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Capitolo 12

Erano ormai tornati a Boston e il viaggio in aereo era stato carico di tensione. Spencer non osava parlare con nessuno, limitandosi ad annuire o a scuotere la testa. Era il suo modo di superare la cosa: si estraniava da tutto, rimanendo in silenzio ad osservare il fantasma del suo dolore. Qualcosa che soltanto lei poteva vedere. 

Stava disfacendo la sua valigia nella sua vecchia stanza, quando entrò Jacob. Si sedette sul suo letto e lei rimase immobile agli occhi del ragazzo. 

"Non ti preoccupare, non mi avvicinerò se é questo ciò che temi" mormorò, mettendo le mani davanti a sé. La ragazza continuò con il suo lavoro, attendendo di ascoltare le sue parole. "Non ti potremmo mai fare del male, Spence. Per tutti noi sei come una sorella, tranne per William, ovvio, hai avuto ed hai ancora qualcosa di speciale con lui. So che probabilmente il rapporto tra noi due si é un po' perso con tutto quello che ti é capitato, ma questo non intacca il bene che ti voglio. Non puoi capire quanto faccia male vederti così, come se fossi un'automa. Sei come senza vita, non parli con noi e non ci permetti di aiutarti. So che ciò che hai passato é difficile da superare, che é orribile anche solo pensarci, ma io so che sei forte. Perdere il bambino, essere stuprata, sono cose che supererai, ma ci devi permettere di aiutarti perché non ti puoi tenere tutto dentro. Holland ci sta molto male perché ha notato il tuo sguardo e tutti noi sappiamo, ed anche tu lo sai, che sarà difficile tornare come prima" 

Spencer continuava a rimanere in silenzio, come se quel discorso non fosse rivolto a lei, non toccandola minimamente. Potevano provarci quanto volevano a parlarle e a chiedere di farsi aiutare, lei non l'avrebbe accettato comunque. 

Jacob, notando il silenzio da parte della bionda, si avvicinò per poterla almeno sfiorare, ma lei si allontanò di scatto. 

"Okay" sussurrò il ragazzo, uscendo dalla stanza. Era stanca di sentirsi dire sempre le stesse cose da tutti. Non potevano capire ciò che stava provando o non provando. Perché lei si sentiva svuotata, priva di qualsiasi sentimento. 

In quel momento aveva voglia di uscire, così prese il telefono e contattò l'ultima persona che potesse mai voler vedere. 

***

"Non pensavo mi avresti mai risposta alla mail" Sasha era davanti a lei al tavolino del bar. Aveva fatto scegliere a lei il luogo dell'incontro, a Spencer bastava soltanto ascoltare ciò che aveva da dire.  

"A quanto pare ho sorpreso entrambe" ribatté prontamente, poggiando la sua schiena allo schienale della sedia. 

Il cameriere portò a Sasha il caffé che aveva ordinato, per poi andare velocemente via, mentre la ragazza dai capelli castani aggiungeva una bustina di zucchero. Spencer seguì attentamente ogni mossa, cercando di tenere il suo cervello impegnato a pensare ad altro. 

