CAPITOLO 4
OMMIODDIO SONO ANCORA VIVA! come se a qualcuno interessasse. Sorvoliamo. Sono le 5:41 di mattina e credo di essere l'unico essere sulla Terra ancora sveglio. Forse perché sono troppo arrabbiata per andare a dormire. L'unica cosa che riesce a calmarmi è scrivere. È un hobby. Che però é stato rovinato dalla mancanza di tempo.Non mi sto riferendo a questa storia. Il motivo per cui non sono andata avanti, è perché ho pensato che questa storia (italiano vai via) non fosse il massimo ed ero un po' a corto di idee. Però ho deciso di continuarla ugualmente.
Non so quanti avranno letto sta rottura di scatole colossale ma poco importa. Dovevo sfogarmi. Scusate.
Il tempo passò velocissimo. Quelle ore passate con Lorenzo furono molto probabilmente le migliori della mia vita. Passammo tutto il tempo al luna park,tra scherzi e risate ma anche scleri assurdi su attrazioni ancora più assurde. Quel momento magnifico finì per i miei gusti troppo in fretta....
L:sono le 19:30,devo andare. Mi sono davvero divertito in tua compagnia. Ti andrebbe se ci sentissimo ancora?
Io:ehm...certo! Sarebbe davvero s-stupendo!
Dissi quasi urlando. Detto questo ci scambiammo i numeri di cellulare e ognuno prese la propria strada,separandosi l'uno dall'altra.
Mentre camminavo verso casa pensavo solo a lui:i suoi occhi,il suo sorriso,il suo carattere.....
"Aspetta, non mi sarò mica.... Innamorata?! No,l'amore porta solo rogne"
Pensai fra me e me. Però.... A dirla tutta, Lorenzo sembrava un bravissimo ragazzo. Sembrava.
"È solo un amico. L'ho incontrato giusto oggi dopotutto"
Infatti è stata la giornata più bella di sempre. Adoravo stare in sua compagnia. Mi sentivo stranamente bene.
"Penso che nulla possa rovinarmi la giornata dopo questo"
Arrivata a casa,aprii la porta e mi resi conto di aver parlato troppo presto.....
Papà: Bentornata Elena.
Disse mio padre con a fianco una delle persone che più odio al mondo:la sua 'carissima' amante (o come diavolo si dice,il concetto è quello) Giorgia. Quanto mi stava sulle palle.
Io:mamma dov'è?
Papà: è uscita. Tornerà stasera tardi.
Mi limitai a guardarlo e fare cenno che avevo capito.
Papà: resterà Giorgia qui a cenare
Io:solo cenare,vero?
Chiesi in fretta:l'idea di dover stare con quella la anche solo per 1 secondo mi faceva impazzire,figuriamoci se vengo a sapere che resterà in casa mia per chissà quanto tempo
Papà: solo cenare
Io:meglio così
Dissi sottovoce,in modo che nessuno mi sentisse. Decisi di andare in camera mia,non avevo intenzione di passare del tempo con quei due.
Presi il telefono e decisi di mandare un messaggio a Lorenzo,ovvero l'unica persona che mi capisce e che mi rende felice per davvero.
IO
Ciao. Sono appena arrivata a casa. Tu che fai?
La risposta non tardò ad arrivare
LORENZO
Sono arrivato da poco. Cerco di cucinare qualcosa anche se faccio cagare ai fornelli.
IO
Quindi vuoi avvelenarti?
LORENZO
Meglio che stare a digiuno. Tu come stai messa,sentiamo.
IO
Alla grande! C'è un "ospite indesiderato" in casa mia e mio padre sta cucinando non so quali diavolerie. Sto una meraviglia!
LORENZO
Almeno non sei tu a cucinare
IO
Fidati, sono meglio io che non so fare manco un panino alla Nutella
Proprio in quel momento,una voce fastidiosissima mi chiamò dalla cucina
Giorgia: Elena! Vieni!
Quanto odio quando pronuncia io mio nome. Non si degna nemmeno una mia occhiataccia per i miei gusti.
IO
Che palle devo andare.
Ci sentiamo, ok?
LORENZO
Certo. Senti,domani sei libera?
Quella domanda mi lasciò di sorpresa, letteralmente. Risposi apparentemente calma
IO
Si,perché?
LORENZO
Ti volevo chiedere se ti andava ti venire al parco con me verso le 16
IO
Per me va benissimo. A domani allora
LORENZO
A domani
Quasi non ci credetti. Sprizzai gioia da tutti i pori. Avrei rivisto Lorenzo! Non vedevo l'ora che arrivasse il domani!
Ben presto,mi tornò il cattivo umore.
Giorgia: Elena allora?! Ti stiamo aspettando!
Io:UN MOMENTO!
Risposi io seccata più che mai. Controvoglia andai in cucina. Non avevo voglia di sedermi con lei e mio padre, mi faceva ribollire il sangue. A essere sincera,non sopportavo nessuno dei due. Feci per prendere il piatto che doveva spettare a me dal tavolo,intenta ad andare in camera mia. Ma ovviamente non posso mai fare quel cazzo che mi pare,nemmeno in casa mia.
Papà: Elena! Che modi sono questi?! Torna subito qui e siediti!
Con uno sguardo freddo e allo stesso tempo arrabbiato,mi girai e tornai in cucina,posando il piatto sul tavolo mentre prendevo posto. Mangiai abbastanza in fretta,solo per avere la possibilità di andarmene il prima possibile.
Giorgia: hai lavorato sodo oggi a lavoro.
Uno dei tanti 'complimenti' che quella cretina fece a mio padre. Ovviamente fasullo. Si capiva lontano un miglio,ma ormai mio padre era bello che andato. Si faceva condizionare da quella donna troppo spesso. E il tutto andava avanti da mesi.
Con la scusa di aver finito di mangiare, mi recai finalmente nella mia adorata stanza,luogo di salvezza,dove mi scaranentai sul letto senza pensarci due volte dalla troppa stanchezza.
Mi scuso se sono presenti alcuni errori grammaticali.
Ebbene!!! Per oggi finisco qua, visto che si sta crashando wattpad in una maniera mai vista. E....niente.
ALLA PROSSIMA! Spero che questo capitolo vi sia piaciuto!
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