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Capitolo 5-La fasatura:

Dato che avevano bisogno di un posto per riprendersi e capire che cosa fare, i 4 tornarono all'appartamento di James e Cassie medicò Hope che, fortunatamente, riportò solo qualche livido.

Intanto, James preparò del thé per tutti e finì per rimanere in soggiorno con Hank che non smetteva di fissarlo, mentre sorseggiava rumorosamente la bevanda.

James arrossì, non riuscendo a mantenere lo sguardo.- Ehm...Quindi...Lei è un uomo geniale, non ha pensato di mettere un localizzatore sul laboratorio magari?-

Hank roteò gli occhi al cielo.- Ma certo che ci ho pensato. Quella cosa lo ha disattivato, sapeva che cosa faceva.-

-Pare che abbia utilizzato una fasatura.- intervenne Hope, tornando dal bagno tenendosi il fianco.

-Una cosa...?-

-Una fasatura quantistica: è quando un oggetto si muove attraverso più fasi della materia.- spiegò Hank, tornando a guardare James.- Ma dimmi più su di te, ragazzo.-

Cassie sospirò, capendo che il nonno volesse fargli il terzo grado.- Nonno...-

-Come facevi a sapere tutte quelle mosse?-

James fece spallucce.- Ve l'ho detto, facevo kung fu da piccolo.-

-Non era karate?-

L'altro deglutì nervosamente.- Il lunedì e il venerdì, durante la settimana facevo kung fu.- balbettò.

-Nonno, lascialo stare: ci sta aiutando, è questo l'importante.- puntualizzò Cassie, accarezzando la spalla di James.

-Il laboratorio emette radiazioni: potremmo modificare uno spettrometro quantico e rintracciarlo.- propose Hope.

-Sarebbe una buona idea, ma tutti i miei strumenti sono nel laboratorio.-

-Non c'è nessun altro alla quale potremmo chiedere aiuto?- domandò Cassie.

Hank ci rifletté su, ma la risposta pare non piacergli.- Ci sarebbe qualcuno...Bill Foster.-

James storse la bocca.- Il professore di scienze?-

-Era un vecchio collega di mio padre nello SHIELD e poi hanno litigato.- raccontò Hope.

-Litigato? Quel tipo era un'idiota!-

-Beh, almeno per una volta potremmo seppellire l'ascia di guerra e chiedergli una mano.-

***

Ancora una volta, i 4 si prepararono a indossare berretti e occhiali da sole per raggiungere la scuola senza essere riconosciuti.

-Mi dispiace immischiarti in questa storia dei fuggitivi.- intervenne Cassie, passando il cappello a James.

-Oh no, tranquilla, mi sto divertendo: sicuramente meglio delle lezioni di storia.- commentò James, con un sorriso.

Cassie fece altrettanto, mettendogli gli occhiali.- Grazie James.-

Attesero che i corsi pomeridiani finissero per parlare in privato con il professore, andando nel suo ufficio.

Non appena Bill vide Hank e riconobbe anche James, scosse la testa.

-Oh signor Newman, in cosa ti sei cacciato?- borbottò, incrociando le braccia.

Così, gli raccontarono tutto ciò che avevano passato e quello che gli serviva.

-Mi dispiace, ma io non posseggo quegli strumenti.-

-Che vi avevo detto? Una perdita di tempo!-

Bill fece un sorrisetto sarcastico.- Ma certo Hank, tranquillo, tu rimani sempre quello più famoso e intelligente.-

-Esatto, perchè almeno io sono in grado di costruire un regolatore di grandezza!-

-E' stato un incidente!-

-L'esser diventato grande 20 metri nel mio laboratorio?!-

-Il NOSTRO laboratorio!-

-Ehi, adesso basta!- gridò Hope.- Non sono venuta qui per vedervi litigare, ma per cercare di salvare mia madre!-

Allora i due si calmarono, smettendo di guardarsi in cagnesco.

-Davvero si può diventare alti 20 metri?- sussurrò James al professore.

-Sì, solo che causa un pò di sonnolenza.- rispose Bill, coprendosi metà bocca con la mano. -Comunque...Dato che io non ho un ego grande quanto il tuo, ci sarebbe un'altra maniera di risolvere il vostro problema...-

Prima che Bill potesse dire qualcosa, James osservò, guardando dalla finestra, che due volanti della polizia si fossero appena parcheggiate fuori.

-Ehm, ragazzi, abbiamo visite!-

-Potete ottenere quel localizzatore modificando le unità di diffrazione su uno dei regolatori.-

Hope ci rifletté su.- E' possibile...Grazie!-

Quando i 4 uscirono fuori dall'ufficio, tuttavia, non avevano idea di come evitare la polizia per andarsene.

