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•Capitolo XXXVI•

[Ogni prima volta ti appartiene ]

Le loro labbra, in quella penombra quasi paurosa, si erano scontrate senza riserve ne troppi convenevoli, avevano intrapreso una lotta sfociata in una serie di baci veementi quanti passionali lasciando che gli schiocchi provocati da essi riempissero il silenzio angoscioso racchiuso in quelle quattro mura bianche.

Le mani leggermente umide del biondo si erano mosse con lentezza crudele dalle morbide guance lentigginose del suo amato, erano scivolate percorrendo con le dita la forma perfetta della mascella mascolina del ragazzo dalla chioma verde, poi ancora avevano lascivamente sfiorato quella pelle ancora segnata, fino alle clavicole lasciate appena scoperte dal colletto della maglia che indossava.

Bakugou in quella loro serie di contatti, in quel baci caldi come la base di un vulcano pronto ad esplodere, aveva lasciato che ogni parte di se, del suo cuore e di ciò che era fluisse attraverso le sue labbra, quello non era solo un modo lussuriosi di baciarsi, quello era un loro modo di comunicarsi quello che avevano dentro senza parlare.

In quei loro folli baci passionali sembrava quasi che il biondo volesse divorare l'altro senza farlo però con quella sua tipica e cruda violenza che per anni ne aveva caratterizzato il personaggio, bensì con una dolce delicatezza che sembrava essere in contrasto con la sua persona e con chi credeva di essere.

Ma in quel momento non importava chi aveva finto di essere, non importavano i vincoli saldi della paura, dell'insicurezza e dell'orgoglio, in quel momento tutto faceva da sfocato sfondo a ciò che di più profondo e vero albergava nelle loro anime bollenti, animate dal fuoco della passione più peccatrice che pian piano prendeva possesso delle loro giovani menti.

Le mani di Bakugou si mossero ancora prese dall'istinto, dalla bramosia, dal bisognoso desiderio di sfiorare e percorrere ogni centimetro di quel corpo che doveva essere suo, suo solamente e che non avrebbe permesso ad altri di sfiorare, perché ora che lo aveva nella sua trappola non lo avrebbe lasciato andare neppure se egli lo avesse voluto.

Scivolò sotto il tessuto umido della maglietta lasciando che i suoi polpastrelli percepissero direttamente il calore proveniente dai suoi addominali scolpiti, percorreva con curiosa bramosia ogni lembo di quel candido bianco strappando qualche gemito a Midoriya che si era concesso completamente in quel gioco di vincitori e vinti.

Entrambi affamati, affamati di loro, di quel mescolarsi tanto amato dei loro sapori, dei loro animi, affamati di passione e di contatto stavano lentamente lasciando alle loro spalle la loro razionalità richiamando quell'io nascosto, sopito, quell'istinto animale che si aggirava nei loro corpi pronto a dirigerli verso sensazioni sconosciute.

Katsuki si liberò velocemente della maglia che lo copriva e di quella che fasciava il perfetto corpo del suo ragazzo, poi lo baciò, ancora e ancora come a voler consumare con le sue quella labbra rosse e gonfie a causa dei loro baci violenti e pieni, colmati dalle loro ardenti essenze.

Con la mano scivolò su quel velluto bianco fino a giungere ai capezzoli, una delle parti più sensibili del corpo umano ed iniziò, guidato dall'istinto, a stuzzicare quel punto con gentile brutalità, con desiderio profondo, mentre l'altro tratteneva qualche ansimo che pareva voler scivolare fuori dalla sua gola tremante e dalle sue labbra bollenti catturate in quella serie di baci.

Però quel loro folle divorarsi venne spezzato da Katsuki che si costrinse ad allontanarsi per poi scivolare con la sua umida lingua su quella succulente zona sotto al lobo, poi la morse e ne tirò fra i denti un lembo di pelle lasciando il segno del suo passaggio, lasciando quel marchio violaceo che ne attestava il possesso.