"Salto i convenevoli e arrivo al punto. So che mi odi per ciò che ti ho fatto. Ma ti posso assicurare che in questi mesi sono cambiata. Potrà essere una frase detta da un qualsiasi psicopatico dopo che ha fatto qualcosa di orribile e potrai anche non credermi, ma é così. In fondo, noi non siamo così diverse come credi" sorseggiò un po' del suo caffé, per poi riprendere a parlare "So che tuo padre ha lasciato tua madre per stare con il suo attuale fidanzato in Spagna. Mio padre, invece, mentre mia madre era in casa portava queste bellissime donne vestite elegantemente nel suo studio. E puoi solo immaginare cosa facessero poi. Sai cosa faceva mia madre invece di evitare una cosa del genere? Lei cercava di distrarsi, mostrando sorrisi falsi, mentre suo marito al piano di sopra la rendeva ridicola. Io volevo solo che prendesse un po' di coraggio e si tenesse ciò che era suo. Diventata più grande ed entrata alle superiori, avevo incontrato Matthew. Lui era così bello e così dannatamente convincente, che ti sapeva prendere all'istante. Pensai che il liceo potesse essere una svolta per me, così mi basai sulle ragazze che frequentava mio padre per essere come loro. Per quanto le odiassi, erano veramente bellissime. Matt mi dava attenzioni e diceva di amarmi ed io mi ero presa una cotta per lui che cresceva sempre di più.
Passato un anno insieme, dopo alcuni mesi, sei arrivata tu e lui era così distratto, che mi sembrava mio padre con mia madre. Così mi dissi che non avrei fatto il suo stesso sbaglio, che avrei lottato per l'uomo che amavo. Poi tu sei rimasta incinta e lui ti aveva lasciata sola e, quando l'ho saputo, ti ho odiata ancora di più perché avevi un altro motivo per tenerlo con te. Una sera lo trovai in un bar ad ubriacarsi,  circondato da due ragazze, così ne approfittai.
Dopo due giorni partì e non lo sentii più. Durante l'anno erano successe tante cose, soprattutto a te. Nonostante sapessi tutto ciò che ti era capitato, ti ho odiata lo stesso. Credevo che Matt se ne fosse andato per colpa tua e cercavo in qualsiasi ragazzo, quello di cui mi ero innamorata. Ecco perché volevo stare con Jonathan. Quando ci siamo scontrate a scuola, volevo fartela pagare, così avevo fatto tornare Matt non solo per vederti soffrire, ma anche per me. Sapevo che lo amassi ancora, ma c'era anche William e tenevi a lui, così mi ero alleata con Ashley per farti stare male. Il resto lo sai, soprattutto l'incidente"

Sasha rimase in silenzio, finendo il suo caffè vedendo lo sguardo accigliato di Spencer che non accennava alcun movimento. Decise di continuare con il suo racconto.

"Quando ho saputo dell'incidente, avevo capito di aver sbagliato, soprattutto quando avevo sentito che Will era rimasto ferito. Lo andai a trovare e lui era ancora incosciente. Avevo sentito per caso che tu fossi scappata e lì mi sono resa conto dei miei errori. Ho deciso di mia spontanea volontà di cambiare, così ho cominciato ad andare dalla psicologa e a seguire dei corsi di volontariato. Lì, ho conosciuto Noah. È completamente il contrario di Matt, è come Will. Credo che entrambe abbiamo bisogno di qualcuno che ci apprezzi, non che ci usi"

Spencer si avvicinò al tavolo, poggiando i gomiti su di esso.

"Fammi capire: credi che dopo il tuo ritiro spirituale, vieni da me, raccontandomi la tua storia e pretendendo il mio perdono? Accetto le tue scuse, ma non ti darò il mio perdono. Sai perché? Perché sei stata una di quelle persone che mi ha rovinato la vita, per un tuo stupido capriccio. Avevo finalmente trovato qualcuno che mi facesse stare bene, che non fosse Matt, che mi aveva fatto dimenticare la merda di cui ero stata circondata nell'ultimo anno.
Tu, però, dovevi metterti in mezzo, allearti con quella stronza, farmi tornare le allucinazioni, farmi essere di nuovo una pazza, farmi fare un incidente con William in auto, facendogli perdere la memoria e finire insieme ad Ashley. Mi hai rovinato la vita. Sono costretta ad ignorare il ragazzo di cui sono innamorata" disse tra i denti, con gli occhi pieni di rabbia.

"Anche se adesso lui sta insieme ad Ashley, non significa che la ami seriamente. Lui ama te. Una perdita di memoria non può cancellare ciò"

HOLAAAA

Ho cercato di aggiornare il più presto possibile. Con le vacanze natalizie credo di poter riuscirci più spesso.

Ed ecco la storia di Sasha. Sinceramente, all'inizio ci dovevano essere solo le sue scuse e Noah, il suo ragazzo, poi ci ho ripensato, mettendo la spiegazione completa. Sasha ha avuto un'infanzia difficile, portandola ad essere ciò che è stata. Anche lei, come Spencer, ha avuto un problema con la sua figura maschile nella sua vita.

Spero che vi stia piacendo il tutto, per qualsiasi cosa non esitate a dirmelo. Votate e commentateeee

Alla prossima,
Kisses

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