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•Capitolo XV•

[Calore ]

Per essere precisi ed avere una più chiara idea del momento in cui il disperato Midoriya aveva deciso di terminare la sua vita, posso dirvi che la data di quel salto era il cinque gennaio, una settimana e nove giorni dopo che tutta la scuola era venuta a conoscenza dei sentimenti del ragazzo per Bakugou.

Il giorno successivo alla dichiarazione e quindi all'inizio della loro relazione era una domenica e di conseguenza non avrebbero avuto le lezioni quel giorno, ma chiaramente, dando per scontato come Deku era fatto, era ovvio che già di prima mattina si stesse allenando.

Fu proprio per questo che Bakugou, anche egli mattiniero, appena si svegliò prese dei boxer puliti, un paio di calzini e la tuta da allenamento per poi dirigersi nel bagno comune del dormitorio e farsi una doccia veloce, vestirsi e poi raggiungere velocemente il campo d'allenamento dove trovò, per l'appunto, il suo ragazzo che si allenava con All Might che gli dava dei consigli.

Non disse nulla vedendo come i due erano concentrati, vide come l'ex simbolo della pace spiegasse a quel vitale ragazzo dagli occhi smeraldo qual'era la postura migliore per quel tipo di attacco e gli parve di vedere padre e figlio, un sorriso sfuggì al suo controllo, dopotutto lui sapeva che egli non aveva mai visto il padre e non ci aveva mai neppure parlato al telefono.

Bakugou era forse l'unica persona a sapere quanto ne soffrisse Midoriya, non glielo aveva detto, non lo aveva detto a nessuno, ma lo aveva visto piangere una sera fuori dalla porta di casa, lui lo aveva visto per caso, era uscito per fare una commisione per sua madre ed era ancora piccolo.

Aveva sentito il ragazzo in lacrime farfugliare qualcosa riguardo al fatto che suo padre lo odiasse e poi era corso dentro casa mettendo su un sorriso finto quando la madre lo aveva chiamato dentro con tono apprensivo dicendo che avrebbe potuto prendersi un malanno e lui lo ricordava, quasi fosse appena successo, eppure allora non si rese conto di quello che significavano quelle lacrime.

Alla fine si avvicinò ai due rivelando la sua presenza e vide come gli occhi di Midoriya si accesero non appena riconobbe la sua voce e a sua volta non riuscì a frenare un sorriso che spuntò sul suo volto; Bakugou si disse che stava sorridendo davvero troppo, molto più di quanto avrebbe fatto in un intero anno e infatti i muscoli della sua faccia già tiravano un po', quindi fece di tutto per tornare alla sua normale espressione.

«Bakugou shonen, anche tu già sveglio? » il ragazzo si limitò ad annuire mentre si sistemava la canotta scarlatta un po' stropicciata «Beh si, mi sveglio sempre presto e oggi avevo voglia di allenarmi » disse sgranchiendosi un po' ed iniziando a scaldarsi i muscoli per evitare di farsi male.

Passarono così due ore ad allenarsi sotto gli occhi vigili e attenti di All Might che nonostante non fosse più come il suo titolo lo ricordava, come era conosciuto, con quella sua forma muscolosa ed imponente, nonostante non avesse più quasi poteri era ancora un ottimo eroe e la sua esperienza era preziosa.

In più quell'uomo era stato il loro modello da seguire, il loro idolo fin dalla loro infanzia e certamente non aveva smesso di esserlo quando, dopo aver vinto contro One for All, aveva terminato il potere che gli era rimasto dopo aver passato la sua unicità All for One a Midoriya.

Quando furono esausti i due smisero di combattere e fecero dei brevi esercizi di defaticamento per evitare di accusare dolore in seguito o nei giorni che si sarebbero mostrati poi si andarono a fare la doccia nel bagno comune, fu imbarazzate ma erano ai lati opposti del bagno perciò poterono sopportarlo ed evitato o di far scivolare lo sguardo sul corpo dell'altro.

Quando ebbero terminato uscirono dal bagno camminando a passo lento e a voce bassa parlavano del più e del meno, perlopiù di cose riguardanti l'allenamento avuto e qualche problema nel metodo di combattimento dell'altro, o meglio, era Bakugou che criticava Deku volendolo spronare a sviluppare un suo schema di movimenti e non a limitarsi a copiare quello degli altri.

Si sedettero sui divanetti verdi presenti nella zona comune, il biondo prese il telecomando pece fra le mani e accese la televisione, annoiato fece girare vari canali mentre l'altro leggeva e appuntava qualcosa sul suo amato quaderno e poi si fermò quando venne annunciato l'avvistamento di un cattivo nella zona residenziale dove c'erano le loro case.

Si parlava di un uomo alto, il fisico muscoloso, i capelli scuri, una cicatrice lunga che gli solcava il volto, vestito con abiti monotoni affinché potesse camminare tranquillamente per le strade di una cittadina affollata come Tokyo e pareva non avere intenti criminosi.

La donna era piuttosto turabata, nonostante il villain, come era stato descritto, non sembrava pericolo e neppure pareva avere intenti bellici che avessero potuto minare alla sicurezza della città, per questo nessuno dei due capì il motivo che la spingeva ad essere tanto nervosa, ma poi ella spiegò quella sua reazione apparentemente esagerata.

La castana spiegò che quel criminale sfuggiva dalla morsa della legge da ormai quindici anni, che era un criminale pericoloso che aveva compiuto vari crimini e che pareva essere sparito dal pianeta, che non capisse perché si fisse ripresentato dopo aver creato il panico ed essere svanito nell'ombra anni prima.

