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Prologo

James non sapeva che cosa fosse peggio: se il fatto che Cassie gli fosse ad un palmo dal naso e lui non poteva averla o il fatto di sentirsi un pervertito dato che, in quel tempo, la ragazza aveva ancora 14 anni.

Nel proprio universo e nel proprio tempo, avevano la stessa età e a James sembrò che quegli anni stessero scomparendo piano piano nella propria mente, come se il multiverso glielo stesse facendo apposta, come se lo stesse punendo per quello che aveva fatto.

Ogni tanto se lo ricordava: pur di cercare di sopravvivere, aveva fatto cose brutte, cose che la Cassie che stava per sposare non avrebbe mai immaginato.

Aveva affermato di aver ucciso la propria Peggy, ma non era affatto così, non ne avrebbe avuto il coraggio a quei tempi.

Eppure, lo aveva avuto nel lasciare l'amore della propria vita all'altare.

Ora Cassie rideva e scherzava dall'altro lato del tavolo, mentre Kate Bishop raccontava degli aneddoti sulla battaglia contro la variante di Peggy.

James non si sarebbe mai immaginato che si sarebbero tutti riuniti a cena: non aveva mai avuto così tanti amici nel proprio universo.

Invece, lì, era stato proprio lui a proporgli di far parte degli Young Avengers.

Era come convinto che qualcosa stesse arrivando, qualcosa di cui ancora non sapevano e che non sarebbero riusciti a prevedere.

-E quindi mi è rimasta questa bella cicatrice con la quale posso andare a rimorchiare.- aggiunse Kate, mostrando la cicatrice che aveva sulla spalla.

A quanto James sapeva, le si era conficcato un tubo nella spalla e Sam l'aveva salvata per un soffio.

James fece un sorriso di circostanza e osservò che anche Peggy si stava comportando allo stesso modo: era il primo evento sociale alla quale stesse partecipando.

Non aveva ancora idea del perchè fosse stata così male e lei non accennava a raccontarglielo.

Tuttavia, sembrava che si stesse riprendendo, soprattutto dopo che Sam si era presentato alla loro porta con l'intenzione di reclutarlo per una missione.

Da quel giorno, Peggy aveva messo James sotto torchio, costringendolo a fare duri allenamenti.

Ogni tanto, durante la cena, Cassie alzava lo sguardo su James e lo beccava a guardarla e quindi il ragazzo doveva distogliere subito gli occhi.

Cassie usava tenere quasi sempre i capelli castani legati in una coda alta e aveva ancora quel piccolo neo sotto al mento che le era spuntato fuori all'età di 10 anni.

E, come quando si erano messi insieme, utilizzava già lo shampoo alla fragola che a James piaceva odorare quando erano al letto.

Scacciò via quei pensieri, prima che Peggy fosse in grado di leggerglieli; sarebbe stato imbarazzante.

Alla fine della cena organizzata per il compleanno di Kamala, a base di kebab e verdure speziate, aiutarono tutti a sparecchiare e James decise che si sarebbe occupato di lavare i piatti, come al solito.

Quando finì di impilare i piatti sporchi vicino al lavello, tornò in soggiorno e vide America e Peggy che stavano sussurrando fra di loro, come se l'argomento fosse un segreto.

Al momento giusto.

Le stava sussurrando Peggy e James non aveva idea di che cosa intendesse, dato che, non appena lo videro, cambiarono argomento.

-Sembra che stia bene.- intervenne Cassie, affiancandolo.

James fece spallucce.- E chi lo sa.-

-Ti ha detto cosa le è successo?-

-No, ancora niente e se la costringo si arrabbia.- rispose l'altro, incrociando le braccia.

-Beh, hai fatto bene ad organizzare questo compleanno, non è bene che rimanga da sola.-

-A te come va? Tutto apposto allo Starbucks?- le chiese, mentre si avviarono alla porta.

-Sì, direi di sì, ma ho diminuto qualche turno perchè devo recuperare alcuni voti in scienze.-

James la guardò con un ghigno.-Magari devi solo...Aprire la mente.-

Cassie gli sorrise.- Mh, grazie per il consiglio.-

Proprio in quel momento, sulla collinetta giunse un ragazzo su una moto, quasi più bella di quella di Peggy.

-E' arrivato il mio passaggio! Grazie per l'invito, buonanotte!- esclamò Cassie, salutando James e Peggy e, con entusiasmo, correndo verso il guidatore della moto, ovvero un ragazzo sicuramente più grande con la quale si scambiò un bacio.

James affiancò la sorella di fuori, con una smorfia di disgusto.

-E quello chi cazzo è?- borbottò Peggy.

-Craig Sanders.- rispose James, con il tono di chi sta per vomitare.

-E chi cazzo è Craig Sanders?-

James tornò dentro per asciugare i piatti.- Il ragazzo di Cassie nei primi anni di licelo: lui è più grande di due anni. Se Lang lo saprebbe, la segregherebbe in camera sua.- raccontò, asciugando le stoviglie.

Peggy si appoggiò al mobile, incrociando le braccia.- Non mi hai mai raccontato di lei.-

-Perchè non c'è molto da raccontare...-

-James, stavi per sposarla...-

James si guardò la fede che ancora portava al dito e sospirò.- Io ti racconto di lei se tu mi dici perchè stai così male.-

Peggy si irrigirì, deglutendo nervosamente.- Va bene, ci sto.-

James ne fu sorpreso e, allo stesso tempo, prese coraggio per raccontare uno dei momenti più belli e, allo stesso tempo, i momenti più bui della propria vita.

Finì di sistemare i pietti e si sedettero sul divano, dove lui iniziò a rigirarsi l'anello tra le dita, leggendo l'incisione che c'era all'interno per la millesima volta.

Torna da me.

-Sono pronta.- affermò Peggy.

James la guardò negli occhi.-E se dicessi che sono stato io a riportare indietro Janet Van Dyne dal regno quantico?-

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