Poi scese ancora lasciando qualche altro succhiotto che aveva spinto quella trattenuta voce a scivolare fuori, nonostante le costrizioni del proprietario, spezzando quel silenzio bollente che, come fiamme di passione, aveva avvolto i loro corpi inesperti ma pronti a conoscersi, ad amarsi nel senso più completo e profondo del termine.

Quando Bakugou scivolò con la lingua su quel tenero bottonicino di pelle di un acceso rosa, un acuto ansimo sfuggì a Izuku che sentiva crescere in se un calore sconosciuto e un desiderio mostruoso muoversi nel suo animo già in subbuglio dal primo bacio che si erano scambiati con la consapevolezza di quello che sarebbe accaduto.

Eppure desiderava trattenere quello che provava, spaventato da quelle nuove sensazioni che come un fiume in piena l'avevano travolto, nonostante questo suo forte desiderio non vi riuscì quando la grande mano del biondo si intrufolò nei suoi pantaloni e nei boxer con essi, per poi prendere in mano la sua asta già eccitata fino ad esporla completamente.

Così, mentre il palmo di Katsuki si muoveva lungo tutta la sua lunghezza, mentre le sue dita tormentavano il glande del ragazzo dalla scompigliata chioma e le lucenti gemme, la stanza si riempì di gemiti non più trattenuti, di un piacere smisurato e un calore particolare, sconosciuto, che dal basso ventre si diffondeva in ogni cellula del suo corpo facendolo sentire bene, bene come mai.

«Kacchan » ansimò scarlatto in viso con gli occhi splendenti di pura lussuria, sentendo che qualcosa era diverso, che un piacere più intenso, quasi elettrico, gli aveva percorso il corpo e sapeva cosa questo stesse a significare e lo sapeva anche chi, con la sua mano, aveva percepito la vena all'interno del membro altrui cominciare a pulsare più velocemente.

Allora riportò le sue labbra contro quelle del proprio ragazzo con il chiaro obbiettivo di soffocarlo con quel puro piacere che scorreva nelle loro vene sostituendo il sangue, voleva che quelle sensazioni di puro benessere si imprimessero nella sua mente così che mai, per nessuna ragione, avrebbe più potuto scivolare via dalla sua presa.

Così Midoriya venne soffocando ogni rumore in quel bacio violento, quel bacio passionale e peccatore, umido e diverso da qualsiasi altro avessero mai sperimentato poiché in esso era stata racchiusa l'essenza del piacere canale che scuoteva il corpo del ragazzo e ancora lo pervadeva con quel suo elettrico piacere.

Quando si separarono da quel bacio le loro menti iniziavano ad apparsi, i loro occhi riflettevano quel desiderio animale che si era da poco risvegliato in loro e le loro mani, così come i loro corpi, provavano la necessità di toccarsi, di scontarsi perché altrimenti un freddo, una sensazione strana di inspiegabile solitudine li avrebbe avvolti.

Ma in quel gioco non poteva sempre vincere Bakugou, non poteva sempre semplicemente lasciare che le cose andassero come desiderava, non era giusto che egli detenesse ancora il controllo, che riuscisse ad essere più lucido dall'altro che era stato trascinato dal peccato più commesso dalla razza umana e di conseguenza, il ragazzo dalla folta chioma, decise si sorprendere il suo partner.

Con un gesto sensuale e veloce della mano spinse il biondo giù, con la schiena, così che anche questa fosse a contatto con il morbido materasso e le soffici coperte, poi si posizionò a cavalcioni su di lui così che gli fosse difficile riportare le cose in una posizione a lui favorevole.

Dunque iniziò a marcargli il petto con una fame insaziabile, mentre con le dita era arrivato a sfilare i jeans e i boxer iniziando a stimolare la sua intimità, già eretta e vibrante, sotto il suo caldo tocco e fu allora che raddrizzò la schiena lasciando che Katsuki potesse posare lo sguardo su quel perfetto corpo da egli stesso marcato e su quel viso che ritraeva il piacere.