«Il suo nome è Hisashi, si conosce solo questo sulla sua identità, altre informazioni personali non sono reperibili poiché bruciò l'edificio che conteneva i dati anagrafici dei cittadini della città, è chiaro solo che abbia l'abilità di sputare fuoco »

Al sentire quelle breve parole il ragazzo dalla chioma verde parve tramutarsi in pietra, quasi avesse puntato lo sguardo in quello di Medusa e la sua maledizione lo avesse colpito, ogni parte di lui parve fermarsi e Bakugou distolse lo sguardo dalla televisione per rendersene conto a causa del suono del taccuino che incontrava il pavimento.

«Deku? » lo chiamò confuso riportandolo alla realtà, l'altro si voltò con gli occhi sbarrati e il respiro mozzato ma non disse una parola, scosse qualche volta la testa come a mandare via qualche pensiero dalla mente e disse che era preoccupato per sua madre mentre raccoglieva il quaderno.

Poi però lo appoggiò al suo fianco prima di voltarsi e appoggiarsi sul petto del suo ragazzo incrociando le sue gambe con le sue muscolose e più lunghe, gli sorrise come era solito fare quasi fosse in cerca di attenzioni o di conforto e fu subito chiaro a Katsuki che qualcosa non andasse, ma non volle chiedere, non voleva far vedere quanto realmente fosse preoccupato per la reazione che aveva avuto poco prima.

In un gesto involontario la sua mano si mosse prima che potesse anche solo realizzarlo e finì fra la chioma scompigliata del suo ragazzo, tanto soffice e morbida da fargli sembrare di star sfiorando delle nuvole, poi però lasciò il suo palmo scivolare fino ad accarezzargli la mascella e questo allungò il collo lasciandogli più facile il percorso.

Chiuse un occhio e un ansimo fuoriuscì dalle sue labbra quando le lunghe dita calde del biondo scivolarono sotto il suo collo lentamente, una scarica improvvisa lo aveva percorso facendogli sentire una sensazione simile al solletico ma più piacevole e ignota.

Bakugou fu preso da una voglia matta ed improvvisa si baciarlo ma in quella posizione per lui sarebbe stato difficile e non si sarebbe mai sognato di chiedere un bacio, perciò se non poteva pretendere avrebbe fatto in modo che il suo ragazzo avesse avuto voglia di farlo, almeno tanto quanto lui.

Portò le sue dita a risalire lentamente il suo collo muscoloso e pallido trovando che forse quella fosse una delle sue zone erogene, poi le fece passare lentamente sulle sue labbra un poco screpolate un paio di volte per poi scivolare ancora lungo il suo collo e compiere quel tragitto ancora una volta, lo stava provocando e stava funzionando a giudicare dagli occhi lucidi di Midoriya, dal suo rossore evidente e dal suo respiro pensante, a volte spezzato a qualche ansimo.

Quel ragazzo era fin troppo sensibile, infatti non ci volle molto perché il suo corpo si sollevasse appena, che strusciasse il minimo indispensabile contro quello del suo ragazzo così che le loro labbra potessero incontrarsi e che finalmente quel contato tanto bramato da entrambi prendesse vita.

Deku pareva impaziente di assaporare il proprio fidanzato infatti fu lui a chiedere, fin da subito, l'accesso con la lingua umida e bramosa che veloce trovò quella del biondo accarezzandola e attorcigliandovicisi  attorno con foga mentre i loro muscoli vivaci accarezzavano le parti interne delle loro labbra, uno dei punti più sensibili della bocca.

Il respiro caldo del ragazzo dagli svafillanti occhi smeraldo si mischiava a quello del suo ragazzo, le sue mani erano avvinghiate al tessuto nero della maglietta di Katsuki mentre si spingeva lentamente in avanti per arrivare meglio alle sue labbra, le braccia muscolose del biondo erano strette alla sua vita e una sua mano si trovava a pochi centimetri dal suo fondoschiena mentre percepiva i cavalli dei loro pantaloni scontrarsi.

Si staccarono solo quando furono sul punto di soffocare; quel bacio era stato umido e lussurioso, diverso da quelli che avevano assaporato fino a quel momento, le loro lingue ora separate erano ancora unite da un leggero filo rilucente di saliva, gli occhi di Midoriya erano ricoperti da una patina lucida e così quelli dell'altro, ansiamvano  senza osare separare i loro sguardi quasi famelici.

Deku era a cavalcioni su Bakugou che osservava le sue spalle pallide lasciate scoperte di lato dalla maglia bianca che inossava, abbassarsi ed alzarsi velocemente al ritmo del suo respiro; entrambi percepivano una sensazione di calore scoppiare nei loro corpi, un piccolo incendio che dal loro basso ventre si propagava in ogni loro angolo, come una scarica elettrica che viene facilmente condotta in ogni dove.

E, se fosse dipeso da loro, si sarebbero nuovamente avventati l'uno sulle labbra dell'altro senza ritegno, ormai non si ricordavano neppure di essere nella parte comune del dormitorio, ma vennero interrotti da dei passi decisi e delle voci allegre a loro ben note.

Bakugou pensò a quanto desiderasse assaporare nuovamente quella sensazione procurata da quel bacio bollente partito, incredibilmente, da Midoriya e schioccò scocciato la lingua sul palato quando capì che poteva solamente abbandonare quel piano, poiché ormai quelle voci note si facevano sempre più vicine a loro.

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