-E adesso?- mugugnò Hank, accovacciandosi.

James cercò di pensare a qualcosa in fretta.- C'è una porta dentro la palestra che porta sul retro, seguitemi!-

Dato che ormai la scuola era completamente vuota, il gruppo riuscì ad arrivarci senza farsi vedere.

La suddetta porta era coperta da reti pieni di palloni e un cavallo con maniglie, così Cassie e James spostarono tutto velocemente.

-E' qui che porti le ragazze?- gli chiese Cassie, sotto voce, con un sopracciglio alzato.

James fece un sorrisetto.- No, sei la prima.-

-Bravissimo James.- commentò Hope, mentre tornavano al furgone.

***

-Volevo solo specificare che io non ho un grosso ego, ho solo una grossa mente, più di quella di Bill Foster!- borbottò Hank, alla guida.

-Però l'idea delle unità di diffrazione è buona.- commentò Hope.

-Peccato che ho modificato i regolatori quando ho migliorato le tute.-

Cassie, dai posti dietro, ebbe un'idea.- E se noi avessimo una delle vecchie tute?-

-Ce l'abbiamo?-

-La tuta con cui papà è entrato dentro quella fabbrica di caramelle...L'ho nascosta dentro il premio Miglior Nonna del mondo.-

-Che tieni nel tuo armadietto.- si ricordò James.

Cassie lo guardò sorpresa.- Sì...Esatto.-

Hank sbuffò.- Potevate dircelo prima che ci allontanassimo 10 chilometri dalla scuola?!-

Cassie continuò a guardare James con un mezzo sorriso.- Te ne sei ricordato...-

James la guardò accigliato.- Perchè non dovrei?-

La ragazza abbassò lo sguardo imbarazzata.- Non vengo molto spesso ascoltata, sai...Craig, lui...E' troppo impegnato.-

-D'accordo Cassie, c'è una cosa che vorrei dirti da molto tempo.- le disse James, fissandolo negli occhi, come se stesse per dirle qualcosa di molto importante.- Craig è un'idiota.-

Cassie scoppiò a ridere e annuì.- Coraggio, andiamo.-

Una volta tornati a scuola, Cassie e James si rimpicciolirono per entrare all'interno: attesero che la polizia uscisse dall'ufficio di Foster e sperarono che il professore non avesse fatto la spia.

Dovevano raggiungere il secondo corridoio per aprire l'armadietto di Cassie e prendere il premio.

Tuttavia, proprio mentre suonava la campanella dell'ultima ora pomeridiana, James si ringrandì improvvisamente, raggiungendo l'altezza di un bambino dell'asilo.

-Cazzo! Pym! Quanto era work in progress questa tuta?!-

James continuò a premere il pulsante di rimpicciolimento, ma non succedeva niente e non potevano permettere di farsi vedere dagli scolari.

Così, furono costretti a nascondersi dentro lo sgabuzzino degli oggetti smarriti.

Cassie tornò a grandezza naturale, invece James, di scatto, divenne grosso almeno 5 metri e fu costretto a rannicchairsi poiché non centrava nella stanza.

James sbuffò, vedendo Cassie ridere.- Ahn ahn, molto divertente, che cosa faccio adesso?!-

Allora Cassie aprì la la fibia della cintura per controllare.

-Che cosa vedi?- le domandò Hank, tramite auricolare.

-Le bobine di regolamento sono difettose.-

-Aggiustale con la mano per ora, forse riceverai una piccola scossa.-

Cassie fece quanto detto e così James si rimpicciolì il giusto, ma il magazzino era talmente piccolo che si ritrovò faccia a faccia con la ragazza.

James poté sentire di nuovo quel buon odore di fragola e arrossì leggermente.- Ciao...-

Cassie sorrise appena, quasi sfiorandogli il naso.- Ciao...-

Di scatto, James si rimpicciolì di nuovo, all'altezza di un bambino.- Oh ma che cazzo!-

La situazione non sembrò essersi risolta e così James fu costretto a prendere una felpa dalla scatola degli oggetti smarriti per mimetizzarsi nel corridoio.

Cassie tornò piccola quanto una mosca e James corse verso il suo armadietto, prendendo finalmente il premio.

Il ragazzo fece però fatica a salire sul furgone, perciò fu costretto a fare un balzo, imbarazzato.

-Ehilà campione, com'è andata a scuola?- gli chiese Hank, sarcasticamente.- Lo vuoi un succo di frutta e un formaggino?-

-Se lo racconti a qualcuno ti uccido.- borbottò James, mentre Cassie se la rideva.

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