Midoriya scese, indietreggiò, finché le sue morbide labbra sfiorarono l'asta dell'altro che a quel contato non riuscì a trattenere un sospiro di piacere, fu peggio quando la sua umida lingua iniziò a percorrere la sua pelle tirata e pulsante, quando stimolò il glande con insistenza mentre con le dita si occupava della parte sottostante ma divenne per lui insostenibile quando lasciò che la saliva lo ricoprisse e poi lo prese internamente in bocca.

Appena il suo membro eretto fu completamente nella calda bocca del suo ragazzo quasi gli scappò un gemito, ma lo trattenne sebbene non ci riuscì quando iniziò a muovere il capo e con esso la lingua vigorosa e da quel punto un infinito susseguirsi di versi di puro piacere abbandonarono le sue labbra fino a che, sul punto di giungere all'apice, il ragazzo si spostò e il candido liquido finì con il ricoprirgli il petto.

E si baciarono, ancora e ancora, sentendo ogni parte di loro bruciare di desiderio verso chi gli stava dinnanzi, sentendo un particolare calore mai provato, percependo i loro cuori battere velocemente come mai, quasi fossero ad un passo da esplodere a causa di tutta quella loro felicità e quel loro puro amore che vi era ospitato.

«Ti desidero » aveva sussurrato Bakugou con la voce rauca di piacere ancora scosso dal piacere generato dall'altro, con la lussuria riflessa nello sguardo, capovolgendo le posizioni così da far scontrare la candida schiena del suo amato con il materasso per poi liberarlo degli indumenti rimasti velocemente, come se L'attesa bruciasse la sua pelle.

Ed era lì, disteso sotto la sua struttura mascolina, succube di quel loro travolgente amore e quel nuovo piacere che ancora aveva in circolo che gli mostrava i suoi smeraldi con quella luce perversa ed eccitante che parevano essere fuori luogo addosso a lui ma che, non poteva negarlo, gli stavano dannatamente bene.

Non esitò, mosse le dita, con il respiro pesante ma una certa insicurezza nei polpastrelli caldi mentre si posizionava fra quelle cosce candide come il marmo, allora lo guardò, puntò ancora le sue iridi rosse come il sangue nelle sue chiedendo una muta conferma.

Le braccia solcate da numerose cicatrici che gli appartenevano gli stai strinsero la vita con sicurezza e le sue labbra, morbide e pulsanti, si scontrarono con le sue e quando si separò, ancora vicino «Prendimi » sussurrò con quel famelico lato di se celato a chiunque altro.

Allora, inesperto, il biondo lasciò scivolare un suo dito all'interno dell'orifizio di Izuku che gemette a causa del dolore, ma non lo fermò perché lo amava e desiderava quel momento, da impazzire.

Bakugou cominciò a muovere la sua falange con lentezza disarmante fino a compire quei monotoni movimenti in senso orario con una discreta velocità, finché fortunato, era riuscito a trovare uno dei punti sensibili di lui.

Dopo poco lasciò che l'impazienza lo dominasse ed entrò nel ragazzo cominciando a muoversi con fin troppo impeto quasi avesse dimenticato che quella era la prima volta per entrambi e da entrambi sgorgò un rivolo di sangue che venne ignorato.

Inizialmente fece male, era normale, ma poi, lentamente, quel dolore si era trasformato in piacere ed i segni di quel l'incontenibile emozione vennero lasciate dalle dita di Midoriya sulla larga schiena muscolosa di Katsuki che ansimava pesantemente pervaso dal puro piacere.

E così trascorsero l'ora successiva, fra spinte e lussuria almeno fino a quando dai loro corpi se ne liberò il succo in due getti distinti che avevano impregnato i loro corpi sudari ed in parte affaticati, sopratutto quello del ragazzo che era stato violato con infinita dolcezza.

Poi si stesero, si abbracciarono, si sussurrarono dolci promesse che non sarebbero mai state infrante prima di abbandonarsi alle accoglienti braccia di Morfeo che pareva invocare i loro nomi.

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