamente, si avvicinava e quel liquido imprigionava il malvagio soffocandolo lentamente e in dicendo gli ogni sorta di dolore possibile.
Non ci volle molto, ma l'incarnazione del male, quel dannato uomo che aveva distrutto così tante vite e ferito tanta gente aveva finalmente perso la vita, lo scontro era terminato, tutti si stavano dirigendo verso di lui per complimentarsi e fare domande su quel liquido nero, ma prima che potessero farlo, prima che potessero notare che Katsuki non ce l'aveva fatta qualcosa accadde.
Si creò un concentrato di energia talmente denso attorno a lui che la terra sotto i suoi piedi venne ridotta in pezzi, quel liquido nero e le scintille verdastre avevano cominciato ad andare totalmente fuori controllo iniziando ad espandere la loro area di influenza, uccidendo uno dopo l'altro ogni uno di coloro che aveva fatto parte dei cattivi, ma non solo, anche qualche eroe ne rimase vittima.
Allora tentarono di avvicinarsi ma non era possibile, un solo passo verso di lui e quella cosa non bene identificata si muoveva minacciosa, allora tentarono urlando il suo nome, richiamandolo alla ragione o addirittura con il controllo del suo corpo a distanza, nulla funzionò.
Ed inoltre, era bene evidente, che più' utilizzava quel potere, più questo andava fuori controllo ampliando la propria portata più il corpo del ragazzo ne rimaneva lacerato, più la sua pelle si spezzava, più il suo sangue lo macchiava e mano a mano le sue labbra si schiusero e da esse iniziarono ad uscire delle urla disumane.
La sua voce era distorta, i suoi movimenti risultavano macchinosi come quelli di un bambola meccanica, la sua espressione mutava velocemente da un sorriso psicopatico a quelle urla strazianti mentre, la quantità enorme del potere che possedeva frantumava la terra che gli era vicino.
«Ma che diavolo succede, perché Bakugou non lo ferma? » chiese Jiro preoccupata mentre Denki tentava di trovare l'amico «Cosa cazzo sta succedendo a Midoriya? » chiese spaventato e preoccupato Kirishima mentre Toshinori in silenzio lasciava che delle amare lacrime gli rigassero il viso.
Ad un tratto però, quando la situazione attorno a Deku aveva raggiunto il punto critico, quando pareva star per esplodere, calò il silenzio, il liquido nero si ritrasse e così le scintille, tutti ne furono sollevati, tutti tranne due persone e una di questo era proprio All Might, che sapeva.
Loro non potevano sentirlo, ma il ragazzo fra se e se ripeteva sempre la stessa frase a vice bassa, in una catena quasi infinita «Perchè? » era tutto quello che diceva incapace di reagire alla perdita della persona che aveva sempre amato, della persona per la quale era visto.
Quello era lo stadio finale, quando tutto il potere si concentrava nel suo nucleo facendo si che invece di un'esplosione ci fosse un'implosione, un collasso interno e oltre che una potentissima raffica di vento non si percepì altro quando Izuku cadde a terra morto, con il corpo distrutto in mille pezzi, sangue ovunque e più niente di lui.
La sua fine eta stata proprio come quella di una stella, che si fa più grande quando si avvicina al suo stadio di morte, garden e potente, ma quando arriva la sua fine si restringe per poi collassare su se stessa e al suo posto creare, eventualmente, un buco nero.
La sua morte lo aveva lasciato, nel cuore di molti, così come aveva fatto la morte di Bakugou nel suo.
«Ma che è successo? » chiese Todoroki che si era appena ripreso, nonostante la battaglia fosse finita, nonostante il tempo paresse aver volto, nel cielo sono ergeva alto il sole di mezzogiorno, che si era mostrato quando le nuvole si erano ritirate portando con loro la pioggia e il gelo.
Yayorozu lo abbracciò piangendo così come tutti, ma la felicità durò poco, non appena il ragazzo chiese dei due, che erano morti, così come Hakagure, così come Mineta, Mina e molti altri della scuola, mostri altri eroi professionisti quel giorno.
«All For One ha tentato di uccidere Midoriya-san dopo averlo bloccato e Bakugou-san per evitarlo si è posto davanti a lui incassando il colpo al suo posto » fece una piccola pausa sedendosi a causa del male che sentiva dentro, non avrebbe mai pensato di vedere una scena simike nella sua vita, di vedere un legame tanto profondo e vivo spezzarsi bruscamente.
Tutti rimasero nel silenzio più puro, avevano udito il rispetto usato dall'ex simbolo della pace nel pronunciare quelle parole e avevano notato come non avesse, come invece era solito, usato "shounen" dopo i loro nomi, quindi ne dedussero che era rimasto molto scorso da quello che era successo.
