Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

•Capitolo XXXI•

[Due persone imperfette unite da un'unione perfetta ]

Il giorno dopo Katsuki, quando entrò nella stanza d'ospedale del suo fidanzato, ebbe molti problemi nel friteggarlo apertamente dopo il sogno che aveva avuto, non riusciva neppure a trovare il coraggio di guardarlo meglio occhi e si trovava patetico.

Poi però, dopo circa una settimana gli venne dato il permesso di tornare a casa ma egli si impuntò e, testardo come solo lui sapeva essere, convinse medici, genitori e professori che andava bene anche riposare nei dormitori a patto che non si affaticasse e che non presenziasse alle lezioni.

Non erano certo sicuri che egli se ne sarebbe stato tranquillo nella propria camera conoscendolo, dopotutto Midoriya pur di non sprecare tempo si allenava persino durante le lezioni mettendo in tensione j muscoli e rifiutandosi di sedere sulla sedia direttamente, per essere più chiari egli sembrava seduto ma era in realtà sospeso.

Perciò inizialmente si opposero tutti, almeno finché Bakugou si offrì di vegliare su di lui e di impedirgli nella maniera più assoluta di compiere qualcuna delle sue solite idiozie, dopotutto le sue condizioni non erano ancora perfette e non era in grado di sostenere i suoi soliti allenamenti nonostante fosse in condizioni mille volte migliori di quelle del proprio amato.

Fu così che quella mattina, dopo una calorosa accoglienza da parte dei loro compagni di classe, dopo che questi se ne furono andati per seguire regolarmente le lezioni i due si sedettero sui divanetti verdi della zona comune pronti a rilassarsi o almeno questo era il piano.

«Kacchan, perché mi stai evitando? » chiese improvvisamente il ragazzo dalla scompigliata chioma smeraldina puntando lo sguardo sulla figura tesa del biondo «Non ti sto evitando » ballettò non credendo alle sue stesse parole poiché, lo sapeva, in un certo senso lo stava facendo ma non poteva rivelargli il motivo, sarebbe stato troppo anche per lui, soprattutto per lui dato il suo smisurato orgoglio.

«Allora guardami negli occhi ! » esclamò determinato Izuku sempre più vicino a Bakugou e senza liberarlo da quel suo sguardo pretenzioso che chiedeva anche per un solo piccolo e minimo contatto che però non gli venne concesso, dopotutto Katsuki sapeva di essergli debole e che guardarlo per una sola volta avrebbe potuto far sfuggire quelle imbarazzanti aprile alle sue labbra.

Si aspettava che l'altro perseverasse come faceva sempre e come aveva sempre fatto ma non lo fece, si limitò a dire che capiva e si alzò dal divano senza più rivolgere un singolo sguardo la biondo e lentamente cominciò ad allontanarsi, percorreva a passo calmo e regolare il pavimento in legno che lo avrebbe condotto nella sua camera.

Solo quando gli diede la schiena il biondo lo osservò e mentre lo fece, puntando le iridi rubino sulla figura sempre più lontana e un qualche modo fredda dell'altro la paura si riaccese divampando nel suo cuore e il suo corpo si mosse prima che la sua mente pensasse.

Scattò in piedi e con due grandi falcate lo raggiunse, la sua mano si mosse come dota di vita propria nell'afferrare il polso dell'altro e tirarlo a terra con se e questo perché la paura privata quel giorno, quel tormento orribile che lo aveva tormentato assume alla consapevolezza della possibilità che non avrebbe mai più potuto stringerlo far le sue braccia e amarlo lo aveva ferito, profondamente.

Questo perché Izuku era l'unica persona che davvero avesse un valore per lui nella sua distorta visone del mondo, dopotutto lui era cresciuto riempito di lodi e guardato con ammirazione da chiunque lo avesse visto utilizzare il suo potere e così era venuto fuori in quel modo: altezzoso, orgoglioso e con un complesso di superiorità spaventoso, eppure non era solo quello.

Lui era cresciuto con la consapevolezza che molte delle persone che lo acclamavano e che lo elogiavano lo facevano perché lo tenevano, temevano la forza della sua unicità e dunque cercavano di non turbarlo, tutti tranne quel bambino adorabile dalla chioma verde e ribelle che era la sua unica debolezza, l'unica persona da cui voleva essere elogiato e aveva provato ad allontanarla.

