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23. Louis


Le condizioni di Louis si aggravarono improvvisamente quarantott'ore dopo. Il contagio pareva essersi stabilizzato; l'emergenza non era ancora rientrata, ma finalmente giunse da Denver un pacco di farmaci, con la prima diligenza in quattro settimane. Il paese era ancora in quarantena, ma quell'aiuto dall'esterno risollevò il morale di molti. Assieme ai farmaci ed ai beni alimentari, arrivò anche la posta. Peter recuperò una decina di lettere per Louis, lettere che il destinatario non avrebbe letto, per il momento. Stava pensando seriamente di scrivere un telegramma a sua sorella, per avvertire Harry delle condizioni di Louis. Non voleva, però, farlo allarmare inutilmente, in quanto non avrebbe potuto fare niente per aiutarlo, essendo bloccato fuori dal paese. Quindi stava temporeggiando. Passò alla clinica per consultarsi con Liam, ma le notizie non erano buone.

-Peter, ha la febbre alta da due giorni. Non si abbassa con le spugnature, con l'infuso, con niente. Ora gli somministro la prima dose di antipiretico, ma devo dirti la verità. E' meglio che contattiamo la sua famiglia- gli disse il medico, prendendolo in disparte. Peter si passò le mani sul viso.

-Secondo te, ce la farà?- Ebbe il coraggio di chiedere.

-Non lo so- fu la mesta risposta del medico.

Peter spedì un primo telegramma a Boston, e poi, facendosi forza, uno a Denver.

Louis era pallido e sudorante, e respirava in maniera lieve ed affannosa. Un sibilo respiratorio, accompagnato da una violenta tosse produttiva, era quello che maggiormente preoccupava il medico. Niall gli era rimasto accanto ventiquattr'ore su ventiquattro, aiutato da Liam, ma si rendeva conto che la situazione si stava aggravando. Il giovane non riprendeva conoscenza da più di venti ore, ed aveva le le labbra livide.

Verso sera Liam entrò in stanza con in mano un bicchiere.

-Niente di nuovo?- Chiese. Quelle ore di forzata vicinanza avevano fatto instaurare ai due un inizio di amicizia. Niall scosse la testa. Liam toccò la fronte di Louis, sentendola ancora bollente, e sospirò. Non disse nulla; si sedette sul letto, aprì la camicia del giovane e iniziò a passare un panno fresco sul suo torace e sul suo viso.

-Come vanno le cose?- Gli chiese Niall.

-Forse, ma solo forse, un pochino meglio. Oggi non è ancora morto nessuno- rispose stancamente il medico.

-Quante persone sono morte, finora?-

-Una trentina-

Nial rabbrividì.

-Avevi mai visto niente del genere?-

-Mai. E spero di non rivederlo mai più- commentò, lapidario, il medico.

Louis rimase nelle stesse condizioni per tutta la notte. Al suo capezzale si alternarono Niall e Liam, e l'alba del giorno dopo colse di sorpresa il medico appisolato su una sedia. Un improvviso rumore lo svegliò, facendolo sobbalzare. davanti a lui c'era Harry, con l'aria spiritata e stravolta.

-Harry! Come sei arrivato?-

-A cavallo, e poi a piedi. Sta morendo?- Gli chiese, con l'aria di chi sta vivendo le pene dell'inferno.

-Le sue condizioni sono gravi, ma lui è giovane e forte- cercò di rincuorarlo Liam, provando pena per lui. Harry si mosse all'improvviso, avvicinandosi al letto, e Liam uscì.

Harry gli accarezzò la fronte, il viso livido, e gli baciò una guancia.

-Ora ci sono io con te, Louis. Ti prego, cerca di guarire. Fallo per me-

Rimase a lungo ad accarezzarlo, passandogli un panno inumidito sul viso, baciandogli la fronte.

Niall entrò nella stanza di Louis e si bloccò sulla soglia: un ragazzo riccio e dall'aria stravolta stava accarezzando il viso di Louis. Harry alzò la testa, incrociando per la prima volta lo sguardo con il nuovo maestro.

-Ciao. Tu devi essere Niall. Grazie per essere rimasto con Louis. Sono arrivato appena ho potuto- gli disse Harry, tornando a guardare Louis con una espressione che fece arrossire Niall, che si sentì improvvisamente di troppo.

-Tu, dunque, sei Harry. Liam mi ha detto di darti questo, devi farglielo bere. Ti aiuto?- Rispose il biondo, avvicinandosi. Harry annuì, prendendo dalle mani di Niall la tazza.

Niall circondò le spalle di Louis con un braccio, ed Harry cercò di svegliare il giovane.

-Amore mio, svegliati. Devi bere. Fallo per me- gli mormorò affettuosamente, facendo trasalire Niall. Harry se ne rese conto, e lo inchiodò con sguardo limpido e fiero:

-Se hai qualche problema con questa cosa, sappi che non mi interessa- lo gelò, rivolgendosi di nuovo a Louis.

-Non ho nessun problema.. sono solo sorpreso- borbottò Niall, arrossendo.

Harry lo scrutò, senza aggiungere niente. Forzò Louis a trangugiare qualche misero sorso, di cui buona parte finì sul suo mento.

-Louis, ti prego. Fallo per me.-

Niall lo aiutò a riadagiarlo sul cuscino, guardando poi Harry accarezzare amorevolmente il ragazzo. In quel momento entrò Liam, ed entrambi si voltarono a guardarlo. Il medico si avvicinò a Louis, gli afferrò gentilmente il polso e contò le pulsazioni; gli sfiorò la fronte con la mano.

-Liam.. cosa possiamo fare?- Lo supplicò Harry, con l'angoscia nella voce.

-Possiamo provare a rinfrescarlo. Ti aiuto a lavarlo- propose il medico, facendo tacitamente cenno a Niall di uscire. Capiva che Harry avesse bisogno di fare qualcosa di concreto per tranquillizzarsi. Con l'aiuto di molte lenzuola, di svariate brocche di acqua fresca e di un olio aromatico di fattura indiana, ripulirono il corpo di Louis. Già solo il fatto di esssersi presi cura di lui rasserenò Harry, che ringraziò Liam con una espressione di gratitudine. Appena rimasero soli, Harry versò un cucchiaino di farmaco nella bocca di Louis, e continuò così, pazientemente, fino a che non riuscì a fargli assumere una dose sufficiente, impiegandoci due ore.

Si addormentò riverso sul letto di Louis, stremato, e non si accorse nemmeno che Niall entrò, silenziosamente, prendendosi a sua volta cura dell'ammalato senza svegliarlo.

Louis aprì gli occhi con fatica, non riconoscendo l'ambiente. Sentiva un enorme peso sul petto, che gli impediva di respirare normalmente. Si rese conto di essere semisdraiato in un letto che non conosceva, e subito realizzò di avere una mano coperta dai ricci di Harry, addormentato al suo capezzale.

-Finalmente ti sei svegliato- mormorò la voce di Niall, verso cui si girò, dall'altro lato del letto.

-Dove siamo?- Gracchiò lui. Parlare gli faceva male alla gola, e gli costava uno sforzo immenso.

-In clinica. Sei qui da tre giorni. Lui è arrivato stamattina- rispose Niall, facendo un cenno verso il ragazzo addormentato.


-Vado a chiamare Liam. Ci hai fatti spaventare a morte-

Louis avrebbe voluto chiedere molte altre cose, ma non ne aveva le forze. Si limitò ad accarezzare la testa del compagno, amorevolmente, ed a chiudere gli occhi per riposarsi.


Non potevo lasciarvi in sospeso senza farvi leggere che Louis sta bene!

 Buon week-end




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