«Bakugou-san ha resistito per qualche istante, ha detto qualcosa a Midoriya-san, credo avesse tentato di incoraggiarlo, che gli abbia chiesto di fermare quel criminale perché lo ha fatto prima si dare di matto » «Come ha resistito qualche istante? » chiese Denki sperando con tutto se stesso che aveva capito male.
«É morto e per questo Midoriya-san ha perso il controllo, questo accade quando, beh... » stava tentando di trovare le parole giuste ma non ci riusciva, non sapeva come spiegarlo, dopotutto lui non aveva mai vissuto quel tipo di esperienza, quel tipo di legame e allora intervenne una voce femminile, debole e sconosciuta.
Si trattava di una ragazza molto minuta, dalla pelle pallida come la luna e così la sua chioma e ogni parte di lei, sembrava un fantasma e in un certo senso lo era davvero, non era vivere ma neppure morta, era un ricordo intrappolato nel tempo che aveva un compito.
«Quello è il potere di One For All, é un'unicità che si tramanda da possessore in possessore e bisogna essere molto forti fisicamente per riuscire a sopportarne il peso, ogni possessore sceglie un successore e ogni volta che si succede diventa più forte » fece una pausa avanzando nel suo totale candore così da posizionarsi al fianco del ragazzo ustionato e degli altri studenti.
«La sorella debole e mingherlina di All For One non poessedeva nessuna abilità, lui volle dargliene una nella sua pazzia ma nulla funzionava, solo una, allora lei, che poi aveva scoperto di avere l'unicità di poter trasmettere i suoi ricordi più importanti, l'eco di ciò che era stata decise di intraprendere la missione di sviluppare One For All fino a che potesse distruggere suo fratello nella speranza di salvare la sua anima ».
Camminò ancor sotto lo sguardo scioccato di tutti quanti, compreso lo stesso Toshinori, lei sapevo dettagli che nessuno, neppure lui conosceva, presto però avrebbe scoperto che non era poi così strano quello che ella stava dicendo
«Ciò che pochi sapevano, un qualcosa quasi impossibile da spiegare facilmente, é che le emozioni influenzano molto le unicità, sopratutto questa, sopratutto One For All e le emozioni di Midoriya-kun hanno fatto in modo che lui morisse, perché non aveva più ragione di vivere e non avrebbe fatto altro che dannarsi a causa del legame perfetto che è stato reciso alla morte di Bakugou-kun » «Quei due avevano un legame perfetto, ma é impossibile, pochissimi lo hanno e loro.... » bisbigliò senza parole Uraraka.
«Il legame perfetto é uno dei più difficili da riconoscere e accettate, molti lo dipingono come l'amore assoluto, ma è molto, molto di più, si tratta si due individui che si trovano sulla stessa lunghezza d'onda e che condividono la stessa anima, é un patto sacro ma é un vincolo terribile » disse lei chiudendo gli occhi mentre le sue ciglia bianche seguivano le palpebre.
«One For All ha esuadito l'ultimo desiderio di Izuku Midoriya e non vi é più ragione per questa unicità di esistere, Allora For One é stato distrutto, al pessimo dovrete pensarci voi» finì la sua spiegazione allontanandosi lentamente, proprio come era arrivata seguita però da Yoshinori.
Leo era certa che lui l'avrebbe seguita, lei conosceva ogni cosa di coloro avevano avuto One For All e infatti lo attese e, ancora prima che parlasse rispose alla sua muta domanda «Io sono la sorella si All For One, o meglio, sono il suo eco rimasto con l'unicità e ho un compito, quello di far si che che la storia di noi, due fratelli, e voi, che avete posseduto One For All non venga mai dimenticata e narrerò, per sempre » disse voltandosi mostrando un dolce sorriso all'uomo.
«La tua maestra sarebbe molto fiera di te » disse prima si scomparire e vagare ovunque e, ogni volta che questa storia veniva dimenticata da qualcuno, ogni volta che i nomi si sbiadivano nelle menti delle persone lei appariva, misteriosa e raccontava questo storia a chiunque accendendo negli occhi di chi la udiva determinazione nel voler giungere lontano come avevano fatto coloro che avevano lottato per amore della pace, della giustizia e che avevano vinto.
E voi, prima che ve ne parlassi, prima che vi raccontassi la storia di One For All e il suo ultimo quanto incredibile possessore, ricordavate il suo nome o si era sbiadito, perché se l'avete sentita da queste labbra allora la vostra memoria non era ben salda.
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