Eppure non aveva mai davvero capito cosa sarebbe significato per lui allontanarlo sul serio, non avere più attorno quelle ciocche scompigliate, non ricevere più quello sguardo colmo di ammirazione misto ad un sentimento che finalmente conosceva, ancora non sapeva, a quel tempo lontano, che senza Midoriya lui era perso, sarebbe crollato sgretolandosi e in fine si sarebbe ridotto in cenere.

Con quei pensieri a spaventarlo, con quelle emozioni a soffocarlo strinse a se l'altro che confuso non disse nulla, lasciò che le braccia del biondo gli si stringessero a dosso come delle catene che lo avrebbero vincolato a lui per tutta l'eternità perché, in fin dei conti, era già successo, lui sapeva di essere già vittima di quel ragazzo complicato e capriccioso che pareva detestare ogni cosa.

Poi sentì le soffici labbra di Bakugou sfiorare le sue e subito dopo spingere con veemenza per ottenere l'accesso in modo disperato, quando Izuku schiuse le labbra permettendo alla lingua bramosa del proprio ragazzo si scivolare nella sua bocca prese vita un bacio profondo dall'animo disperato scaturito dalle emozioni  che in quel preciso momento risiedevano nel cuore agitato di chi lo aveva iniziato.

Midoriya portò le sue mani solcate da profonde cicatrici sul volto del proprio ragazzo e si sorprese mentre veniva divorato in quel bacio, si sorprese della calde lacrime che stavano bagnando quelle guance pallide quanto perfette e capi che c'era una paura profonda e terribile che gli stava scuotendo il cuore.

Quando finalmente fu liberato da quel contatto pieno di paura, di terrore allo stato puro Izuku chiuse gli occhi celandoli al biondo per poi appoggiare la sua fronte calda contro quella del ragazzo, allora per qualche ragione quelle stringhe di orgoglio che gli avevano imposto di tacere vennero lacerate lasciando che quello che tanto lo tormentava raggiungesse l'udito dell'altro.

Lo strinse forte a se come se avesse avuto il puro timore che egli potesse, da un secondo a quello successivo, sparire da dinnanzi a lui e affondò il volto nell'incavo fra il suo collo e la spalla nascondendo il viso e soffocando quello strano pianto che spingeva ai lati dei suoi occhi taglienti per essere liberato.

«Ho paura » disse semplicemente e si rese solo allora conto di quanto potesse essere liberatorio esprimere le sue emozioni, di come fosse pesante tenersi tutto dentro, eppure sapeva, sapeva bene che era parso così facile farlo solo perché fra le sue braccia c'era il suo amato Deku.

«Di cosa? » chiese l'altro con un vago sospetto seppur non con certezze attendono una risposta «Di te » rispose piano come se quelle parole fossero ovvie quanto la presenza delle stelle nel nero universo e proprio quelle poche lettere sorpresero molto il suo interlocutore che non capi perché fosse tanto temuto.

«Ho paura che tu possa guardarti a torno e capire che c'è gente mille volte meglio di me, che non sono perfetto e ho paura, paura che un giorno tu possa lasciare andare la mia mano o che tu possa svanire davanti ai miei occhi » ripose capendo che, se voleva esprimere quello che provava, allora avrebbe dovuto farlo fino in fondo perché altrimenti sarebbe stato inutile e vago perché le sue parole avessero una qualche effetto.

Sentì la stretta dell'altro farsi più forte attorno al suo busto e poi la sua voce calda come il sole estivo rasserenargli l'animo «Lo so, so che non sei perfetto perché nessuno in questo mondo lo è eppure non dovresti temere che io possa lasciare la tua mano perché ciò che mi lega a te non è così debole, perché se lasciarsi andare la tua mano allora smettere di essere perché senza te io non esisto » disse con voce limpida e chiara come se nulla di speciale fosse uscito dalle sue morbide labbra quando in realtà quelle parole erano molto importanti.

Eppure non poteva farci molto, aveva semplicemente lasciato che la pura verità che serbava nel suo cuore ancora titubante e nuovo al caldo sentimento chiamato amore venisse rivelata anche a lui che si era mostrato tanto vulnerabile fra le sue braccia.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro